Fisicamente

di Roberto Renzetti

del CICAP

e dell’Unione Astrofili Italiani (UAI)

http://www.cicap.org/articoli

(alcuni di questi articoli li ho già pubblicati in http://www.fisicamente.net/index-1104.htm )


La posizione della scienza verso l’astrologia  

Nel 1975, per rispondere alla preoccupante diffusione dell’astrologia, 186 scienziati di fama mondiale, tra cui 18 Premi Nobel, sottoscrissero la seguente dichiarazione:

“Gli scienziati di numerosi campi del sapere sono preoccupati per la crescente accoglienza dell’astrologia in molte parti del mondo.  Noi, sottoscritti – astronomi, astrofisici e scienziati di altri campi – desideriamo  mettere in guardia il pubblico contro un’accettazione acritica delle predizioni e consigli dati privatamente e pubblicamente dagli astrologi…
E’ semplicemente un errore credere che le forze esercitate da stelle e pianeti al momento della nascita possano in qualche modo influenzare il nostro futuro.  Non è nemmeno vero che la posizione di distanti corpi celesti renda particolarmente favorevoli alcuni giorni o periodi, o che il segno sotto il quale uno nasce determini la compatibilità o meno con gli altri…
Dobbiamo renderci conto che il futuro risiede in noi stessi, e non negli astri…
Bisogna che coloro che continuano a credere in queste cose sappiano che non vi é alcuna base scientifica per tali credenze, e che anzi c’é una forte prova del contrario.”


10 Domande per l’astrologo

di Andrew Fraknoi

Succede a tutti noi – astronomi professionisti, astrofili attivi e cultori dell’astronomia da poltrona. Riveliamo a qualcuno il nostro interesse per i cieli e immediatamente veniamo trascinati in una discussione sull’astrologia. Per molti di noi è difficile riuscire a rispondere cortesemente a chi prende sul serio questa antica superstizione.

La rivelazione di qualche tempo fa che gli impegni quotidiani nella Casa Bianca di Reagan erano organizzati e rimaneggiati basandosi sulle predizioni di un astrologa di San Francisco ha concentrato nuova attenzione sull’ampia diffusione dell’astrologia presso il grande pubblico. Per questo motivo ecco un’agile guida ad alcune delle risposte che potete fornire alle pretese degli astrologi.

I principi dell’astrologia

Il concetto base dell’astrologia è di una semplicità disarmante: il carattere e il destino di una persona possono essere ricavati dalle posizioni di Sole, Luna e pianeti al momento della nascita.

Interpretando la collocazione di questi corpi celesti mediante l’uso di una tabella chiamata oroscopo, gli astrologi pretendono di predire e spiegare il corso della vita e di aiutare persone, aziende e nazioni nell’assumere decisioni di grande importanza.

Per quanto incredibili risultino tali pretese a chi sa quanto lontani Sole, Luna e pianeti siano, un’indagine Gallup del 1984 rivelò che il 55% degli adolescenti americani crede nell’astrologia. Inoltre quotidianamente migliaia di persone basano decisioni mediche, professionali e individuali sui consigli ricevuti dagli astrologi e dalle pubblicazioni astrologiche. I particolari delle sue origini si perdono nell’antichità, ma l’astrologia risale comunque a migliaia di anni fa e appare in forme diverse in molte culture. Essa è sorta in tempi in cui l’immagine del mondo che l’umanità possedeva era dominata dalla magia e dalla superstizione, quando la necessità di comprendere i misteri della natura era spesso questione di vita o di morte. A quell’epoca gli oggetti celesti apparivano come divinità, spiriti importanti, o, come minimo, simboli o rappresentanti di personaggi divini che trascorrevano il proprio tempo ad armeggiare con la vita quotidiana degli umani. La gente cercava ansiosamente segni celesti sulle intenzioni degli dei. Valutato in questo contesto, un sistema che connettesse i luminosi pianeti e le costellazioni zodiacali, con aspetti significativi dell’esistenza, era affascinante e rassicurante. E anche oggi, nonostante tanto impegno nell’educazione scientifica, il fascino dell’astrologia per molta gente non è diminuito. Per loro, pensare a Venere come ad un mondo deserto ricoperto di nuvole e rovente come un forno, è molto meno attraente che considerarlo come un aiuto nel decidere con chi sposarsi. Un buon metodo per cominciare a riflettere sulla prospettiva astrologica consiste nell’assumere un atteggiamento scettico ma allegro di fronte alle conseguenze logiche di alcune delle sue pretese. Ecco di seguito 10 quesiti che mi piacerebbe porre ai sostenitori dell’astrologia.

Le 10 domande

1. Qual è la probabilità che un dodicesimo della popolazione mondiale abbia una giornata dello stesso tipo? Gli autori delle colonne di astrologia dei quotidiani (rubriche che appaiono su più di 1200 giornali nei soli Stati Uniti) affermano che voi potete apprendere qualcosa sulla vostra giornata leggendo uno dei 12 paragrafi sul giornale del mattino. Una semplice divisione mostra che 400 milioni di persone del mondo avranno lo stesso tipo di giornata, ogni giorno.

Dovendo soddisfare tante esigenze contemporaneamente, è chiaro perché le predizioni astrologiche sono espresse nella forma più vaga e generica possibile.

2. Perché è il momento della nascita, e non quello del concepimento, cruciale per l’astrologia?

L’astrologia sembra scientifica ad alcuni perché l’oroscopo è basato su un dato preciso: il momento della nascita. Quando l’astrologia si sviluppò, molto tempo fa, tale momento era considerato l’istante della magica creazione della vita. Ma oggigiorno noi sappiamo che la nascita è la fase culminante di nove mesi di costante sviluppo nell’utero. Anzi, gli scienziati ora ritengono che molti aspetti della personalità di un bambino siano fissati molto prima della nascita.

Io sospetto che il motivo per cui gli astrologi si affidano ancora al momento della nascita ha poco a che fare con la “teoria” astrologica. Quasi ogni cliente sa quando è nato/a, ma è difficile (e forse imbarazzante) identificare il momento del concepimento di una persona.

3. Se l’utero della madre può proteggere dagli influssi astrologici fino alla nascita, possiamo ottenere lo stesso effetto con un involucro di bistecche? Se così potenti forze emanano dai cieli, per quale motivo esse vengono inibite prima della nascita da un sottile schermo di muscoli, carne e pelle? Se il possibile oroscopo di un bambino è insoddisfacente, potremmo ritardare l’azione delle influenze astrologiche avvolgendo immediatamente il neonato con un involucro di bistecche fino a che i segni celesti saranno più favorevoli?

4. Se gli astrologi sono così abili come affermano, perché non sono più ricchi? Alcuni astrologi rispondono che essi non sono in grado di predire eventi particolari, ma solo tendenze generali. Altri affermano di avere il potere di prevedere i grandi eventi, ma non i piccoli, Ma in ogni caso gli astrologi potrebbero ammassare miliardi pronosticando il comportamento generale del mercato finanziario o delle borse merci, evitando così di imporre alti onorari ai propri clienti. Nell’ottobre del 1987, quanti astrologi previdero il “lunedì nero” in Borsa, mettendo in guardia i loro clienti?

5. Tutti gli oroscopi compilati prima della scoperta dei tre pianeti più esterni sono sbagliati? Alcuni astrologi affermano che il segno zodiacale (la posizione del Sole sullo Zodiaco al momento della nascita, che la maggior parte degli oroscopi sui quotidiani usa come unico riferimento), è una guida inadeguata per comprendere gli effetti del cosmo. Questi professionisti “seri” (generalmente quelli che hanno abbandonato il redditizio affare della vendita di articoli ai giornali) insistono nell’affermare che l’influenza di tutti i corpi celesti di maggiori dimensioni del sistema solare deve essere presa in considerazione compresi Urano, Nettuno e Plutone, che non furono scoperti, rispettivamente, fino al 1781, al 1846, e al 1930. In tal caso, che accade della pretesa di molti astrologi secondo i quali la loro arte ha condotto a predizioni accurate per molti secoli? Tutti gli oroscopi compilati prima del 1930 erano sbagliati. E come mai le imprecisioni in questi oroscopi non hanno portato gli astrologi a dedurre la presenza di Urano, Nettuno e Plutone molto prima che gli astronomi li scoprissero? Che succede se gli astronomi trovano un decimo pianeta? E che dire degli asteroidi e dei satelliti di dimensione planetaria del sistema solare esterno?

6. Dobbiamo condannare l’astrologia come una forma di fanatismo? In una società civile noi deploriamo tutti i sistemi che giudicano l’individuo semplicemente in base al sesso, al colore della pelle, alla religione, alla nazione di origine, o alle altre circostanze casuali della nascita. Nonostante ciò gli astrologi vantano di valutare la gente basandosi su un’altra circostanza casuale legata alla nascita – le posizioni degli oggetti celesti. Forse che rifiutare un appuntamento a un Leone o un lavoro a una Vergine non è così riprovevole come rifiutare un appuntamento a un Cattolico o un lavoro a una persona di colore?

7. Perché scuole diverse di astrologia sono così in disaccordo l’una con l’altra? Gli astrologi sembrano essere in disaccordo sulla maggior parte degli aspetti fondamentali del loro mestiere: se tener conto della precessione dell’asse della Terra, quanti pianeti e altri oggetti celesti devono essere considerati, e – soprattutto – quali tratti della personalità si associano con ciascun fenomeno cosmico.

Leggete 10 diverse colonne di astrologia, o procuratevene una letta da 10 differenti astrologi, e probabilmente otterrete 10 differenti interpretazioni.

Se l’astrologia è una scienza, come pretendono i suoi sostenitori, perché i suoi cultori non convengono su una teoria comune dopo migliaia di anni di raccolta di dati e di affinamento della loro interpretazione? Le idee scientifiche generalmente convengono nel tempo man mano che vengono verificate in laboratorio o altrove. Invece i sistemi basati sulla superstizione o su credenze personali tendono a divergere man mano che i loro adepti fanno carriera separatamente manovrando per il potere, il denaro o il prestigio.

8. Se l’influenza astrologica è trasportata da una qualsiasi forza nota, perché sono i pianeti ad avere l’effetto maggiore? Se gli effetti dell’astrologia possono essere attribuiti alla gravità, alle forze di marea, o al magnetismo (ciascuna di queste cause è invocata da una scuola diversa), anche uno studente di fisica alle prime armi può eseguire i calcoli nacessari per stabilire che cosa realmente influenzi un bambino appena nato. Questi calcoli sono stati eseguiti per molte diverse situazioni nel volume di Roger Culver e Philips Ianna Astrology: True or False. Per esempio, risulta che l’ostetrica che assiste il bambino possiede un’attrazione gravitazionale che è sei volte quella di Marte, e una forza di marea duemila miliardi di volte più intensa. Infatti l’ostetrica possiede certamente meno massa di Marte, ma è enormemente più vicina al bambino.

9. Se l’influsso astrologico è trasportato da una forza ignota, perché questa è indipendente dalla distanza? Tutte le forze ad ampio raggio d’azione che noi conosciamo nell’universo diventano sempre più deboli con l’allontanarsi degli oggetti. Ma, come ci si potrebbe aspettare in un sistema geocentrico costruito migliaia di anni fa, le influenze astrologiche non dipendono affatto dalla distanza. L’importanza di Marte nel vostro oroscopo è la stessa, sia che il pianeta sia della stessa parte del Sole insieme con la Terra, sia che si trovi sette volte più lontano dal lato opposto. Una forza che non dipende dalla distanza sarebbe una scoperta rivoluzionaria.

10. Se gli influssi astrologici non dipendono dalla distanza, perché non esiste un’astrologia delle stelle, delle galassie e dei quasar? L’astronomo francese Jean Claude Pecker ha osservato che gli pare segno di chiusura mentale degli astrologi il limitare la loro attività al nostro sistema solare. Miliardi di stupendi corpi celesti in tutto l’universo sommerebbero il loro influsso a quello dei nostri esili e piccoli Sole, Luna e pianeti. Un cliente il cui oroscopo ometta gli effetti di Rigel, della pulsar del Granchi e di M31, ha veramente ricevuto indicazioni complete?

L’astrologia messa alla prova

Anche se concediamo agli astrologi il beneficio del dubbio su tutti questi aspetti – accettando che gli influssi astrologici possano esistere indipendentemente dalle conoscenze correnti sull’universo – esiste una devastante prova finale. Semplicemente l’Astrologia non funziona. Molte verifiche hanno dimostrato che nonostante le loro pretese gli astrologi non possono predire un bel niente. In fin dei conti, non abbiamo bisogno di sapere “come” qualcosa funziona per sapere “se” funziona. Durante gli ultimi venti anni, mentre gli astrologi sono stati troppo occupati per effetture validi controlli statistici sul loro lavoro, fisici e sociologi lo hanno fatto per loro. Prendiamo in considerazione alcuni studi significativi. Lo psicologo Bernard Silverman dell’Università del Michigan ha esaminato le date di nascita di 2.978 coppie che si stavano per sposare e di 478 coppie che stavano per divorziare. La maggior parte degli astrologi sostiene di poter almeno stabilire quali segni sono compatibili o incompatibili nel campo dei rapporti tra persone. Silverman ha confrontato tali predizioni con ciò che era realmente avvenuto, e non ha trovato alcuna correlazione. Uomini e donne dai “segni incompatibili” si sposavano e divorziavano con la stessa frequenza di quelli con i “segni compatibili”.

Molti astrologi insistono nell’affermare che il segno zodiacale di una persona è fortemente correlato con la sua scelta professionale. Infatti, fornire consigli sull’attività lavorativa è una funzione importante della moderna astrologia. Il fisico John McGervey della Case Western Reserve University ha esaminato le biografie e le date di nascita di circa 6.000 politici e 17.000 scienziati per vedere se i membri di questi gruppi professionali appartengono a certi particolari segni, come predicono gli astrologi. Egli ha scoperto che i segni di entrambi i gruppi sono distribuiti in modo totalmente casuale.

Per superare le obiezioni degli astrologi che sentono che il segno zodiacale da solo non è sufficiente per una predizione, il fisico Shawn Carlson del Lawrence Berkeley Laboratory ha eseguito un ingegnoso esperimento. Gruppi di volontari furono interpellati per fornire le informazioni necessarie per trarre un oroscopo e per compilare il California Personality Inventory, un questionario standard degli psicologi che usa proprio il tipo di termini vaghi, generici e descrittivi caratteristici degli astrologi.

Una “rispettabile” organizzazione astrologica costruì gli oroscopi per i volontari, e 28 astrologi professionisti che avevano approvato in anticipo la procedura ricevettero ciascuno un oroscopo e tre profili di personalità, uno dei quali apparteneva al soggetto dell’oroscopo. Il loro compito consisteva nell’interpretare l’oroscopo e decidere quale dei tre profili gli si adattava. Sebbene gli astrologi avessero previsto di fornire più del 50% di risposte giuste, il loro punteggio effettivo su 116 prove fu soltanto del 34%, proprio quello che ci si sarebbe aspettato tirando a indovinare! Carlson ha pubblicato i suoi risultati sul fascicolo del 5 dicembre 1985 di «Nature», con grande imbarazzo della comunità astrologica. Altri tests mostrano che importa poco ciò che un oroscopo dice, se il soggetto è convinto che le interpretazioni vengono date per lui – o lei – personalmente. Alcuni anni fa lo statistico francese Michel Gauquelin inviò l’oroscopo di uno dei peggiori assassini di massa della storia francese a 150 persone e chiese loro quanto andasse bene a ciascuno. Il 34% dei soggetti dichiarò di riconoscersi nella descrizione.

Geoffrey Dean, un ricercatore australiano che ha condotto ampie indagini sull’astrologia, rovesciò le descrizioni astrologiche di 22 soggetti, sostituendole con frasi che affermavano l’opposto di ciò che ciascun oroscopo sosteneva. Tuttavia i soggetti di questo studio affermarono che le descrizioni si adattavano loro quasi con la stessa frequenza (95%) delle persone che avevano ricevuto le frasi “giuste”*. Chiaramente, quelli che cercano gli astrologi sentono il bisogno di una guida, di qualsiasi genere.

Tempo fa gli astronomi Culver e Ianna seguirono le predizioni rese pubbliche da ben noti astrologi e organizzazioni astrologiche per cinque anni. Su più di 3000 predizioni (comprese molte su uomini politici, divi del cinema, e altri personaggi famosi), circa il 10% si realizzarono. Vecchi cronisti (come del resto il CICAP, ha fatto, n.d.r.) potrebbero fare molto meglio con pronostici guidati dall’esperienza.

Se le stelle guidano gli astrologi a predizioni sbagliate 9 volte su 10, essi difficilmente possono apparire come guide affidabili per le decisioni della vita e gli affari di stato. Tuttavia milioni di persone, compresa la moglie di Reagan**, sembrano credere in loro.

Chiaramente, quelli tra noi che amano l’astronomia non possono che sperare che la pubblica infatuazione per l’astrologia scompaia.

Noi dobbiamo parlare a voce alta ogni qualvolta è utile o opportuno per discutere le falsità dell’astrologia, e incoraggiare l’interesse per il reale universo di remoti mondi e Soli, che sono misericordiosamente indifferenti alle vite e ai desideri delle creature del pianeta Terra. Non permettiamo che un’altra generazione di giovani cresca legata a un’antica fantasia, residuo di un tempo in cui ci rannicchiavamo intorno al fuoco, timorosi della notte.

La “Jetologia”

Un buon metodo per fare in modo che la gente rifletta sulla validità dell’astrologia consiste nel suggerire una “scienza” analoga che non sia altrettanto carica di tradizione e di storia. Mi piace chiedere alla gente di considerare la nuova scienza della “jetologia”, la quale sostiene che la posizione di tutti i jumbo-jet del mondo nel momento della nascita di una persona condiziona la sua personalità e il suo destino.

Per ottenere il massimo beneficio da un oroscopo jetologico, un jetologo professionista deve analizzare attentamente la distribuzione delle posizioni dei jet in tutto il mondo. Poiché un computer sarà di aiuto nel raccogliere e organizzare i dati, la jetologia “deve” essere una disciplina scientifica!

Ma anche quando la vostra carta jetologica verrà completata, un profano non sarà in grado di darle un significato. Anni di addestramento sono necessari per interpretare correttamente il quadro. Per esempio considerate l’affollarsi di aerei sull’aeroporto O’Hare di Chicago; il suo significato per la vita sentimentale del soggetto richiederà una grande mole di studio per un esperto jetologo.

Quando i vostri ascoltatori cominciano a ridere dell’assurdità di questo esempio, potete chiedere loro che cosa lo rende così divertente. Qualcuno sicuramente domanderà perché le posizioni di quegli oggetti dovrebbero avere qualcosa a che fare con le nostre vite.

Andrew Fraknoi

Società Astronomica del Pacifico

* Il fatto che si tratti del 95% anziché del 100% non è significativo, perché la differenza è dello stesso ordine dell’errore statistico.

** L’interesse di Nancy Reagan per l’astrologia non è privo di precedenti. La signora Eleanor Roosevelt rispose a una domanda riguardante l’astrologia in un modo che suona praticamente come una conferma della cosidetta astrologia “scientifica”.


L’inconsistenza scientifica dell’astrologia

di Margherita Hack

Anche prima del crollo della fisica aristotelica e dell’immagine tolemaica del mondo, l’astrologia ebbe notevoli oppositori, come documentato da una vasta letteratura. Però, la sostanza delle obiezioni era sempre di natura morale o religiosa. E anche quando si basava sull’esperienza, denunciando le false e contraddittorie previsioni degli astrologi, o si rispondeva che l’astrologo non sapeva il proprio mestiere o, più semplicemente, che se gli insuccessi erano molti, più memorabili erano i casi in cui gli oroscopi s’erano verificati. In realtà, non erano i successi o i fallimenti il criterio adatto a giudicare l’astrologia. Essa si riteneva giustificata al di là di ogni dubbio, dalla visione del mondo dominante e condivisa ovunque quasi da tutti; da una scienza di tipo qualitativo, nonché da un vivere quotidiano che aveva un’idea approssimativa delle distanze e del tempo, scandito più dalle stagioni che dalle ore. In particolare, il mondo veniva distinto in una sfera atemporale e divina, dove anche i pianeti erano dei; ovvero, dotati di particolari caratteristiche e poteri, capaci di influire su una sfera sublunare, luogo di cose pesanti e abitazione di creature mortali e corrotte. Le quali, inoltre, riflettevano nella loro costituzione, una precisa corrispondenza col mondo concepito come un grande animale. Insomma, la classica corrispondenza fra macrocosmo e microcosmo, tanto combattuta da Pico della Mirandola, nella sua celebrazione della dignità e libertà dell’uomo. Così si spiega come fosse possibile credere di leggere nelle stelle il destino degli uomini e delle cose. Stelle, pianeti, Sole e Luna, non erano soltanto indispensabili, per creare un calendario e per orientarsi, ma erano anche temuti: un’eclisse, una cometa facevano spavento dato che non si capiva con precisione né la loro natura, né la loro causa. Quando un pianeta sembrava fermarsi, sostare e tornare indietro nel suo cammino zodiacale, nonostante il carattere ciclico anche di questo fenomeno, esso destava preoccupazione e meraviglia; e, in connessione con altri aspetti del cielo, si interpretava come un segno di avvenimenti buoni o cattivi.

La rivoluzione copernicana

In antico, le parole astronomia e astrologia erano intercambiabili. La distinzione si fece via via sempre più netta, quando si prese a distinguere fra lo studio e le previsioni dei fenomeni naturali, compito dell’astronomia propriamente detta, e l’astrologia « giudiziaria »: quella, cioè, che formula giudizi sulle persone e ne predice le sorti e il destino. Questo avvenne verso la fine del 1300. Fu da allora, che, dopo una maturazione di secoli, e per un complesso di ragioni che andavano da quelle filosofiche e religiose alle scientifiche ed economiche, si diffuse una rivoluzione culturale che sconvolse proprio il cielo e la terra. E neppure è un caso, se ebbe per maggiori protagonisti Copernico e Galileo, un prete e un laico: entrambi, credenti sinceri, ma sovvertitori, loro malgrado, di un vecchio ordine e tenaci costruttori di un nuovo, non più dominato da cause occulte e da influenze soprannaturali. Il primo, col mettere il Sole al centro del sistema planetario, rispondeva ad una esigenza semplificatrice, soddisfacendo anche meglio ad un diffuso sentimento platonico che vedeva nel Sole l’immagine di Dio. Il secondo, mentre introduceva un metodo di misura e precisione per leggere la natura come un libro non meno sacro della Bibbia, scopriva col cannocchiale dei mondi insospettati, e quasi una nuova rivelazione divina. E vero che con questo nuovo metodo teorico-sperimentale, e con tali scoperte, si finiva per smantellare un plurisecolare edificio, fondato tanto sul sentimento religioso quanto sul senso comune. E si arrivava a sloggiare il Paradiso e l’Inferno, dove una folla di Angeli, Diavoli e tutti gli uomini avevano (o avrebbero avuto) una loro ben ordinata e definitiva dimora. Ma se questo poteva turbare la coscienza popolare e mettere in difficoltà i teologi e il potere della Chiesa e dei principi, d’altra parte la maniera galileiana e newtoniana di fare scienza si dimostrava non meno razionale di quella precedente, e soprattutto così feconda di risultati, che era impossibile che la vecchia struttura non rovinasse con tutto quel che conteneva, compresa l’astrologia. Come si potevano paragonare le sue discutibili previsioni, con quelle calcolate mediante la teoria della gravitazione? Quale astrologo poteva anticipare, come fece Halley, il ritorno della cometa che porta il suo nome ? Oppure, dalle perturbazioni osservate in alcuni pianeti, dedurre la presenza di altri corpi e scoprirli proprio dove gli astronomi indicavano? Sicché, avvenne che alla giovane classe colta e poi ad una cerchia sempre più numerosa, l’astrologia cominciasse ad apparire quasi come apparve a Casanova quella stagionata amante di occultisti, che era la Marchesa d’Urfé: « Il più seducente seno di Francia, quarant’anni prima ». E proprio come la illusa Marchesa si affidò per rinascere alle magiche birbanterie del veneziano, anche l’astrologia, da quel tempo, ha sempre cercato dei Casanova, subito pronti alle più rimunerative operazioni di restauro. A parte gli scherzi, interpretare la rivoluzione scientifica come una rivolta dei laici e della ragione, contro la religione cosmica, le cause occulte e anche molti aspetti della teologia cristiana, sarebbe dipingere un quadro errato e troppo semplicistico. Ciò non toglie che sia un utile schema per iscrivervi anche la storia dell’astrologia coi suoi trascorsi e ricorsi, nonché i suoi aspetti più contraddittori. Ci sembra che serva a spiegare il motivo per cui, quando predominava un qualche tipo di religione cosmica, l’astrologia veniva considerata (confusa con l’astronomia) la regina delle scienze; mentre si distingueva dall’astronomia e si dimostrava una superstizione, col prevalere di una cultura centrata sull’uomo e il suo modo di teorizzare e esperimentare.
Ciò non significa, che, per esempio, Einstein, credente in una specie di religione cosmica, lo si possa trasformare in un adepto dell’astrologia, come hanno fatto alcuni astrologi sfacciati. Egli, che si riteneva « un miscredente profondamente religioso », sosteneva che « tutto è determinato, sia per l’insetto quanto per la stella… e che gli esseri umani, i vegetali e le polveri cosmiche, noi tutti danziamo al suono di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un invisibile flautista… ». Però, si affrettava ad aggiungere (se mai ce ne fosse stato bisogno, e come si può riscontrare fra l’altro in un commento a delle lettere di Keplero) che « nemmeno il teorizzare logicomatematico più rigoroso… garantisce per se stesso la-verità; e che la più bella teoria logica non serve a nulla nella scienza naturale, in mancanza di un confronto con l’esperienza ». E se Keplero, benché sapesse che l’astrologia era come una « piccola volpe », seguitava a crederci, significa (prosegue Einstein) che non era riuscito a ucciderla dentro di sé. Ossia, non era riuscito a dominare quel suo difetto di teorizzare a vuoto. Vi riuscirono, non senza tentennamenti e contraddizioni, Newton e Galileo: quest’ultimo, così contrario alle cause occulte, da incorrere nell’errore di disconoscere l’attrazione esercitata dalla Luna, come causa delle maree. Tuttavia, anche loro, furono a volte considerati propensi all’astrologia, perché Galileo fece alcuni oroscopi (con risultati del tutto errati); e Newton, perché si interessò per molto tempo di profetismo biblico e di alchimia, stretta parente dell’astrologia. A questo proposito, si cita, anzi, una presunta replica di Newton all’amico anti-astrologo Halley: « Io ho studiato l’astrologia, Signor Halley, voi no! », riportata dall’astrologo W. Gorn Old (Sepharial) nel suo libro: Astrologia Ebraica. Chiave per lo studio dei Profeti, pubblicato nel 1929. Il curioso è che una frase quasi identica si legge pure nell’ultima edizione (1911) del Testo di Astrologia di Alfred Pearce, ma usata contro Newton « per la sua asserita scoperta della vuotaggine dell’astrologia… Egli (cioè Newton) non l’esamina, perciò non può capirla ». Quel che è certo, è che Newton rifiutava le cause occulte, al contrario sia degli alchimisti che degli astrologi.

Una risposta per ogni domanda

Cerchiamo ora di illustrare meglio l’atteggiamento della scienza rispetto all’astrologia . Come si è accennato, gli astrologi non si preoccupavano delle contraddizioni più smaccate. Alla domanda: « Come mai di tre bambini nati nello stesso momento e luogo, con gli stessi segni nelle medesime case e insomma col medesimo oroscopo, uno diventa un poeta, l’altro un commerciante e il terzo un barbone? », rispondevano: « Perché hanno un diverso “seme” (oggi si direbbe “patrimonio genetico”), e un diverso ambiente sociale, climatico e culturale ». Se invece due gemelli nascevano a due o tre ore di intervallo ed erano identici, allora significava che erano stati concepiti in tempi diversi. Ma se due gemelli nascevano appena a mezz’ora l’uno dall’altro, e tuttavia erano diversi di sesso e destino? La risposta era che mezz’ora equivale ad uno spostamento di 7,5 gradi della sfera celeste, e ciò faceva una grande differenza. Analogamente, per quanto concerne la responsabilità personale. Se un assassino si giustificava del delitto commesso affermando d’essere nato sotto un segno fatale, il giudice sosteneva che le stelle « inclinano, ma non necessitano », e lo condannava. La situazione per gli astrologi divenne più seria non appena si rimosse la Terra dal centro e se ne fece un pianeta fra gli altri, in quanto indebolì la credenza che le influenze esterne fossero particolarmente concentrate sul nostro pianeta. Tuttavia, non era una ragione sufficiente, come dimostrava l’attaccamento di Keplero all’astrologia; e nemmeno bastarono le scoperte come le 4 lune di Giove, osservate da Galileo mediante il cannocchiale. Infatti, il fiorentino Francesco Sizzi, astronomo e astrologo, argomentava che siccome « abbiamo nella testa sette finestre narici, orecchi, occhi e bocca) corrispondenti a due pianeti favorevoli e a due sfavorevoli, ai due luminari, e soltanto Mercurio incerto e indifferente…; e che la settimana era costituita da 7 giorni aventi ognuno il nome di un pianeta, e esistendo 7 metalli ecc… tutto crollava se si aggiungevano le 4 lune di Giove. Le quali, d’altronde, essendo invisibili, non potevano avere alcuna influenza sulla Terra, e quindi non esistevano ». Sembrano argomenti da ridere, e in gran parte lo sono. D’altra parte la mistica dei numeri e delle corrispondenze ha le sue profonde radici nella credenza di un universo d’armoniosi rapporti. Mistica che, se fa prendere grosse cantonate anche a filosofi come Hegel allorché si incaponì che non potevano esistere più di 7 pianeti, e per diverse ma non troppo dissimili considerazioni, a scienziati come Eddington e tanti altri, diventa una fonte di corretta ispirazione quando (come abbiamo ricordato parlando di Einstein) viene controllata dall’esperienza. Comunque, la sconfitta dell’astrologia divenne inevitabile col moltiplicarsi dei successi dell’astronomia, il diffondersi del metodo scientifico in tutti i settori della ricerca, e il precisarsi delle relazioni fra filosofia, religione e scienza. Ieri l’astrologia era una notevole fonte di guadagni. Oggi, forse, lo è molto di più e con assai meno rischi, se ricordiamo che un tempo più vicino del nostro alla mitica età dell’oro, tanto amata dagli occultisti, ci si poteva tuttavia rimettere la testa. Come la leggenda dice sia avvenuto ai cinesi Hi e Ho, astrologi alla corte dell’imperatore Schiong-Kong, per aver mancato la previsione di un’eclisse, verificatasi nell’autunno del 2159 a.C. Ma quel che l’astrologia ha perso definitivamente, è il duplice prestigio che aveva: quello d’essere religione e scienza, una dottrina e una pratica. Gli astronomi e gli scienziati nati dalla rivoluzione scientifica, hanno così dovuto abbandonare l’astrologia, e se ci hanno perso in quattrini e sacralità, non c’è dubbio abbiano guadagnato in dignità e conoscenza: che è anche la ragione per cui il numero degli astronomi è assai minore di quello dei loro ex colleghi. Comunque, l’odierna critica dell’astrologia elenca tante obiezioni scientifiche e filosofiche, che pure limitandoci a citarne solo poche, è con la strana sensazione di maramaldeggiare che lo facciamo.

Qualche obiezione

Una prima ovvia constatazione è che gli astrologi non sono d’accordo nemmeno sulla definizione stessa d’astrologia, sebbene ci tengano moltissimo a chiamarla scientifica. Ne consegue che non sanno se i loro oroscopi servano a fare previsioni, oppure abbiano un intento più psicologico e meno divinatorio. Se guardiamo ai loro metodi, vediamo che non ne hanno uno solo. Ma anche quando si decidono a scegliere, mettiamo, l’astrologia tropicale invece di quella siderale, fra i loro risultati c’è ugualmente una completa discordanza, peraltro da essi considerata quasi inevitabile e attribuita all’interpretazione. Tanto che, a questo punto, l’astrologia non è più una scienza, ma diventa un’arte; e la discordanza, una discordanza artistica, magari in omaggio all’universale armonia. Passando ai particolari, alcuni riconoscono il fatto che le costellazioni zodiacali in realtà sono 13, e non 12 come nella tradizione classica, mentre altri discutono dell’impiego astrologico degli asteroidi, delle conseguenze della variabilità delle distanze planetarie, o del significato che si deve dare a pianeti quali Urano, Nettuno e Plutone: hanno più effetto su una generazione o sull’individuo? E per quale ragione non hanno dedotto dagli oroscopi l’esistenza di questi medesimi pianeti, o almeno di Urano, che è quasi visibile ad occhio nudo, invece di lasciare questo onore agli astronomi ? Inoltre, sempre a proposito di Urano, che è stato trovato circondato da almeno 7 o 9 anelli, quali nuove influenze attribuirgli? Giove, pure lui anelluto, acquisterà di forza e poteri benefici? E il cattivo Plutone, diventerà birichino, ora che ci si è accorti che è molto più piccolo di quanto si credesse, e intorno gli orbita una luna? Davanti a tutte queste novità, un Sizzi moderno, un astrologo scrupoloso, dovrebbe sentirsi girare la testa più turbinosamente di una stella di neutroni. La verità è che non se ne cura, dato che per lui la scienza è solo un’etichetta da conservare bene appiccicata alla parola astrologia. Del resto, un po’ come succede per i segni astrologici, appiccicati a costellazioni che non gli appartengono più. E ciò a causa della famosa « precessione degli equinozi », che non finisce di confondere gli astrologi, i quali parlano della non meno famosa « Età dell’Acquario », ma senza sapere cosa sia, né quando cominci, ne quando avrà termine.

Un testo farcito di balordaggini

L’inadeguatezza culturale degli astrologi appare evidente consultando qualche loro testo, come quello firmato da Serena Foglia, presidente del Centro Italiano di Astrologia (CIDA). Di pagina in pagina e quasi di riga in riga, è un susseguirsi di balordaggini, che dimostrano una serena ignoranza o una disarmante presunzione. Certo, non rilevate da quei recensori di comodo, i quali l’hanno incensato senza nemmeno fiatare, davanti a vocaboli (come « disturbanze ») che denunziano la fonte inglese di alcuni paragrafi mal tradotti, mal digeriti e ancor peggio impiegati. Ma questo è nulla. Si confondono elementari nozioni quale la rotazione della Terra intorno al proprio asse, col moto di rivoluzione intorno al Sole; gli equinozi, col perielio e l’afelio; le ore, con i gradi; il tempo siderale, col tempo solare vero; i raggi gamma, con le onde radio; si definisce lo zenit come la perpendicolare al piano dell’eclittica, scambiando quindi l’eclittica con l’orizzonte. E tutto ciò in un libro intitolato L’alfabeto delle stelle! Che ne direste di un tale che da un pulpito o da una cattedra pretendesse di farvi da insegnante o da guida, e poi vi accorgete che confonde i punti cardinali coi membri del Sacro Collegio? Ecco, l’autore in questione, e gli astrologi in generale, fanno qualcosa di simile. Se volete un’immagine, sono come dei tragopogoni o dei tarassaci, quelle piante dette volgarmente anche bugie o soffioni, perché vagano seducenti nell’aria, ma basta un soffio a staccarne i peli e i frutti dal capolino. Insomma, sono artisti del confusionismo, ma se glielo spiattellate, vi sgattaiolano via nei meandri muschiosi della simbologia, o in quelli pisciosi della psicanalisi, tirando in ballo l’immancabile Jung, e fingendo di capire il significato delle sue misteriose sincronicità.
Un ultimo commento su questo libro, dove, come al solito, ci si appropria indebitamente anche del nome di Eddington. Subito in apertura, se ne cita una frase dove si apprende che il nostro corpo sarebbe composto da circa 1027 atomi, e basterebbero 1028 corpi umani per formare una stella. Si osserverà che è un banale errore di stampa, e che le cifre suddette vanno lette come un 10 con, all’esponente, rispettivamente un 27 e un 28 (cioè un 1 seguito da 27 e 28 zeri). Però noi siamo convinti che sia 10 alla ventinovesima o trentesima volte più probabile, che si tratti di un ulteriore esempio di sapienza alla maniera astrologica. Da un punto di vista filosofico e di metodo, non si rifiuta l’astrologia negando le influenze cosmiche, le interazioni di tutti i corpi dell’Universo. La gravitazione, nonché le radiazioni corpuscolari e elettromagnetiche provenienti dalle stelle, sono un fatto, anche se non sono tutte e sempre rilevabili. Così, per esempio, gli oggetti che ci circondano, questo mobile, questa casa e la stessa partoriente rispetto al neonato, esercitano su quest’ultimo influenze molto più importanti delle posizioni del Sole, della Luna e dei pianeti. Invece, l’astrologia si rifiuta, perché, al contrario della scienza, è vaga nei suoi responsi, e non è « falsificabile », proprio come non è confutabile la classica sentenza dell’oracolo: Ibis redibis non morieris in bello. Anzi, aggiungiamo che l’essenza del metodo scientifico, la fortuna, o per meglio dire il successo della scienza, non consisterebbero neppure nel metodo galileiano-newtoniano, il quale in definitiva crede in una descrizione esauriente e completa del mondo; ma nella possibilità che una teoria venga combattuta e abbattuta, per venire sostituita da una teoria migliore, anch’essa falsificabile, e così via. Cosa impossibile, dice Popper, per teorie come l’astrologia e la psicanalisi; e anche la teoria marxista della storia, trasformata dai seguaci di Marx in una tecnica divinatoria non dissimile da quella astrologica.

Una difesa contro ancestrali paure

In questo quadro, appare evidente che la scienza moderna non si accontenta più di una semplice formulazione logica e coerente; non si preoccupa più di ricercare una mitica verità assoluta, né di creare sistemi e « visioni del mondo » come quella astrologica, ma procede caso per caso, benché non rinneghi l’utilità di sistemi e teorizzazioni. Operando così, la scienza diventa sempre meno antropomorfica e più astratta. Ma se l’accusiamo di astrazione, allora significa che preferiamo una qualsiasi pseudo-scienza come l’astrologia, che dietro i termini apparentemente tecnici e presi in prestito dall’astronomia, in realtà maschera dei sogni infantili di carattere animistico e mitologico, e una difesa contro ancestrali paure.
Eccoci, dunque, arrivati al tema dell’odierna diffusione della astrologia, la quale, secondo le statistiche, conterebbe, soltanto negli Stati Uniti, oltre 30 milioni di credenti; e in tutto il mondo sarebbe la religione più diffusa, sebbene lasci quasi indenni le classi colte, specie quelle di formazione scientifica. Succederà come nel III e II secolo a.C. quando l’antirazionalismo si diffuse irresistibilmente dal basso verso l’alto, e l’astrologia conquistò le classi colte? Secondo noi è impossibile, anche se tutti sentono il bisogno di una religiosità più unificante e comprensiva, e nei cieli ad alcuni sembri di riudire il « brusio degli angeli ». La Marchesa d’Urfé non potrà rinascere; dovrà accontentarsi di belletti e di restauri al silicone, perché nonostante tutto non sono più le stelle a dominare l’uomo, ma è l’uomo che si accinge a entrare nei domini celesti e a fabbricare stelle e pianeti. E allora quale conclusione trarre sull’astrologia ? Risponderemo, anzi ripeteremo, che se fino a Copernico e Galileo era come un astro luminoso che non tramontava mai, dopo la rivoluzione scientifica è esplosa in mille pezzi, e ora ci appare come una di quelle comete che periodicamente visitano la Terra. Sono belle come l’astrologia, ma anche « fatte di niente » come l’astrologia. Sicché, almeno agli occhi della scienza, la gloriosa, millenaria avventura dell’astrologia è terminata in un « disastro »: attributo di derivazione astrologica, dal greco Dys-Astèr = cattiva stella.


La Luna tra scienza e mito

di Silvano Fuso

Dopo il Sole, la Luna è il corpo celeste che appare con maggiore evidenza ad una semplice osservazione del cielo. Si comprende pertanto come essa, fin dall’antichità, abbia stimolato l’interesse e la fantasia dell’uomo. Mitologie lunari si ritrovano in tutte le culture: la sua misteriosa luminosità e la mutevolezza periodica del suo aspetto hanno da sempre spinto gli uomini a immaginare una possibile correlazione tra le vicende terrene e il nostro satellite.

Ancora oggi, a oltre venticinque anni dalla sua conquista da parte dell’uomo, la Luna continua ad alimentare mitologie condivise da molte persone. Anche molti di coloro che manifestano scetticismo nei confronti dell’astrologia in generale, nutrono invece una fiducia profonda nel ruolo che la Luna svolgerebbe nei confronti di molti fatti terreni.

Quanto segue vuol essere un contributo per capire, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, quali siano i reali influssi che il nostro satellite esercita sulla Terra e quanto sia invece solo il frutto di mitologie sopravissute alla rivoluzione scientifica. Senza nessuna pretesa di completezza, ci proponiamo soltanto di stimolare un dibattito e, quando necessario, ulteriori ricerche per chiarire eventuali dubbi.

Gli influssi accertati

La Luna dista dalla terra mediamente 384.000 km e possiede una massa di circa 7.36 1022 kg?? (circa 1/77 di quella terrestre). Se si escludono strani “effetti magici” non dimostrati, gli unici mezzi che la Luna ha a disposizione per interagire con la Terra sono: la forza gravitazionale e la luce solare che essa riflette.

L’effetto più evidente e maggiormente conosciuto originato dalla forza gravitazionale lunare è costituito dalle maree. Esse sono fenomeni complessi che sono principalmente generati dall’attrazione congiunta della Luna e del Sole sugli oceani. La differente forza gravitazionale agente su punti molto lontani tra loro determina il movimento della massa fluida.

Meno conosciuta è l’esistenza di un fenomeno simile che interessa l’atmosfera. Con un meccanismo analogo a quello che fa muovere l’acqua degli oceani, anche le masse gassose dell’atmosfera possono spostarsi determinando le cosiddette maree atmosferiche. Tali maree possono determinare piccole differenze di pressione dell’ordine di qualche millesimo di millimetro di mercurio (la pressione atmosferica è mediamente di 760 mm di mercurio).

Oltre alle maree atmosferiche sono state accertate le cosiddette maree terrestri. Il globo terrestre presenta nel suo insieme una certa elasticità (comparabile a quella dell’acciaio). Di conseguenza, sottoposto a tensioni originate dallo stesso meccanismo che origina le maree oceaniche e atmosferiche, può subire piccole deformazioni.

La luce riflessa dalla Luna è molto debole rispetto a quella solare. Pur essendo troppo debole per alimentare la fotosintesi clorofilliana, la luce lunare sembra tuttavia in grado di provocare certi movimenti (tropismi) in certe specie vegetali. Inoltre, alcuni organismi marini sembrano avere un comportamento riproduttivo influenzato dalla luce lunare.

Gli influssi presunti

Se gli influssi della Luna accertati sono piuttosto ridotti, quelli che le vengono attribuiti sono molto più numerosi. Limitandoci ai più comuni, possiamo citare: influssi meteorologici, influssi sismici, influssi sulle pratiche agricole, influssi sulla biologia umana.

Influssi meteorologici. In molte culture, soprattutto contadine, si ritiene che esistano profonde corrlazioni tra l’attività lunare e le condizioni meteorologiche. Le variazioni di pressione prodotte dalle maree atmosferiche e la quantità di energia elettromagnetica trasportata dalla radiazione lunare appaiono troppo piccole per generare effetti apprezzabili sulle condizioni atmosferiche. All’origine della credenza relativa ai possibili influssi meteorologici della Luna ci può senz’altro essere l’osservazione di alcuni particolari aspetti del nostro satellite che si manifestano in corrispondenza di fenomeni atmosferici forieri di cambiamenti meteorologici. Ad esempio la maggiore o minore trasparenza dell’aria, dovuta a diverse condizioni di umidità, possono far apparire diversamente la Luna (un esempio tipico è il classico alone). Ovviamente però l’aspetto della Luna non è causa del cambiamento meteorologico in atto, bensì una sua conseguenza.

Influssi sismici. Studi statistici miranti a trovare una correlazione tra eventi sismici ed attività lunare hanno fornito risultati dubbi. Tuttavia non si può escludere che il fenomeno della meree terrestri possa avere una certa influenza sullo scatenarsi di sismi, conseguenti al liberarsi delle enormi quantità di energia elastica accumulata nel sottosuolo in corrispondenza delle faglie.

Influssi sulle pratiche agricole. Questo tipo di influssi è forse quello che gode di maggior credito da parte del mondo contadino e da parte di molti orticoltori dilettanti. Molti manuali di orticoltura “fai da te” e i classici calendari lunari per agricoltori raccomandano un rigoroso rispetto delle fasi lunari per lo svolgimento di quasi tutte le pratiche agricole: semina, trapianti, potature, taglio degli alberi, imbottigliamento del vino, ecc. Tutti i consigli forniti possono essere sintetizzati in una regola generale: «Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente. Tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante». Già qusta generalità e questa analogia tra fenomeni così disparati fa sorgere qualche dubbio e il sospetto che si tratti di un retaggio di antiche concezioni di “magia simpatica”. Tuttavia molte di queste credenze sono state sottoposte a verifiche rigorose. In nessun caso sono emerse conferme attendibili. La luce lunare, ad esempio, pur essendo in grado di provocare tropismi, è troppo debole per influenzare in modo apprezzabile la crescita di una pianta. Inoltre, se tale influenza fosse reale, oltre alle fasi lunari, dovrebbero essere altrettanto importanti le condizioni dell’atmosfera. Queste ultime possono infatti determinare un maggiore o minore assorbimento della radiazione lunare. Non sembra neppure ragionevole pensare che abbiano un’influenza gli effetti gravitazionali della Luna. Se fosse vero, infatti, si dovrebbero riscontrare differenze di accrescimento anche in orti che si trovano a distanze diverse da colline o caseggiati. Infatti, l’effetto gravitazionale di questi ultimi è senz’altro comparabile con quello lunare. Discorso analogo vale anche per l’imbottigliamento del vino. Sembra estremamente improbabile che la gravità lunare (visto che nelle cantine la luce lunare naturalmente non arriva) possa influenzare le reazioni chimiche che determinano la qualità finale del prodotto. Sicuramente molti altri fattori, che probabilmente non vengono minimamente considerati, hanno un effetto determinante nella riuscita di certe pratiche. Le persone che credono agli influssi lunari sulle pratiche agricole, probabilmente devono le loro convinzioni al fatto che, per tradizione, sono sempre state rispettate e, in genere, i risultati ottenuti sono stati buoni. Si tratta tuttavia di una “prova” tautologica priva di ogni valore. (Tale “prova” fa venire in mente una vecchia barzelletta: un viaggiatore lanciava periodicamente palline di carta dal finestrino del treno. Un passeggero incuriosito gli chiese il perché di quella strana pratica. «Serve a tenere lontani gli elefanti» rispose il viaggiatore. Dopo che il suo compagno di viaggio gli fece notare che in quella zona non esistevano affatto elefanti, il viaggiatore replicò: «Vede che la mia tecnica funziona!»). ***

Un’altra credenza diffusa nel mondo contadino è quella della cosiddetta Luna rossa. Con tale espressione si intende la lunazione che comincia dopo la Pasqua. L’aggettivo rossa attribuito alla luna di questo periodo deriva dal fatto che sono frequenti fenomeni di appassimento dei germogli, che assumono una caratteristica colorazione rossastra. Tuttavia la Luna non c’entra un bel nulla con questi fenomeni. Essi sono infatti dovuti a gelate, piuttosto frequenti nel periodo considerato, che sono più intense quando il cielo è nitido, quando cioè, come conseguenza e non come causa, la Luna appare particolarmente splendente.

Influssi sulla biologia umana. Nel passato molte poatologie venivano associate agli influssi lunari. L’esempio più noto è quello dell’epilessia, che veniva chiamata mal della Luna. Retaggi di queste antiche credenze si ritrovano ancora nel linguaggio attuale: un tipo volubile è detto lunatico e il cattivo umore viene indicato come Luna storta. Inutile dire che la medicina moderna ha destituito di ogni fondamento queste antiche credenze. Tuttavia molte convinzioni riguardanti gli influssi lunari su alcuni aspetti della fisiologia umana sono tuttora diffuse. Un esempio è la credenza che la Luna influenzi i cicli riproduttivi. La periodicità del ciclo lunare e del ciclo mestruale femminile ha fatto immaginare una possibile correlazione. da qui a pensare che le fasi lunari possano influenzare anche la frequenza delle nascite il passo è breve. Molti studi statistici (v. ad esempio S&P n.2, anno II e n.3, anno IV) hanno dimostrato che non esiste correlazione alcuna tra la frequenza delle nascite e le fasi lunari. Ciò nonostante molte persone continuano a consultare il calendario lunare per prevedere il momento del parto. Altra convinzione radicata è quella che riguarda la crescita dei capelli e delle unghie. Anche in questo caso, basandosi unicamente sulle antiche regole della magia simpatica, si ritiene che capelli e unghie crescano più rapidamente durante la fase di Luna crescente. Ben difficilmente la luce lunare o i suoi effetti gravitazionali possono influenzare le complesse reazioni biochimiche che determinano la crescita delle nostre strutture cheratiniche.

Conclusioni

Controlli scientifici rigorosi sembrano ridurre di molto il numero degli influssi che il nostro satellite eserciterebbe sulle vicende terrene e sulla nostra vita. Qualcuno, probabilmente, rimarrà dispiaciuto poiché l’astro d’argento perde, in tal modo, buona parte del suo fascino e del suo mistero. Tuttavia, come al solito, occorre distinguere nettamente i nostri desideri dalla realtà. Il fatto che la tradizione e la cosiddetta “saggezza popolare” continuino a credere ciecamente in certi influssi esercitati dalla Luna dimostra una verità ben nota a chi si occupa di problematiche paranormali e affini: vi è sempre la tendenza a evidenziare i fatti che confermano certe credenze e aspettative e a tralasciare quelli che invece le smentiscono. Inoltre di fronte a fenomeni complessi le cause influenti sono molteplici e soltanto un approccio scientifico e rigoroso consente di valutarne singolarmente gli effetti. Attribuire tutti gli effetti ad un’unica presunta causa, senza isolarla accuratamente da tutte le altre, è troppo semplicistico e porta inevitabilmente a solenni cantonate.

Bibliografia

  • P. Bianucci, “La Luna: tradizione, scienza, futuro”, Giunti Barbera, Firenze, 1988
  • I. Asimov, “Una coppia di pianeti”, Bompiani, Milano, 1965
  • A. Fresa, “La Luna: movimenti, topografia, influenze e culto”, Hoepli, Milano, 1952
  • B. Castellino e L. Villani, “Ciascuno ha la sua Luna”, Canesi, Roma, 1961
  • AA. VV., “Enciclopedia agraria italiana”, Ramo Editoriale degli Agricoltori, Roma, 1969
  • AA. AA., “Enciclopedia delle Scienze”, De Agostini, Novara, 1983


Per saperne di più:


Astrologia: non e’ vera… ma ci credono!

Perche’ sembra funzionare e perche’ piace a cosi tanti?

di Roberto Vanzetto

Nonostante la mancanza di fondamenti teorici e di dimostrazioni empiriche sul funzionamento dell’astrologia, sono moltissime le persone convinte che l’astrologia abbia dei fondamenti, funzioni davvero, descriva sul serio una parte profonda della nostra personalità, il mondo che ci circonda e i fenomeni che vi accadono. Questo non deve sorprendere: le teorie astrologiche, infatti, sono strutturate in modo da sembrare perfettamente funzionanti al vaglio di un’osservazione superficiale e priva di verifiche. Come molte altre pseudoscienze riscuotono quindi successo con molta facilità.Vediamo alcuni dei meccanismi caratteristici che permettono (hanno permesso e permetteranno in futuro) all’astrologia di essere ritenuta veritiera.


L’astrologia fa affermazioni
vaghe oppure valide per tutti

Si possono fare vari esperimenti per vedere come sia facile fare affermazioni che non sbagliano mai. È il caso delle affermazioni vaghe, nelle quali è facile riconoscersi e vedere rappresentata la propria situazione personale.
Un primo esperimento può essere fatto con le carte dei Tarocchi. Ogni carta ha un significato particolare che diviene opposto se la figura compare alla rovescia. Per esempio la “torre che crolla” indica un momento di distruzione, ma se la figura si presenta sottosopra il significato diventa quello di una ricostruzione. Fate questo esperimento: leggete il presente, il passato e il futuro a una persona. Vedrete che indovinerete molte cose. Ribaltate allora tutte le carte sul tavolo e reinterpretate la nuova situazione: indovinerete di nuovo un sacco di cose. Voi direte il contrario esatto di quanto ricavato con la prima configurazione, ma il vostro “cliente” troverà tutto di nuovo incredibilmente vero.
Come secondo esperimento provate a non leggere il vostro oroscopo, ma quello di un altro segno. Scoprirete che il vostro nuovo oroscopo vi sarà dello stesso aiuto di quello usuale.
Provate infine a leggere i 12 oroscopi redatti da un qualsiasi astrologo dopo che il periodo a cui si riferiscono è passato. Ritagliate ed eliminate le intestazioni e, con il senno di poi, sapendo bene cosa è accaduto e cosa no, provate a cercare quello riferito al vostro segno. Vi accorgerete che tutti, per un motivo o per l’altro, vanno molto bene.
Passiamo ora alle affermazioni valide per tutti. Ecco un esempio concreto: “Tu sei molto sensibile e curioso; sei una persona che riflette e valuta le alternative prima di prendere una decisione importante; certe volte hai l’impressione che gli altri non ti capiscano fino in fondo, hai potenzialità e risorse che non hai ancora sfruttato al meglio delle tue capacità; sei leale, generoso e ami la libertà”. A questo punto è facile pensare “Diavolo! Sono proprio io! È incredibile!” Ma proviamo a rovesciare la frase, per metterne in risalto l’ovvietà: “Sei un tipo insensibile e non te ne importa un accidente di niente; prendi a casaccio anche le decisioni più importanti della tua vita; chiunque ti può capire, perché c’è poco da capire, non hai alcuna potenzialità nascosta o risorsa non pienamente sfruttata: meglio di così non potresti proprio essere; sei sleale, taccagno e ami la prigionia”.


La vaghezza astrologica non viene percepita

L’assenza di un vero contenuto nelle frasi fatte dell’astrologia si riempie di significati non appena la persona che ascolta pensa alla propria particolare situazione. Per esempio, un’affermazione del tutto generale e vaga come “vedo che tu hai un progetto che ti sta molto a cuore… è una cosa a cui tieni molto e in questo momento sei molto vicino al tuo scopo, ma c’è un ostacolo, forse una persona che non ti è amica…”, verrà caricata di significati particolari, e tutt’altro che vaghi, da chi ascolta. Così per una ragazza innamorata “il progetto” sarà la conquista del suo amore e “l’ostacolo” sarà una rivale; per lo studente “il progetto” potrebbe essere la promozione e “l’ostacolo” la professoressa d’inglese o di matematica.

Chi ascolta seleziona, interpreta e adatta inconsapevolmente

Fra le cento storie raccontate da un astrologo, il suo cliente ricorderà soltanto quelle sei o sette che più si adattano alla sua situazione, sarà cioè molto colpito da ciò che l’astrologo indovina e tenderà a dimenticare tutto il resto. Inoltre elaborerà le informazioni e colmerà le varie lacune, deformerà e adatterà il ricordo e infine racconterà una storia ben strutturata, precisa, che facilmente metterà in risalto gli “incredibili poteri” dell’astrologia. L’astrologo, nelle testimonianze che seguiranno, avrà quindi detto “con estrema precisione” delle cose “che non poteva assolutamente sapere”. Ci sono studi di psicologia della percezione sui meccanismi con cui si formano i ricordi che dimostrano come la mente umana funzioni proprio così.

L’eventuale verifica di una previsione astrologica è sempre fatta a posteriori

L’eventuale verifica di una previsione astrologica (di solito generica) viene sempre fatta a posteriori, quando cioè si ritiene sia finalmente accaduta. In questo modo, grazie alla alta percentuale di previsioni generiche, l’astrologia sarà sempre confermata. Per esempio “farete un viaggio” prima o poi diverrà un’affermazione veritiera per forza, perché chi crede all’astrologia sarà disposto ad adattare tale previsione anche a un giro in tram.
In questo tipo di affermazioni sta gran parte della forza dell’astrologia: essa, in pratica, non ci dà alcuna reale informazione, non ci dice assolutamente niente. E così facendo non può in alcun modo sbagliare.

Per fare quadrare i conti ci sono moltissime variabili

Questo è un altro punto fondamentale che va a discredito dell’astrologia. Non le stelle (o i mesi dell’anno) ma una vera e propria arte della dietrologia porta acqua al mulino dell’astrologia. L’arte di spiegare le cose dopo che sono accadute. È come tirare una freccia e poi disegnare il bersaglio. Per fare questo l’astrologia ha moltissime variabili. Pochi ci fanno caso, ma badate che ognuno di noi è nato sotto un certo segno, ha un certo ascendente e tutte le altre case. I segni sono divisi in tre decadi e ci sono i 10 pianeti che si possono posizionare nelle varie case e nei vari segni e le cuspidi delle case che si posizionano a loro volta nei 12 segni. Poi ci sono le geometrie fra i vari pianeti che generano gli aspetti. Insomma: centinaia di variabili, ognuna delle quali può portare con sé una decina di attributi. Quindi nel nostro tema natale ci sono decine di centinaia di aggettivi che posso essere utilizzati per descriverci. Si può quindi dire una cosa e poi l’esatto contrario, sempre dando l’impressione che si stia leggendo una configurazione del cielo.
Ma ecco la cosa più grave: persino nei fondamenti dell’astrologia (ovvero nella basilare definizione dei segni) il gruppo di aggettivi esistente permette di dire una cosa e il suo contrario. Non c’è nemmeno bisogno di tirare fuori le decadi, le case, le cuspidi, i pianeti, gli aspetti. Basta solo il segno, con le sue caratteristiche di base. I segni possono infatti essere di acqua, di aria, di terra o di fuoco. Ma anche femminili o maschili. E anche, a seconda che cadano all’inizio, nel mezzo o alla fine di una stagione, cardinali, fissi o mobili. E per ogni caso esistono delle precise qualità. Contraddittorie. Ecco qualche esempio: il Cancro (essendo un segno cardinale) è energico, autoritario e attivo. Ma essendo un segno d’acqua è anche intuitivo, sensibile ed emotivo. Il Capricorno (essendo un segno cardinale) è anch’esso energico e attivo. Ma essendo un segno femminile è anche passivo e ricettivo. La Vergine (essendo un segno di terra) ha una natura pratica e conservatrice. Ma essendo un segno mobile, poiché cade alla fine di una stagione, ha anche una natura flessibile…
Quindi persino utilizzando i soli fondamenti dell’astrologia (quindi utilizzando qualche decina di aggettivi sui mille disponibili per ogni tema natale), una persona può essere al contempo conservatrice e flessibile, autoritaria e sensibile, attiva e passiva. Come ci si può meravigliare se poi gli astrologi non sono mai d’accordo uno con l’altro? Come ci si può aspettare che due astrologi prevedano gli stessi fenomeni o lo stesso carattere per una singola persona?
Nel caso di previsioni precise…

1. La statistica in versione astrologica. La statistica applicata dagli astrologi è scorretta: ci sono solo le “foto” migliori. I risultati positivi vengono selezionati, quelli negativi scartati. Fanno così: si preparano il book per l’agenzia. Come le modelle. Solo quando le foto vengono bene. Chiunque di noi, in questo modo, potrebbe farsi la fama dell’indovino infallibile, del veggente, del lottologo o altro. Basta accumulare solo i dati delle volte in cui, per caso, avremo indovinato. Dopo un po’ di mesi avremo una mole di materiale molto utile a impressionare gli altri. Con questo tipo di statistica nessuno studente potrebbe mai essere insufficiente in una materia. Questo può spiegare perché molti astrologi siano anche degli abilissimi maghi in campi molto diversi fra loro: tarocchi, amore, lavoro, fortuna, salute, numeri del Lotto, eccetera.

2. Nell’astrologia manca il concetto di controprova. Questo fatto è parte strutturante delle teorie che non sono fondate col metodo scientifico. L’attenzione della gente è sempre rivolta a ciò che l’astrologo dirà per il futuro, mai al controllo di quale percentuale delle previsioni fatte nel passato si sono poi effettivamente verificate o a quali cose sono accadute senza che l’astrologo le avesse previste. Fra i rari esempi di controprova ci sono le analisi del CICAP sulle previsioni (non generiche) fatte nei vari anni. E i risultati sono eclatanti.

3. Se si vuol fare un lavoro da professionisti… Tralasciamo i trucchi inconsapevoli, automatici, elementari. Per chi volesse fare l’astrologo di professione rinunciando un po’ alla buona fede, esistono altri metodi che vanno ad aumentare il successo. Le tecniche di “cold reading” (v. S&P 21), per esempio, permettono di leggere a freddo le reazioni del cliente, di rigirare le sue frasi come fossero cose scoperte dall’astrologo, e infine di tenere in pugno la situazione (è molto più facile di quello che sembra, la psicologia della percezione dà un grande aiuto, anzi: fa quasi tutto da sola). Oppure, un metodo ancora più pratico, è quello di utilizzare un computer non solo per il calcolo delle effemeridi planetarie, ma anche per mantenere un archivio di dati e informazioni sui clienti. In questo modo sarà possibile spiattellare anche frasi ad effetto (tutt’altro che vaghe) che lasceranno i clienti allibiti.


Perché l’astrologia piace

Al di là dei meccanismi con cui l’astrologia sembra funzionare e fa quindi presa sulla gente, una parte importante del suo successo è dovuta al fatto che dà all’individuo alcune soddisfazioni psicologiche molto importanti. Per questo, in definitiva, piace a molti. Ecco qualche esempio.

1. L’astrologia mette l’Uomo al centro dell’Universo. Stelle e pianeti sono lì che girano solo per noi, per i nostri affari, per il nostro amore o la nostra fortuna, e ciò appare decisamente lusinghiero. In questo modo i corpi celesti divengono puri simboli, influssi, divinità attente ai nostri bisogni e alle nostre paure.

2. L’astrologia prende per noi delle decisioni difficili. Ci toglie l’ansia e la responsabilità di scegliere e per questo motivo piace soprattutto alle persone insicure. Quando poi si hanno dei seri problemi, ecco che l’astrologo, o il mago, viene percepito come un’ancora di salvezza.

3. L’astrologia è fatalista. Il fatalismo ci solleva da colpe e responsabilità. Non siamo responsabili per ciò di sgradevole che ci è accaduto, non è stata colpa nostra.

4. L’astrologia ha sempre una buona parola per tutti. L’astrologia dà qualcosa a tutti, solletica l’amor proprio e la vanità. Non esiste configurazione planetaria, segno o ascendente che non abbia, assieme a piccoli difetti, grandi e meravigliose caratteristiche umane di cui essere fieri. Non c’è, in sostanza, un solo tema natale di cui potersi vergognare. Tutti, di fronte all’analisi astrologica, siamo dei tipi tosti e interessanti.

Che male fa l’astrologia?

1. L’astrologia può diventare una forma di razzismo e di pregiudizio. Giudicare l’abilità o le attitudini professionali di una persona sulla base del tema natale, dell’ascendente eccetera è, di fatto, una forma di razzismo intollerabile. Un’ipotetica selezione del personale sulla base dell’analisi astrologica delle attitudini di lavoro sarebbe una forma di barbarie. Così come il giudicare l’onestà o le capacità di una persona, o considerare le affinità di una coppia. Delegare le scelte importanti della propria vita alle fandonie dell’astrologia può essere molto pericoloso.

2. L’astrologia come abuso della professione medica. La teoria astrologica non risparmia neanche la medicina: essa stessa si propone come medicina alternativa, in molti modi: per esempio indica le malattie a cui si è più portati (con banalità simboliche del tipo malattie veneree dominate dal pianeta Venere e cose del genere) e indica il tipo di cure o il momento propizio in cui farle. La speculazione sulle sofferenze umane, del resto, è sempre stata una delle fonti più redditizie per maghi, indovini e astrologi.

3. L’astrologia insegna come prevedere il passato. È ridicolo, ma non c’è niente da fare. È assolutamente tipico degli astrologi prevedere le cose dopo che sono successe. Pare che non resistano alla tentazione di saltare fuori col loro “l’avevo detto io!”. Dopo che è scoppiata una guerra essi la spiegano con la posizione di Marte e di Giove, dopo che è accaduto un incidente si vantano di averlo previsto molto prima, nei minimi dettagli. Un buon esempio di questo comportamento si trova nel numero di aprile 2000 della rivista Astra dove si spiega (con tre anni di ritardo) la causa della morte di Lady Diana (vedi box nella pagina accanto).
Un astrologo che ha un problema di lavoro, di salute o di genere sentimentale, non si reca mai da un altro astrologo. Perché?


Tratto da Scienza & Paranormale N. 31


Le stelle sconsigliano: Come perdere il lavoro se il segno zodiacale… non va

di Fabio Cilia

Le stelle sconsigliano. Una giovane di ventisette anni, laureata in Scienze della Comunicazione, ha denunciato di essere stata respinta a un colloquio di lavoro a causa del suo profilo astrologico. La giovane era partita da Treviso per rispondere alla richiesta di personale di una nota azienda torinese per un posto come web-master. Nel corso del colloquio, con sua enorme sorpresa, l’esaminatore le ha chiesto di calcolare l’ascendente del suo segno zodiacale e si è mostrato particolarmente infastidito dal fatto che la ragazza non fosse in grado di farlo. Dopo aver verificato lui stesso che la giovane aveva come segno la Bilancia, con ascendente Scorpione, l’ha liquidata dicendo di tornarsene a casa in quanto non ritenuta idonea per quel posto. La ragazza ha poi dichiarato di essere stata persino diffidata dal raccontare in giro quanto accaduto nel corso del colloquio. Evidentemente però il severo esaminatore non è riuscito a intravedere, tra i segni delle stelle, una chiara propensione della giovane candidata a non cedere alle minacce e a non farsi prendere in giro. Corsera, 16 settembre 2000

Pena di morte per i maghi. Mentre in Italia la legge è quasi sempre sin troppo indulgente nei confronti dei cosiddetti “operatori dell’occulto”, in altri paesi chi pratica la magia può incorrere in sanzioni molto più severe, addirittura nella pena di morte. È quello che è accaduto a un mago negli Emirati Arabi, condannato a morte dal tribunale islamico con l’accusa di blasfemia, per aver praticato un rito di malocchio, per conto di una cliente, nei confronti di un uomo e di una donna. Per giungere a tale estrema sentenza è stato costituito un apposito comitato religioso che, dopo aver stabilito che un demone si sarebbe effettivamente impossessato delle due persone vittime del maleficio, ha anche ordinato di eseguire un rito di esorcismo al fine di liberarle.
Ansa, 6 Aprile 2000

Sesso e magia. Tra i tanti operatori esoterici che sfruttano la credulità della gente per spillare loro quattrini, non sono pochi quelli che approfittano del potere esercitato su clienti particolarmente fragili psicologicamente per costringerli a subire rapporti sessuali. Uno di questi, che operava in provincia di Milano con lo pseudonimo di “Mago Ghebrah Conte di Montestella”, è stato arrestato con l’accusa di aver abusato di due ragazze, una delle quali minorenne. Secondo l’accusa, l’uomo ha adescato le ragazze in un locale e le ha portate nel suo studio, uno squallido locale addobbato con candele, simboli fallici e bamboline per riti voodoo. Dopo aver somministrato bevande drogate alle malcapitate, le ha costrette a spogliarsi e a partecipare a riti magici a sfondo sessuale. Infine l’uomo si è fatto consegnare soldi e gioielli per scacciare definitivamente qualsiasi segno di negatività dalle loro persone. Fortunatamente le ragazze hanno trovato il coraggio di sporgere denuncia e l’uomo è stato bloccato mentre era in procinto di fuggire all’estero.
Corsera, 2 marzo 2000

In conclusione, per la rubrica L’angolo della salute, sottotitolo “non ti curar DA lor ma guarda e passa”:

Gli stregoni combattono l’Aids. Nel corso dell’ultima conferenza sull’Aids, che si è tenuta a Dunbar, in Sudafrica, è emersa in tutta la sua gravità la situazione della sanità nel continente africano, che vede l’ottanta per cento della popolazione affidare la cura delle malattie a stregoni e guaritori. Persino coloro che hanno a di-sposizione gratis le medicine che vengono dall’occidente, il più delle volte preferiscono spendere somme esorbitanti dallo stregone. In un simile scenario può essere considerato solo in parte consolante il fatto che alla conferenza siano intervenuti anche alcuni di questi stregoni a chiedere una maggiore collaborazione con la scienza nella lotta all’Aids, dimostrando di aver preso coscienza della grave malattia e di avere almeno compreso l’importanza della prevenzione e di alcune fondamentali regole igieniche. Si tratta di precauzioni quanto mai necessarie, se si considera che una delle più diffuse cure tradizionali prevede l’incisione della pelle con un rasoio e l’applicazione sulla ferita di pomate a base di erbe.
Corsera, 13 luglio 2000


Per le vostre segnalazioni:
e-mail: cilia@cicap.org


Tratto da Scienza & Paranormale N. 33


Di che segno sei?

Una verifica sperimentale relativa ad alcuni presunti influssi astrali

di Sergio Facchini

L’astrologia nacque in Oriente in tempi antichi, nella terra tra il Tigri e l’Eufrate, quando si conosceva assai poco del nostro universo e gli astri erano considerati divinità in grado di influire sulle vicende terrestri e rappresentavano una chiave di lettura per indagare le incertezze del futuro dell’uomo.

Da allora sono passati millenni e le conoscenze scientifiche degli ultimi quattrocento anni ci hanno fornito una rappresentazione dell’universo ben diversa da quella che si aveva nel mondo antico; è quindi abbastanza curioso rilevare che circa un terzo degli italiani ritenga vi sia una qualche influenza delle costellazioni e dei pianeti sul carattere e sulle attitudini degli individui. Evidentemente, l’idea che il nostro futuro sia influenzato dagli astri continua ad affascinare la fantasia degli uomini; inoltre, l’oroscopo è fortemente promosso dai media in modo del tutto acritico, contribuendo quindi alla sua diffusione. Tra l’altro non è raro osservare nell’opinione pubblica una certa confusione tra astrologia (arte che presume di predire il futuro e il carattere mediante l’osservazione degli astri) e astronomia (scienza che osserva e studia il cielo e i suoi fenomeni).

Zodiaco e costellazioni

Ma cosa vuole dire esattamente appartenere ad un certo segno zodiacale? Significa che, al momento della nascita,il sole si trovava in una determinata zona dello zodiaco, costituito da dodici costellazioni; in realtà, sono tredici secondo l’astronomia, in quanto esiste anche quella dell’Ofiuco, ma l’astrologia ha effettuato una serie di ripartizioni arbitrarie nell’ampiezza delle costellazione zodiacali. Anche in astronomia, quindi, si parla di costellazioni e questo può avere generato nell’opinione pubblica una certa confusione; tuttavia, esse conservano in questo caso la loro utilità unicamente per praticità d’orientamento nell’osservazione del cielo e per la suddivisione dello stesso in settori che tengano conto delle antiche nomenclature, senza nessun significato o riferimento simbolico.

L’astrologia, è bene precisarlo, non considera come unico aspetto il segno zodiacale ma tiene conto anche della posizione dei pianeti nei segni e nelle case, oltre alle interazioni di questi fra loro e nei riguardi dell’ascendente, che è la costellazione che sorgeva a oriente al momento della nascita. Tutto questo porta a un numero di combinazioni così grande tra i vari elementi in gioco da permettere, a posteriori, la giustificazione di qualunque predisposizione o tendenza psicologica insita nell’individuo.

Nella presente indagine, dove sono state registrate in totale le date di nascita di oltre 2.600 persone, non è stato possibile elaborare il tema natale di ciascun individuo, perché questo avrebbe richiesto la conoscenza dell’ora e del luogo di nascita di ciascuno. Si è quindi preferito considerare il solo segno zodiacale, in funzione dell’importanza centrale che questo riveste nell’astrologia quotidianamente diffusa dai media. D’altra parte mi è accaduto tante volte di sentirmi chiedere “Di che segno sei?”, ma mai nessuno mi ha domandato qual è il mio tema natale.

È tuttavia importante menzionare, come sarà meglio precisato in seguito, che sono stati anche eseguiti, in passato, controlli statistici su persone il cui tema natale era stato elaborato da parte di astrologi e gli esiti sono stati negativi.

Per la sperimentazione in oggetto sono stati scelti tre campi d’attività professionale e per ciascuno di questi si è cercato di stabilire una correlazione con uno o più segni zodiacali “predisponenti” al tipo di lavoro svolto.

Le tre categorie esaminate sono state per la precisione: periti agrari (A), con N=408 individui, farmacisti (B), con N=1.629 e geometri (C), con N=565, il tutto confrontato con l’analisi di una serie di 500 campionamenti casuali, con ripetizione, dei segni zodiacali (D), utilizzando una semplice scatoletta contenente 12 pedine numerate, accuratamente mescolate prima d’ogni estrazione.

Metodologia statistica e risultati

Come spesso accade, i risultati ottenuti nelle prove non concordano del tutto con i dati teorici attesi secondo le regole della probabilità. Per esempio, lanciando cento volte una moneta perfetta è raro ottenere esattamente cinquanta teste e cinquanta croci, anche se considerazioni teoriche ci portano a considerare di ottenere cinquanta per cento di entrambe le facce per un numero di prove molto elevato.

Fig. 1. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative all’attività professionale “Periti agrari”(A). Frequenza totale = 408. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

Spesso c’interessa sapere se le frequenze osservate differiscano da quelle teoriche o attese in modo significativo e a questo scopo si può utilizzare la statistica c2 (chi-quadrato). Consideriamo l’ipotesi che le differenze osservate siano dovute al caso: se il valore calcolato di c2 è più grande di un certo dato critico (nel nostro caso c20.95 che è il valore critico a livello di significatività 0,05) dovremmo concludere che le frequenze osservate differiscono notevolmente da quelle attese e rifiutare l’ipotesi al corrispondente livello di significatività; in caso contrario possiamo accettare l’ipotesi iniziale, in altre parole che le differenze siano dovute al caso. Gli esiti delle indagini A, B e C sono rappresentati rispettivamente nelle fig. 1, 2 e 3 mentre i valori di c2 ottenuti sono 6,5 per A, 13 per B e 11,5 per C.

Questi risultati sono tutti inferiori al valore critico di 20.95 per 11 gradi di libertà, che è pari a 19,7 indicando così che le differenze tra i valori attesi e quelli rilevati sono attribuibili al caso. Che le frequenze osservate siano del tutto nella norma lo indica anche il valore del c2 ottenuto nel caso D (fig. 4), pari a 8,5, che risulta dall’analisi di una serie di 500 estrazioni casuali, con ripetizione, dei 12 segni zodiacali.

Anche quest’ultimo dato s’inserisce nel campo dei valori esaminati precedentemente per le attività professionali e mostra chiaramente, come ben noto in statistica, che raramente si hanno distribuzioni delle frequenze molto vicine a quelle teoriche e ottenere, nei casi considerati, un valore di c2 inferiore a 4,6 sarebbe da guardare addirittura con sospetto per la concordanza eccezionalmente buona.

Sembrerebbe quindi che, almeno per i campi d’attività considerati, il solo segno zodiacale abbia una capacità previsionale pari a quella della mia scatoletta contenente dodici pedine numerate. Il valore del c2 indica quindi chiaramente, in tutti i casi esaminati, che possiamo accettare l’ipotesi che la variabilità dei dati sia dovuta al caso.

Fig. 2. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative all’attività professionale “Farmacisti”(B). Frequenza totale = 1629. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

Considerazioni

L’astrologia è stata ampiamente criticata dal mondo scientifico, sia per la mancanza di vere basi teoriche (i significati simbolici e dogmatici non sono teorie), sia per l’assenza di concrete basi statistiche che mostrino in modo inequivocabile le correlazioni tra astri e faccende umane.

Già nel 1975 era stata presentata una dichiarazione pubblica da parte di 186 scienziati, tra cui 18 Premi Nobel, che toglieva all’astrologia ogni pretesa di validità scientifica, denunciando inoltre i rischi di crescita dell’irrazionale e dell’oscurantismo (The Humanist). Vediamo prima di tutto alcune delle principali debolezze astrologiche da un punto di vista puramente teorico.

Le costellazioni in realtà non hanno nessun significato fisico, sono solo figure immaginarie, differenti tra l’altro nelle diverse culture antiche, concepite migliaia d’anni fa quando nulla si sapeva della reale natura del cosmo. Le stelle di una stessa costellazione sono a distanze molto diverse tra loro e inoltre, nell’arco dei millenni, cambiano posizione e le figure che osserviamo oggi non sono più le stesse di un tempo. Se inoltre si osservano anche le stelle più deboli in una certa costellazione, ad esempio con una posa fotografica o con un binocolo, non si riesce più a riconoscere le forme originali. Si tratta quindi di disegni del tutto immaginari e soggettivi, come pure arbitrari sono i confini stabiliti per ciascuna di esse.

La determinazione della posizione dei pianeti e dell’ascendente richiede calcoli, ricavati dall’astronomia, che attribuiscono all’astrologia una parvenza di scientificità. In realtà non sono questi calcoli, che in genere sono corretti, ad essere contestati ma l’uso che se ne fa; perché mai i pianeti in una certa posizione dovrebbero influire sul futuro o predisporre il carattere di una certa persona? Sarebbe come calcolare esattamente la velocità di una reazione chimica e poi usare i risultati per prevedere gli esiti di una corsa di cavalli.

L’astrologia non si è evoluta nel corso dei secoli, a differenza delle discipline scientifiche che sono in continuo cambiamento e progresso in quanto basate sulla sperimentazione. Gli astrologi hanno ancora come punto di riferimento il Tetrabiblos di Tolomeo e quindi un universo geocentrico.

La forza di gravità dei pianeti sul nascituro è debolissima e gli stessi strumenti della sala parto o l’infermiera hanno un maggiore effetto gravitazionale degli astri. Come un influsso gravitazionale (o anche elettromagnetico) possa poi tradursi in tutti gli effetti cosmici previsti dall’astrologia sul futuro degli individui è, tra l’altro, veramente difficile da immaginare.

L’influsso dei pianeti avrebbe iniziato a mostrare i suoi effetti sulle vicende terrestri solo dal momento della loro scoperta, prima di allora nessuno si sarebbe accorto di strani “influssi astrali” di provenienza ignota.

La precessione degli equinozi, che causa uno sfasamento tra il segno zodiacale astrologico e quello in cui il sole si trovava realmente al momento della nascita, non è considerata dall’astrologia occidentale in quanto si fa riferimento al cielo all’epoca di Tolomeo.

Fig. 3. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative all’attività professionale “Geometri”(C). Frequenza totale = 565. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

L’astrologia deve anche fare i conti con la dimostrazione sperimentale delle sue affermazioni. In alcuni esperimenti gruppi di volontari dovevano riconoscere il loro oroscopo. Essi avevano il compito di scegliere, tra diversi profili, quello che meglio rappresentava gli avvenimenti a loro accaduti durante l’anno o le caratteristiche personali; in questo genere di prove gli intervistati si riconoscevano, il più delle volte, in un profilo astrologico che non era il loro e la percentuale di casi azzeccati era sostanzialmente quello previsto dal calcolo delle probabilità3,1,9. In altre verifiche si è utilizzato un profilo astrale standard, uguale per tutti, facendo credere ai soggetti interessati che si trattava del loro oroscopo personale: la maggioranza degli intervistati dichiara che il profilo astrale corrisponde al proprio carattere, indicando chiaramente il ruolo della selezione e dell’adattamento al caso personale7. Anche le previsioni economiche su base astrale sono state indagate e hanno chiaramente fornito risultati casuali8. Inoltre le statistiche hanno indicato che uomini e donne con “segni incompatibili” si sposano e divorziano con la stessa frequenza di quelli con “segni compatibili”9. Per quanto riguarda le scelte professionali, uno studio condotto su 6.000 politici e 17.000 scienziati ha indicato che i segni di entrambi i gruppi sono distribuiti in modo del tutto casuale9. Sono state anche smentite le presunte correlazioni tra data di nascita e successo nello sport1,2. Ricerche di questo tipo sono state effettuate in molti altri campi d’attività ma con gli stessi risultati, con ora l’aggiunta delle categorie professionali dei periti agrari, farmacisti e geometri.

Ma allora, ci si potrebbe chiedere, come mai tante persone si riconoscono nelle descrizioni astrologiche? L’astrologia può contare su un principio d’autorità derivante dalla millenaria tradizione, il che induce a pensare: se esiste da millenni, qualcosa di vero ci sarà! Il tipico linguaggio è inoltre quasi sempre vago e sfumato, oppure si tratta di semplici indicazioni di buon senso valide per tutti (ad esempio: “Insegui le tue aspirazioni con determinazione”). In genere non è percepita l’assenza di un reale contenuto, quindi inconsapevolmente si seleziona una parte del messaggio e si adatta il tutto al caso personale. Inoltre, anche quando le previsioni sono sufficientemente definite da consentire un accertamento, quasi nessuno si preoccupa poi di verificarle a posteriori. In realtà qualcuno che controlla queste profezie c’è, in particolare il CICAP, all’inizio d’ogni anno, verifica le previsioni astrologiche realizzate dodici mesi prima e regolarmente queste vengono smentite4,5,6,9, 11,12,13.

Fig. 4. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative ad estrazione casuale con ripetizione (D). Frequenza totale = 500. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

Tra chi legge più o meno assiduamente gli oroscopi è diffuso il convincimento che questi rappresentino più che altro un gioco, un passatempo innocuo dove ci si rallegra delle cose belle e non si crede a quelle brutte. Ma molta gente, in realtà, organizza la propria vita in base alle previsioni astrologiche, anche per cose importanti come sposarsi o divorziare.

Inoltre, come la storia insegna, astrologi e veggenti hanno avuto una notevole influenza nella sfera politica, sia in passato sia nell’era contemporanea. Un tempo mancavano le conoscenze scientifiche e la ricerca della verità era dominio del pensiero mitico, ma oggi questo tipo d’atteggiamento non è più giustificabile.

L’astrologia disabitua a una visione scientifica del mondo e spinge le persone verso forme di pensiero contrarie al modo corretto di prendere le decisioni. Induce ad accettare in modo acritico discipline che non hanno una vera base sperimentale ma sono invece costruite su deduzioni per analogia forzata, come le presunte relazioni di causa-effetto tra le caratteristiche attribuite a costellazione e pianeti, da un lato, e la personalità degli individui, dall’altro.

Forse, senza rendersene ben conto, tutto questo invoglia a delegare alcune importanti decisioni agli astri e quindi a sottrarsi alle proprie responsabilità in caso d’insuccesso.

Conclusioni

Il segno zodiacale mostra una capacità previsionale sulla predisposizione professionale, nelle categorie esaminate, non diversa da quella ottenibile estraendo pedine numerate, in modo casuale, da una scatola. Se consideriamo la gran quantità di studi statistici che contraddicono i principi astrologici e la mancanza di una vera base teorica, è piuttosto difficile credere che nella volta celeste ci sia scritto il carattere di ciascuno di noi e il nostro futuro. Forse, in un certo senso, c’è scritto il nostro passato, in quanto i significati attribuiti dagli antichi a costellazioni e pianeti permettono di capire quale era il pensiero arcaico, un po’ come se potessimo leggere nella mente dei sacerdoti babilonesi o degli antichi egizi. Tutto questo è certamente affascinante da un punto di vista storico e antropologico, ma non possiamo considerare l’oroscopo un mezzo conoscitivo e previsionale. L’astrologia e la magia hanno accompagnato tutta la storia dell’uomo, ma nella mente delle persone diventano più forti quando il senso critico e la cultura scientifica nelle società diventano più deboli e questa è una realtà su cui vale la pena riflettere.

Bibliografia

1) Angela, P. 1987. Viaggio nel mondo del paranormale. Garzanti, Milano, 416 p.

2) D’Alpa, F. 2000. Nati sotto una buona stella? S&P, 31: 36-39.

3) Genzo, C. 2000. Compito in classe sugli oroscopi. S&P, 31: 40-42.

4) Polidoro, M. 1996. Gli astrologi: non ne azzeccano una! Le previsioni per il 1995: vediamo come è andata. S&P, 9: 8-9.

5) Polidoro, M. 1997. Previsioni 1996: come è andata? S&P, 13: 18-20.

6) Polidoro, M. 1998. Previsioni 1997. S&P, 17: 13.

7) Albano, M. 1998. A scuola si esamina l’astrologia. S&P, 19: 56-59.

8) Cocheo, C. 2000. New economy e vecchie superstizioni. S&P, 32: 54-57.

9) Fraknoi, A. 1989. Your Astrology Defense Kit. Sky & Telscope, August 1989: 146-150.

10) Murray R. Spiegel. 1994. Statistica. Seconda Edizione. Mc Graw-Hill Libri Italia, Milano.

11) CICAP. 1999. Previsioni astrologiche 1998. S&P, 23: 17.

12) Rezzani, F. 2001. Veggenti e previsioni. S&P, 35: 8-12.

13) CICAP. 2002. E le stelle stanno a sbagliare. S&P, 41: 8-10.

14) Gilovich, T., Savitsky, K. 1997. Il simile va col simile. S&P, 13: 40-49.

Sergio Facchini

Laureato in Scienze Agrarie si occupa di biologia ambientale come professionista e collaboratore di Università e Musei di Storia Naturale.

Tratto da Scienza & Paranormale n. 48


E le stelle stanno a sbagliare

Il CICAP controlla le previsioni degli astrologi per il 2001

di Massimo Polidoro

Con l’arrivo del nuovo anno è tempo di oroscopi e previsioni; ma quanto sono attendibili? Come è ormai tradizione “Scienza & Paranormale”, la rivista del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)*, è andata a fare le pulci alle previsioni degli astrologi per il 2001. Anticipiamo i risultati che saranno pubblicati sul numero di gennaio 2002 di “Scienza & Paranormale” divisi per argomenti:

***
11SETTEMBRE:
Gli attentati terroristici e la conseguente guerra al terrorismo sono stati gli eventi più clamorosi e inaspettati dell’anno. Come se la sono cavata gli astrologi? Malissimo, vediamo cosa prevedevano gli astri per il 2001. Secondo le previsioni pubblicate da Astra nel mese di settembre, la combinazione Marte-Saturno in data 11 settembre sembrava addirittura influenzare l’umore dell’America verso un’ampia e rasserenante “possibilità di comprensione”!
“I primi anni del decennio”, assicurava invece l’astrologo Bernard Fitzwalter su Elle di gennaio, “formano una parabola ascendente in cui ogni annata è migliore di quella che la precede”…
Secondo Massimo Giannone che scriveva su Internet, inoltre, nel 2001 si sarebbe avvertita “un’ottima ripresa economica” e sarebbero state fatte “leggi più giuste verso l’uomo”. Quanto all’America, Giannone prevedeva che avrebbe avuto un “serio problema climatico (novembre 2001) sembra attinente con l’acqua”. A Giannone è andata male su tutti i fronti, prevedeva infatti anche una “prima soluzione del problema Terra Santa” per novembre.

Non è andata meglio all’astrologia egiziana di Edeltraud Lukas, sempre su Internet, che a proposito di Medio-Oriente vedeva la fine della disputa Israele-Palestina “entro o attorno il 20 aprile con la totale sconfitta politica d’Israele”. Quanto alla Palestina avrebbe dovuto essere “protetta da mezzo mondo nel 2001”. A suo merito, va detto che la Lukas vedeva gli Stati Uniti lanciarsi in “azioni giustiziere con più disinvoltura che mai”; al di là della presunta “disinvoltura” la Lukas, però, cercava di coprire tutte le possibilità specificando che tali azioni avrebbero avuto luogo in maggio o giugno o settembre o ottobre… Ma quale sarebbe stato lo scopo di queste azioni? Forse una ritorsione contro il terrorismo internazionale? No: “per salvare l’India, probabilmente, o di nuovo l’Albania”. Seppure sbagliando data e motivi delle azioni di giustizia degli USA, la Lukas è almeno riuscita a individuare chi sarebbero stati gli alleati dell’America? Ancora no: “Non solo non troverà alleati in Europa, ma avrà contro il mondo intero”.

“Immancabile dopo ogni tragedia (sempre dopo, ovviamente)”, spiega Lorenzo Montali, responsabile Relazioni esterne del CICAP, “arriva anche la profezia di Nostradamus che aveva già previsto tutto.
Questi sono i versi che già il 12 settembre hanno cominciato a circolare nei newsgroup di Internet in cui si discuteva dell’attentato: “Nella città di Dio ci sarà un gran tuono/due fratelli fatti a pezzi dal Caos/mentre la fortezza resiste/il grande leader soccomberà/la terza grande guerra comincerà quando la grande città brucerà. Nostradamus, 1654″. Va detto subito che, come si è scoperto poco dopo, questa quartina è falsa: Nostradamus è morto nel 1566 e quindi nel 1654 non poteva comporre più nulla. Si tratta invece di versi scritti da uno studente canadese, tale Neil Marshall, che li ha utilizzati in un saggio in cui dimostra come sia facile scrivere delle profezie generiche che possono adattarsi a eventi diversi”. Per un’analisi dettagliata a cura del CICAP di tutte le profezie dell’attentato attribuite a Nostradamus, rimandiamo alla pagina: http://www.cicap.org/rubriche/osservat/2001/osservat.php?./010927.html.
 


ESTERO
Gli astrologi del sito http://www.stelle.com prevedevano un unico evento disastroso per gli Stati Uniti: “un terremoto che colpirà la zona occidentale degli USA, certi comunque che non si tratterà del famoso “Big One”. Fortunatamente, almeno il terremoto è stato risparmiato quest’anno all’America.

Ma è ancora l’ “astrologia egiziana” di Edeltraud Lukas Moeller ad avere la sfera di cristallo più appannata. La Lukas vedeva un 2001 tormentato per varie popolazioni, tra cui l’Afghanistan, ma per quali ragioni? “A causa di un’epidemia”. E non si fermava qui nella sua visione: “Inizialmente soltanto l’URRS e la Germania interverranno in aiuto. Si creerà uno scandalo internazionale quando si scopriranno le ragioni dell’assenza degli altri governi”…


SOCIETA’
Cambiando argomento i risultati non migliorano. Luigi Bulla in arte Oris, detto anche il Mago Bianco, prevedeva su La Sicilia per il concorso di Miss Italia che sarebbero andate in finale: “Miss Sardegna Roberta Dongu, Miss Piemonte Anna Molinari Gigli, e Miss Sicilia Lucina Campisi”. Inoltre, si sbilanciava anche sul nome della vincitrice: “Dico che sarà Lucina all’85 percento”. Quel 15 percento ci deve aver messo lo zampino perchè a vincere è stata la campana Daniela Ferolla, nemmeno presa in considerazione da “Oris”.
Grazia Mirti realizzava per Lo Specchio una serie di previsioni più o meno vaghe per vari vip dello spettacolo. Tra gli altri, realizzava anche una previsione che sembrava scontata per Fabio Fazio: “Il successo gli sorride sempre, ma ne avvertirà i limiti, con un po’ di noia”. Chiaramente, la Mirti non aveva fatto i conti con la nuova dirigenza de La7 che, un giorno prima della messa in onda, ha inaspettatamente cancellato il nuovo programma di Fazio. Di tutto dunque si poteva parlare per il 2001 di Fazio fuorchè di noia…

Non classificati, poi, tutti quegli astrologi che – come d’abitudine – sono rimasti troppo vaghi e ambigui nelle loro previsioni, come Giannone che vedeva un “Grande problema per il Papa”. è una delle previsioni più ripetute, come succede sempre quando una persona famosa invecchia e ha problemi di salute: prima o poi si rischia di indovinare. E sempre Giannone: “Un grande attore ci lascerà “. O come scriveva http://www.stelle.com: “Periranno una grossa personalità politica e un talentuoso attore o presentatore”. Ora, gli attori e i politici sono talmente tanti che è molto facile indovinare, specie poi se non si specifica la nazionalità della persona in questione…
In ogni caso, per fortuna, nessun grande nome del cinema, del teatro, della politica o del varietà (e bisognerebbe anche spiegare in questi casi cosa si intende per “grande”) ci ha lasciato quest’anno.

Altra tipica previsione che va bene sempre è questa di Barbanera: “A giugno si attende un matrimonio che avrà l’attenzione dei media e vedrà protagonisti esponenti del jet set”. Giugno è uno dei mesi
più gettonati per i matrimoni ed è statisticamente molto probabile che nel corso dell’anno qualche “esponente del jet set” si sposi.
Si indovina praticamente sempre, tranne qualche eccezione: come quest’anno, e infatti nessun evento di rilievo in questo senso si è registrato a giugno.


SCIENZA
In astrologia, poi, c’è anche chi non si serve di questi banali trucchetti ma tenta di disegnare scenari molto specifici e, di conseguenza, facilmente verificabili. è il caso di Edeltraud Lukas che prevedeva, da maggio in poi, che il governo avrebbe portato avanti “il più importante progetto del 2001: una ricerca medica per bloccare l’epidemia di una nuova malattia che inizia con disturbi dello stomaco, dell’intestino e del fegato”. Come se non bastasse, però, gli Stati Uniti sarebbero stati “accusati, in qualche modo, di avere provocato la malattia. Egitto e Libia saranno tra i maggiori accusatori”. Nessuna nuova malattia, per fortuna, ma nemmeno nessun progetto di importante ricerca medica lanciato dal governo.

ECONOMIA
Come si sa, sempre più operatori di borsa, finanzieri ed esperti di economia si rivolgono agli astri per avere un consulto e, addirittura, alcune aziende assumono i propri dipendenti sulla base del segno zodiacale! Vediamo se la fiducia degli investitori è giustificata: la crisi economica di quest’anno è stata prevista? E i ribassi dopo gli attentati dell’11 settembre? Gli astrologi ci hanno messo in guardia contro la volatilità dei titoli della new economy e il crollo degli assicurativi?

Per Massimo Giannone “La Borsa si riprenderà verso fine settembre 2001, soprattutto con i titoli assicurativi e tecnologici”. Peggio di così… Non meglio ha fatto http://www.stelle.com: “Questo è l’anno del Serpente, sarà quindi un anno molto buono per qualsiasi attività commerciale e industriale, per gli affari, le banche e per tutto ciò che concerne l’economia e la finanza. La cosiddetta new economy sembrerà sempre di più l’unica fonte di investimento certo e dal rischio quasi nullo”. No comment… Per fortuna che Grazia Mirti, su Lo Specchio, vedeva un miglioramento delle cose “specie in autunno”.


“Come sempre”, commenta Massimo Polidoro (Segretario Nazionale del CICAP), “non solo astrologi e veggenti hanno completamente sbagliato le loro previsioni, ma non sono nemmeno riusciti a prevedere nessuno degli sconvolgenti avvenimenti di quest’anno, sopra tutti gli attacchi terroristici in America dello scorso 11 settembre e la conseguente guerra contro il terrorismo tutt’ora in corso. E non hanno nemmeno previsto nessun altro degli eventi degni di nota: all’estero l’arresto di Slobodan Milosevic, nella cronaca la tragica vicenda di Erika e Omar, nello sport la vittoria della Ferrari, nel cinema il trionfo di Nanni Moretti a Cannes, nello sport la sorpresa del Chievo, nella scienza il viaggio nello spazio di Umberto Guidoni, nella tecnologia l’arrivo di “Ginger”, il nuovo mezzo di trasporto; e nemmeno hanno previsto la scomparsa del maestro Sinopoli, di Indro Montanelli e dell’ex-Beatle George Harrison.

“Naturalmente, i costanti fallimenti degli astrologi passerebbero assolutamente in silenzio se il CICAP non preparasse ogni anno questi controlli. Chiunque, però, può rendersi conto dell’inattendibilità di astrologi e veggenti: è sufficiente tenere da parte tutte le profezie che compariranno in questi giorni sui giornali e su Internet, conservarle e rileggerle poi alla fine dell’anno”.

Ma possibile che gli astrologi non indovinino proprio mai? “Certo”, risponde Polidoro, “come diceva Voltaire: “Anche gli astrologi qualche volta ci azzeccano”, a furia di fare previsioni qualche volta si indovina. In genere, però, se le profezie sono troppo specifiche le possibilità di indovinare per caso diminuiscono e, come si è visto, i risultati sono solitamente deludenti”.

Più volte, inoltre, lo stesso Polidoro ha realizzato una serie di “previsioni” che si sono realmente avverate: qualche tempo fa, il mensile Focus ha messo a confronto le profezie dei più famosi astrologi italiani e quelle di Polidoro e il risultato è stato che il Segretario del CICAP aveva indovinato meglio dei veggenti! “Ma non c’è niente di magico nè di paranormale”, spiega Polidoro.
“Basta semplicemente tenersi aggiornati, conoscere un po’ di statistica e usare un po’ di buon senso: i risultati sono garantiti”.

Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) è un’organizzazione scientifica e educativa fondata nel 1989 da Piero Angela e da un gruppo di studiosi e ricercatori. Tra gli altri, aderiscono al CICAP: Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Tullio Regge e Carlo Rubbia.

Per ulteriori informazioni: tel. 049-686870; http://www.cicap.org (al sito Internet del CICAP può essere richiesta una copia gratuita della rivista Scienza & Paranormale).

 


Tratto da Scienza & Paranormale n. 41


Il CICAP controlla le previsioni astrologiche per il 1998

di Massimo Polidoro

Con l’arrivo del nuovo anno e’ tempo di oroscopi e previsioni; ma quanto sono attendibili? Come e’ ormai tradizione Scienza & Paranormale, la rivista del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)*, e’ andata a fare le pulci alle previsioni degli astrologi per il 1998. Ecco come e’ andata:

POLITICA

«Il governo Prodi rimarra’ in piedi e riuscira’ a segnare altri punti a suo favore», Maria Luisa Caminiti (Veggente, su “Visto”)
Il governo Prodi ha perso la fiducia e gli e’ subentrato il governo D’Alema.

«Rinascera’ la Democrazia Cristiana, la cui leadership sara’ affidata a un giovane di grande carisma», Astrea (“maga noblidonna” su “Il Tirreno”).
In molti vorrebbero (da tempo) far rinascere la DC ma non è successo nel 1998: non sono nemmeno emersi in politica giovani di grande carisma.

«Sofri tornera’ in libertà attraverso una soluzione a dir poco macchinosa entro giugno», Katarina (Margherita Buccaro, la “maga delle pornostar” su “Il Tirreno”).
Sofri non e’ ancora tornato in liberta’.

ATTUALITA’ E SPETTACOLO

«(Al Festival di) Sanremo vedo qualcosa di confusione, un fuggi fuggi, una situazione di panico… Io sento che accadra’ qualcosa, che forse dovranno sospendere la trasmissione per un po’ in una delle serate, forse interverrà la polizia… Chi saranno i vincitori? Io vedo due persone, un uomo e una donna… io vedo la coppia che vince… (Mango e Zenima?). Sono loro. Ma vedo un gran macello in questo programma qua», Ludovico Dello Ioio (veggente su “Il tempo”).
Non ci sono state situazioni di panico al Festival di Sanremo. Mango e Zenima non hanno vinto né sono arrivati tra i primi tre classificati e neppure si sono classificate ai primi tre posti coppie di cantanti.

«(Prevedo) un forte aumento per il marco svizzero entro febbraio», Renucio Boscolo (interprete di Nostradamus a “Buona Domenica”).
Non esiste alcuna moneta che si chiami “marco svizzero”; se si parlava del “franco svizzero” non ha avuto forti aumenti in quel periodo.

«1998 tranquillo e al lavoro per Alberto Castagna», Peter Van Wood (astrologo su “Sette”).
Castagna è da molti mesi ricoverato in ospedale per problemi al cuore.

«Le carte zodiacali mi dicono che Frank Sinatra ha ancora una bella scorta di frecce al suo arco», Athena Starwoman (astrologa, su “Star”).

Sinatra è scomparso proprio all’inizio dell’anno.

«Michael Jackson spendera’ 5 milioni di dollari per farsi clonare quattro volte», Mystic Meg (astrologa su “The Globe”).
Se l’ha fatto non risulta…

MONDIALI

«L’Italia riservera’ delle sorprese», Branko (astrologo a “Unomattina”)
Troppo vago: se vinceva sarebbe stata una sorpresa; e’ stata eliminata e per alcuni e’ stata comunque una sorpresa.

«Ci saranno sorprese per la nazionale Italiana al 14mo minuto del II tempo della prima partita», Luisa De Giuli (astrologa a “RTL 102.5”).
Niente di clamoroso e’ successo in quel momento. Peccato, per una volta che un astrologo usciva dalle ambiguita’ e dava un’ora per la sua previsione… Non dubitiamo che sarebbe pero’ stato un bel colpo se per qualche coincidenza ci fosse stato un gol proprio in quel momento.

GUERRE E CATASTROFI

«Saddam potrebbe attaccare le basi americane tra il 26 e il 28 febbraio», Ludovico Dello Ioio (veggente su “Il tempo”).
Non è successo.

«Nel corso di quest’anno accadra’ in Russia un evento che non si era mai verificato prima. Nel metro’ di Mosca si verifichera’ un evento terroristico con la cattura di un grande numero di ostaggi», Aleksandr Bodinov (astrologo su “La Stampa”).
Niente di tutto questo è successo. «Il Papa morira’ nell’agosto 1998, dopo aver rivelato il terzo segreto di Fatima e una guerra nucleare planetaria scoppierà il 17 luglio 1999», Hassen Charni (astrologo su “l’Internazionale”).
Il Papa e’ vivo e non ci sono state guerre planetarie.

«Rottura dell’alleanza tra Stati Uniti e Unione Sovietica… Attacco nucleare alla citta’ di New York», John Hogue (interprete di Nostradamus su “Nostradamus e il millennio”).
Non risulta ci fossero particolari alleanze tra USA ed (ex) Unione Sovietica; nessun attacco nucleare a New York.

«Secondo alcuni profeti il mondo finira’ nel 1998 perché 1998 corrisponde a 666 moltiplicato per tre; poiche’ 666 e’ il numero della bestia, viene da pensare che l’umanità non raggiungerà il 1999… La mia preoccupazione piu’ grossa però è per il 14 marzo, una data che preoccupa molti sensitivi», Serena Sabak (veggente su “Weekly World News”).
Niente fine del mondo nel 1998 (tantomeno il 14 marzo).

«Orribile pioggia di sangue sull’America… Il mondo finira’ il 12 ottobre 1998», Pat Roller (interprete di Nostradamus su “The Sun”).
Nessuna pioggia di sangue sugli USA (ne’ da qualunque altra parte) e il mondo ha superato anche il 12 ottobre.

«Al solito», conclude Massimo Polidoro (Coordinatore del CICAP), «non solo astrologi e veggenti hanno completamente sbagliato le loro previsioni, ma non sono nemmeno riusciti a prevedere nessuno dei piu’ importanti avvenimenti dell’anno: dal caso Monica Lewinsky che ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali per mesi al ritorno nello spazio del settantenne astronauta John Glenn; dalla mania per il gioco del lotto alle polemiche sulla vicenda Di Bella; dall’improvviso ricovero di Alberto Castagna alla scomparsa di Lucio Battisti e di Frank Sinatra; dalla vittoria della Francia ai mondiali di calcio al clamore suscitato dall’arrivo sul mercato del Viagra… Naturalmente, i costanti fallimenti degli astrologi passerebbero assolutamente in silenzio se noi del CICAP non facessimo ogni anno questi controlli. A questo punto, però, mi permetto di fare anch’io una previsione che sono certo si realizzera’: astrologi e veggenti profetizzeranno per il 1999 una serie di eventi che non si verificherà mai e mancheranno ancora una volta tutti gli eventi davvero importanti dell’anno… nonostante cio’, giornali e tv continueranno a rivolgersi a loro per sapere cosa accadrà nell’anno nuovo».
Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) e’ un’organizzazione scientifica e pedagogica fondata nel 1989 da Piero Angela e da un gruppo di studiosi e ricercatori. Tra gli altri, aderiscono al CICAP: Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Tullio Regge, Carlo Rubbia.


Dalle stelle alle stalle

Le confessioni di un “astrologo pentito”, ovvero: «ecco come l’astrologia rischiò di cambiarmi la vita»

di Francesco Consiglio

Siete in cerca di lavoro? Se maneggiate con sufficiente disinvoltura la lingua italiana (non è d’uso, perciò aiuta…), potreste ritagliarvi un posticino nelle riviste di astrologia. Per me, che non ho letto il Tetrabiblios di Tolomeo e fatico a distinguere un’ascendente da un discendente, scrivere di fauna stellare e accreditarmi come moderno Barbanera è stato facile quanto bere un bicchiere d’acqua.

Ciò che sto per raccontarvi comincia in una malinconica, ventosa notte del marzo 1999. A trentaquattro anni, dopo un’esistenza fatta di lavori stagionali e illusorie vocazioni, la mia principale occupazione consisteva nell’interrogarmi su come sbarcare il lunario. Dopo aver passato ore insonni a rinfacciarmi i fallimenti, decisi che l’occulto poteva essere il solo campo d’attività in grado di garantirmi un buon reddito. E se non possedevo quella faccia tosta necessaria a diventare mago, cartomante o astrologo, potevo tranquillamente affidarmi alla penna, proponendomi come servo scrittore di una disciplina che avevo sempre guardato con sospetto.

In una di quelle bancarelle che a Roma offrono buone scelte di libri a basso prezzo, acquistai un manuale di astrologia e, dopo una rapida lettura, fui in grado di scrivere un paio di cartelle che blateravano sulla possibilità d’investire in borsa confidando sull’aiuto di Giove, Saturno e compagnia volante.

Erano giorni in cui le quotazioni sembravano aver preso la via del cielo: i telegiornali non parlavano d’altro, mentre giovani promotori assurgevano al ruolo d’infallibili guru, e poveri cristi inseguivano il sogno di un nuovo “Eldorado”, finendo per giocarsi i risparmi di una vita (com’è andata a finire, lo sappiamo tutti).

Confidando sugli ammonimenti dell’economista e premio Nobel Franco Modigliani, che non perdeva occasione d’invitare i risparmiatori alla prudenza, m’inventai astruse configurazioni astrali che ipotizzavano la rovina dei troppi temerari.

Ricordo d’avere spedito il pezzo a centinaia di riviste e siti web. Molti l’ignorarono, altri risposero ironicamente, qualcuno abboccò. In due pomeriggi, uno dedicato alla lettura, uno alla scrittura, mi ero laureato astrologo.

Tutto accadde così in fretta da travolgermi. Un mese dopo l’uscita del mio primo intervento, un importante giornalista finanziario mi contattò per conoscere storia e segreti dell’astrofinanza: come vi sareste comportati? Sareste stati sinceri, confessando la messa in scena oppure ne avreste approfittato per fornire nutrimento al vostro ego?

Incredibile, l’abito del veggente sembrava calzarmi a pennello. Il lunedì mattina mi alzavo alle sei, e dopo essermi sciroppato un paio di quotidiani e l’immancabile Sole 24ore, mandavo in rete l’astroborsa settimanale, ricevendone in cambio plausi e richieste: nuovi articoli, dichiarazioni a un’agenzia di stampa, interviste alla radio.

Eppure, in tre anni di lavoro, nessun redattore ha mai sentito il bisogno di sottoporre a verifica le mie previsioni. D’altro canto, perché stupirsi? All’astrologia nessuno chiede la verità di una prova compiuta. Da almeno cinque anni i vaticinanti pronosticano l’avvento di un nuovo Papa. Continueranno a farlo fino al giorno in cui sarà possibile vederli esultare per la compiutezza del loro cattivo auspicio. Simili visioni (o perversioni?) mi fanno pensare a quell’orologio guasto che lascia passare il tempo fino a segnare l’ora giusta.

I problemi nascevano piuttosto quando, provocatoriamente, proponevo articoli che usavano l’astrologia come spunto per leggere il presente o, perfidamente, si facevano beffe di alcuni miti della letteratura paranormale (un pezzo dissacrante su Harry Potter provocò la fine della collaborazione con un noto mensile).

Ho imparato che l’astrologo scrittore deve innanzitutto soddisfare il lettore e piegarsi ad assecondare quel gusto vagamente nazional-popolare proprio di chi ingrassa le tasche di maghi e fattucchiere. La prudenza domina incontrastata. Se sfogliate i settimanali di gossip vi accorgerete di trovarvi molto più coraggio di quanto ve ne sia nei periodici astrologici.

Forse qualcuno di voi lettori si è chiesto perché le riviste di settore diano così ampio spazio alle inserzioni dei sedicenti operatori dell’occulto, ignorando di promuovere l’idea che l’oroscopia non sia una superstizione pura e semplice.

Questione di business? A pensar male spesso s’indovina. La conferma è nelle parole di Peter Small, ingegnere ed esperto di marketing finanziario, che scrive: “Tutti i messaggi pubblicitari devono essere indirizzati alle persone che potrebbero beneficiare del prodotto o del servizio che si sta promuovendo. Attirare qualcuno al di fuori di questo target non solo è una perdita di tempo, ma può anche rivelarsi deleterio”.

I caporedattori premono affinché il livello degli articoli non superi il grado di comprensione di chi crede nella magia: circa dieci milioni di persone che alimentano il mercato dell’occulto. Provate a fingervi astrologi e a chiedere il costo di una pagina pubblicitaria. Moltiplicate la cifra per le inserzioni che appaiono sulle riviste e poi ditemi: cos’è che muove il mondo dell’editoria astrologica? I soldi o i contenuti?

Pur rivolgendosi a un pubblico mediamente più colto, anche sul web i diffusori del verbo tolemaico dimostrano scarso rispetto per la dottrina. La loro strategia è quella di catturare un target indifferenziato di persone, risultato ottenibile con l’offerta di un’ampia scelta di oroscopi. Ce n’è per tutti i gusti: durante la mia collaborazione con un sito tra i più “cliccati”, mi è capitato di dover redigere l’oroscopo del business, quello sexy, uno destinato ai single, un altro agli studenti e infine, ciliegina sulla torta, l’astro-schedina. Oggi che non scrivo più per loro, quei signori continuano a propinare le mie previsioni, mischiando i vari responsi con un abile gioco combinatorio che si sforza di nascondere il riciclaggio.

Per il vostro diletto, e per smascherare l’improvvisazione di questi servizi, v’invito a fare un piccolo esperimento, confrontando i vari oroscopi che si trovano su un qualsiasi sito astrologico: scoprirete che alcuni, pur vaticinando sul medesimo lasso di tempo, risultano in evidente contraddizione tra loro, per il semplice fatto d’essere compilati da persone diverse.

Continuando nel racconto, dirò che i miei insperati successi mi avevano infine portato a collaborare con una società che forniva materiale editoriale a vari siti Internet e persino a un operatore di telefonia cellulare. Ero costretto a redigere quotidianamente una mole impressionante di oroscopi: in un giorno sono arrivato a scriverne ventisei. Credo di non essermi fermato neanche per mangiare, e alla fine mi sentivo talmente nauseato e in lotta col firmamento intero, che all’ultimo dei segni, Nettuno mi perdoni, ho perfidamente vaticinato una caterva di disgrazie.

Per alcuni mesi, una mia fonte di spasso consistette nell’intervenire nei newsgroup con deliranti messaggi tesi a difendere l’astrologia. Volete un esempio? Eccolo:

“Coming out astrologico.

Astrologia? Al rogo, al rogo! Non bastavano le tirate inquisitorie dei professionisti dello scetticismo, è arrivata la condanna della Santa Madre Chiesa Romana. Dio non legge gli oroscopi, e dunque: crepi l’astrologo, l’eretico per eccellenza, il mago, il sovversivo. Valga per lui la sentenza che condannò Giordano Bruno: “Sia punito con la massima indulgenza e senza effusione di sangue”. Che, incredibile a dirsi, nel linguaggio del Sant’Uffizio equivaleva a dire: arso vivo. Da astrologo, ritengo che la misura è colma. È opportuno arginare questa pericolosa deriva d’intolleranza che infligge una ferita profonda ai valori della libertà, dell’eguaglianza e della stessa laicità dello Stato. Se fare coming out significa letteralmente dire qualche cosa, tirarla fuori senza paura delle conseguenze che ce ne possono derivare, oggi è tempo d’armarsi di coraggio e dire: “ammetto di credere nell’astrologia e negli oroscopi”.

Lo so, forse è meno pericoloso dichiararsi pedofili, stupratori di fanciulle in fiore, politici corrotti, commercianti d’organi o crematori d’innocenti. Ciò che vi chiedo ha il suo prezzo. Chi è disposto a pagarlo?

P.S.Vi aspetto tutti sul rogo. Io sarò quello che grida più forte. Terzo palo a destra”

Alcune di queste burle sono ancora sparse per la rete, e il lettore più attento potrà farsi facilmente un’idea del vespaio provocato. Qui mi preme sottolineare che anche le menti scettiche, a scapito del dichiarato illuminismo, finiscono spesso preda di un cieco furore che gli fa dimenticare l’ambigua valenza del web, un mezzo mediatico dove ognuno può esprimersi liberamente, ma anche fingersi qualcun altro e difendere a spada tratta tesi che assolutamente non condivide. Quest’attività, nel gergo della rete, è detta trolling, una tecnica di pesca sportiva in cui un amo nascosto dall’esca e trascinato attraverso l’acqua serve ad attrarre e catturare un ignaro pesce. Il trolling si esplica postando un articolo in un newsgroup con la sola intenzione di provocare gli animi più infiammabili e scatenare una rissa verbale.

Quanto vi ho detto finora dovrebbe avervi scoraggiato a prendere sul serio gli astrologi, ma se invece ho stimolato in voi il desiderio di cambiare mestiere e indossare il cappello di Merlino (sapete, a volte le stelle ci mettono la coda…), di certo vi starete chiedendo come si fa a scrivere di astrologia senza capirci nulla. Credete sia difficile? Nient’affatto. Basta elaborare previsioni assolutamente generiche.

Ecco un passo dalle mie profezie per il 2002: Tra il 4 e l’8 maggio, una congiunzione Marte in Gemelli-Saturno in Gemelli ci parla di un anziano guerriero che usa la lingua al posto della spada. Egli disorienta con le parole e, grazie all’opposizione che i due pianeti formano con Plutone retrogrado in Sagittario, riesce a convincere le masse dell’esistenza di un’attività vessatoria indirizzata in quell’ambito religioso che rientra nella sfera del Sagittario, un segno che ha nel credo mistico uno degli archetipi più resistenti, e nel fariseismo la sua ombra negativa.

In poche righe, l’abile maître ch’ero diventato miscelava odori e sapori del tempo: chiunque avesse seguito un paio di telegiornali poteva scorgervi richiami a Bin Laden, al fanatismo religioso, alle masse arabe, alla guerra. Il tutto condito da quel finto sapere che consiste nel farsi credere più colti di quel che si è (il richiamo al fariseismo è un abile mossa per guadagnare credito agli occhi dell’incauto lettore). Ciò di cui vaticinavo era in qualche modo già accaduto, rappresentando così una formidabile predizione sul passato.

Per non scontentare i miei datori di lavoro, l’articolo chiudeva con una rassicurante virata sull’ottimismo, promettendo: “Dal 20 luglio, annotate la data, con la congiunzione Sole in Cancro-Giove in Cancro, tornerà la pace”. Quel giorno, ora posso confessarlo, litigai con mia moglie.

Molte persone pensano che scrivere oroscopi sia un’attività frustrante e riservata agli scrittori d’insuccesso. Vi aspettate che dica il contrario? Sbagliate. In effetti, se mi sono messo a sproloquiare sui pianeti è perché molte altre aspirazioni mi sono state negate. L’astrologia mi è apparsa da subito una vecchia prostituta che non rifiuta alcun avventore: si concede volentieri e non chiede che un cedevole abbandono all’irragionevolezza.

Secondo il punto di vista di Guido Ceronetti: “Nell’astrologia, da sempre, quel che più conta non è l’astro, ma l’astrologo. Cerchiamo una voce, una mano che scriva qualcosa, un “ti capisco” da parte di chi può anche non capire, però “ti capisco” è capace di dirlo”.

Quando il mio nome, assai ingloriosamente, finì per essere citato nell’annuale relazione del CICAP sulle previsioni sbagliate dell’anno 2002, la mia casella di posta elettronica fu invasa da centinaia d’accorate mail che mi chiedevano lumi su amore, denaro, soldi e salute.

Allora decisi che ero grande abbastanza per smetterla con queste birichinate.

Francesco Consiglio
Ex-astrologo


Tratto da Scienza & Paranormale n. 55


Speciale Astrologia

A cura del Gruppo di Studio sull’Astrologia

L’astrologia messa alla prova


Le più importanti verifiche sperimentali

di Stefano Bagnasco

Il metodo più usato per verificare sperimentalmente le affermazioni astrologiche è il cosiddetto matching test (dall’inglese to match, “abbinare”) in cui, con varie modalità, si cerca di appaiare una serie di descrizioni più o meno dettagliate del soggetto con l’interpretazione del suo tema natale preparata da un astrologo. I vantaggi di questo approccio, rispetto ad esempio alla ricerca di correlazioni tra tratti del carattere e particolari configurazioni astrali, sono molteplici:

  • Non è lo sperimentatore a scegliere quali tratti del carattere siano da prendere in considerazione, o quali configurazioni zodiacali; il lavoro astrologico di interpretazione è fatto da astrologi professionisti, possibilmente scelti tra i più autorevoli, con i quali è anche concordato il protocollo sperimentale. In questo modo ci si mette al sicuro da possibili errori dovuti alla scarsa esperienza astrologica di chi esegue lo studio.
  • Una critica sovente mossa dagli astrologi alle ricerche di correlazioni è che il tema natale del soggetto andrebbe sempre preso in considerazione nel suo insieme, e non un aspetto alla volta. Alcuni astrologi riconoscono infatti l’importanza della ricerca statistica, ma fanno notare come in questi studi la natura del lavoro astrologico sia mal rappresentata. Nel matching test è l’astrologo stesso ad interpretare il tema natale, ed eventualmente a scegliere a quali aspetti dare maggiore o minore importanza.
  • Gli aspetti che si possono prendere in considerazione in una ricerca di correlazioni sono numerosissimi, e spesso diverse scuole astrologiche assegnano loro significati diversi. Questo rende virtualmente infinite le correlazioni da verificare: è stato stimato che si dovrebbero prendere in considerazione almeno 1035 possibili combinazioni di pianeti, segni, case, aspetti… per confronto, il numero di granelli di sabbia sulla Terra è stimato essere “solo” 1027 (Culver & Ianna 1977). Nel matching test, al contrario, il risultato è indipendente da eventuali assunzioni sulle teorie astrologiche alla base del lavoro dell’astrologo.

Non parleremo perciò, in questa breve rassegna, degli ricerche di correlazioni, che sono trattate altrove. Concentreremo piuttosto l’attenzione sugli studi direttamente volti a verificare l’efficacia delle tecniche astrologiche così come praticate dagli astrologi. Nel seguito esamineremo brevemente (una rassegna più dettagliata ed esaustiva è in preparazione) alcuni tra gli esperimenti più importanti pubblicati negli ultimi vent’anni.

L’esperimento di Carlson

Il primo di questi studi fu pubblicato nel 1985 su Nature, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali (Carlson 1985; va però osservato come, per quanto Nature sia in generale una rivista peer-reviewed, l’articolo sia uscito nella sezione Commentary, che non lo è).

L’esperimento consisteva di due fasi:

1.      Nella prima un certo numero di soggetti volontari fornisce le informazioni (luogo, data ed ora di nascita, opportunamente documentate) in base alle quali gli astrologi erigono il tema natale e ne redigono una interpretazione. I soggetti cercano di scegliere il profilo che ritengono più corretto (da un gruppo che contiene il proprio ed altri due a caso), senza ovviamente sapere quale sia, ed assegnano un punteggio da 1 a 10 all’accuratezza del profilo scelto.

2.      Agli astrologi partecipanti viene fornito separatamente il tema natale di un soggetto scelto a caso, oltre al profilo psicologico costruito secondo i criteri standard del CPI (California Personality Inventory, un sistema standardizzato di descrizione del profilo psicologico) del soggetto in questione e di due altri soggetti scelti a caso. Anche agli astrologi viene chiesto di scegliere il profilo che meglio si adatta al tema natale, assegnando un punteggio alla “bontà” dell’associazione.

Sfortunatamente il risultato dell’esperimento non fu statisticamente così significativo come originariamente previsto dagli organizzatori, anche se il risultato è ragionevolmente non ambiguo. Molti degli astrologi che inizialmente avevano accettato di partecipare allo studio, infatti,  non completarono il lavoro loro richiesto; il campione statistico fu perciò più piccolo di quanto progettato nel protocollo. Tuttavia, questo lavoro è esemplare da molti punti di vista, in particolar modo per tutti gli accorgimenti volti ad ottenere un protocollo cieco e, soprattutto, per la quasi maniacale cura degli autori nel descrivere nel dettaglio le procedure seguite (l’articolo conta ben sette delle fitte pagine di Nature).

All’esperimento parteciparono 28 astrologi, selezionati da un’autorevole organizzazione astrologica americana (il National Council for Geocosmic Research), che collaborò anche alla definizione del protocollo sperimentale. Il protocollo fu a lungo discusso e perfezionato fino ad essere accettato sia dagli autori sia dagli astrologi, con la consulenza di esperti in statistica e psicologia; esso includeva numerosi accorgimenti per evitare possibili fonti di errore sistematico od eventuali frodi da entrambe le parti. Ad esempio, nella selezione dei soggetti per l’esperimento, chi dichiarava (in un questionario preliminare) di essere “fortemente contrario” all’astrologia era scartato: avrebbe potuto infatti modificare i risultati non selezionando quello che gli pareva il profilo più corretto.

Inoltre, l’esperimento fu condotto completamente in doppio cieco: sia gli sperimentatori (gli scienziati) che gli astrologi potevano identificare i questionari CPI ed i temi natali solo attraverso numeri di codice, assegnati in modo casuale da una persona estranea alla sperimentazione. La tabella con le corrispondenze e tutti i dati dei soggetti non erano accessibili né agli sperimentatori né agli astrologi fino alla fine dell’esperimento.

In entrambe le fasi dell’esperimento, l’ipotesi completamente casuale implica una probabilità di successo (ossia di associazione del tema natale al CPI corretto, o dell’interpretazione alla persona corretta) pari ad 1/3; gli astrologi confidavano invece di aver successo con  una frazione della metà o più dei soggetti.

Il risultato della prima fase è che i soggetti scelsero come più accurata la loro interpretazione del tema natale nel (33.7 ± 5.2)% dei casi, mentre nella seconda gli astrologi associarono il tema natale al profilo CPI corrispondente nel (34 ± 4)%  dei casi.

Entrambi i risultati sono perfettamente compatibili con il 33% predetto dall’associazione puramente casuale. In più, non sembrò esserci alcuna correlazione tra la fiducia che gli astrologi ripongono nell’associazione (espressa, come si ricorderà, con un punteggio) e la frazione di risposte corrette.

Migliorando il metodo

Come in tutti i lavori scientifici, dopo la pubblicazione dell’articolo su Nature la riflessione ed il dibattito portarono la comunità degli scienziati e quella degli astrologi a suggerire alcuni possibili miglioramenti.

Dal punto di vista puramente metodologico, si era constatato che non solo gli astrologi non riuscivano ad appaiare correttamente il CPI con il tema natale, ma (come correttamente Carlson fa notare nell’articolo) anche i soggetti stessi avevano difficoltà a distinguere il proprio profilo CPI dagli altri; non era così possibile concludere con certezza che il risultato della seconda fase fosse dovuto al fallimento della pratica astrologica piuttosto che a limitazioni nel CPI stesso.

Da un punto di vista astrologico, invece, venne fatto notare come le informazioni fornite dal profilo CPI non erano necessariamente quelle pertinenti al lavoro dell’astrologo, e che un profilo psicologico così schematizzato poteva non essere sufficiente (è da notare, comunque, che gli astrologi che avevano preso parte al test di Carlson avevano approvato il protocollo, compreso l’uso del solo CPI).

Così qualche anno dopo due psicologi della Indiana University, in stretta collaborazione con la Indiana Federation of Astrologers (IFA), prepararono uno studio analogo con numerosi miglioramenti (McGrew & McFall 1990). Il più importante era che all’astrologo non veniva fornito semplicemente un profilo psicologico, ma un intero case file contenente un questionario appositamente predisposto (denominato Personal Characteristics and Life History Summary, sommario delle caratteristiche e della storia personali, con 61 domande sul carattere, i gusti personali, la storia della vita, la salute del soggetto, date di nascita e morte di consanguinei, insomma tutte le informazioni che gli astrologi ritennero necessarie), insieme con due profili psicologici standard (ottenuti con due tecniche diverse, più sofisticate del CPI) e due foto del soggetto, di fronte e di profilo.

Il test venne eseguito da sei astrologi, selezionati dalla IFA in base alle loro competenze (tutti erano, o erano stati, astrologi professionisti). I soggetti erano 23 persone di 30 o 31 anni, selezionate senza dir loro che avrebbero preso parte ad un esperimento sull’astrologia. Anche in questo caso furono prese precauzioni per garantire la “cecità” del protocollo, e per mettersi al riparo da eventuali artefatti. Agli astrologi era richiesto di appaiare correttamente i dati di nascita con i case file dei soggetti.

Per fare meglio del caso un astrologo avrebbe dovuto ottenere almeno quattro appaiamenti corretti; il risultato fu che nessuno degli astrologi, che pure si erano dichiarati soddisfatti, riuscì ad appaiare correttamente i dati di più di tre soggetti, neanche tenendo conto delle “seconde scelte” che potevano essere indicate.

Gli stessi dati erano stati forniti, oltre che  agli astrologi, ad un “soggetto di controllo:” un dottorando in psicologia che, senza ovviamente usare alcuna tecnica astrologica, avrebbe dovuto cercare anche lui di ottenere il massimo numero di appaiamenti corretti. Il “controllo” ottenne tre appaiamenti corretti, come il migliore degli astrologi. Curiosamente fu anche l’unico che, tenuto conto delle seconde scelte, ottenne quattro risultati corretti, facendo così meglio di tutti gli astrologi.

Un ulteriore possibile problema è dato dall’eventualità che l’astrologia abbia una qualche validità, anche se non tutto il successo che le attribuiscono i suoi sostenitori. Anche dando fiducia alle poche, controverse ricerche di correlazione che non hanno avuto risultati completamente negativi ( che in realtà generalmente non si riuscì a replicare in studi successivi), la dimensione degli effetti trovati è in effetti sempre molto piccola, dando credito all’ipotesi che almeno in parte l’apparente successo delle letture astrologiche possa essere dovuto ad una qualche forma di “effetto Barnum” (l’effetto psicologico per il quale è possibile preparare una descrizione del carattere così ambigua e generica che chiunque possa riconoscervisi, senza notarne l’ambiguità, vedi). In tal caso, l’eventuale piccolo effetto genuinamente astrologico potrebbe essere mascherato, nel senso che, avendo la maggior parte dell’interpretazione proposta dall’astrologo un senso per chiunque, le poche affermazioni che sarebbero veramente “giuste” si perderebbero in un lungo testo (le interpretazioni preparate dagli astrologi nell’esperimento di Carlson erano mediamente dell’ordine di 1000 parole!) e non bastano a far sì che il profilo giusto venga selezionato più frequentemente degli altri (Dean 1987).

Per mettersi al sicuro da questo ipotetico problema, lo psicologo australiano G. Dean provò ad usare interpretazioni estremamente concise; dei 22 soggetti usati per lo studio, la metà ricevette interpretazioni del tema natale preparate usando il significato convenzionalmente associato a ciascun aspetto planetario; le interpretazioni degli altri erano state preparate allo stesso modo ma usando temi natali “invertiti” (tutte le posizioni planetarie eccetto il segno solare di nascita erano state “rimescolate” artificialmente per fornire il significato opposto).  Anche in questo caso, il gruppo che ricevette le interpretazioni “corrette” non ottenne risultati migliori di quello le cui interpretazioni erano “rovesciate”.

È chiaro come le semplici interpretazioni “meccaniche” usate da Dean siano ben diverse dalla lettura completa e personalizzata che molti astrologi fanno, ma d’altro canto i manuali di astrologia riportano proprio questo tipo di affermazioni; è perciò legittimo, anche se non risolutivo, mettere alla prova anche queste.

Quelli riportati sono solo due tra i più importanti studi, scelti per il rigore della metodologia sperimentale e perché esemplificano bene la tecnica adottata. I risultati di altri studi analoghi saranno presentati, senza esaminarli in dettaglio, nelle conclusioni.

E Vernon Clark?

Prima di concludere, una osservazione su un ulteriore lavoro sperimentale spesso citato dai sostenitori dell’astrologia. L’unico del tipo matching test a trovare risultati positivi, fu compiuto dallo psicologo americano Vernon Clark tra il 1959 ed il 1961 (Clark 1961;  non ci è stato possibile reperire in alcun modo una copia dell’articolo originale di Clark, quindi queste note si basano solo su resoconti di seconda mano). Il lavoro di Clark, che comprendeva tre diversi esperimenti, non era nella struttura molto dissimile da quelli finora descritti. Dalle informazioni disponibili, tuttavia, non ci è possibile ricostruire esattamente le metodologie sperimentali (apparentemente non descritte a fondo neanche nell’articolo originale; alcune fonti esprimono dubbi sulla qualità della metodologia di Clark). In particolare, non è chiaro se Clark avesse usato un protocollo cieco anche nella scelta del campione di soggetti da esaminare; qualora non lo avesse fatto, sorgono seri dubbi sulla validità dell’esperimento. In ogni caso, la mancata replicazione dei risultati di Clark da parte di ricercatori indipendenti rende il quadro generale decisamente negativo; sospendiamo tuttavia il giudizio in attesa di poter esaminare il resoconto di prima mano degli esperimenti.

Conclusioni

Se si riuniscono i risultati dei matching test presentati, insieme con quelli di altri studi, il quadro complessivo è quasi unanime (vedi tab. 1; per semplicità di confronto, sono riportati solo i numeri relativi ad esperimenti in cui è il soggetto a dover scegliere tra più interpretazioni del proprio tema natale). Su dieci lavori presi in esame, per un totale di quasi 400 soggetti, solo due studi riportano risultati non completamente compatibili con l’ipotesi casuale. Entrambi gli studi, ad un esame più approfondito, mostrarono gravi difetti nel protocollo sperimentale (ad esempio, non si era tenuto conto che molti conoscono le caratteristiche tradizionalmente associate a ciascun segno zodiacale; un Ariete, dovendo scegliere un profilo astrologico, tenderà a preferire quello che dice “testardo”).

Rif.   Numero soggetti Letture per soggetto Numero di appaiamenti corretti Osservati Attesi   Cummings et al. 1978 12 3 3 4 Neher 1980 18 6 3 3 Lackey 1981 38 2 19 19 Dwyer & Grange 1983 34 3 10 11 Tyson 1984 15 5 2 3 Carlson 1985 83 3 28 28 Krippner 1980 16 8 3 2 Marbell et al. 1986 24 3 14 8 Dwyer 1986 30 2 15 15 Klein 1988 122 5 41 24.4
Tab. 1: Matching test in cui il soggetto doveva scegliere l’interpretazione del suo tema natale tra altre prese a caso (il numero è indicato nella terza colonna), numero di scelte corrette osservato confrontato con il numero atteso da una scelta puramente casuale. (adattato da Dean 1987).

Per informazioni su ulteriori studi, inclusa una accurata disamina di studi meno convenzionali di quelli qui presentati, si rinvia al recente lavoro pubblicato da Geoffrey Dean ed Ivan W. Kelly su un numero speciale del Journal of Consciousness Studies dedicato alla parapsicologia (Dean & Kelly 2003; una traduzione in italiano dell’articolo è in preparazione), che contiene anche una eccellente bibliografia. In generale, sembra di poter concludere che anche riguardo all’astrologia vale la regola per la quale, in queste materie controverse, migliore è la qualità dello studio (e più stringenti i controlli), minori sono gli effetti trovati, che si riducono fino, ad un certo punto, a scomparire del tutto; sintomo di quello che il premio Nobel Irving Langmuir chiamava “scienza patologica” (Lamgmuir 1989).

Si può a questo punto probabilmente chiudere con un’osservazione di F. A. Fullam:

“…un sistema non deve necessariamente essere reale per essere accettato come vero: basta che sia soddisfacente. L’astrologia fiorisce rigogliosamente perché è un quadro all’interno del quale è possibile ricercare e discutere il significato della propria esistenza.”
(Fullam 1984, citato in Dean 1987)

Bibliografia

Nota: in questa bibliografia sono riportati solo gli studi citati nel testo. Un articolo più approfondito, con una bibliografia più esaustiva, è in preparazione.

Carlson, S., “A Double-blind Test of Astrology” Nature318:419 (1985)

Clark, V., “Experimental Astrology” In Search Winter/spring 1961:102-112 (1961)

Culver, R. B., Ianna, P. A., The Gemini Sindrome. Tucson: Pachart (1977). Ripubblicato, con qualche aggiunta, come Astrology: True or False?, Buffalo: Prometheus (1988)

Culver, R., Ianna, P., Astrology: True or False, p.215. Buffalo: Prometheus (1988)

Cummings, M., Smith, M., Lovick, K, e Crosbie, P., “Astrological  chart interpretation: Exploring an alternative strategy for counselling.” Kosmos B8B:5-26 (1978)

Dean, G., “Does Astrology Need to be True? Part 1: A Look at the Real Thing”, Skeptical Inquirer 11:166 (1986)

Dean, G., “Does Astrology Need to be True? Part 2: The Answer is No”, Skeptical Inquirer 12:257-273 (1987)

Dean, G., “Does Astrology Need to be True? Postscript”, in Frazier, K. (ed.), The Hundredth Monkey annd others Paradigms of the Paranormal. Buffalo: Prometheus (1991)

Dwyer, T., Grange, C., Astrological Journal 28:92-93 (1983)

Dwyer, T., Astrological Journal 25:206 (1986)

G. Dean, I. W. Kelly, “Is Astrology Relevant to Consciousness and Psi?”, Journal of Consciousness Studies 10,6-7:175-198 (2003). Il testo è inoltre disponibile sul web (link).

Klein, M., “The accuracy of relationship descriptions a test of astrology” Correlation 8:5-17 (1988)

Krippner, S. “Garden Murphy and the astrology probe”, in Roll, W. G. (a cura di), Research in parapsychology 1979, pp. 31-32 Meutchen: Scarecrow Press (1979)

Lackey, D. P., “A controlled test of perceived horoscope accuracy.”  Skeptical Inquirer 6:26-31 (1981)

Langmuir, I., “Pathological Science (notes transcribed and edited by R. N. Hall)”, Physics Today 42:36 (1989)

Marbell, N. Z., Novak, A. R., Heal, L. W., Fleming, L. D., Burton, J. M., “Self-selection of astrologically derived personality descriptions: an empirical test of the relationship between astrology and psychology.” Journal of the National Council for Geocosmic Research pp. 29-43 (1987)

McGrew, John H., McFall, Richard M., “A Scientific Inquiry Into the Validity of Astrology” Journal of Scientific Exploration 4:75-83 (1990)

Nanninga, R., “The Astrotest: a tough match for astrologers”, Correlation15(2):14-20 (1996)

Neher A., The psychology of transcendence. Englewood Cliffs: Prentice-Happ, pp. 239-242 (1980)

Tyson, G. A., “An empirical test of the astrological theory of personality”, Personality and Individual Differences 5:247-250 (1984)


Speciale Astrologia

A cura del Gruppo di Studio sull’Astrologia

Statistiche e controlli


Come si progetta un esperimento astrologico?

di Stefano Bagnasco

Fino a non moltissimi anni fa, molti astrologi erano in attesa di risultati sperimentali che effettivamente confermassero le teorie astrologiche. Scriveva infatti nel 1925 un influente astrologo inglese:

La sperimentazione convincerà presto i più scettici che i corpi celesti del sistema solare indicano, se non effettivamente producono, cambiamenti in (1) le nostre menti. (2) Le nostre sensazioni ed emozioni. (3) Il nostro corpo materiale. (4) I nostri rapporti coll’esterno e le relazioni con il mondo in generale.
(Carter 1925, citato in Culver & Ianna 1988)

Ma la sperimentazione si fece attendere ancora per molti anni (e non portò poi, in realtà i risultati sperati); non è infatti semplice organizzare uno studio ben fatto e che metta al sicuro non solo da eventuali imbrogli (da ambo le parti), ma anche e soprattutto da eventuali effetti ingannevoli. La scienza ha sviluppato una “cassetta degli attrezzi” che permette di preparare esperimenti che siano ragionevolmente al sicuro da questi trabocchetti, che vengono (o dovrebbero essere…) comunemente applicati nel lavoro quotidiano degli scienziati e che possono essere usati anche nel caso dell’astrologia.

Difficoltà e soluzioni.

Una prima difficoltà risiede nel fatto che molte leggi naturali (le “teorie”) hanno carattere probabilistico anziché deterministico, ossia non esprimono una certezza (come in “la molecola d’acqua è formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno”) ma un certo grado di probabilità (“la presenza di un fronte freddo in queste condizioni ha il 75% di probabilità di causare precipitazioni temporalesche”). In diversi casi è perciò necessario l’uso di tecniche statistiche per studiare il fenomeno in questione. Questo avviene per tre ordini di ragioni:

  • Alcuni fenomeni sono molto complicati e non li so descrivere esattamente, a causa della difficoltà di osservare un numero estremamente grande di variabili: è il caso della meteorologia, come nell’esempio precedente, o, a maggior ragione, del comportamento umano.
  • Alcuni fenomeni sono intrinsecamente probabilistici. È il caso della meccanica quantistica, che qui non ci interessa, o dell’astrologia (“fata inclinant, non necessitant”).
  • L’effetto in esame è piccolo e devo vederlo contro uno “sfondo” (background) di altri fenomeni meno interessanti. Questo non è strettamente una caratteristica del fenomeno, ma una circostanza contingente che costringe all’uso di tecniche statistiche.

Per vedere come sia possibile disegnare un esperimento che possa, per usare le parole di Popper,  “genuinamente controllare” (Popper 1969) l’astrologia, vediamo alcune caratteristiche che deve avere uno studio scientifico. Tali tecniche hanno come scopo il garantire la massima oggettività delle conclusioni tratte dallo studio, e la replicabilità dello studio stesso.

Metodologia statistica. L’astrologia, come molte altre discipline, ha a che fare con quelle che abbiamo chiamato “leggi probabilistiche”. Nessuno si aspetta che quando un astrologo dice “gli Scorpione sono persone vendicative” intenda che tutti i nati sotto tale segno siano implacabili e tenaci come Edmond Dantès. Quello che va inteso è che “le persone nate sotto il segno dello Scorpione, in media, sono più portate a vendicarsi di quelle nate sotto altri segni”, oppure che la probabilità che un nato nello Scorpione abbia un carattere vendicativo è più alta che per il resto della popolazione. Così, non sarà sufficiente esaminare il carattere di uno Scorpione, ma dovrò studiarne un gran numero per capire se, in media, siano vendicativi o meno (qualunque cosa significhi essere vendicativi “in media”…)

Presenza di un campione di controllo. In una coltura di batteri esposta ad un antibiotico, un certo numero di batteri morirà per effetto del farmaco; la misura dell’efficacia del trattamento non sarà però semplicemente il numero di batteri morti nel campione, ma la differenza tra il numero di batteri morti nel campione trattato con quelli morti (per così dire “di morte naturale”) in un campione di controllo non esposto. Per tornare all’esempio di poco sopra, non è sufficiente esaminare solo i nati nello Scorpione; dovrà anche essere esaminato un altro gruppo di persone, indipendentemente dal segno zodiacale, per vedere quale sia la percentuale di persone che sono vendicative per ragioni “non zodiacali”, come l’ambiente o l’educazione. Dire che “il 30% degli Scorpione è vendicativo” non insegna nulla se non è seguito da un’affermazione come “mentre solo il 15% lo è nel resto della popolazione”.

Protocollo cieco o doppio cieco. Si chiama “effetto sperimentatore” (è forse migliore il termine inglese Experimenter’s Bias, che potremmo tradurre con “pregiudizio dello sperimentatore”) l’involontaria preferenza che un ricercatore ha per un particolare valore del risultato della sua ricerca, ad esempio perché quel determinato valore dimostra una teoria a lui cara o conferma una precedente misura. La storia della scienza offre numerosi esempi di “scoperte” dimostratesi poi inconsistenti: per limitarsi alla storia della fisica, probabilmente il caso più famoso è quello dei raggi N di Blondlot nei primi anni del secolo scorso.

Il chimico inglese Irving Langmuir (premio Nobel nel 1926) racconta un aneddoto meno celebre ma forse anche più interessante (Langmuir 1968). Intorno al 1930 due scienziati della Columbia University, B. Davis ed A. Barnes, stavano eseguendo un esperimento in cui alcuni elettroni, emessi da un filamento incandescente ed opportunamente accelerati, viaggiano in un tubo a vuoto, raggiungendo poi uno schermo fluorescente su cui producevano un piccolo ma percettibile brillìo. Davis e Barnes contavano il numero di scintillii che si producevano sullo schermo nell’arco di due minuti, per diversi valori del campo elettrico che accelerava gli elettroni, che poteva essere spento od assumere valori a piacere (ulteriori dettagli, qui non indispensabili, possono essere nel testo del seminario di Langmuir, ripubblicato da Physics Today nel 1989). Gli scienziati osservavano che, per determinati valori della tensione (che corrispondevano a quelli calcolabili secondo una certa equazione), si avevano brusche diminuzioni del numero di elettroni che raggiungevano lo schermo fluorescente. La loro scoperta contraddiceva numerose convinzioni della fisica nucleare dell’epoca anche se era forse, come suggerito anche da eminenti teorici contemporanei, possibile trovare una spiegazione soddisfacente al fenomeno. In sostanza, un risultato sorprendente e che metteva in discussione molto, ma non completamente implausibile. Tuttavia, alcuni fatti insospettivano Langmuir, allora in visita alla Columbia. In primo luogo, i due minuti non erano sempre esattamente due minuti, come d’altronde ci si aspetta; le variazioni erano tuttavia sensibili. Niente di male se gli errori si fossero distribuiti uniformemente tra tutte le misure.

Le misure erano eseguite in una stanza parzialmente oscurata; un assistente regolava la tensione al valore richiesto da Barnes, quindi quest’ultimo iniziava a contare le scintillazioni. Cioè, Barnes sapeva se aspettarsi un numero alto oppure no di conteggi.

Langmuir suggerì di cambiare il modo di eseguire le misure: scrisse una sequenza di valori per la tensione, ordinati casualmente, e li passò all’assistente. Il fenomeno divenne meno evidente, senza tuttavia sparire del tutto.

C’era ancora una possibilità, che si rivelò quella corretta. Quando, di tanto in tanto, era richiesta una misura con la tensione spenta, l’assistente, che in tal caso non doveva regolare niente, si appoggiava allo schienale della sedia. Langmuir gli suggerì di far finta di regolare la tensione, in modo che chi osservava le scintillazioni non avesse alcun modo di distinguere. Da quel momento in poi, il numero di scintillazioni contate da Barnes divenne completamente indipendente dalla tensione applicata, come ci si aspettava in assenza dell’“effetto Barnes-Davis”.

È importante notare che l’onestà e la buona fede di Barnes non furono mai messe in discussione. L’adozione fin dal pricipio di accorgimenti come quelli suggeriti da Langmuir (l’adozione di un protocollo “cieco”, in cui cioè lo sperimentatore non ha modo di conoscere l’esito dell’esperimento previsto dalla teoria) avrebbe risparmiato una buona dose di imbarazzo a tutti gli interessati.

“Randomizzazione”. Un modo per garantire la “cecità” del protocollo è quello di introdurre nell’esperimento un certo grado di casualità, come fece Langmuir. Questo mette anche al sicuro da altri effetti “sistematici”.

Stabilire a priori il criterio di successo o fallimento dell’esperimento, ossia prima di saperne il risultato: dopo sarà difficile non farsi influenzare. Diamo nuovamente la parola a Langmuir. Ha appena discusso con Barnes il fallimento dell’esperimento condotto in condizioni controllate. Barnes replica:

‘Beh,’ disse, ‘c’era del gas nel tubo. La temperatura è cambiata e le piastre di nickel devono essersi deformate, così gli elettrodi non sono più allineati correttamente.’ Immediatamente – senza neanche pensarci – ebbe pronta una scusa. Aveva una ragione pronta per non dare alcuna importanza a qualsiasi risultato errato. […] Non è in dubbio che fosse onesto; credeva a queste cose, assolutamente.” (traduzione mia)

Il ragionamento post hoc (la razionalizzazione) è estremamente pericoloso. È facile trovare giustificazioni o scuse a posteriori per il fallimento di un’esperimento. Ricordiamo il settimo punto del ragionamento di Popper: l’introduzione, ad hoc, di qualche assunzione ausiliare, o con la reinterpretazione ad hoc della teoria, che la sottragga alla confutazione distrugge, o almeno pregiudica il suo stato scientifico.

Pubblicità di metodi e risultati (anche negativi!) La pubblicità dei metodi, ossia la descrizione puntuale e dettagliata di come il lavoro è stato pianificato e svolto, è indispensabile per garantire la replicabilità dell’esperimento, di cui abbiamo visto l’importanza. La pubblicità dei risultati negativi serve, sul lungo periodo, ad evitare il cosiddetto publication bias. Non pubblicare risultati negativi (per ragioni di immagine, o per la riluttanza di alcune riviste scientifiche) porta ad una deformazione del quadro complessivo che uno studioso può farsi dell’argomento. Per uno studio che annuncia un risultato inaspettato, ce ne possono essere molti di più che non hanno potuto replicare il risultato e che non sono mai stati pubblicati.

Un semplice esperimento didattico.

Seguendo le indicazioni date finora, proviamo a costruire una possibile verifica sperimentale dell’astrologia come teoria scientifica.

L’esperimento qui presentato non ha nessuna pretesa di reale validità scientifica, ma è semplicemente un “giocattolo” didattico per mostrare come gli accorgimenti fin qui descritti possano essere applicati all’astrologia. Lasciamo al lettore come esercizio il trovare i limiti ed i difetti di questo “giocattolo”…

L’esperimento presentato (Genzo 2000) per ragioni di semplicità riguarda l’astrologia “segnosolare”; va da sé che una seria verifica delle affermazioni astrologiche andrà eseguita su aspetti più rigorosi della pratica astrologica. Ad un gruppo di persone è presentato un foglio con riportate le previsioni astrologiche pubblicate da un autorevole quotidiano due giorni prima, per il giorno precedente. Ogni soggetto del test dovrà scegliere la predizione della giornata che meglio descrive quella che ha appena trascorso. Se il segno zodiacale associato alla previsione corrisponde a quello della persona, l’astrologo ha previsto correttamente, altrimenti no. Cominciamo coll’applicare i suggerimenti pratici elencati nella sezione precedente.

Useremo il metodo statistico, cercando di eseguire il test su quanti più soggetti possibile; per evitare che i soggetti abbiano già letto le previsioni dell’astrologo, causando il fenomeno della “profezia che si auto-avvera,” il giornale scelto sarà quello di una città il più possibile lontana da quella dove si svolge la prova.

Decideremo a priori, cioè prima di conoscere i risultati, che l’astrologia (almeno in questa forma) è confermata se il numero di associazioni corrette è ampiamente superiore con quello dovuto semplicemente al caso (che è, in un certo senso, il nostro campione di controllo). Qualche semplice conto (la distribuzione di probabilità è quella binomiale; non entro nei dettagli statistici, che chiunque può verificare con un testo elementare di calcolo delle probabilità) fornisce, per un’associazione puramente casuale, una frazione di associazioni corrette pari a

            p = 1/12 = 8.3%

con una varianza (n è il numero di soggetti del test)

            s2 = n p(1 – p)

cioè mi aspetto, se l’astrologia non è più efficace del caso, e supponendo 100 soggetti, un numero di previsioni azzeccate pari a 8.3 ± 2.7. Qualunque risultato sensibilmente migliore di questo è una buona evidenza della verità dell’astrologia, mentre un valore confrontabile con questo indica che essa non è più utile del caso nel costruire le previsioni.

L’esperimento sarà fatto con un protocollo cieco e “randomizzato”: non solo le previsioni non avranno accanto il segno zodiacale corrispondente ma solo una lettera identificativa, ma saranno anche mescolate e la “chiave” interpretativa sarà tenuta nascosta fino alla fine dell’esperimento.

Il risultato ottenuto dall’autore, che propone il test a 98 allievi di una scuola media di Trieste, è di una frequenza di associazione corretta dell’ 8.2%, compatibile con l’ipotesi casuale.

Bibliografia.

Carter, C. E. O., Principles of Astrology London:TPH (1925)

Culver, R. B., Ianna, P. A., Astrology: true or false? Buffalo: Prometheus (1988).

Genzo, C., “Compito in classe sugli oroscopi”, Scienza & Paranormale 31:40 (2000).

Langmuir, I., “Pathological Science (notes transcribed and edited by R. N. Hall)”, General Electric Laboratories report No. 68-C-035 (1968). Ripubblicato in Physics Today 42:36 (1989). Il testo è anche disponibile sul web (link).

Popper, K. R., “La scienza: congetture e confutazioni”, in Conjectures and refutations. London: Rutledge and Kegan Paul (1963). Tr. It. Congetture e Confutazioni, pp. 62-115. Bologna: Il Mulino (1969).


FAQ – Le domande più comuni sull’astrologia


Che cosa è l’astrologia?

L’astrologia è la disciplina che studia il presunto rapporto tra le vicende umane e le posizioni dei corpi celesti. Esistono tuttavia numerosissime correnti di pensiero e “scuole” astrologiche; è perciò difficile dare una definizione di astrologia più precisa che metta tutti d’accordo.
In molti dei lavori sperimentali citati nel seguito, si assume come concetto chiave della pratica astrologica l’idea che la posizione dei pianeti al momento della nascita possa essere usata, entro certi limiti, per ottenere informazioni sul soggetto; ad esempio, sui tratti generali della personalità o sulle tendenze nel comportamento.
È chiaro che esisteranno scuole astrologiche che si basano su principi diversi; la grande maggioranza degli astrologi, tuttavia, lavora in base a questo assunto.
 

Qual è l’opinione del CICAP circa l’astrologia?

Come per tutte le materie indagate dal CICAP, il nostro giudizio si basa sui risultati sperimentali ottenuti in condizioni accuratamente controllate. Non è nostro compito discutere sul valore culturale dell’astrologia, ma soltanto stabilire se funziona o no. Purtroppo, ogni volta che le affermazioni degli astrologi sono messe alla prova secondo criteri rigorosi di scientificità, ad esempio con la tecnica del matching test (in cui si valuta la corrispondenza tra l’interpretazione del tema natale di un soggetto e la sua effettiva personalità), i risultati sono uguali a quelli che si otterrebbero facendo previsioni a caso. In mancanza di prove, perciò, attualmente l’opinione del CICAP è che le pratiche astrologiche non abbiano alcun reale potere di predizione di eventi, o di tratti del carattere di una persona.

L’astrologia è veramente una disciplina scientifica?

No. Come anche molti degli stessi astrologi affermano, “secondo la definizione moderna di scienza comunemente accettata oggigiorno l’astrologia non è una scienza esatta, non si basa su metodi sperimentali galileiani. Si tratta di una disciplina mista che ha in sé elementi di arte, simbolismo e scienza. Da questo punto di vista si può definire una disciplina umanistica1.”
Tuttavia, alcune delle affermazioni astrologiche sono empiricamente verificabili, e sono state messe alla prova (vedi).
Va anche osservato che, nella percezione comune, l’astrologia è spesso ritenuta una scienza. Secondo un sondaggio Eurobarometer2 del 2001 l’astrologia è una disciplina scientifica per il 52.7% degli europei, subito dopo la psicologia (64.5%) ma prima dell’economia (42.3%).

 

1. L. Drusetta (a cura di), FAQ di IDAm v2.02, it.discussioni.astrologia (2004) Link
 

2. Aa. Vv. “Europeans, science and technology”, Eurobarometer 55.2:154 (2001) Link
 

È vero che il CICAP sostiene che l’astrologia non funziona perché c’è Ofiuco?

No. L’argomentazione secondo la quale l’astrologia non funziona perché non tiene conto dell’esistenza di Ofiuco (la tredicesima costellazione zodiacale, davanti alla quale il Sole sembra transitare tra il 29 novembre ed il 18 dicembre) o della precessione degli equinozi (vedi) è fallace, e gli astrologi hanno ragione a bollarla come tale.
Se è vero, come sostengono gli astrologi, che l’astrologia è un sistema simbolico di conoscenze, e che quello che conta sono i segni e non le costellazioni corrispondenti, il fatto che gli uni corrispondano esattamente o meno alle altre è del tutto irrilevante: l’astrologia si basa su una suddivisione convenzionale della volta celeste che non è quella comunemente usata dagli astronomi.
Il fatto che le costellazioni zodiacali siano tredici invece di dodici è citato spesso dagli astronomi perché è una divertente curiosità poco nota, e perché serve per esemplificare come la suddivisione del cielo usata dagli astrologi sia fittizia.

È vero che il CICAP sostiene che l’astrologia non funziona perché la scienza non conosce nessun meccanismo che la possa spiegare?

Assolutamente no.
La scienza non è una “enciclopedia” di conoscenze certificate al di fuori della quale nulla può darsi: ogni nuova scoperta, all’inizio, è qualcosa che non si sa spiegare. Come scrive Giuliano Toraldo di Francia1, un vero scienziato accetta qualsiasi fenomeno, anche se inspiegato, purché sia accertato. È certamente vero che nessuna delle “forze” conosciute dalla scienza (gravità, elettromagnetismo ed interazioni nucleari) può essere usata per spiegare un’eventuale influenza delle stelle, ad esempio, su un bambino che nasce. Questo può suscitare dubbi sulla validità dell’astrologia ma non taglia certo la testa al toro: potrebbe benissimo funzionare grazie a qualche meccanismo ancora sconosciuto. È proprio questo che rende interessante la verifica sperimentale dell’astrologia: se davvero funzionasse, si aprirebbero nuovi, appetibili fronti di ricerca per la scienza.
Inoltre, il parere di molti astrologi, fin dalle origini dell’astrologia moderna, è che la relazione non sia una influenza che le stelle esercitano sui destini umani, ma una qualche corrispondenza tra il cielo e la Terra, basata su un meccanismo simile a quella che Jung, uno dei padri fondatori della psicanalisi, chiamerà “sincronicità”. Sull’argomento della sincronicità è disponibile un articolo.

In ogni caso, l’assenza di un ragionevole meccanismo fisico in grado di spiegare l’astrologia (o di una qualsiasi ipotesi scientifica, per quanto speculativa) sposta decisamente l’onere della prova verso i suoi proponenti: fino a quando qualcuno non avrà dimostrato che l’astrologia funziona, interrogarsi su come funziona ci sembra un po’ prematuro.

1. Toraldo di Francia, G. “Errori e miti nel concetto comune di scienza”, in Aa. Vv., Pensiero scientifico e pensiero filosofico, Padova: Muzzio (1993)
 

È vero che il CICAP sostiene che l’astrologia non funziona a causa della precessione degli equinozi?

La precessione degli equinozi è un fenomeno astronomico, noto da più di duemila anni, a causa del quale il Sole ogni anno sembra transitare davanti alle costellazioni un po’ prima dell’anno precedente: dai tempi di Tolomeo, quando sono state definite le date convenzionali di inizio e fine del periodo corrispondente ad ogni segno zodiacale, la differenza è ormai di circa un segno intero. Per cui, quando secondo il calendario astrologico il Sole si trova, ad esempio, nel segno dei Gemelli, in realtà è per almeno una parte del tempo davanti alla costellazione precedente, cioè il Toro.

(Per maggiori dettagli, vedi ad esempio qui)

Quando, a causa della precessione, il crescente spostamento delle costellazioni rispetto alla suddivisione convenzionale nei dodici “segni” zodiacali non potè più essere trascurato, gli astrologi si posero il problema di quale delle due fosse importante per le predizioni astrologiche. In occidente si è scelto di utilizzare le posizioni del Sole, e quindi i segni non corrispondono più alle costellazioni da cui hanno preso il nome; la tradizione astrologica Indù, ad esempio, ha fatto la scelta opposta.

Il CICAP non afferma che l’astrologia non funzioni perché esiste la precessione degli equinozi; è però compito degli astrologi spiegare perché i periodi assegnati a ciascun segno siano proprio quelli corrispondenti alle costellazioni in un determinato momento storico (il II secolo dopo Cristo) e non altri.

È possibile verificare scientificamente le affermazioni astrologiche?

Sì. O meglio, è possibile verificare sperimentalmente alcune affermazioni astrologiche.

La prima affermazione verificabile è la capacità dell’astrologia di predire avvenimenti futuri od il carattere di una persona attraverso l’interpretazione del tema astrale; la seconda è l’esistenza di correlazioni significative tra particolari configurazioni dei pianeti nel tema natale e determinati tratti del carattere di una persona.

A ciascuna di queste due affermazioni corrisponde una particolare tecnica di indagine.
Per la prima si ricorre generalmente al matching test, in cui si cerca di appaiare interpretazioni  del tema natale di un soggetto preparate da un astrologo con descrizioni più o meno dettagliate del soggetto stesso. Ad esempio, un astrologo ha a disposizione un profilo psicologico di un soggetto e deve scegliere fra tre temi natali quello corrispondente (vedi).

Le ricerche di correlazioni sono purtroppo generalmente molto più ambigue, perché gli aspetti astrologici che si possono prendere in considerazione sono potenzialmente quasi infiniti, mentre i “tratti del carattere” corrispondenti sono spesso mal definiti (come si misura la “vendicatività” di una persona, ad esempio?).
Questo tipo di indagine consiste nel raccogliere i dati di nascita per il maggior numero possibile di soggetti, e verificare se quelli che presentano un determinato tratto caratteristico hanno, più frequentemente degli altri, una qualche specifica configurazione nel tema natale (vedi).
È da notare come questo tipo di ricerca sia criticato da molti astrologi perché il tema natale andrebbe sempre preso in considerazione integralmente, e non solo un aspetto alla volta.”

Quali verifiche sperimentali sono state fatte?

Nel corso degli anni sono state tentate numerose verifiche sperimentali delle affermazioni astrologiche.
 

Quasi sempre la tecnica usata è quella del matching test, usando descrizioni della persona che andavano da un solo tratto del carattere a ricchi case file con molte informazioni sui soggetti, in alcuni casi persino fotografie. Nei lavori migliori sono stati adottati diversi accorgimenti (come il protocollo “doppio cieco”) per prevenire imbrogli od auto-inganni da entrambe le parti.
 

In tutti i casi il risultato è stato il medesimo: gli astrologi non sono stati in grado di appaiare correttamente i temi natali ai soggetti in modo migliore di chi tirasse semplicemente ad indovinare; ad esempio, dovendo scegliere il soggetto giusto fra tre disponibili, l’appaiamento corretto veniva scelto solo in un terzo dei casi.
 

Ad esempio, ad un test eseguito in Olanda1 nel 1995 aderirono 50 astrologi. Ad ogni astrologo veniva fornito il tema natale di sette soggetti, preparato con un computer a partire dai certificati di nascita.
 

Separatamente veniva fornito un questionario di più di cinquanta domande, preparato in collaborazione con alcuni astrologi esperti e compilato dagli stessi soggetti. Ai cinquanta astrologi era richiesto di cercare di appaiare il questionario con il tema natale corrispondente.
 

Dei 44 astrologi che completarono il test (più di metà dei quali si dissero certi di aver scelto tutte e sette le combinazioni giuste), uno solo riuscì a fornire tre appaiamenti corretti, mentre la metà non ne trovò neanche uno.

Sull’argomento sono disponibili due approfondimenti: il primo discute le tecniche che possono essere utilizzate ed i requisiti che un esperimento deve avere per essere considerato affidabile, il secondo descrive in breve alcuni tra gli studi più famosi ed autorevoli. È inoltre in preparazione un’approfondita rassegna.

1. Nanninga, R., “The Astrotest: a tough match for astrologers”, Correlation15(2):14-20 (1996) Link
 

E la ricerca di correlazioni? È vero che ne sono state trovate?

La grande maggioranza degli studi scientifici non trova nessuna correlazione fra tratti caratteristici di una persona (il temperamento, la propensione ad una particolare carriera,…) e le configurazioni zodiacali.

In alcuni rari e controversi casi è stato osservato qualche possibile effetto; bisogna tuttavia osservare che:
 

  • Tali effetti erano sempre molto piccoli e perciò largamente insufficienti a spiegare la presunta validità dell’astrologia (ad esempio i nati sotto una certa configurazione astrale potevano avere solo una piccola probabilità in più di avere un carattere introverso piuttosto che estroverso) ;
  • molto spesso studi successivi non riuscirono a replicare i risultati controversi;
  • le correlazioni trovate spesso non concordavano con le previsioni astrologiche; è il caso, emblematico, del controverso “effetto Marte” di M. Gauquelin (vedi), che sembrava trovare una piccola ma significativa correlazione tra il sorgere del pianeta al momento della nascita e l’eccellenza nello sport. Anche se fosse stata confermata, tale correlazione sarebbe in contrasto con le teorie astrologiche più diffuse.

Anche per questo argomento è in preparazione una approfondita rassegna, ed è disponibile una bibliografia.
 

Quante persone credono all’astrologia?

I dati più recenti ed affidabili riguardo all’Italia sono quelli di una indagine Doxa1 del 1998, che si può trovare qui

In sintesi, una quota compresa tra un terzo e metà degli Italiani dà una qualche fiducia all’astrologia, anche se molti di più leggono almeno saltuariamente l’oroscopo; in media le donne credono all’astrologia più degli uomini, mentre non c’è differenza significativa tra le diverse categorie economico-sociali. È perciò da sfatare il mito secondo il quale sono solo le persone ignoranti a credere all’astrologia (ma questo è vero anche per molte altre credenze “paranormali”): i dati forniti dalla Doxa mostrano infatti come, per lo meno in Europa, non ci sia sostanziale differenza tra la fiducia risposta nell’astrologia da persone con differenti gradi di istruzione.
Curiosamente, questo non sembra essere vero negli Stati Uniti, dove un sondaggio recente2 disponibile online mostra come la credenza nel paranormale in generale e nell’astrologia in particolare (ma anche nelle convinzioni religiose più tradizionali) decresca sensibilmente all’aumentare del livello di istruzione.

1. Aa. Vv., “Astrologia e oroscopi, chiromanzia e cartomanzia”, Bollettino della Doxa 15-18 (1998)
2. H. Taylor, “The religious and other beliefs of Americans 2003”, The Harris Poll® 11 (2003) Link
 

Come mai spesso gli oroscopi sembrano descrivere correttamente la personalità?

È da tempo noto agli psicologi come le persone non siano in grado di valutare obiettivamente ed accuratamente una descrizione del proprio carattere. In questo modo, è  possibile scrivere un profilo, apparentemente anche molto dettagliato, ambiguo e generico in modo che chiunque vi si possa riconoscere. Basta usare alcuni semplici accorgimenti, che spesso si ritrovano analizzando con attenzione questi oroscopi.
 

Un esempio molto banale è usare frasi che dicano una cosa ed il suo contrario: “sei una persona mite, ma che sa farsi valere quando è il caso”.
 

Così tolta dal suo contesto l’ambiguità salta subito all’occhio, ma se la frase si incontra inserita in un testo più lungo, e specialmente se lo si sta leggendo non con l’intento di analizzarlo ma proprio di trovare qualche tratto che ci caratterizzi, è facile non farci caso. Una frase così, nella peggiore delle ipotesi, è sbagliata soltanto a metà! In realtà, poi, dato che difficilmente una persona ha (o ritiene di avere) un carattere assolutamente univoco, la frase sarà spesso azzeccata nel suo complesso.

Va da sé, poi, che qualora l’astrologo abbia modo di interagire col soggetto o avere comunque maggiori informazioni, potrà usare ad esempio le tecniche della cold reading (link).

Sull’interessante argomento è disponibile un articolo più dettagliato; è da osservare tuttavia come il fatto che sia possibile tracciare un profilo psicologico in questo modo non dimostra, ovviamente, che gli astrologi facciano così, ma mostra solo come non sia strettamente necessario ipotizzare la validità dell’astrologia per spiegare gli apparenti successi, ed è opportuno in ogni caso tenere presente questo fenomeno quando si analizzano le previsioni degli astrologi.

È anche disponibile una pagina web che prepara un oroscopo personalizzato usando proprio queste tecniche.

Come mai, allora, tutti gli Ariete che conosco sono testardi?

Molti astrologi professionisti sostengono che utilizzando il solo segno solare di nascita non si possano fare affermazioni di questo tipo; d’altra parte è la versione di astrologia a cui ci si riferisce nel linguaggio comune e che schiere di astrologi usano regolarmente per fare previsioni settimanali e annuali su giornali e riviste.
È comunque molto difficile distinguere queste impressioni dalla suggestione. In generale tutti tendiamo a ricordare più facilmente le conferme piuttosto che le smentite alle nostre idee, o a vedere nel carattere di una persona sopratutto gli aspetti che confermano le nostre aspettative. In questo modo è possibile, inconsciamente, costruirsi “statistiche personali” che tendono a confermare i propri pregiudizi.
È anche possibile che si verifichi, talvolta, un fenomeno analogo a quello delle “profezia che si auto-avvera”: a forza di sentirsi dire che i nati sotto il segno dell’Ariete sono testardi, una persona potrebbe finire per diventarlo davvero (o almeno credere di esserlo).

Come già osservato, quando si sono cercate in modo sistematico correlazioni di questo tipo, senza scartare nessuno e senza sapere a priori cosa si sarebbe dovuto trovare, non sono state trovate corrispondenze tra segno zodiacale e aspetti del carattere (vedi).
Anche su questo argomento è in preparazione un articolo di approfondimento.
 

Cosa dice il CICAP degli studi di Michel Gauquelin?

Sulla lunga diatriba riguardo agli studi statistici di Michel Gauquelin (ed in particolare sul presunto “effetto Marte”) è in preparazione un articolo di approfondimento.
 

Ma io conosco astrologi bravissimi! Perché non fate provare a loro?

Il CICAP è sempre desideroso di poter tentare nuove sperimentazioni: sarebbe per tutti noi una grande soddisfazione trovare qualcosa di interessante! Purtroppo, dopo i primi risultati negativi è sempre più difficile trovare astrologi disposti a collaborare in una sperimentazione adeguatamente controllata; saremo perciò ben lieti di prendere in considerazione proposte in questo senso.
È anche possibile far domanda per concorrere al Premio Randi, un milione di dollari in palio per chi riuscirà a produrre un fenomeno paranormale in condizioni controllate. Per i dettagli, si veda qui.
 


Il Premio di James Randi

REGOLAMENTO

Questo documento delinea le regole generali dell’offerta di James Randi nei confronti di affermazioni relative a poteri paranormali, occulti o soprannaturali.
Poiché le affermazioni relative a tali poteri variano da caso a caso, criteri specifici di sperimentazione dovranno essere formulati per ogni Soggetto Richiedente. Tuttavia, ogni Richiedente deve accettare le regole di seguito indicate prima di poter dare il via a qualunque tipo di accordo formale. L’accettazione delle regole che seguono verrà espressa firmando questo documento e restituendolo all’indirizzo del C.I.C.A.P. sotto indicato. L’eventuale procedura sperimentale verrà decisa in accordo da entrambe le parti prima dell’inizio di qualunque sperimentazione.

Il C.I.C.A.P. non intende fungere da giudice delle prove, né stabilire un protocollo sperimentale indipendentemente dall’accordo con il Soggetto Richiedente.

A causa dell’alto numero di corrispondenza intrattenuta a proposito del premio, il Soggetto Richiedente dovrà allegare un francobollo alle proprie lettere per la risposta.
Sempre per questo motivo, verrà data la precedenza a quelle domande che saranno accompagnate da una videocassetta (VHS) che documenti la dimostrazione da parte del Soggetto Richiedente della facoltà che dovrà essere oggetto di esame.

Questa offerta, dall’1 maggio 1996, viene gestita dalla James Randi Educational Foundation (JREF) di Fort Lauderdale, in Florida (Stati Uniti d’America).
Al C.I.C.A.P. (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), la JREF ha delegato il compito di agire da primo esaminatore per i Soggetti Richiedenti italiani ed europei.

I Soggetti Richiedenti che supereranno le prove concordate con il C.I.C.A.P. potranno concorrere per il premio messo in palio dalla JREF. Un eventuale risultato positivo ottenuto con il C.I.C.A.P. non dà automaticamente diritto al premio, ma permette di accelerare le pratiche di organizzazione del test definitivo con la JREF.

PRELIMINARE DI ACCORDO

James Randi, presidente della James Randi Educational Foundation, consegnerà la somma di US$ 1,000,000 (Un Milione di Dollari USA) a chiunque sia in grado di dimostrare una qualunque facoltà paranormale o soprannaturale in condizioni di adeguato controllo. Tale dimostrazione dovrà avere luogo secondo le successive regole e limitazioni.

1. Il Soggetto Richiedente deve indicare, chiaramente e in anticipo (su un foglio separato da questo modulo e firmato dal Soggetto Richiedente):
? quale tipo di poteri o abilità verranno dimostrate;
? le eventuali limitazioni di tempo, luogo od altre variabili che possono condizionare la perfetta riuscita dell’esperimento;
? la percentuale di successo prevista sulla base di prove precedentemente condotte in proprio;
? che cosa è da ritenersi un successo della dimostrazione e che cosa un fallimento.
La mancata risposta, o una risposta inadeguata, ai suddetti quattro punti comporta l’immediata eliminazione della domanda di partecipazione.

2. Solamente una reale dimostrazione, rispondente alle caratteristiche richieste in questo documento, e nei limiti su cui ci si sarà trovati d’accordo, potrà essere accettata.

3. Il Soggetto Richiedente accetta che tutti i dati (fotografie, riprese filmate, registrazioni, documenti scritti…) emersi durante i test potranno essere utilizzati liberamente dal C.I.C.A.P. e da James Randi in qualunque forma essi desiderino.

4. Le prove verranno realizzate in modo che non sarà necessario ricorrere ad una terza parte per avere un giudizio sul suo successo o meno. I risultati saranno chiari ed evidenti per chiunque, in accordo con le regole su cui tutte le parti si saranno trovati d’accordo prima dell’inizio delle sperimentazioni. Nessuna parte delle procedure sperimentali potrà essere modificata nel corso dei lavori senza un accordo esplicito di tutte le parti coinvolte.

5. Al Soggetto Richiedente potrà essere chiesto di dare una dimostrazione informale di fronte ad un rappresentante indicato dal C.I.C.A.P. allo scopo di verificare la reale capacità del Soggetto Richiedente di dimostrare quanto dichiarato; ciò può rendersi necessario nel caso in cui tempo e distanza rendano difficili i contatti.
Anche per questo motivo è importante fornire al C.I.C.A.P. una videocassetta che documenti le capacità del Soggetto Richiedente che dovranno essere sottoposte a esame.

6. Ogni tipo di spesa (trasporto, alloggio, pasti, etc.) ed eventuali altri costi incorsi dal Soggetto Richiedente sono a suo totale carico. Inoltre, se un test sarà oggettivamente complesso o costoso da progettare, saranno i Soggetti Richiedenti a doversi fare carico degli oneri corrispondenti e della preparazione.

7. Accettando di sottoporsi alle prove concordate con il C.I.C.A.P., il Soggetto Richiedente abbandona ogni diritto di intraprendere eventuali azioni legali nei confronti del C.I.C.A.P. o dei suoi membri o di Mr. Randi o della JREF nel caso il Soggetto Richiedente sostenga, come conseguenza di tali prove, di aver “perso” i propri poteri.

8. Un eventuale risultato positivo conseguito nel corso delle sperimentazioni predisposte dal C.I.C.A.P. non è sufficiente per ricevere il premio della JREF; esso verrà consegnato al Soggetto Richiedente solo in seguito ad una dimostrazione positiva delle facoltà o abilità dichiarate nelle prove predisposte dalla JREF. Il superamento dei test del C.I.C.A.P. rappresenterà un elemento sufficiente a garantire priorità al Soggetto Richiedente nei confronti della JREF.

9. Prima di iniziare ogni sperimentazione, il Soggetto Richiedente dovrà essere d’accordo su ciò che dovrà intendersi come esito positivo o negativo dell’esperimento. Questa regola deve essere accettata dal richiedente senza riserve.

Il Soggetto Richiedente, sottoscrivendo questo documento e restituendolo (eventualmente unito alla videocassetta di cui sopra) a: “Sfida di James Randi” c/o C.I.C.A.P. – Casella Postale 1117, 35100 Padova, manifesta l’accettazione delle regole sopra indicate.
In particolare dei punti: 1, 2, 3, 6, 9.

Invitiamo tutti i Soggetti Richiedenti a prendere consapevolezza del fatto che molti nel passato hanno vissuto situazioni imbarazzanti per il fallimento delle loro dimostrazioni. Consigliamo vivamente a tutti i Soggetti Richiedenti di condurre in proprio rigorose prove a «doppio cieco» delle proprie abilità, prima di tentare di partecipare alle sperimentazioni per il premio di Mr. Randi. Ciò permette a tutti di risparmiare tempo e lavoro nel caso i presunti poteri fossero solo il frutto di suggestione o errore. Sottolineiamo l’importanza di sperimentare in privato e di non ignorare questa precauzione.

Luogo e Data Firma

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Secondo la legge italiana sulle clausole vessatorie, il sottoscritto si impegna secondo le previsioni dell’art. 7 del presente accordo.

Luogo e Data Firma

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ULTERIORI INFORMAZIONI SUL PREMIO DI RANDI

Ripetiamo che ogni Soggetto Richiedente dovrà indicare con la massima chiarezza e col maggior numero di dettagli in che cosa esattamente consisterà la dimostrazione della propria abilità, e in che cosa consisterà il successo della prova, e in che cosa un eventuale insuccesso.
Ricordiamo che se un test sarà oggettivamente complesso o costoso da progettare, saranno i Soggetti Richiedenti a doversi fare carico della preparazione e degli oneri corrispondenti.
Delineiamo di seguito alcuni esempi di abilità paranormali “comuni” e in che cosa – a grandi linee – potrebbe consistere un test.
Questi esempi sono soltanto indicativi.
 

– Diagnosi paranormali di malattie:
Il Soggetto Richiedente dovrà distinguere tra una persona affetta da una chiara malattia (comprovata da recente diagnosi medica) o menomazione (gamba rotta) e una persona che non abbia tali malattie o menomazioni. Il test dovrà svolgersi in modo che Soggetto Richiedente non possa distinguere con mezzi normali tra le malattie delle due persone. Per es. le persone durante la diagnosi paranormale saranno coperte da un telo.
La distinzione dovrà avere successo, per es., 16 volte su 20 tentativi

– Pranoterapia:
Salvo il caso del testo proposto precedentemente, se vuole il Soggetto Richiedente dovrà accordarsi, a proprio carico, con una struttura sanitaria che possa fornire almeno 60 pazienti (divisi in due gruppi il più possibile omogenei tra loro) che presentino la stessa patologia esattamente diagnosticata dalla Struttura Sanitaria.
Un gruppo di pazienti, posti su un lettino, sarà trattato dal terapeuta, mentre il secondo gruppo non sarà trattato, ma nessun paziente saprà se è stato trattato o no; ad es. i pazienti saranno bendati.
Occorrerà un terzo gruppo di controllo, identico agli altri due, al quale non verrà somministrato né un trattamento pranoterapico né un trattamento finto (placebo).
I risultati dovranno consistere in un miglioramento statisticamente significativo delle condizioni di salute del gruppo trattato rispetto al gruppo “placebo” – secondo norme da stabilire con i responsabili delle sperimentazioni cliniche della Struttura Sanitaria.
(Si prevede che la sperimentazione possa durare alcuni mesi).

-Telepatia:
Al soggetto trasmittente saranno mostrate quattro immagini a colori, ed egli dovrà trasmetterne una, scelta a sorte, al soggetto ricevente, col quale non potrà comunicare durante il test. Il ricevente avrà davanti a sé quattro immagini identiche a quelle del trasmittente, e dovrà indicare qual è l’immagine trasmessagli.
Il test dovrà avere successo, per es., 15 volte su 20.

– Rabdomanzia e Radiestesia:
Al Soggetto Richiedente potrà essere chiesto di identificare tramite le proprie capacità rabdomantiche in quale contenitore (ad es. una scatola tra dieci) sia contenuta una sostanza (acqua, petrolio, metalli preziosi…) o un oggetto ai quali il Soggetto Richiedente stesso è sensibile.
Il contenitore esatto, che varierà di volta in volta, dovrà essere identificato otto volte su dieci.
Un altro test potrebbe consistere nel determinare se in un tubo di plastica l’acqua scorre o è ferma.
Un ulteriore test potrebbe consistere nel determinare in quale posizione, sotto a un pavimento, si trova un tubo nel quale scorre dell’acqua.
Un altro test potrebbe consistere in quanto segue:
Il Soggetto Richiedente indicherà un particolare luogo nel quale egli possa diagnosticare presenza di acqua (o caratteristiche del terreno); e poi indicherà un altro luogo nel quale egli possa diagnosticare assenza di acqua (o caratteristiche del terreno diverse dalle prime); successivamente il Soggetto Richiedente dovrà distinguere correttamente (9 volte su 10) gli stessi luoghi sui quali verrà però riportato bendato.

– Astrologia
Verranno scelti dal CICAP dieci soggetti circa della stessa età e di segni zodiacali diversi. Il Soggetto Richiedente consegnerà ai soggetti una lista di domande compilata da lui stesso, o li interrogherà come meglio crede (naturalmente senza chiedere data di nascita o segni zodiacali), anche circa particolari della loro vita passata e presente e del loro carattere. Al Soggetto Richiedente saranno poi consegnate le date di nascita (anno, giorno e ora) dei soggetti, ed egli dovrà accoppiare almeno sei soggetti con il corretto segno zodiacale o data di nascita.
Questo test di “accoppiamento”, opportunamente modificato, si presta anche per la chiromanzia. In questo caso i soggetti dovranno essere circa della stessa età e tutti dello stesso sesso, e il Soggetto Richiedente non dovrà vedere in anticipo le loro mani quando parla con loro e li interroga. I dieci soggetti mostreranno in seguito al Soggetto Richiedente solo le mani attraverso un foro praticato in uno schermo (con le adeguate precauzioni perché il Soggetto Richiedente non possa riconoscere le persone nemmeno da voci, profumi, particolari dell’abbigliamento, ecc.), e le mani dovranno essere “assegnate” ai corretti proprietari (6 su 10)

Omeopatia:
Saranno preparate 50 boccette contenenti un preparato omeopatico almeno alla 12 CH e 50 di solo solvente. I recipienti saranno siglati e mescolati da un giudice esterno, e i codici conservati in luogo sicuro.
Il richiedente dovrà scegliere 50 boccettini, dopo avere determinato con qualunque mezzo (chimico fisico, test di laboratorio su animali, ecc.) se secondo lui si tratti del preparato o del solvente.
La prova è superata se almeno 40 boccettini saranno stati identificati correttamente.
 


C.I.C.A.P.
Casella Postale 1117, 35100 Padova
Sito Internet: http://www.cicap.org


http://astrologianograzie.uai.it/letteraaperta/commentotv.htm

LETTERA APERTA SULLA ECCESSIVA DIFFUSIONE DELL’ASTROLOGIA

L’Astrologia sotto esame a Porta a Porta e a “Il Verdetto” – Martedì 31 maggio 2005

Un Commento alle trasmissioni
“Il verdetto” e “Porta a Porta”

 

Questa data rappresenta senza dubbio una svolta nella nostra campagna di sensibilizzazione sull’uso distorto dell’astrologia sui mezzi di comunicazione.
Branko, Paolo Fox, Cassandra, Sirio.. le nostre controparti sono delle vere e proprie corazzate, con amicizie consolidate tra i potenti (nella politica e nel mondo dello spettacolo), in grado di muovere, direttamente o attraverso “l’indotto”, un mercato dell’ordine di grandezza di qualche miliardo di euro l’anno.
Ad esempio, citando uno dei sondaggi presentati da Renato Mannheimer a Porta a Porta, è piuttosto impressionante il raddoppio di coloro che ricevono l’oroscopo sul cellulare: dal 2% al 4% dal 2002 ad oggi. Viste le gigantesche dimensioni del giro d’affari della telefonia mobile, si tratta di cifre considerevoli in gioco !

In questo contesto, la UAI, con la proposta di legge relativa all’avvertenza da apporre sugli oroscopi sulla loro mancanza di attendibilità scientifica, è riuscita a “bucare il video” e a porre il problema dell’eccessiva diffusione degli oroscopi in trasmissioni di primo piano alla RAI. Mettere in discussione l’astrologia è diventato un argomento di attualità, approdato anche alle reti Mediaset: un risultato di tutto rispetto.
Ovviamente non ci prendiamo tutto il merito: il terreno è stato preparato dalla incessante attività del Cicap, i cui rappresentanti erano ospiti nelle due trasmissioni (Stefano Bagnasco su Rai1, Steno Ferluga su Rete 4).

Strategie di comunicazione
Le due trasmissioni meriterebbero una analisi approfondita per comprendere ed adottare le migliori metodologie per comunicare al pubblico i nostri obiettivi.
Una certa aggressività può servire a “creare il personaggio”, ma alla lunga può suscitare indisponenza e non aiuta a portare acqua al nostro mulino. L’affabulatore Branko talora ne approfitta ed ha buon gioco nel fare il “piacione” e a catturare la simpatia di una buona fetta di pubblico. Forse è necessaria una giusta via di mezzo, o, quando possibile, la presenza di più ospiti – esponenti del mondo scientifico – alcuni un po’ più battaglieri – per tenere vivo efficacemente il dibattito , altri più portati al ragionamento pacato, per cercare di far capire al pubblico le nostre ragioni.
Comunque sia, fedeli al nostro metodo scientifico, cerchiamo di estrapolare alcuni punti fermi emersi dai dibattiti nelle due trasmissioni, cercando di non farsi influenzare dalla simpatia degli ospiti.

Cos’è l’astrologia?
Su questo si sono scritti interi libri, ma limitiamoci ai due programmi televisivi.
In questo senso, sembra emerso che nessuno alla fine riesce a darne una definizione sintetica e univoca. La figura peggiore l’ha fatta Sirio su Rete 4, esagitata per l’intera durata del “processo”, insistendo sul fatto che l’astrologia è una scienza – vaneggiando che anche Einstein era un po’ astrologo – mentre altri “testimoni” l’hanno definita “una disciplina”. Su Rai 1 Branko e soci si affrettavano a definirla “un’arte”! Si metteranno d’accordo?

Ipse Dixit
Caratteristica comune dei difensori dell’astrologia è stata la citazione di personaggi celebri per provare la fondatezza dell’astrologia. Galileo e Newton erano *anche* astrologi, Jung viene sempre tirato nel mezzo, adesso perfino Einstein.
Una volta per tutte: una affermazione è corretta se lo si può provare sperimentalmente, non perché lo ha detto tizio o caio. Galileo e Newton probabilmente facevano oroscopi anche per campare – in particolare per Galileo era fondamentale ingraziarsi i potenti, trovare dei protettori a corte e un mecenate che sostenesse la propria carriera. Inoltre la separazione tra astronomia e astrologia è stato, inevitabilmente, un processo graduale, così come è avvenuto in vari altri settori: per restare all’epoca di Newton, si pensi al passaggio dall’alchimia alla chimica. Non è facile abbandonare secoli di credenze ed affermare un nuovo modello di descrizione del mondo.
Quanto alla correttezza di una teoria, solo le verifiche possono accertarne la veridicità. Anche Einstein ha sbagliato (si pensi alla “costante cosmologica” ed al modello statico di universo, smentito dall’universo in espansione, confermato dalle osservazioni di Edwin Hubble).
Quindi affermare che l’astrologia è attendibile solo perché la praticava un qualche personaggio famoso, non prova assolutamente nulla.

Gli oroscopi “fanno male”?
La distinzione tra astrologi “professionisti” e i “ciarlatani” è uno dei tanti “misteri” che rimangono costantemente insoluti.
Dal nostro punto di vista “scientifico” è piuttosto facile: nessuno dice qualcosa di attendibile. E’ chiaro che facendo migliaia di previsioni sui temi più disparati, qualcuno ci indovina. Così come accade per i numeri del Lotto.
Dal punto di vista sociale (e se vogliamo, giuridico), l’argomento è senza dubbio più articolato e complesso. Gli astrologi “alla Branko” sono sostanzialmente degli intrattenitori, non sarebbe corretto metterlo sullo stesso piano di Wanna Marchi e il suo terrorismo psicologico a colpi di fatture e malocchi per estorcere denaro ai più indifesi.
Certo che questa costante presenza di Oroscopi a tutte le ore contribuisce a creare un background in grado di influenzare, e parecchio, le fasce culturalmente più deboli.
In quanti pensano: “lo ha detto la televisione, ci sarà pur qualcosa di vero, no?”.
L’impressione che se ne ricava è che comunque gli astrologi siano molto egocentrici e narcisi: tutti ammettono che esistono i ciarlatani (ma sono sempre “gli altri”) e difendono a spada tratta i propri oroscopi.
“Il Verdetto” su Rete 4 è stato comunque un successo su tutta la linea per chi critica l’astrologia.
E’ molto difficile parlare di inefficacia dell’astrologia e del reale aspetto della volta celeste al di fuori delle “riserve indiane” in cui siamo in genere relegati (TG3 Leonardo e affini).
Ascoltare Sante Licheri su Rete 4, in un programma nazional-popolare, spiegare per filo e per segno la precessione degli equinozi, è stato davvero un evento al di sopra delle più ottimistiche aspettative!

A cosa serve l’astrologia?
Questo è uno degli aspetti più interessanti emersi da Porta a Porta. Ammesso che l’astrologia non sia un scienza, ma che servirebbe piuttosto a dare delle indicazioni, a fornire una spinta per affrontare il futuro, a trovare nuovi stimoli per vivere meglio . Ma allora, il presunto influsso degli astri, che senso ha?
Mettendo insieme le previsioni lette in studio, se ne ricava una serie di banali consigli per affrontare la vita di tutti i giorni: si chiude un capitolo e se ne apre un altro, i giorni si susseguono uno dopo l’altro, con la forza di volontà si può emergere nel lavoro, bisogna avere un po’ di pazienza e l’amore arriverà..
In tutto ciò, da dove emerge la necessità di avere Saturno e Marte in determinate posizioni geometriche?

Non possiamo fare a meno a questo punto di accennare al problema della precessione degli equinozi, il fenomeno per il quale le costellazioni reali attualmente non coincidono con i “segni”.

Si discute spesso se questa sia o meno un’arma per mettere in difficoltà gli astrologi.
E’ ormai noto che gli astrologi conoscono benissimo la precessione, quindi l’astrologo non viene messo in imbarazzo da queste puntualizzazioni.
Riteniamo tuttavia utile continuare a raccontare al pubblico questo importante fenomeno celeste: il Sole all’inizio delle Primavera è nei Pesci e non nell’Ariete. L’oroscopo vi dice che Saturno e nel Cancro, ma in realtà è nei Gemelli.
L’astrologo vi dice che è solo una simbologia: ma appunto per questo, alla fine, non essendoci alcuna interazione fisica tra pianeti e costellazioni, quello che resta, scavando sempre più in profondità, è il nulla!
Potremmo usare costellazioni diverse, magari adottare simbologie egizie – ci troveremmo tra Ippopotami e Coccodrilli. Potremmo usare elementi naturali che non siano oggetti della volta celeste. Corrado Lamberti provocatoriamente diceva che potremmo osservare la direzione dei vermi che escono da un mucchio di terra ..
A conti fatti, le costellazioni sono solo dei “testimonial” dell’astrologia, utili per unire antiche tradizioni ad una scontata fascinazione che possono indurre nel pubblico: se l’astrologia diventasse la “vermologia” di Lamberti perderebbe molto appeal. In effetti nei tempi antichi si traevano vaticini anche dalle viscere degli animali, e come si vede questa pratica, nell’era dalla comunicazione globale, si è estinta. E’ facile fare una trasmissione TV con l’appeal di Branko e Paolo Fox e sorridendo delle svolazzanti amenità di Flavia Vento: evidentemente l’esame di fegati spappolati e frattaglie varie non avrebbe la stessa audience.

A ognuno il suo ruolo
Dovendo sintetizzare i rispettivi ruoli, penso di poter esprimere questa opinione personale:
al Cicap il compito di proseguire l’azione di controllo, smentendo le capacità divinatorie dell’astrologia. Pizzicare gli oroscopi sbagliati sarà sempre utile, ed è un’operazione che prescinde da considerazione di carattere astronomico.
Alla UAI il ruolo di divulgare le scienze astronomiche, spiegando il reale aspetto della volta celeste, la totale inconsistenza di legami astrali tra corpi celesti e destini delle singole persone, e, soprattutto, mostrando a tutti l’incomparabile bellezza dell’universo. Osservare gli anelli di Saturno o un’eclisse totale di Sole può offrire sensazioni di un fascino che non si può raccontare senza averlo vissuto in prima persona.

A Branko e soci, consigliamo di cambiare mestiere. Visto che l’astrologia, nella loro concezione, non pretende di conoscere nel dettaglio il nostro futuro, ma piuttosto vuole dare strumenti per affrontare meglio la vita, allora l’astrologo dovrebbe riciclarsi nel ruolo di “consigliere spirituale”, di “personal trainer dell’anima”. Potremmo finalmente svincolarci da ormai anacronistiche raffigurazioni del cosmo (mentre i due robot Spirit e Opportunity ancora viaggiano sulla superficie di Marte, ha un senso dare la colpa al Pianeta Rosso della nostra aggressività, del nostro spirito bellicoso, magari della situazione in Medio Oriente?) .
La diatriba tra astrologi e astronomi/astrofili cesserebbe e comincerebbe quella con gli psicologi e i relativi ordini professionali !


Il sondaggio
A Porta a Porta sono stati illustrati alcuni sondaggi, che si possono consultare anche in questo sito:
http://www.doxa.it/italiano/inchieste/oroscopi/testo.html
In più ce n’era uno nuovo, che ovviamente riguardava l’argomento più recente, la proposta di legge presentata dalla UAI.

Questi i risultati:
Domanda = La presenza di una scritta di avvertenza sui rischi muterebbe la sua fiducia negli oroscopi?
Sì, in meglio 3%
Sì, in peggio 21%
No 60%
Non so 16%

Bruno Vespa, superficialmente, lo ha ritenuto un duro colpo per i promotori della proposta.
Ad una analisi più approfondita, in parte accennata da Mannheimer, il risultato si mostra tutt’altro che disprezzabile.
Intanto, far cambiare idea, o almeno orientamento, al 21% dell’opinione pubblica, è un risultato enorme (in politica, con un 5% in più o in meno si decidono spesso i destini di una intera nazione!).
Va detto poi che, come detto in trasmissione, non è ancora stato formulato il testo di questi avvisi, per cui il risultato del sondaggio va preso con cautela. L’efficacia affettiva potrà essere valutata solo quando si arriverà ad una applicazione pratica della proposta.
Inoltre, in quel 60% di coloro i quali non cambierebbero idea, sono compresi anche quelli che già non credono agli oroscopi (secondo un altro sondaggio ben il 62% degli intervistati ritiene che gli oroscopi non ci indovinano mai o quasi mai).
Comparando questi dati, possiamo senz’altre trarre lo stimolo per proseguire nella nostra campagna di sensibilizzazione per promuovere sempre più una riflessione sulla inutilità di ricorrere a certe discipline (o arti? Come dovremo chiamarle?) ormai prive di qualsiasi giustificazione nel XXI secolo.

Il Futuro
Un’ultima riflessione. In trasmissione i “pro-oroscopi” si sono esibiti sciorinando fior di citazioni poetiche e letterarie dedicate al futuro.
Ebbene, tutte queste opere di scrittori e poeti : a) non provano nulla in merito all’efficacia dell’astrologia; b) non sono affatto in contraddizione con lo spirito scientifico.
Anzi, chi più dello scienziato è proiettato nel futuro, immaginando di poter contribuire ad una migliore qualità della vita con le proprie scoperte? Non confondiamo la scienza con la pessima applicazione tecnologica che se ne fa. La scienza non è la bomba atomica.
Pensiamo alla medicina, ai trasporti, alle telecomunicazioni. A quanti scenari immaginati da studiosi e romanzieri, da Leonardo da Vinci a Giulio Verne, si sono tramutati in realtà!
E comunque credere nella scienza non significa negare il ruolo dei sentimenti e, per chi ce l’ha, della fede. L’obiettivo è solo smentire affermazioni palesemente prive di fondamento, quali l’esistenza di una qualsivoglia influenza degli astri sui nostri destini personali.
Non deleghiamo alle stelle e ai pianeti le nostre responsabilità.
Prendere coscienza di ciò, non ci impedirà di vivere, amare, sognare e lavorare per un futuro migliore.
  Paolo Volpini
 


Gli astrologi continuano a sbagliare: il CICAP controlla le previsioni per il 2006

28 Dicembre 2006

Dopo un 2005 in cui veggenti ed astrologi si erano sbizzarriti in previsioni clamorose, sbagliando in maniera imbarazzante, nel 2006 le cose sono un po’ cambiate: è ancora più evidente come la maggior parte delle previsioni siano in realtà affermazioni talmente banali e generiche che è difficile dire se siano giuste o sbagliate.

Seguendo quella che ormai è diventata quasi una tradizione, anche quest’anno la rivista Scienza & Paranormale, pubblicata dal CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), ha raccolto e verificato le previsioni relative all’anno appena trascorso, fatte dai più noti astrologi italiani.

“È dal 1989, anno della sua fondazione, che il CICAP compie queste verifiche di fine anno” dice Massimo Polidoro, psicologo e scrittore, segretario del Comitato. “Di solito, le previsioni fatte all’inizio dell’anno vengono rapidamente dimenticate, e le capacità degli astrologi non sono mai messe veramente alla prova. Quest’anno, grazie allo sforzo di un gruppo di volontari, abbiamo raccolto molte più previsioni che in passato.”

“Siamo ancora ovviamente lontani dall’avere raccolto tutto quanto affermato dagli astrologi” aggiunge Andrea Proietti Lupi, che ha coordinato la raccolta per conto del CICAP, “anche perché sono veramente pochi i giornali o le trasmissioni che non concedono uno spazio agli astri. Ma anche con tutto questo materiale, è evidente come il grosso delle previsioni non preveda in realtà nulla.”

“Il risultato di questa inchiesta conferma quello che numerosi studi scientifici hanno sempre affermato, e cioè che l’astrologia non aiuta in alcun modo a prevedere il futuro” commenta Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP. “Abbiamo raccolto alcuni di questi risultati in un sito web (www.cicap.org/astrologia) ed è evidente come il successo dell’astrologia non sia dovuto alla capacità di fare previsioni azzecate, ma a quella di affermare cose che vadano più o meno bene in tutti i casi, in modo da non poter essere smentite. C’è addirittura un nome per questo meccanismo: “effetto Barnum” dal nome dell’impresario del circo nei cui spettacoli tutti potevano trovare qualcosa di loro gradimento.” Quando però si possono verificare, i risultati non sono incoraggianti, e forse anche gli stessi astrologi ne sono consci, se Cristina Belardi Ricci dalle pagine di Metro esorta i lettori a non scambiare l’astrologo con “una sorta di guaritore o santone, che donerà loro l’amuleto e indicherà la strada che farà ottenere loro quanto desiderano” mentre Paolo Fox suggerisce di «“mixare” le previsioni tra il segno zodiacale e l’ascendente».

Molti astrologi erano ottimisti sulla situazione internazionale per il 2006. L’astrologa Horus, che l’anno scorso aveva accusato i suoi colleghi di vaneggiare e si era vantata di avere conoscenze esoteriche superiori, quest’anno ha sbagliato clamorosamente sugli eventi clou di quella parte del mondo sempre in agitazione, ovvero la guerra in Libano e i gravissimi scontri in Palestina tra sostenitori di Hamas e Al Fatah. L’astrologa infatti prevede sul Venerdì di Repubblica che “…la tensione internazionale andrà allentandosi, specie nel Medioriente,” e aggiunge che “la contrapposizione tra Nord e Sud del mondo lascerà il passo a nuove ideologie, forse frutto di eventi imprevedibili” che non si azzarda, giustamente, a prevedere.

Dal canto suo, l’Almanacco 2006 di Barbanera annuncia “Buone notizie, finalmente, dal Medioriente e dall’Iraq in particolare.” Nelle notizie che arrivano dai paesi arabi non c’è però traccia delle “piattaforme politiche e religiose condivisibili” con cui Sunniti, Sciiti e Curdi avrebbero gettato le basi di una pacifica convivenza.

Dall’altra parte del mondo Corea del Nord e Corea del Sud non si sono riunite, come aveva previsto Oroscopofree.it, al quale però inspiegabilmente sfugge, come a tutti, la querelle sulla bomba atomica coreana.

Il Divino Otelma dice la sua sia su Bush che su Putin, ma molto astutamente. “Bush resterà ben saldo al timone” (questa era facile: il suo mandato non era prossimo al termine. Nonostante ciò, le elezioni di mid-term sono state vinte dai Democratici). Il suo omologo russo sarebbe scampato a un attentato “sventato appena in tempo,” di cui non ci è giunta notizia. Si può sempre pensare che ci sia stato tenuto nascosto dai Russi con la loro mania della segretezza.

Secondo Paolo Crimaldi, “sulla scena politica internazionale, ma anche italiana, potrebbe affacciarsi un nuovo e carismatico leader, probabilmente legato al mondo della comunicazione.” Se questo leader c’era davvero, all’ultimo momento deve avere ritenuto fosse meglio restarsene a casa.

In casa nostra le elezioni, ovvero l’evento politico-istituzionale più importante del 2006, non potevano non stuzzicare gli astrologi. Perché non chiedere lumi alle stelle nel periodo in cui non si possono rendere pubblici i sondaggi? La maggioranza degli astrologi aveva previsto la vittoria di Berlusconi; qualcuno aveva pronosticato un pareggio (la maga Luana), qualcun altro si era vantato di conoscere il risultato ma poi, intervistato, non ha saputo cosa dire (il sensitivo Solange). C’era chi in TV faceva finta di non avere sentito la domanda (Riccardo Sorrentino) e chi addirittura metteva in dubbio l’effettivo svolgimento delle elezioni (Grazia Bordoni). Qualcuno però è riuscito a mettere d’accordo tutti: difficile negare la possibilità «che questo evento veda un clima rovente e polemiche» (sempre Grazia Bordoni) ma si può stare tranquilli che «le elezioni di aprile daranno risultati sofferti ma positivi» (astrologa Horus). Positivi per chi? Per chi vince, ovviamente…

D’altronde, «il 2006 si annuncia ottimo per la carriera politica del premier Berlusconi» secondo Branko, d’accordo in questo con Sirio secondo la quale «nel 2006 Berlusconi avrà gli astri propizi (grazie ad un transito astrale che si ripete ogni 82 anni)» ed «il periodo delle elezioni è protetto, ovvero il meglio per sperare nella vittoria». Il centrodestra è adesso all’opposizione, e l’ex-premier ha pure qualche preoccupazione di salute.

Poco consenso, invece, sulla vita sentimentale del leader di Forza Italia: avrebbe continuato a formare una coppia di ferro con Veronica Lario come prevedeva la numerologa Tiziana da Marchi o si sarebbe innamorato di un’altra donna come prevedeva Sirio? Numerologia-astrologia 1-0, palla al centro.

È proprio nel gossip che gli astrologi si sbizzarriscono di più: riavvicinamento passionale tra Al Bano e Loredana Lecciso (Solange) o nuovo amore per Al Bano (Sirio)? “Miss Italia sarà dello Scorpione”, prevedeva con sicurezza l’astrologo Jupiter intervistato dal TG2… Vincerà invece Claudia Andreatti, dell’Ariete. Possibile che nelle stelle ci sia stata scritta la nascita del secondo figlio della coppia Totti-Blasi (non era così difficile da immaginare, la coppia è sposata da poco) e non l’erede maschio del principe giapponese Akishino e della consorte Kiko, atteso da 40 anni?

Dopo tanti attacchi all’astrologia da parte degli astronomi, parte un contrattacco. Ad agosto l’Unione Astronomica Internazionale si è riunita per decidere se allargare il sistema solare a 12 pianeti, o declassare Plutone a pianeta nano. I commenti? “Poveri astronomi. L’astronomia è una scienza mediaticamente trascurata. Ogni tanto hanno bisogno di farsi notare.” “Qualcosa di nuovo per guadagnarsi lo stipendio devono pure dirlo” sottolineano le astrologhe Horus e Sirio su Il Giornale.

Anche in questo caso però, gli stessi astrologi non erano d’accordo sull’importanza o meno dei nuovi pianeti; qualcuno diceva che si sarebbe dovuto continuare a utilizzare il sistema solare a 9, qualcun altro aveva cominciato da tempo a studiare l’influenza dei nuovi soggetti…

Gli astrologi stranieri non fanno una figura migliore. Per Henry Weingarten, direttore della fondazione degli astrologi di New York, la Borsa di Wall Street sarebbe dovuta crollare nei 3 mesi successivi all’eclisse del 30 marzo. Nella realtà quest’anno la Borsa di New York ha fatto registrare un’indice record. D’altro canto, secondo l’interpretazione riportata dalla stampa spagnola, una quartina dell’immancabile Nostradamus aveva previsto che i mondiali di calcio sarebbero stati vinti… dalla Spagna.

Molti hanno dimenticato che qualche anno fa il libro Codice Genesi: conto alla rovescia di Michael Drosnin riportò la presunta scoperta di un codice segreto nella Bibbia, capace di prevenire gli avvenimenti futuri. Per il 2006 era prevista una guerra atomica con conseguente olocausto dell’umanità. Speriamo bene per questi ultimi giorni di dicembre di un anno con avvenimenti assolutamente nella norma, nonostante i 3 venerdì 17 e altri appuntamenti apocalittici come la data del 6/6/06.

Come ogni anno, però, nessuno ha previsto gli eventi davvero significativi del 2006, di cui vi proponiamo un riassuno: le polemiche e gli incidenti scatenati da alcune vignette su Maometto pubblicate in Danimarca, il rapimento dei turisti italiani nello Yemen, i timori per la diffusione dell’aviaria, il rapimento e l’uccisione del piccolo Tommaso Onofri, la fuga di Natascha Kampusch dopo 8 anni di prigionia, la cattura del boss Bernardo Provenzano latitante da 43 anni, l’arresto, con le accuse di corruzione, associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione, di Vittorio Emanuele di Savoia, lo scandalo di “calciopoli” e le retrocessioni di importanti squadre di calcio, le polemiche del mondo musulmano al discorso pronunciato da papa Benedetto XVI all’Università di Ratisbona, l’incidente della metropolitana a Roma che ha visto la morte di una donna e 235 feriti, la condanna a morte di Saddam Hussein, la morte di Augusto Pinochet e di Slobodan Milosevic, la vittoria dei Democratici americani alle elezioni di Mid-Term che conquistano Camera e Senato, le dimissioni di Donald Rumsfeld, la vittoria dell’Unione alle elezioni di aprile, l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, di Fausto Bertinotti a presidente della Camera e di Franco Marini a presidente del Senato, la sconfitta del premierato e della devolution al referendum di giugno, la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio, la scomparsa degli scrittori Oriana Fallaci ed Enzo Siciliano, del pittore Mimmo Rotella, degli attori Philippe Noiret e Shelley Winters, del politico Luca Coscioni, dell’autore di commedie teatrali Pietro Garinei, dell’ex fondatore dei Pink Floyd Syd Barrett, dei registi Robert Altman e Gillo Pontecorvo, del musicista Bruno Lauzi, dell’attore e cantante Mario Merola, e di Piergiorgio Welby, che con la sua morte ha riacceso i riflettori dei media sull’eutanasia.

«Una volta di più, la nostra verifica dimostra quanto poco affidabili siano astrologi e oroscopi» conclude Polidoro. «Eppure, non dubitiamo che giornali e TV continueranno a regalare loro spazio e pubblicità, perché l’astrologia è pur sempre un gioco divertente che piace a tanti. E se resta un gioco non c’è nulla di male a occuparsene. Ma se qualcuno invece ritenesse di potere dimostrare che l’astrologia è una scienza e che davvero è possibile prevedere il futuro, allora ricordiamo che si può fare domanda per concorrere al Premio Randi: un milione di dollari in palio per chi riuscirà a fornire prove della validità dell’astrologia».

Il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, è un’organizzazione scientifica ed educativa senza fini di lucro. Fondata nel 1989 da Piero Angela vede tra i suoi Garanti Scientifici: Silvio Garattini, Margherita Hack, Tullio Regge, Giuliano Toraldo Di Francia e Aldo Visalberghi e tra i suoi membri onorari: Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Umberto Eco. Per maggiori informazioni sul CICAP: www.cicap.org ufficio_stampa@cicap.org tel. e fax 049-686870

 


E LE STELLE STANNO A SBAGLIARE: Il CICAP controlla le previsioni degli astrologi per il 2003

29 Dicembre 2003

Con l’arrivo del nuovo anno e’ tempo di oroscopi e previsioni; ma quanto sonoattendibili? Come e’ ormai tradizione “Scienza & Paranormale”, la rivistadel CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)*,e’ andata a fare le pulci alle previsioni degli astrologi per il 2003, raccolteper noi quest’anno da Ivana Taverni. Anticipiamo i risultati che saranno pubblicatisul prossimo numero di “Scienza & Paranormale”, la rivista del CICAP, egia’ da oggi sul sito del Comitato: http://www.cicap.org.

***

LA GUERRA IN IRAQ
Dopo l’incapacita’ dimostrata di prevedere un evento tanto sconvolgente e clamoroso come quello degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 (ricordiamo che nessuno dei tanti che vantano facolta’ paranormali era riuscito nemmeno ad accennare al disastro prima che si verificasse e che, poi, nessuno ha previsto l’attacco al regime talebano in Afganistan), astrologi e veggenti ci hanno riprovato pronunciandosi sugli sviluppi della crisi mondiale nel 2003. Ambigua l’astrologa Maria Carla Canta (Corriere della Sera, 17.12.02): “Scoppierà o no il conflitto tra Usa e Iraq? La scadenza astrologica drammatica e disgregante per Baghdad e’ il 2004, con Saturno in transito sul Sole. Puo’ voler dire che la guerra, data per imminente, slittera’ o piu’ probabilmente che si concludera’ solo nel 2004”. Piu’ sicura, invece, Horus (Il Venerdi’, 27.12.02) che si chiedeva: “E la guerra? Sento la domanda incalzare da tutte le parti”, ma si rispondeva rassicurante: “No, la guerra non ci sara’ “.
Sul fronte mediorientale, Barbanera si dimostrava (come gia’ nel passato) ottimista: “Le tensioni religiose e politiche dovrebbero scemare con l’estate riportando nella gente il desiderio di viaggiare… Luglio sara’ caldo dal punto di vista “socio politico” portando anche ad atti di violenza… L’estate dovrebbe portare finalmente buone notizie sul fronte palestino-israeliano.. sara’ la volta buona per un accordo tra i due?” Lo stesso ottimismo dimostrava anche l’astrologo Massimo Giannone che vedeva: “Un accordo imprevisto di Fatara (anagramma di Arafat) allentera’ la morsa della Guerra. Il giudizio di due uomini potenti segnera’ il cessate il fuoco”. L’accordo tra i due paesi, pero’, non c’e’ stato e, anzi, le tensioni sono salite dopo la riconferma a premier israeliano di Ariel Sharon, le dimissioni del premier palestinese Abu Mazen e i continui attentati kamikaze e le conseguenti ritorsioni militari.
C’e’ poi chi cerca di mettere le mani avanti e, come Branko (Calendario astrologico 2003), prevede un 2003 nel quale “appariranno nuovi dittatori e sorgeranno nuovi fantasmi religiosi”. Per nulla difficile prevedere di questi tempi inquietudini relative a “fantasmi religiosi” (lo si puo’ gia’ prevedere anche per il 2004), ma per fortuna non sono comparsi nuovi dittatori.
Infine, c’e’ sempre qualcuno che esagera, come il francese Jean-Pierre Petit (Nexus, marzo-aprile 2003) che, alla domanda: “Crede che i visitatori da UMMO o altre entita’ extraterrestri potrebbero intervenire in questa catastrofica situazione che pesa sul nostro pianeta?”, rispondeva: “Sicuramente si’. Credo proprio che questo 2003 sara’ un anno decisivo. Sono convinto che tra breve accadranno fatti importanti”. Ma se davvero gli extraterrestri ci osservano evidentemente hanno preferito starsene alla larga dal nostro pianeta.

GRANDE OTTIMISMO TRA LE STELLE
Ma gli astrologi, si sa, non amano dare brutte notizie e preferiscono dispensare belle parole e rassicurazioni. Horus (Il venerdi’, 27.12.02): “Il 2003 si preannuncia come un anno di passi in avanti. Progredira’ lo sviluppo del pensiero e la ricerca”. Emma Pereira, astrologa (Sette, gennaio 2003): “Per l’Italia il primo trimestre 2003 si sviluppera’ all’insegna di ripresa unita a distensione politica ed economica. Cambiamenti in TV. Si abbandoneranno le trasmissioni virtuali, per dare spazio a quelle con contenuti piu’ concreti, dettati dalla necessità di dare peso ai sentimenti”. Sirio, astrologa (Sette, gennaio 2003): “Nel 2003 i sentimenti torneranno a dominare la nostra esistenzaŠ si sorridera’ di piu’ e le relazioni con gli altri assumeranno un carattere più umano, dettato dal cuore”.
Barbanera: “Marte e Plutone non saranno certo di buon auspicio per il primo mese del 2003. Venere invece portera’ dei benifici a marzo creando una migliore collaborazione in politica tra il Governo e i partiti di opposizione. Nello stesso mese migliorera’ anche la situazione occupazionale”. Parole incoraggianti e piacevoli ma, purtroppo, del tutto slegate dalla realta’: la ripresa auspicata e’ sparita, di distensione politica non ce n’e’ stata granche’ e nemmeno si sono visti grandi cambiamenti positivi in TV.
Franco Copes, astrosensitivo (Sette, gennaio 2003), aveva anche azzardato: “Nel settore della finanza gli investitori potranno tirare un sospiro di sollievo: gia’ dalla fine della primavera 2003 e definitivamente da settembre”.
Parole che certamente avranno tranquillizzato tutti coloro che avevano investito in azioni Parmalat.

INTANTO IN ITALIA…
Sirio immaginava che: “A Milano continueranno a manifestarsi problemi legati all’acqua, si dara’ inizio ad alcune opere idriche, sia relative al depuratore che ai Navigli”. Ma a Milano di opere idriche di questo tipo non se ne sono viste.
Piera Sindel, cartomante e astrologa (Sette, gennaio 2003) prevedeva: “Per quanto riguarda la sfera politica, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni nel 2003 vivra’ un momento magico, mentre Ombretta Colli, presidente della Provincia, da settembre cavalcherà la tigre”. Il momento magico di Formigoni se c’e’ stato ha certo avuto natura privata, mentre Ombretta Colli piu’ che cavalcare la tigre, quest’anno ha cavalcato le polemiche quando ha voluto per se’ oltre alla presidenza della Provincia anche quella della Milano Mare, ma l’anno si e’ chiuso male per lei quando e’ finita sotto inchiesta per abuso d´ufficio, proprio nell’ambito dei lavori sulla Milano Mare.
Per Barbanera: “A settembre si accenderano i riflettori sui grandi ospedali che saranno al centro dell’attenzione per grandi scandali”. I grandi scandali ci sono stati anche quest’anno nel nostro paese (come del resto ci sono sempre e ovunque), ma non hanno riguardato i grandi ospedali.

COSTUME
Gli astrologi non hanno avuto fortuna nemmeno nel campo del pettegolezzo, dove talvolta riescono a mettere a centro qualche risultato anche solo tirando a indovinare. Piera Sindel, cartomante e astrologa, diceva a proposito di Valeria Marini “per lei il futuro prevede figli e, da settembre, un nuovo ingaggio televisivo”, non solo i figli non sono arrivati nel 2003 ma si e’ anche lasciata con il fidanzato Vittorio Cecchi Gori. Sempre la Sindel prevedeva per Raffaella Carra’: “beneficera’ dell’uscita di Saturno con una nuova trasmissione, anche se dovra’ destreggiarsi con problemi legati a investimenti sbagliati”. Di investimenti sbagliati non si sa, ma la nuova trasmissione non c’e’ stata nel 2003, mentre ci sara’ nel 2004. Per Franco Copes: “Maria De Filippi lascera’ tutti a bocca aperta in primavera”. Non sembra essere successo nulla del genere. Sempre lui: “Simona Ventura sara’ presto in dolce attesa”, non nel 2003 pero’. E infine, ancora Copes: “Nel 2003 potrebbe esserci il tanto sospirato Si’ tra Carlo d’Inghiltera e Camilla Parker Bowles”. Potrebbe… ma non c’e’ stato.

“Sono ormai una decina d’anni che realizziamo questo tipo di verifiche sulle previsioni degli astrologi”, dice Massimo Polidoro (Segretario Nazionale del CICAP), “e ogni volta si ripete la stessa scena: nessuna delle previsioni fatte si e’ realizzata, mentre nessuno e’ riuscito a prevedere gli eventi davvero sorprendenti dell’anno. Nessuno, per esempio, ha previsto la guerra in Iraq e la cattura di Saddam Hussein; la scomparsa di Gianni Agnelli, Giorgio Gaber e Alberto Sordi; la tragedia dello Shuttle e la cattura delle nuove BR; il rientro dei Savoia;
l’assoluzione di Andreotti nel caso Pecorelli e la condanna di Previti; la strage di Nassiriya e l’elezione di Schwarzenegger a governatore della California; il calcio paralizzato e “acquabomber”; i trasporti paralizzati e lo stop alla legge Gasparri; Fini a Gerusalemme e il terremoto in Iran. Cio’ che sorprende di piu’ non sono tanto questi fallimenti, pero’, quanto il fatto che giornali e tv continuino ogni anno a regalare spazio e attenzione alle fantasie degli astrologi”.

Ma possibile che gli astrologi non indovinino proprio mai? “Certo”, risponde Polidoro, “come diceva Voltaire: “Anche gli astrologi qualche volta ci azzeccano”, a furia di fare previsioni qualche volta si indovina. In genere, pero’, se le profezie sono troppo specifiche le possibilita’ di indovinare per caso diminuiscono e, come si e’ visto, i risultati sono solitamente deludenti. Esistono pero’ diverse tecniche per aiutare i propri successi. Le previsioni dell’astrologo Massimo Giannone sono un esempio da manuale, in questo senso.
Giannone cerca di fare previsioni molto fumose e ambigue, nella tradizione dei Nostradamus, ma purtroppo gli scappa sempre qualche fatto verificabile e cosi’ si espone alla verifica. Tra le sue previsioni del 2003 c’erano queste: “L’uomo delle macchine cedera’ al consenso popolare”, se si riferiva ad Agnelli gli e’ sfuggito il fatto che a gennaio sarebbe scomparso, mentre se parlava degli sconti del carrozziere di Tor Pignattara allora gli e’ sicuramente andata meglio.
E ancora: “Un Rossi dovra’ fermare momentaneamente il suo cammino sportivo”, non certo Valentino Rossi, che ha vinto il suo quinto titolo mondiale, ma forse Evaristo Rossi, mediano della squadra degli scapoli di Mondovi’ che si e’ slogato una caviglia e non ha potuto partecipare alla finale con gli ammogliati.
Ancora: “Una fumata bianca portera’ un nuovo uomo di Fede e di Speranza”. Questa e’ una previsione che, ormai da una decina d’anni, quasi tutti gli astrologi ripropongono ogni anno e, prima o poi, finiranno certamente per indovinare.
E non mancano le previsioni tecnologiche: “Una nuova tecnologia cambiera’ il modo di comunicare.
Grande scoperta cromosomica segnera’ una nuova era nella ricerca”. Queste vanno bene sempre, ogni anno c’e’ qualche novita’ nelle comunicazioni (ma se si riferiva ai videofonini, si sapeva che sarebbero arrivati gia’ dal 2002 e, comunque, si devono ancora affermare; altro degno di nota non si registra) e ogni anno si spera che qualche scoperta genetica risolva qualcuna delle grandi malattie”.

Tante volte, anche il CICAP ha proposto le proprie previsioni utilizzando tecniche simili e ottenendo sempre dei successi.
“Ma naturalmente non c’e’ nulla di magico ne’ di paranormale”, spiega Polidoro. “Basta semplicemente tenersi aggiornati, conoscere un po’ di statistica e usare un po’ di buon senso: e poi, come fanno gli astrologi, strombazzare i successi e tacere i fallimenti. I risultati sono garantiti”.


*Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) e’ un’organizzazione scientifica ed educativa fondata nel 1989 da Piero Angela e da un gruppo di studiosi e ricercatori. Tra gli altri, aderiscono al CICAP: Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Tullio Regge e Carlo Rubbia.

Per ulteriori informazioni: tel. 049-686870; http://www.cicap.org (al sito Internet del CICAP puo’ essere richiesta una copia gratuita della rivista Scienza & Paranormale).
 


http://www.planetario.fi.it/ita/bambini/divulg_bamb_gioco17.htm

L’astronomia non è astrologia.

(adatto a ragazzi della scuola media)
Man mano che la Terra si sposta nel suo cammino annuale, la posizione in cielo in cui si proietta il Sole cambia anch’essa… Agli inizi di gennaio il Sole si sovrappone alla costellazione del Capricorno; in aprile questo accade con l’Ariete; in maggio col Toro e così via. Quando si dice che un certo mese è il mese del Toro, per esempio, questo vuol dire che il Sole e il Toro occupano la stessa parte di cielo. Ovviamente in quel periodo noi non possiamo vedere il Toro perché è immerso nella luce solare. Insomma, quanto si dice che un certo mese è quello di una qualunque costellazione, questo non vuol dire che allora possiamo “vederla meglio” ma proprio il contrario! Agli astrologi può anche dispiacere che si sappia in giro che, a causa di un cambiamento dell’asse terrestre su lunghi periodi, le costellazioni mensili cui essi fanno riferimento non sono aggiornate. Per esempio, il Sole attualmente arriva, agli inizi della primavera, nell’Ariete e non nell’Acquario (come accadeva 4000 anni fa).

Per capire tutto questo potete fare un bel gioco.

Cosa fare?

Per prima cosa dovete essere in tanti. Per questo motivo questo gioco è particolarmente adatto ad essere fatto a scuola.
Per cominciare scegliete una persona che faccia il Sole ed una persona che faccia la Terra. Chiedete a tredici persone che si saranno messe al collo i cartoncini che vi descriviamo in seguito di fare un cerchio attorno alla Terra e al Sole in modo da rispettare l’ordine dei segni zodiacali : prima l’Ariete, poi il Toro ecc.
Chiedete poi alla terra e al Sole di disporsi in modo da imitare quello che accade nel cielo il 1 di aprile (in un secondo tempo potete scegliere una data a caso per esempio quella del vostro compleanno). La persona che fa la Terra (e che sta in mezzo al cerchio assieme al Sole) avrà davanti a sé il Sole e dietro al Sole ci sarà la persona con al collo il cartoncino dell’Ariete (quello dell’astrologia si intende). Chiedete adesso all’ Ariete e agli altri segni in cerchio di girare il cartoncino dall’altra parte. Scoprirete che il segno dell’Ariete oggi giorno sta dietro al Sole che sorge dal 19 aprile al 13 maggio e che quindi chi è nato il primo aprile……. sarebbe della costellazione dei pesci che quel giorno era coperta dal sole che sorgeva. Bello scherzo per gli astrologi! Non si tratta di un pesce di aprile, ma tutti i segni si trovano oggi in una posizione diversa rispetto a quella di molti secoli fa. Come se non bastasse ce n’è anche uno di più. Un bel problema per gli astrologia che prima avevano dodici segni e cioè un segno al mese circa.
Se guardate la tabella qui sotto, che dovete utilizzare per costruire i cartoncini vi accorgerete addirittura che c’è un nuovo segno zodiacale: si chiama Ofiuco e gli astrologi non lo prendono in nessuna considerazione. Chissà come è offeso! L’Ofiuco si trova dietro al sole che sorge dal 30 novembre al 17 dicembre.
Continuate a giocare cercando di capire di che segno siete secondo l’astronomia.

Come costruire i cartoncina da appendere al collo?

Su ognuno dei tredici cartoncini dovete scrivere su entrambi i lati il nome dei un segno zodiacale e il periodo dell’astronomia (da un lato del cartoncino) e quello dell’astrologia (dall’atro lato). Per quanto riguarda l’Ofiuco potrete mettere solo le date dell’astronomia. Graffate poi un filo attorno ai cartoncini in modo da poterli appenderla al collo. All’inizio del gioco dovete mettere in evidenza le date dell’astrologia

AstrologiaAstronomia
Ariete
21 Marzo-30 Aprile
Ariete
19 aprile-13 maggio
Toro
21 Aprile-21 maggio
Toro
14 maggio-19 giugno
Gemelli
22maggio-21Giugno
Gemelli
20 Giugno-20 Luglio
Cancro
22 Giugno-22Luglio
Cancro
21 Luglio- 9Agosto
Leone
23 Luglio-23 Agosto
Leone
10Agosto-15Settembre
Vergine
24Agosto-23Settembre
Vergine
16 settembre-30 ottobre
Bilancia
24settenbre-23ottobre
Bilancia
31ottobre-22novembre
Scorpione
24 ottbre-22novembre
Scorpione
23 novembre-29novembre
Ofiuco
Non esiste!
Ofiuco
30novembre-17dicembre
Sagittario
23 novembre-21dicembre
Sagittario
18 dicembre-18 gennaio
Capricorno
22dicembre-20gennaio
Capricorno
19 gennaio- 15 febbraio
Acquario
21 gennaio- 19 febbraio
Acquario
16 febbraio-11 marzo
Pesci
20 febbraio- 20marzo

Pesci
12 marzo- 18 aprile

Ofiuco, il primo medico della Storia

La costellazione dell’Ofiuco
 

L’Ofiuco viene generalmente rappresentato come un uomo con in mano un serpente. Il suo nome significa “il serpentario”. Secondo la mitologia greca si tratta di Esculapio primo medico della storia e dio della medicina. Un giorno Esculapio uccise un serpente. Dopo un altro serpente fece resuscitare il serpente morto grazie ad un erba magica. Esculapio si prese quell’erba e la usò per guarire malati in fin di vita.


http://astrologianograzie.uai.it/letteraaperta/ipsedixit.htm

Alcune opinioni di uomini illustri che hanno espresso la propria disapprovazione nei riguardi dell’astrologia.

Marco Tullio Cicerone
– Vetus autem illud Catonis admodum scitum est, qui mirari se aiebat, quod non rideret haruspex, haruspicem cum vidisset (Libro II, 51)

-E’ molto conosciuto poi il vecchio detto di Catone, che diceva di meravigliarsi che quando un aruspice (indovino) ne incontrava un altro non scoppiasse a ridere.

-Sed quid plura? Cotidie refelluntur. Quam multa ego Pompeio, quam multa Crasso, quam multa huic ipsi Caesari a Chaldaeis dicta memini, neminem eorum nisi senectute, nisi domi, nisi cum claritate esse moriturum! Ut mihi permirum videatur quemquam exstare qui etiam nunc credat iis quorum praedicta cotidie videat re et eventis refelli. (Libro II, 99)

-Ma c’è bisogno di dire altro? Ogni giorno (le profezie) vengono smentite. Quante me ne ricordo, fatte da astrologi a Pompeo, quante a Crasso, quante allo stesso Cesare: nessuno di loro sarebbe dovuto morire se non di vecchiaia, se non nel suo letto, se non coperto di gloria. Cosicché mi sembra molto strano che ci sia ancora qualcuno che creda a quelli le cui previsioni si vedono ogni giorno essere smentite dai fatti e dagli eventi.
 

Grazie all’autore delle traduzioni


Albert Einstein
L’astrologa Sirio, in una trasmissione di Radio 24 ha sostenuto che Einstein avrebbe scritto in un suo libro una frase di apprezzamento nei riguardi dell’astrologia.

L’affermazione sarebbe contenuta in un libro del 1931, “Cosmic religion, with other opinions and aphorisms”.
Il libro è molto difficile da trovare e quindi la verifica non è agevole ma è stata fatta e dimostra che nè quel libro nè gli altri scritti conosciuti di Einstein riportano la citazione in oggetto.

La prima comparsa di questa citazione apocrifa dovrebbe risalire al “Manuel d’astrologie” di un certo Werner Hirsig, intorno al 1980.

In sostanza la frase risale a un manuale di astrologia, dal quale e’ stata ricopiata moltissime volte senza che nessuno controllasse la fonte originale.
Quando il controllo e’ stato fatto, non è stata trovata in alcuno scritto di Einstein, e secondo gli esperti non rispecchia il suo stile ed è totalmente apocrifa.

Si conosce invece un’altra citazione di Einstein, questa autentica (tratta dalla sua introduzione a “Johannes Kepler: Life and Letters”), che dimostra il suo atteggiamento critico verso l’astrologia: “The reader should note [Kepler’s] remarks on astrology. They show that the inner enemy, conquered and rendered innocuous, was not yet completely dead.” (cioe’ “Il lettore faccia attenzione ai commenti [di Keplero] sull’astrologia. Dimostrano che il nemico interno, conquistato e reso innocuo, non era ancora completamente morto”).


Galileo a Elia Diodati [in Parigi].
Firenze, 15 gennaio 1633.

Bibl. Nazionale in Parigi. Collection Dupuy, vol. 663, car. 200.

Sono in obligo di rispondere a due lettere, una di V. S. e l’altra del S.re Pietro Gassendo([1]), scritte([2]) il 1° di Novembre passato, ma non pervenute([3]) a me se non dieci giorni sono: e perchè sono occupatissimo e travagliatissimo, vorrei che questa servisse per risposta ad amendue, come tra di loro amantissimi e che trattano nelle lettere loro l’istessa materia, cioè la ricevuta dei Dialogi miei, mandati ad amendue, e della vista che repentinamente gl’havevano data con applauso e approbatione; di che io le ringrazio e gliene resto con obligo, ma starò aspettando giuditio più critico e libero, dopo che l’haveranno riletto più posatamente, perchè temo che vi troveranno molte cose da impugnarsi.
Mi duole che i due libri del Morino([4]) e del Fromondo([5]) non mi sono pervenuti alle mani se non sei mesi dopo la pubblicatione del mio Dialogo, perchè havrei havuto occasione di dire molte cose in laude d’amendue, e anco fare qualche consideratione sopra qualche particolare, e principalmente uno nel Morino e un altro nel Fromondo. Nel Morino, resto maravigliato della stima veramente molto grande che egli fa della giudiciaria, e che ei pretenda con le conietture sue (che pur mi paiono assai incerte, per non dire incertissime) stabilire la certezza dell’astrologia: e mirabil cosa veramente sarà se con la sua acutezza collocherà nel seggio supremo delle scienze humane l’astrologia, come egli promette; e io con gran curiosità starò attendendo di vedere sì maravigliosa novità. [..]
 

Nonostante le sue prese di distanza verso il profetismo e l’occultismo Galileo non si potè esimere, almeno in un caso, alla formulazione di una previsione: Cristina di Lorena, nel 1608 durante l’ultima malattia di suo marito Ferdinando I, chiese a Galileo di calcolare l’anno in cui si sarebbe dovuta verificare la sua morte. Galileo pronosticò al Granduca una veloce guarigione e una lunga vita.
Ferdinando I morì dopo soli 22 giorni.


Francesco Guicciardini
Ricordi, 207: «Della astrologia, cioè di quella che giudica le cose future, è pazzia parlare: o la scienza non è vera o tutte le cose necessarie a quella non si possono sapere o la capacità degli uomini non vi arriva. Ma la conclusione è che pensare di sapere el futuro per quella via è uno sogno. Non sanno gli astrologi quello che dicono, non si appongono se non a caso; in modo che se tu pigli uno pronostico di qualunque astrologo e uno di un altro uomo fatto a ventura, non si verificherà manco di questo che di quello»


Giacomo Leopardi
Il capo decimoprimo del Saggio sopra gli errori popolari degli antichi si chiude con una straordinaria quanto implacabile invettiva contro coloro che si dedicano ancor oggi all’arte falsa e menzognera degli oroscopi. “Quanti vili, che si danno il nome di astrologi, che hanno per patrimonio l’ignoranza commune, e che in un tempo di luce contribuiscono grandemente a mantenere le tenebre nelle menti volgari, spargendo di ridicoli presagi i loro miserabili almanacchi, avendo cura di indicare diligentemente tutte le lunazioni, profittando, per fare un sordido guadagno, dei pregiudizi che ogni uomo illuminato dovrebbe cercar di distruggere, e non arrossendo di pubblicare con le stampe cose affatto chimeriche e pazze, colla sola mira di gabbare il volgo e di trarne danaio”.


Pico della Mirandola
Disputationes adversus astrologiam divinatricem
In 12 libri…

Nel suo famoso trattato Disputationes adversus astrologiam divinatricem, scritto poco prima della sua morte, avvenuta nel 1494 in età ancora estremamente giovanile, l’astrologia giudiziale viene esaminata nel modo più minuto e nel massimo dettaglio e non viene contestata solo da un punto di vista generale, ma mettendo in evidenza anche tutte le contraddizioni introdotte dalla sua stratificazione ultrasecolare. Col perdere di valore dell’astrologia, l’astronomia cominciò di nuovo ad essere considerata in se stessa, per i suoi contributi alla conoscenza umana, come una “arte liberale” e non più come uno strumento tecnico di ausilio all’arte medica. Naturalmente ci volle un certo tempo perché questo atteggiamento potesse prevalere – e sappiamo che sino all’illuminismo non prevalse mai del tutto – e molti astronomi dovettero destreggiarsi, più o meno onorabilmente, tra le due, anche dopo che l’astronomia giudiziale era stata condannata ufficialmente dalla Chiesa romana nel 1586, con una bolla emanata da papa Sisto V (1520-1590).


William Shakespeare
Questa è la somma stoltezza del mondo:
che quando la fortuna ci vacilla
– spesso perché l’abbiam troppo ingozzata –
diamo al sole, alla luna ed alle stelle
la colpa della nostra malasorte,
come se, per necessità del fato
fossimo le canaglie che noi siamo;
fossimo stolti per celeste impulso,
o malfattori, ladri, traditori
per volontà delle celesti sfere;
o mentitori, adulteri, beoni
in forza d’una imposta sommissione
all’influsso maligno dei pianeti;
quasiché tutta la malvagità
ch’è in noi ci venga infusa dagli dèi.


Bella scusa, per l’uomo puttaniere,
imputare i suoi istinti da caprone
all’influenza di qualche pianeta!


Voltaire
Comment donc s’est-il pu faire que, malgré la physique et la géométrie, cette ridicule chimère de l’astrologie ait dominé jusqu’à nos jours, au point que nous avons vu des hommes distingués par leurs connaissances, et surtout très profonds dans l’histoire, entêtés toute leur vie d’une erreur si méprisable? Mais cette erreur était ancienne, et cela suffit.
 

Digression sur l’astrologie, si improprement nommée Judiciaire.

Ne vous étonnez donc point si la terre entière a été la dupe de l’astrologie. Ce pauvre raisonnement: « Il y a de faux prodiges, donc il y en a de vrais, » n’est ni d’un philosophe ni d’un homme qui ait connu le monde.

« Cela est faux et absurde; donc cela sera cru par la multitude: » voilà une maxime plus vraie.

Étonnez-vous encore moins que tant d’hommes, d’ailleurs très élevés au-dessus du vulgaire, tant de princes, tant de papes, qu’on n’aurait pas trompés sur le moindre de leurs intérêts, aient été si ridiculement séduits par cette impertinence de l’astrologie. Ils étaient très orgueilleux et très ignorants. Il n’y avait d’étoiles que pour eux: le reste de l’univers était de la canaille dont les étoiles ne se mêlaient pas. Ils ressemblaient à ce prince qui tremblait d’une comète, et qui répondait gravement à ceux qui ne la craignaient pas: « Vous en parlez fort à votre aise; vous n’êtes pas princes. »

11-10-2005


http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=9026

Salve, ho letto che molti matematici del passato si interessavano di astrologia: col tempo invece l’astrologia è stata per così dire declassata al livello della magia e dell’esoterismo. Come mai? Qualche scienziato ha mai cercato di dimostrare scientificamente la fondatezza di questa disciplina?

(Risponde Silvano Fuso)

http://www.vialattea.net/spaw/Image/pseudoscienze/Astrologia.jpg

La figura del matematico, e in generale dello scienziato, nel passato non era affatto ben definita come lo è oggi. Moltissimi studiosi si interessavano di diverse discipline e tra queste figurava anche l’astrologia. Come è noto, ad esempio, nel Medioevo le discipline di insegnamento erano divise in trivio e quadrivio. Al trivio corrispondevano la grammatica, la retorica e la dialettica. Il quadrivio comprendeva invece le materie “scientifiche”: aritmetica, geometria, musica e astronomia. Quest’ultima tuttavia non era affatto distinta dall’astrologia. Essa includeva infatti una parte matematica, una fisica (in senso medievale) e una astrologica. Gli antichi inventari dei libri posseduti da vari monasteri e la storia del cosiddetto “corpus astronomicum” ci consentono di sapere che la parte matematica si riduceva essenzialmente al “computo” e cioè alle regole per il calcolo del calendario. La parte astrologica era invece finalizzata alla realizzazione di pronostici.
Ancora verso la fine del Rinascimento, la figura del “matematico” si confondeva con quella dell’astrologo, che a sua volta era legata alla scienza dell’osservazione delle stelle, cioè quella che oggi noi chiamiamo astronomia. Quest’ultima sarebbe progressivamente diventata una scienza rigorosa grazie al contributo decisivo dato da Galileo con le scoperte effettuate al telescopio. Lo stesso Galileo si occupò però, sia pure marginalmente, di astrologia. Sembra tuttavia che Galileo si dedicò alla compilazione degli oroscopi soprattutto per semplice interesse economico. Galileo ebbe infatti per quasi tutta la vita grossi problemi finanziari e non è il caso di stupirsi se i “registri contabili” che egli tenne durante il periodo padovano contengano l’indicazione di alcuni pagamenti per oroscopi fatti a suoi allievi. Un manoscritto conservato alla Biblioteca Nazionale di Firenze raccoglie una piccola quantità di “carte natali”, calcoli astronomici e sintetici pronostici che Galileo decise di conservare: questi includono gli oroscopi di sé stesso, delle figlie e dell’amico Giovanfrancesco Sagredo (uno degli attori del Dialogo sopra i Massimi Sistemi). Sappiamo anche però che in diverse occasioni Galileo si mostrò piuttosto scettico verso l’astrologia. Prima di Galileo anche Keplero, che pure diede fondamentali contributi alla nascita dell’astronomia scientifica, non disdegnò la compilazione degli oroscopi. Sarebbe tuttavia erroneo esprimere giudizi negativi su questi scienziati. Essi infatti erano figli della loro epoca e le conoscenze scientifiche allora disponibili non avevano ancora dimostrato la totale inattendibilità e debolezza teorica dell’astrologia.

Col tempo le strade della scienza e dell’astrologia si allontanarono però sempre di più. Se la scienza può dire poco sul sistema simbolico su cui si basa l’intera astrologia, essa può sicuramente pronunciarsi sulla sua presunta efficacia. La comunità scientifica esprime oramai un giudizio unanimemente negativo sull’astrologia. Ad esempio, nel 1975, per rispondere alla preoccupante diffusione dell’astrologia nella società, 186 scienziati di fama mondiale, tra cui 18 premi Nobel, sottoscrissero la dichiarazione molto critica che può essere letta nel seguente sito: http://www.cicap.org/articoli/at100016.htm

La posizione della comunità scientifica non è affatto pregiudiziale. Infatti numerosi sono stati gli studi rigorosi finalizzati a verificare l’efficacia dell’astrologia. Si può trovare una rassegna di tali studi qui:
http://www.cicap.org/astrologia/VerificheSperimentali.html

Nonostante quello che affermano gli astrologi, nessuno di questi studi ha mai dimostrato una qualche validità dei responsi astrologici. Ciò giustifica pienamente la comunità scientifica quando considera l’astrologia come una disciplina completamente obsoleta e priva di efficacia, al pari della magia. Credere in essa è quindi un puro atto di fede al pari di qualsiasi altra superstizione.
Per maggiori dettagli il lettore può consulatare lo speciale “Astrologia” su sito del CICAP:
http://www.cicap.org/astrologia/index.html
 


http://guide.dada.net/astronomia/interventi/2003/03/131482.shtml

Scienza e astrologia

A cura di Paolo Colona

Pubblicato il 20/03/2003

Rispondiamo alla lettera di un lettore che difende l’astrologia

Lettera del 20/03/03

Caro Paolo,
forse ha solo parlato con le persone sbagliate o forse non ha letto i libri più adeguati. La questione è molto semplice: non possiamo continuare a trascurare l’aspetto “qualitativo” della realtà perché a lungo andare ci ridurremo tutti a essere dei robot.
Questo è tutto quello che posso consigliare agli appassionati di astronomia che approcciano l’astrologia. L’astrologia non ha niente a che fare con la scienza, anche se qualche astrologo positivista si sforzerà di dimostrarlo in ogni modo. E in effetti di queste persone è meglio diffidare.
In realtà l’astrologia è soprattutto un’arte che permette appunto di vedere i pianeti (come anche tutti gli aspetti ad essi legati, primo fra tutti l’animo umano) secondo il punto di vista del “cuore”. Mi passi l’espressione. E il “cuore” non ragiona come il cervello. Il cervello lavora matematicamente e scientificamente mentre il cuore “ragiona” poeticamente, ossia vede le cose dal punto di vista (scientificamente indimostrabile) della loro qualità. Se vuole avere un’idea di come “ragiona” il cuore dia un occhio ai sogni che fa di notte. Quello è il cosiddetto linguaggio del cuore e anche se non ne siamo consapevoli esso ci influenza moltissimo anche da svegli. Purtroppo abbiamo perso la capacità di ascoltarlo e così all’università si è smesso di insegnare astrologia al fianco dell’astronomia. Perché Copernico e Galileo erano anche eminenti astrologi? Erano fessi anche loro? Keplero era un fiero avversario dell’astrologia ma per contro era un uomo dal profondissimo spirito religioso e si considerava un continuatore della tradizione pitagorica. E per i pitagorici la cosidetta Qualità del Numero era fondamentale. Per loro l’1 non aveva solo un aspetto algebrico ma aveva anche un aspetto “numinoso”. Per cui quando si pensava all’1 si pensava contemporaneamente al suo equivalente religioso: il Dio Apollo. Se ci pensa attentamente noi inconsciamente associamo ad ogni numero una qualche qualità particolare, che può essere un colore, una nota musicale, un’immagine, etc. Per concludere credo che l’astronomia abbia ancora bisogno di “sua sorella”, anzi non vedo perché astonomia e astrologia debbano essere considerate due cose diverse. L ‘astrologia non esisterebbe senza l’astronomia-i calcoli astronomici sono fondamentali per l’astrologo- ma penso che dovrebbe essere vero anche il contrario. In fondo anche il cervello non potrebbe vivere a lungo senza un cuore.
Le chiedo solo di non catalogare come “sciocchezze” le cose che ho scritto, ma anzi di prenderle molto seriamente.
Stefano.

__________________________________


La nostra risposta.

Gentile lettore,

Non prendo mai per “schiocchezze” quello che dicono le persone che la pensano in maniera diversa da me e non lo farò con quello che lei mi dice; anzi, se vuole, cercherò di ragionare insieme a lei. Troverà una risposta per ogni cosa che scrive.

Per cominciare, consideri che sono il primo a sottolineare l’importanza della componente non razionale del pensiero umano. Dove finirebbero la poesia, la musica, i capolavori della pittura e della letteratura senza questo aspetto dell’uomo, senza la sua capacità di “sentire” la bellezza e di godere di qualcosa che non è “quantificabile”?
D’accordo su questo punto, però, lei inizia ad affidarsi ad un sillogismo di questo tipo: l’arte è importante, l’arte è “qualitativa”, ergo ciò che è qualitativo (astrologia inclusa) è importante. Invece, come si sa, se un Tale è onesto ed è anche un deputato, non significa che anche gli altri deputati siano onesti!
Il sillogismo è sbagliato.

I sogni, poi, sono prodotti di uno stato di coscienza alterata e con l’aspetto “qualitativo” dell’intelletto umano o col “cuore”, come dice lei, non hanno nulla a che fare; semmai con tensioni e moti psicologici. Per di più non esistono un cuore ed un cervello pensanti se non sotto metafora, ma la metafora non è un mezzo di indagine, quindi non può dire che se un cervello non può vivere senza cuore, allora l’astronomia non può vivere senza astrologia; questa al massimo può essere un’opinione personale. Abbiamo anche visto che non tutto ciò che è “del cuore” è pertanto buono, come non tutti i sentimenti e le emozioni lo sono (odio, ira, tristezza, disperazione per fare qualche esempio).
Ascrivendo l’astrologia al “cuore”, quindi, lei non rende veramente un buon servizio a questa antica disciplina.

Concordo con lei sul fatto che l’astrologia non è una scienza galileiana. Eppure saprà che essa si basa su delle leggi ben precise, come i diversi aspetti fra i pianeti; o su postulati altrettanto chiari, come l’esistenza di un’influenza astrale prevedibile (oroscopo) sulla nostra vita quotidiana. Questa mi sembra una bella contraddizione per una disciplina che vuole definirsi artistica: leggi e postulati sono cartteristiche delle scienze. Il fatto che nel caso dell’astrologia tali leggi e tali postulati non siano nè dimostrati nè veri (vds. questo intervento e i link relativi) non fa che aggravare la situazione.

So bene che Copernico ha stilato degli oroscopi (mentre Galileo non ci ha neanch pensato), ma non vedo in che modo possa ciò riabilitare l’astrologia: Copernico era un astronomo di corte e se il suo re, che credeva nell’astrologia, voleva che egli, profondo conoscitore del cielo, stilasse il suo oroscopo dietro compenso, penso che abbia fatto solo il suo dovere ottemperando a un tale incarico. Comunque farà bene a ricordarsi che nella scienza, che è lo studio della realtà, non valgono nè il principio di autorità, nè la democrazia: se un esimio pensatore o la maggioranza delle persone si dicessero convinti che l’astrologia sia “vera”, ciò non cambierebbe di una virgola la realtà. Nè vedo come la possa cambiare l’uso metaforico che noi occidentali facciamo dei numeri o di tanti altri concetti!

Infine, vista l’ultima frase della sua lettera, la inviterei a condurre una semplice riflessione: e se si fosse smesso di insegnare l’astrologia semplicemente perchè è erronea e non perchè “abbiamo perso la capacità di ascoltare il linguaggio del cuore”? In effetti da quando l’astrologia ha perso importanza l’uomo ha continuato senza alcun problema a produrre arte ai massimi livelli, toccando anche vertici insuperati. Forse questo potrebbe darle un’indicazione su cos’è l’arte, cos’è la scienza e cos’è l’astrologia.


F. Sordello

Su come la scienza (non) ha  modificato la visione del mondo

………………………………….

1.1. L’astrologia
Per dare una prima idea su cosa consista il primo atteggiamento, quello del rifiuto, partiamo
proprio dagli oroscopi.
L’oroscopo nasce in Mesopotamia più di duemila anni fa e si propone di predire, almeno
nell’andamento, il futuro attraverso le influenze degli astri principali (Sole, Luna, pianeti) secondo
le posizioni che occupano sulla volta celeste. È chiaro che le previsioni potranno avverarsi se
l’impianto da cui traggono le informazioni corrisponde a realtà. Se l’Universo fosse come lo
descrive Cicerone nel “Somnium Scipionis”, ci si potrebbe fidare degli oroscopi
Così non è: la volta celeste, i moti dei corpi su di essa e le costellazioni sono un gioco di
prospettive tali che stelle e corpi celesti molto lontani tra loro possano apparire molto vicini sulla
sfera celeste. Nascono così le costellazioni, gruppi di stelle molto distanti tra loro e spesso senza
relazioni reciproche, che noi vediamo vicine per prospettiva, appunto.
Le sentenze dell’astrologo si basano quindi su eventi apparenti, non hanno nessun
fondamento reale. Inoltre oggi gli oroscopi non registrano nemmeno più la situazione apparente.
A causa della precessione degli equinozi ogni anno la primavera inizia 20 minuti prima che
la terra completi la rotazione completa attorno al Sole; di conseguenza l’equinozio di primavera
avviene ogni anno con il Sole più “indietro” di 50 secondi d’arco rispetto all’anno precedente.
Quindi, se 2000 anni fa il giorno dell’equinozio di primavera coincideva con l’ingresso del Sole in
ariete, oggi l’equinozio avviene con il Sole spostato di 28° rispetto a 2000 anni fa
(50”x2000=100000” d’arco che corrispondono a 27° 46’ 40” d’arco), perché ogni costellazione
zodiacale occupa 30° dell’eclittica oggi l’equinozio avviene con il Sole nei primi gradi dei pesci.
Peccato che di tutto ciò nessun astrologo tenga conto, per accorgersene basta confrontare la
situazione del cielo fatta da un astronomo con quella di un astrologo (v. Specchio 375/6 pag129 ed
Unione Monregalese CV, XXIII pag.17)

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www.matematicamente.it

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1.2. Conclusioni sull’astrologia
Credere agli oroscopi mette in luce un atteggiamento perlomeno discutibile e purtroppo diffuso (basti vedere la proliferazione degli oroscopi su ogni tipo di rivista) cioè quello di relegare le proprie conoscenze in un angolo della propria mente dove non possono minimamente influenzare l’agire, vuol dire fare come se non sapessi nulla, vuol dire da un lato partecipare alle conoscenze astronomiche raggiunte dai nostri simili, ma dall’altro essere ancora quelli della pietra e della fionda. Significa, cioè, sapere cosa siano i buchi neri e comportarsi come 2000 anni fa quando non se ne sapeva nulla.
Credere agli oroscopi rientra nell’atteggiamento “fare come se nulla fosse accaduto” anche per un altro motivo: l’oroscopo non descrive una situazione reale, e di questo quasi nessuno ha coscienza; ciò testimonia come pochi alzino la testa, guardino e cerchino di capire ciò che vedono.
Il fatto che si creda ciecamente all’astrologo, senza effettuare nessuna osservazione per verificare la veridicità delle sue argomentazioni, ci testimonia come ai più il metodo scientifico di Galileo (secondo cui la formulazione di ogni ipotesi deve avere alle spalle una solida base di osservazioni) sia sconosciuto, o peggio conosciuto ed inutilizzato, magari a tenere compagnia al Big Bang tra le conoscenze che mai influenzeranno l’agire.
La ragione di tale comportamento è sì la frenesia dei ritmi di vita, che sottrae tempo alla riflessione, ma sono soprattutto l’educazione (spesso a scuola manca il coinvolgimento emotivo, non si riconosce in ciò che si apprende nulla che possa servire oltre ai fini scolastici, per questo molte nozioni sono facilmente dimenticate) e la sicurezza data dai vecchi sistemi a mantenere in vita weltanschauung non più adeguate.
………………………………………….


ED ECCO UNO CHE NON SA COSA DICE

http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/il_lato_debole_di_giordano_e_galileo.html

Antonio SOCCI


Il lato debole di Giordano e Galileo
tratto da Il Sabato, 18.1.1992, n. 3, p. 52s.



In nome della ragione sono diventati due miti della modernità. Eppure Bruno e Galilei alla ragione preferivano la magia. Una storia da rifare?



Occhio alle date: 1492-1992. Sono giusto cinquecento anni che è morto il Medioevo. Da allora l’uomo è stato dotato di ragione (prima niente) e la donna di un’anima. Il 12 ottobre 1492 finisce la barbarie della superstizione e il 13 è l’alba della Ragione. Sono le scemenze del sistema scolastico e le reminiscenze del cittadino medio. Il bianco e il nero. I buoni e i cattivi. La luce della ragione e le tenebre della superstizione. E così passa per rivoluzionario uno storico come Jacques Le Goff quando svela una convinzione ormai assodata per gli specialisti: «Le qualità che tutti attribuiscono al Rinascimento, per me spettano al Medioevo».
Le leggende nere sono dure a morire. Ma dovremo abituarci alla verità: un Medioevo razionale e realista e una modernità torbida, ermetica, occulta e superstiziosa. I libri di Gustav Henningsen e di Giovanni Romeo usciti di recente hanno mostrato -ad esempio- che pure la psicosi delle streghe, con i conseguenti massacri, dall’antichità passa direttamente al Rinascimento. Il Medioevo razionale e realista com’era, non ha conosciuto “caccia alle streghe”. E’ un fenomeno legato direttamente alla riemersione dell’occulto nel Cinquecento e alla psicosi del demoniaco indotta dalla Riforma protestante nei Paesi del Nord. E’ ormai accertate che proprio la vituperata Inquisizione -guidata da uomini di grande dottrina e razionalità come lo straordinario Alonso de Salazar Frìas in Spagna- ha preservato i Paesi cattolici da queste sanguinarie fobie di massa. Ed à stata la sola istituzione di legalità e di umanità dove esisteva solo l’arbitrio e l’orrore.
«Il XX secolo» scriveva Romeo in Inquisitori, esorcisti e streghe (nell’Italia della Controriforma) (Sansoni) «si appresta a lasciare in eredità al Terzo millennio che s’apre un’immagine sorprendentemente nuova dei tribunali come quelli inquisitoriali, tradizionalmente relegati dal nostro immaginario collettivo tra gli orrori del fanatismo clericale». I due capitoli più frequentati di questa leggenda nera sono legati ai nomi di Galileo Galilei e Giordano Bruno. Adesso un’esposizione organizzata a Parigi («Cultura italiana del Seicento in Europa e l’Accademia dei Lincei») e un libro uscito in Inghilterra (John Bossy, Giordano Bruno and the embassy affaire, Yale University Press) portano a conclusioni sorprendenti su questi due episodi svoltisi a cavallo del 1600.

LE STELLE DI GALILEO
In una recente conferenza il cardinal Ratzinger ricostruisce questo «mito dell’Illuminismo: Galilei appare come la vittima dell’oscurantismo medievale, ancora persistente nella Chiesa… da una parte troviamo l’Inquisizione come la forza della superstizione, come avversaria della libertà e della conoscenza. Dall’altra parte sta la scienza della natura, rappresentata da Galilei, come forza del progresso e della liberazione dell’uomo dalle catene dell’ignoranza».
Semplice. Troppo semplice. Oggi sappiamo: che fu lo stesso Galilei a immischiarsi in questioni teologiche e a pretendere il pronunciamento del Sant’Uffizio. Che uomini illuminati come il cardinal Bellarmino e papa Urbano VIII non avevano nessun pregiudizio sulle teorie copernicane e anzi sostenevano la ricerca scientifica. Che la Chiesa sollecitò sempre un atteggiamento razionale da Galileo: non trasformare ipotesi scientifiche in dogmi. Che Galileo non solo fu trattato con umanità, ma fu addirittura “mantenuto” dalla Chiesa.
Ratzinger cita due autori moderni. Il marxista Ernst Bloch, per il quale il sistema copernicano e tolemaico hanno la stessa plausibilità: «Dipende dalla scelta dei corpi presi come punti fissi di riferimento… non appare affatto improponibile accettare, così coma si faceva nel passato, che la terra sia stabile e che sia il sole a muoversi». E’ un filosofo della scienza laico, Paul Feyerabend: «Al tempo di Galilei la Chiesa si mantenne ben più fedele alla ragione di Galilei stesso, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina di Galilei. Il suo processo contro Galilei era razionale e giusto, mentre la sua attuale revisione si può giustificare solo con motivi di opportunità politica».
In effetti la Chiesa del tempo di san Roberto Bellarmino difendeva innanzitutto l’aristotelismo scolastico, cioè l’approccio alla realtà più razionale e realistico. E, curiosamente, la nascente scienza galileiana non ha come programma esplicito la guerra ai dogmi della fede e alla dottrina cattolica, ma lancia tutti i suoi strali contro l’aristotelismo. Affondando lo sue radici nell’antica mitologia ermetica e occultista, nella magia e nell’alchimia rinascimentali. Giordano Bruno, ad esempio, nel 1584 con La cena delle ceneri aderisce alle teorie copernicane, ma non dà motivazioni razionali o matematiche. Per lui l’eliocentrismo indica l’imminente ritorno della religione “egizia” o magica, «il solo copernicano annuncia il risorgere vittorioso dell’antica verace filosofia». La sua, secondo Frances A. Yates, «è una nuova interpretazione ermetica della divinità dell’universo, una gnosi sviluppata». Una mitologia inaccettabile per la Chiesa che accettava Copernico come ipotesi scientifica, ma -proprio a difesa della ragione e dell’esperienza- riteneva deliri quelli di Bruno. Che da allora crearono forti sospetti attorno all’eliocentrismo.

GLI INIZIATI
Le parti si ribaltano: la Chiesa a difesa della ragione e del realismo, la scienza che inalbera il vessillo esoterico delle superstizioni. Alla mostra parigina (allestita dal 12 dicembre all’8 gennaio dall’Institut Français) faceva bella mostra in una teca un documento rivelatore. E’ un verbale. Si tratta della riunione di fondazione dell’Accademia dei Lincei: è il 25 settembre 1603. I primi cinque soci si riuniscono nel palazzo romano di Federico Cesi a via della Maschera d’Oro, alle 9.50 del mattino. Il verbale -in parte scritto con caratteri cifrati- rivela che giorno e ora sono stati scelti per «captare il favorevole influsso degli astri, specialmente Mercurio». Spiega il curatore del catalogo: «Il testo redatto dal Cesi appare chiaramente come la descrizione di un’operazione magica condotta secondo i canoni dell’ermetismo rinascimentale con la quale si cerca, mediante la manipolazione di metalli e vegetali collegati ai pianeti, di attrarne simpateticamente l’influsso, convogliandolo verso di sé dalla sfera superiore del cosmo». Si legge sul documento consunto e ingiallito: «Su fogli di carta di seta predisposti allo scopo venivano trascritti pitagorici misteri».
Così nasce la prima accademia scientifica del mondo moderno. Nel cui seno sbocciò Galileo Galilei, il massimo frutto. Anch’egli largamente interessato all’astrologia. Fa una certa impressione leggere nel Proponimento linceo di «filosofica milizia» e di iniziazione «ai misteri della Sapienza». Ecco i primi Lincei qualificarsi come «sagacissimi indagatori delle scienze arcane e dediti dell’arte paracelsica» ovvero «amanti delle scienze e indagatori delle arti spagiriche».

TUTTI “FRATELLI”
L’interesse esoterico per la magia e il disvelamento degli arcani segreti non è una deviazione iniziale: è il substrato delle stesse ricerche empiriche in cui eccellerà Galileo. Il quale infatti convive nell’Accademia con il “mago” Giambattista Della Porta. Non c’è contraddizione. Eugenio Garin lo dimostra nel saggio introduttivo all’esposizione. Questa «fraternitas, che ha tutte le caratteristiche di un ordine rigidissimo, quasi di una setta» prevede diversi tipi di approccio alla conoscenza.
«L’atteggiamento del Cesi (il capo dell’Accademia, ndr) si iscriveva in una tradizione di sapore ermetico e magico, che nei vari piani della realtà vedeva gradi dell’essere espressi in “linguaggi” da interpretare, mentre solo gli iniziati potevano raggiungere il significato più profondo del “mistero” della natura, decifrando l’ultimo geroglifico dell’essere».
Tutti i bei nomi della scienza moderna nuotano in questo magma. Da Copernico che evoca Ermete Trismegisto, a Keplero che dichiarava di studiare l’astronomia «more hermetico».
Prendiamo Francis Bacon. D’Alembert nel Discorso preliminare all’Enciclopedia ne fa il profeta della scienza moderna: «Nato nel cuore della notte più profonda fa conoscere la necessità della fisica sperimentale». Erano secondo Luigi Firpo «tempi per il sapere umano ancora pieni di oscurantismo», ma con Bacone «si può dire che il Medioevo è finito». Ma scrive la Yates: «L’antico giudizio su Bacon, considerato un moderno ricercatore scientifico e sperimentatore, emerso da un passato di superstizione, non è più valido… (Bacon) scaturisce proprio dalla tradizione ermetica, dalla magia o dalla Kabbalah del Rinascimento».
Ecco perché poi mister Bacon, con le menti illuminate dei vari Boyle, Grozio e Cartesio, nonché Lutero e Calvino, fu tra i piromani banditori della “caccia alle streghe” (oltre che dell’assolutismo elisabettiano). I libri di Frances A. Yates, l’autorevole studiosa del Warburg Institute di Londra, sono una miniera. E’ lei che mostra il parallelismo della Nuova Atlantide di Bacon con la Fama Fraternitatis dei Rosacroce.
E le origini rosacrociane della stessa Royal Society, la grande accademia scientifica inglese che nacque sotto la bandiera di Bacon e il volere del re ufficialmente nel 1662 (e sul modello dell’Accademia dei Lincei). Si scopre così che pure «la chimica di Robert Boyle era figlia del movimento alchimistico, e che vi era uno straordinario sfondo alchimistico persino nel pensiero di Isaac Newton».
Tutto l’ambiente scientifico vive in questo mondo di suggestione esoterica e qua e là fa continuamente capolino la misteriosa Fraternità dei Rosacroce. Secondo Thomas De Quincey la massoneria è la forma che questa strana setta, di origine tedesca, assume in Inghilterra. E’ c’è un fatto curioso. Due dei promotori della Royal Society sono Elias Ashmole e Robert Moray. Il 16 ottobre 1646 Ashmole annota nel suo diario di essere stato iniziato nella loggia massonica di Warrington, nel Lancashire. E il 20 maggio 1641 è documentata l’iniziazione di Moray in una loggia di Edimburgo. Questi sono i due più antichi documenti storici sull’esistenza di logge massoniche (già fiorenti, dunque, a metà del Seicento). La Yales in L’Illuminismo dei Rosacroce (Einaudi) conclude: «(dai Rosacroce) la massoneria attinse solo un filone, mentre gli altri confluirono nella Royal Society, nel movimento alchimistico e in varie altre direzioni».
E’ curioso osservare che una di queste direzioni -se è vera la scoperta di Bossy su Giordano Bruno- è lo spionaggio: i servizi segreti sembrano proprio una delle vocazioni più antiche dell’esoterismo. Ci sarebbe proprio Bruno, infatti, dietro il misterioso pseudonimo Henry Fagot, la spia annidata nell’ambasciata francese a Londra che, nel 1583, svela un complotto dei cattolici (perseguitati) per rovesciare la sanguinaria Elisabetta.
Il cerchio si chiude attorno alla Corona inglese che si avvia a sbaragliare la Spagna cattolica e scatenare la sua potenza imperialistica. Davanti al dispiegarsi di questa enorme potenza (anche politica e militare) se ci fu un errore tragico da parte della Chiesa fu semmai quello di non essersi opposta abbastanza. Non solo sullo scacchiere politico. Il bel catalogo della mostra sui Lincei, a proposito della magia propiziatoria eseguita dai Lincei all’atto di fondazione, ricorda: «Anche gli Astrologica di Tommaso Campanella contengono il resoconto di un’analoga cerimonia propiziatoria celebrata dall’autore a Roma, nel 1628, assieme a papa Urbano VIII». (Quell’Urbano VIII la cui elezione fu salutata con entusiasmo dai Lincei e da Galileo per la sua apertura intellettuale e il suo interesse verso i fermenti culturali del momento).
Il potere moderno cominciava a vincere. E la battaglia più sottile, quella fatale, la Chiesa in questi anni la perde appunto con se stessa. John Bossy così conclude il suo libro su L’Occidente cristiano (Einaudi): «Il “cristianesimo” una parola che fino al Seicento indicava un gruppo di persone… da allora, come attesa la maggioranza delle lingue europee, si rifiorisce a un “ismo”, ovvero a un insieme di credenze».


Astrologia e astronomia
Di fronte a ciò un astrologo scrupoloso dovrebbe sentirsi girare la testa più turbinosamente di una stella di neutroni
30-10-2004 – Fonte: Margherita Hack

http://www.promiseland.it/view.php?id=1061

La critica

Una prima, ovvia constatazione è che gli astrologi non sono d’accordo nemmeno sulla definizione d’astrologia, sebbene ci tengano a dichiararla scientifica. Non sanno se i loro oroscopi servano a fare previsioni, oppure abbiano un intento più psicologico che divinatorio (è chiaro che, nel secondo caso, l’astrologia ambirebbe a presentarsi non tanto come scienza qunato come una sorta di surrogato della psicoanalisi). Se guardiamo al metodo, vediamo che non ve ne è uno solo. Ma anche quando si tratta di scegliere fra i risultati, restano forti discordanze che gli addetti ai lavori considerano quasi inevitabili e attribuibili all’interpretazione. Tanto che, a questo punto, l’astrologia diventa non più “una scienza” ma “un’arte”; e la discordanza, una discordanza artistica, magari in omaggio all’universale armonia!

Anche la resistenza che gli astrologi oppongono alla critica è sintomatica. Quando si discute dello statuto dell’astrologia, i suoi cultori ritengono che non può essere criticata da chi non la conosca. Se con questo vogliono dire che non può essere messa in discussione da chi non sia capace di fare un oroscopo, l’argomento è piuttosto debole, perché, come abbiamo visto, un oroscopo è in sé abbastanza neutro. Ma per criticare la pratica dell’interpretazione è sufficiente analizzarne il presupposto: in breve, l’idea che le costellazioni e i pianeti possano esercitare un’influenza significativa sulla vita degli uomini. L’aggettivo “significativa” è essenziale per non incorrere nello stesso incidente di una celebre dichiarazione contro l’astrologia (“Statement of 186 Leading Scientists”, The Humanist, settembre-ottobre 1975) e sottoscritta da autorevoli esponenti del mondo scientifico. Da questa prende spunto Paul Feyerabend per sviluppare una provocatoria difesa della dignità dell’astrologia. Egli ha buon gioco nel mostrare che numerose branche della scienza contemporanea concordano nel ritenere che i fenomeni celesti abbiano una qualche influenza su processi che avvengono nel nostro pianeta: meteorologia, maree, onde elettromagnetiche, ritmi vitali degli organismi, ecc. Tuttavia, non si tratta tanto di mettere in questione l’esistenza di tale influenza (che indubbiamente è reale), quanto di valutarne la grandezza in confronto con altre variabili, e accertare se gli astrologi esaminino (in coerenza con i propri assunti) tutti i fenomeni celesti.

Così, dal punto di vista filosofico e metodologico non si confuta l’astrologia negando le influenze cosmiche, o meglio le interazioni di tutti i corpi dell’Universo. La gravitazione nonché le radiazioni crepuscolari ed elettromagnetiche provenienti dalle stelle sono un fatto, anche se non sono tutte e sempre rilevabili; tuttavia – esclusi Sole e Luna -, questi fenomeni sono caratterizzati da valori talmente piccoli che non possono avere alcuna influenza significativa sugli esseri umani. Per esempio, gli oggetti che lo circondano, un mobile, la casa e la stessa partoriente rispetto al neonato, esercitano su quest’ultimo influenze molto più importanti delle posizioni del Sole, della Luna e dei pianeti! Ed esistono altre cause, di importanza macroscopica, che condizionano il futuro di ogni essere umano: nascere belli o brutti, ricchi o poveri, in ambienti aperti od oppressivi, sotto un regime piuttosto che sotto un altro.

D’altra parte, la discussione razionale con gli astrologi è difficile, forse impossibile. In genere, un astrologo pone una questione di sensibilità, se non di fede. Un caso personale: mi è capitato di avere una sorta di garbata polemica con un’esperta di astrologia. Si trattava di una laureata, di notevole cultura, che impiegava modelli matematici per le sue elucubrazioni e per realizzare, addirittura, oroscopi finanziari. Dopo aver letto alcuni suoi articoli, scrissi una lettera aperta a un quotidiano in cui definivo questa persona “la signora alta matematica”. Lei mi telefonò chiedendo un incontro, ma nonostante tutta la sua preparazione e i suoi modi affabili la discussione doveva rivelarsi sterile. Infatti, alla domanda “su cosa si basa l’attendibilità delle sue previsioni?”, mi rispondeva che lei “sentiva”. Che cosa mai si può obiettare a chi “sente”?

Ma entriamo nei dettagli: un primo punto riguarda la suddivisione del cielo che sarebbe alla base delle previsioni astrologiche. Lo Zodiaco è una porzione della volta celeste divisa simmetricamente dall’eclittica (il piano dell’orbita terrestre intorno al Sole) in cui sono contenuti i moti visibili del Sole, della Luna e dei pianeti noti dall’antichità. Tra i greci lo Zodiaco era diviso in dodici parti uguali, invidividuate ognuna dalla costellazione più evidente in questa partizione. Nel corso dell’anno, a causa del moto di rivoluzione della Terra, vediamo il Sole spostarsi lungo la fascia dello Zodiaco. Troppo tempo è trascorso da quando le dodici regioni del cielo sono state battezzate con i nomi che conosciamo e, a causa della precessione degli equinozi, la posizione del Sole nei mesi dell’anno non corrisponde più a quella osservata dagli antichi. Per esempio, l’equinozio di primavera, che è il punto della volta celeste in cui si vede proiettato il Sole il 21 marzo, e che corrisponde ad uno dei due punti in cui l’eclittica interseca l’equatore, al tempo dei greci si trovava nella costellazione dell’Ariete; oggi si trova in quella dei Pesci. Tale fenomeno non finisce di confondere gli astrologi, i quali parlano della famosa “Età dell’Acquario” senza sapere cosa sia, né quando cominci, né quando avrà termine… Essi non hanno minimamente tenuto conto di questo problema e i nostri pretesi oroscopi sono basati su costellazioni vecchie di secoli e sulla rappresentazione di un “cielo” che non esiste più.

Se poi si esamina quante di queste configurazioni artificiose chiamate costellazioni cadano nella fascia dello Zodiaco, si trova che ce ne sono non dodici ma tredici o addirittura quattordici, considerando che vi rientrano parte dell’Ofiuco e una piccola porzione della Balena.

Inoltre, le costellazioni dell’astrologia classicano rappresentano un numero esiguo di stelle rispetto a quelle che si sono scoperte negli ultimi cent’anni. Ritroviamo qui, rovesciato di segno, l’argomento degli astrologi contro le “novità” osservate nel cielo da Galileo. Se le “stelle” influenzano il destino umano, allora lo influenzano tutte quante. Perché privilegiarne alcune, a scapito di altre? Quale significato astrologico dobbiamo attribuire agli asteroidi o alla variabilità delle distanze planetarie? Il lunghissimo periodo di rivoluzione di pianeti quali Urano, Nettuno e Plutone (la cui durata è, come vedremo nel prossimo capitolo, rispettivamente di 84, 164 e 248 anni) ha più effetto sulle stirpi o sugli individui?

E per quale ragione gli astrologi non hanno dedotto dagli oroscopi l’esistenza di tutti questi pianeti o almeno di Urano, che è quasi visibile a occhio nudo, invece che lasciare questo onore agli astronomi? Inoltre, sempre a proposito di Urano, che è stato trovato circondato da almeno 7 o 9 anelli, quali nuove influenze attribuirgli? Giove, pure lui anelluto, acquisterà forza e poteri benefici? E il cattivo Plutone diventerà birichino, ora che ci si è accorti che è molto più piccolo di quanto si credesse, e intorno gli orbita una piccola “luna”?

Di fronte a ciò un astrologo scrupoloso dovrebbe sentirsi girare la testa più turbinosamente di una stella di neutroni. La verità è che non se ne cura, dato che per lui la scienza è solo un’etichetta da conservare, appiccicata alla parola astrologia.
[…]

Tratto da: Sette variazioni sul cielo, di Margherita Hack, 1999, Raffaello Cortina Editore

(Nel testo originale sono presenti note di rimando e figure)

Da questo libro è stato liberamente tratto “Variazioni sul cielo”, spettacolo per luci, suoni e sogni di Margherita Hack e Sandra Cavallini


http://www.cosediscienza.it/varie/18_astrologia%20e%20superstizione.htm

ASTROLOGIA, SUPERSTIZIONE E TRUFFE

    Per l’uomo primitivo era di fondamentale importanza esplorare con attenzione l’ambiente in cui viveva perché solo in questo modo poteva evitare i pericoli e le insidie che in ogni momento della giornata minacciavano la sua esistenza; una profonda conoscenza di tutto ciò che gli stava intorno lo metteva inoltre in condizione di procacciarsi il cibo con maggiore facilità. Nell’età preistorica però l’ambiente non comprendeva solo il suolo ma anche il cielo che, come una grande cupola, sovrastava il territorio formando con esso un tutt’uno. Come vedremo meglio, proprio dall’osservazione attenta del cielo gli uomini preistorici ottenevano informazioni essenziali per il loro avvenire.

    All’inizio della loro storia evolutiva, ancor prima di organizzarsi in clan e in comunità, gli uomini primitivi verosimilmente passavano molto del loro tempo a scrutare il cielo che osservavano disponendo di null’altro se non dei propri occhi e della propria intelligenza. Seppur privi di aiuti strumentali, potevano tuttavia compiere le loro osservazioni in condizioni ambientali sicuramente migliori di quelle di oggi. Gli uomini di quelle epoche lontane saranno sicuramente rimasti stupiti e ammirati dinanzi ad uno spettacolo tanto suggestivo e affascinante qual è quello offerto dalla volta celeste non meno di quanto capiti attualmente ad ognuno di noi quando si sofferma ad osservare un tramonto estivo o le stelle in una serena serata di primavera, lontano dalle luci della città.

    A differenza di quello moderno, l’uomo primitivo, però, osservando attentamente il cielo, avrà sicuramente notato che i ritmi giornalieri e mensili degli astri che si muovevano sopra la sua testa, corrispondevano a quelli biologici che egli sentiva nel proprio corpo. Avrà infatti osservato che il Sole, come l’uomo, “si svegliava” alla mattina, si alzava in cielo durante la giornata per poi, a sera, andarsi a rituffare nelle tenebre della notte. Il Sole era forse un essere vivente soggetto alle stesse leggi naturali alle quali soggiaceva l’uomo o era esso stesso la causa di quelle leggi? Il ciclo mestruale delle donne corrispondeva a quello lunare. Quale nesso vi era fra i due fenomeni?

    Quando, in un tempo successivo, l’uomo, da cacciatore e raccoglitore, divenne sedentario e cominciò a coltivare la terra, l’osservazione del moto degli astri divenne molto più scrupolosa anche perché quel movimento cominciò ad assumere un ruolo e un significato pratico essenziale per il controllo del territorio.

    Le prime scoperte, come si è detto, hanno riguardato i movimenti ciclici del Sole e della Luna i cui influssi sembravano guidare il corso della vita dell’uomo e degli altri esseri viventi. Quegli astri, fra l’altro, indicavano anche il tempo opportuno per i lavori agricoli e infatti ancora oggi alcuni contadini tengono conto delle stagioni e delle fasi lunari prima di procedere a determinate pratiche agricole.

1. LA NASCITA DELL’ASTROLOGIA

     L’Astrologia (dal greco astron = stella e logos = discorso, argomentazione) affonda le sue radici nell’Astrolatria, ossia nel culto degli astri, ma ben presto abbandona questo aspetto di pura sacralità e si organizza come disciplina autonoma volta alla predizione delle vicende terrene attraverso lo studio della presenza e della posizione assunta in cielo dai corpi celesti. Sotto questa forma essa nacque in Mesopotamia (letteralmente: “fra due fiumi”) dove, cinquemila anni fa, i Sumeri, il popolo che per primo abitò quel fertile territorio situato fra il Tigri e l’Eufrate, avevano sviluppato una civiltà assai progredita.

    In quel luogo, attraverso l’osservazione sistematica e scrupolosa del cielo notturno, erano stati avvistati altri cinque astri erranti fra le stelle come lo erano Sole e Luna. I nuovi corpi mobili erano i pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, sistemati in ordine crescente di distanza, determinata in funzione del tempo che impiegavano per ritornare al punto di partenza. Le prime pratiche astrologiche iniziate dai Sumeri vennero in seguito perfezionate dai Babilonesi, discendenti diretti di quell’antica popolazione.

    La scoperta che vi erano dei corpi celesti in movimento apparentemente disordinato e autonomo fra le stelle, che invece si muovevano all’unisono e con estrema regolarità, incentivò fortemente le indagini astrometriche (cioè relative alla posizione degli astri) alle quali furono deputati i sacerdoti nella convinzione che quei corpi in movimento avessero qualche cosa di sovrannaturale che solo gli addetti al culto sarebbero stati in grado di interpretare.

    Il rapporto fra gli avvenimenti celesti e quelli terrestri nacque quindi con l’attività investigativa dei sacerdoti-astronomi babilonesi e in un primo tempo riguardò esclusivamente la persona del re o del principe ereditario e di conseguenza il futuro del regno, mentre non prendeva in considerazione i comuni mortali. Gli antichi ricercatori disponevano di alte torri che costituivano ottimi punti di osservazione per compiere analisi sistematiche della volta celeste e, da quella posizione privilegiata, annotavano con il massimo scrupolo ogni avvistamento ed ogni fenomeno che ritenevano significativo per i destini del loro popolo. La cosa sorprendente è che a molti chilometri di distanza, utilizzando le stesse tecniche, gli astronomi cinesi venivano incaricati dall’imperatore di ispezionare la volta celeste lungo l’intero arco della giornata esattamente come avveniva in Mesopotamia.

    Gli astronomi-sacerdoti babilonesi, collegando i movimenti e le apparizioni improvvise di stelle, comete e meteoriti, agli avvenimenti terrestri, non potevano fare a meno di avventurarsi in predizioni azzardate. Da quel momento i pianeti non furono più visti come divinità, ma come oggetti governati da mani soprannaturali che li spingevano ad operare in un certo modo. Ad esempio Marte, il pianeta rosso, richiamava l’idea del sangue, della guerra e della distruzione; Venere, la stella del mattino, era vista come apportatrice di luce e di fertilità; Saturno invece, il pianeta lento e pallido, incarnava la vecchiaia e la morte. Dal loro aspetto e dalla posizione che assumevano in cielo si traevano pronostici e auspici, confondendo spesso gli effetti con le cause di ciò che si stava osservando.

    Il passo successivo fu il collegamento delle stelle in gruppi ben distinti con nomi e significati simbolici precisi. In questo modo si vennero ad individuare le “costellazioni” cui furono assegnati nomi di fantasia mediati da una mitologia preesistente. In particolare le dodici costellazioni dello zodiaco (all’inizio in verità erano undici in quanto non era stata presa in considerazione la Bilancia, mentre oggi sono tredici), cioè quelle raffigurazioni stellari contro le quali appare proiettato il Sole nel corso dell’anno, sono frutto esclusivo dell’immaginazione e furono scelte non perché rappresentassero determinate figure, ma per essere adattate volutamente alle stagioni e quindi raccontare una storia, cercare di dare una spiegazione di ciò che appariva agli occhi degli osservatori. Zodiaco letteralmente significa “circolo di animali” perché alle costellazioni che contraddistinguono questa fascia del cielo, entro la quale si muovono la Luna, il Sole e i cinque pianeti visibili ad occhio nudo, spesso sono stati dati nomi di animali.

    Le costellazioni dello zodiaco non occupano una posizione fissa in cielo ma, a causa di un fenomeno detto precessione degli equinozi (*) si spostano lentamente. Pertanto, in seguito a questo lento movimento, tremila anni prima di Cristo, all’epoca dei Babilonesi, le costellazioni non si trovavano nella posizione che occupano attualmente rispetto alle stagioni. A quel tempo, all’inizio della primavera, il Sole appariva proiettato nella costellazione del Toro (oggi è in quella dei Pesci) dove, alcune stelle disposte a forma di “V”, sembrano raffigurare le corna dell’animale protese a spingere il Sole verso l’alto. In giugno il Sole, raggiunto il punto più alto del cielo, incontrava il segno del Leone, il mitico re degli animali, abitatore delle terre calde. Quando poi sopraggiungeva l’autunno, l’astro del giorno veniva afferrato dalle tenaglie dello Scorpione che lo trascinava verso le regioni meridionali e tre mesi più tardi scendeva al suo punto più basso dell’orizzonte dove si trovava immerso nel segno dell’Acquario, il portatore d’acqua, rappresentato sempre con le anfore che versano acqua sulla Terra: le piogge invernali. 

     (*) La precessione (o retrogradazione) degli equinozi consiste in uno spostamento in avanti della data dell’equinozio. Per la precisione il Sole ritorna al punto che determina l’equinozio di primavera con circa 20 minuti di anticipo rispetto all’anno precedente. Questo fenomeno, a sua volta, è conseguenza dello spostamento dell’asse terrestre che, con il passare del tempo, non si mantiene rigorosamente parallelo a sé stesso ma, per effetto dell’attrazione della Luna e del Sole sul rigonfiamento equatoriale descrive, in circa 26.000 anni, con moto retrogrado, due coni contrapposti, il cui vertice comune si trova al centro della Terra.

2. LE PRATICHE ASTROLOGICHE SI ESPANDONO

     La pratica astrologica dei Babilonesi si diffuse ben presto in tutto il bacino del Mediterraneo dove ad esempio gli Egizi avevano trovato il modo di dividere il tempo in intervalli regolari basati sulla ciclicità e sulla periodicità dei movimenti del Sole e della Luna. Nacque in questo modo il primo calendario all’interno del quale vennero individuati, in base alla posizione assunta nel corso dell’anno da particolari gruppi di stelle, i Decani, cosiddetti perché dominavano con la loro presenza per dieci giorni la vita e le vicende del popolo. Ancora oggi, all’interno di un segno, qualche astrologo distingue fra i nati della prima, della seconda o della terza decade.

    Al rapporto di causa ed effetto fra i movimenti delle stelle e gli eventi della vita terrena, individuato dai Babilonesi, si sostituì in Egitto la sottomissione alle costellazioni divinizzate che con il loro apparire determinavano il destino di quelle popolazioni. In altre parole, mentre i Babilonesi consideravano il movimento degli astri e quindi lo spazio come la causa di ciò che accade in Terra, gli Egizi consideravano invece il momento della presenza in cielo di un determinato Decano, cioè il tempo, come principio ordinatore dei fatti naturali e sociali.

    Quando le pratiche astrologiche vennero a contatto con la cultura greca si trasformarono radicalmente. Il culto astrologico, che nella visione babilonese ed egiziana era patrimonio magico-religioso, incorporato nella filosofia greca, prese un indirizzo decisamente scientifico. Lo spirito democratico e individualista dei Greci impregnò di sé anche l’astrologia che finì per occuparsi direttamente del destino personale dell’uomo. Per la verità anche i Babilonesi, come abbiamo visto, consultavano il cielo per ottenere oroscopi personali, ma erano oroscopi dedicati ai re o ai potenti che per la loro carica rappresentavano in qualche modo l’intera comunità; per i Greci invece tutti gli uomini, singolarmente, avevano diritto di conoscere il proprio futuro.

    Nella Grecia antica la scienza astrologica subì un ulteriore cambiamento: essa non fu più impegnata, come lo era stata quella babilonese, a riconoscere le divinità nascoste negli astri, ma nell’individuare gli influssi fisici che le stelle, in quanto corpi materiali, inviavano sulla Terra. In effetti, anche per i Greci le stelle erano considerate le abitazioni degli dei che dominavano la vita umana, ma l’uomo, a differenza di prima, ora era in grado di prevedere e conoscere il proprio destino attraverso calcoli rigorosi che si potevano eseguire anche a tavolino e quindi senza la necessità di guardare il cielo. L’astrologia con i Greci perde quindi gran parte delle sue caratteristiche ingenuamente religiose per assumerne altre più oggettive, calcolabili dai movimenti e dalla disposizione degli astri in cielo. E questo atteggiamento permane ancora oggi: gli astrologi moderni non conoscono il cielo che non osservano mai, essi fanno le loro “ricerche” a tavolino.

    L’astrologia infine arrivò anche a Roma prima dell’inizio dell’era cristiana e qui riprese tutto il suo contenuto di mistero e di superstizione. Venne introdotta al tempo delle guerre puniche, quando la città eterna fu invasa dagli schiavi orientali e da prigionieri di guerra provenienti prevalentemente dalla Grecia, che portavano con sé la propria cultura e con essa l’uso dell’oroscopo. All’inizio Roma tentò di resistere alla nuova dottrina che rischiava di contaminare la composta serenità degli antichi costumi, ed invano filosofi e uomini di cultura stigmatizzarono questa “epidemia” astrologica. Agli astrologi che studiavano il cielo si opposero anche e soprattutto gli aruspici (cioè quei personaggi che predicevano il futuro esaminando le viscere degli animali; il termine deriva da haru- che significa vena e -spex che significa osservare) perché, nei nuovi indovini, essi vedevano dei pericolosi concorrenti in un’attività dalla quale fino ad allora avevano tratto notevoli profitti.

    L’astrologia ebbe una rapida diffusione nonostante fosse osteggiata dagli imperatori che saltuariamente perseguivano gli “schiavi caldei” (così erano chiamati a Roma gli astrologi) mettendo al bando le loro pratiche divinatorie. I Caldei rappresentavano quella popolazione che nell’undicesimo secolo a.C. penetrò nella Caldea, la regione meridionale della Babilonia e, dopo avere inizialmente combattuto i babilonesi, si integrarono con essi dando vita ad una nuova civiltà. Da quella terra, l’arte caldea (cioè la nuova tecnica di predizione) come abbiamo visto, si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo fino ad arrivare a Roma.

    Nonostante l’opposizione ufficiale, uomini insigni e imperatori romani rimasero affascinati dalle pratiche astrologiche. Giulio Cesare, ad esempio, faceva portare alle sue legioni il simbolo del Toro propiziatore di fortuna e benessere e Cesare Augusto faceva coniare monete con su stampigliato il Capricorno, il suo segno zodiacale. A questo punto la moda astrologica era penetrata in tutti gli strati della popolazione dalla plebe all’aristocrazia, riappropriandosi di tutte le sue antiche caratteristiche e del suo contenuto allegorico e magico.

3. L’ASTROLOGIA INVADE TUTTO IL MONDO

     Dopo essersi espansa in tutto il bacino del Mediterraneo, l’astrologia si dilatò ulteriormente nei secoli successivi irradiandosi da diversi centri fra loro indipendenti fino ad invadere tutto il mondo. La si ritrova infatti in Estremo Oriente, in Australia e nel continente americano. Gli abitanti di queste terre erano molto lontani sia geograficamente che culturalmente dai Babilonesi e tuttavia condividevano con l’antico popolo mesopotamico un notevole interesse per le stelle e una tecnica di predizione delle vicende terrestri basata anch’essa sul movimento degli astri. Questo fatto dimostra che la curiosità è una prerogativa fondamentale dell’essere umano e che, proprio grazie a questo desiderio innato di conoscenza, egli è riuscito a controllare l’ambiente in cui viveva e a tentare anche, seppure in modo empirico, di prevederne l’evoluzione.

    Il Cristianesimo, considerandola una superstizione, combatté vigorosamente l’astrologia ma non riuscì a debellarla; anzi, le condanne valsero ad accrescerne il favore. In realtà all’inizio il Cristianesimo, quando non si era ancora dato regole precise ed era contaminato da fermenti di paganesimo, inglobò l’astrologia per l’aspetto provvidenziale che le era implicito. In fondo la nascita di Gesù Cristo era stata annunziata anch’essa da una stella e quindi anche i corpi celesti potevano essere visti come dei segni, delle indicazioni divine, che poi l’uomo avrebbe potuto seguire o meno secondo una sua scelta personale guidata dalla morale.

    Tuttavia con Sant’Agostino (un tempo ottimo astrologo, ma poi “pentito”) la Chiesa prende chiaramente le distanze dal culto astrologico che attribuisce i peccati e le colpe umane all’influsso degli astri invece che imputarle all’uomo stesso e alla sua superbia. La predizione del futuro è vista come una svalutazione del libero arbitrio e quindi indirettamente come l’esclusione dell’azione divina sulla salvezza dell’uomo. Successivamente la “Scolastica” ossia la dottrina che si incaricava di conciliare in forma razionale i dogmi cristiani con il modello aristotelico di Universo al quale si ispirava tutto il suo apparato dottrinario, assunse una posizione più moderata rispetto a quella di Sant’Agostino.

    Tommaso d’Aquino, il principale rappresentante della Scolastica, pur ammettendo che le stelle con il loro movimento potessero influire sugli eventi terreni, riteneva tuttavia, che essendo costituite di materia, agissero solo sulla materia. Conseguentemente la predestinazione, la previsione del futuro, non poteva dipendere dalle stelle perché queste non potevano esercitare un influsso sulla ragione e sul libero arbitrio che non sono cose di natura corporea, ma un dono divino. La decisione sul proprio comportamento, conclude San Tommaso, soggiace al libero arbitrio e non all’influsso delle stelle. È la ragione, in altre parole, che domina le stelle e non viceversa.

    Nel Medioevo l’astrologia riprese nuova linfa fino ad essere elevata alla dignità di insegnamento universitario e fu tenuta in gran conto da uomini potenti come ad esempio Federico II (re delle due Sicilie e fondatore dell’Università di Napoli nel 1224) il quale non tentava alcuna impresa senza essersi prima consultato con l’astrologo di fiducia. In realtà, nonostante la Chiesa lanciasse scomuniche a dritta e a manca, tutti gli uomini potenti prestavano gran fede agli astrologi che erano presenti in tutte le corti, soprattutto in quelle francesi. Perfino alcuni papi si affidarono agli influssi astrali prima di prendere importanti decisioni. Ad esempio Giulio II della Rovere (papa dal 1503 al 1513) incaricò gli astrologi di scegliere il giorno più adatto per la sua incoronazione che rinviò varie volte proprio per trovare il momento più propizio per la salita al trono pontificio.

4. IL SOLE AL CENTRO DELL’UNIVERSO

     Anche durante il Rinascimento l’astrologia fiorì un po’ dovunque nonostante le nuove scoperte astronomiche avessero spostato il centro dell’Universo dalla Terra al Sole e nonostante l’introduzione del metodo galileiano della ricerca, che prevedeva un particolare rigore nella indagine dei fenomeni naturali. Il nuovo modo di esplorare i fatti della natura determinò innanzitutto la separazione netta fra Astrologia naturale (cioè l’Astronomia vera e propria) e Astrologia giudiziaria (cioè quella dottrina che formulava giudizi sulle persone) la quale continuava ad attribuire ai fenomeni celesti influssi sulle vicende umane.

    Come se la cosa non li riguardasse, gli astrologi continuarono ad osservare il movimento degli astri attorno ad una Terra ferma al centro del Creato e molti scienziati illustri erano anche astrologi. Keplero, ad esempio, lo scopritore delle leggi relative al moto dei pianeti intorno al Sole, realizzò la gran parte dei suoi guadagni come astrologo e non come scienziato. Lo stesso Galileo, che nei confronti dell’astrologia fu piuttosto scettico, sosteneva che il modello eliocentrico di Universo non poteva in alcun modo minare le basi dell’astrologia con la quale, sempre per lucrare profitti, a volte anche lui si cimentava. Questi esempi per fortuna non vengono imitati dagli attuali scienziati i quali, come i loro colleghi del passato, guadagnano poco e lavorano molto.

    Paradossalmente gli astrologi, per i quali la centralità della Terra doveva apparire come un dogma indiscutibile, furono invece coloro che meno degli altri si preoccuparono della scoperta che non era in realtà la Terra a trovarsi al centro dell’Universo, ma il Sole e pertanto il sistema previsionale rimaneva identico e non riceveva alcun contraccolpo dalle nuove teorie. Non fu così invece per le Chiese cattolica e protestante; i protestanti soprattutto si scagliarono contro Copernico bollando le sue idee come pura follia.

    Le nuove scoperte scientifiche non provocarono il declino dell’astrologia e nemmeno la riforma protestante di Lutero riuscì a farlo. Nonostante i grandi sommovimenti culturali e sociali le previsioni astrologiche continuarono come prima a basarsi sul Tetrabiblos di Tolomeo. Il Tetrabiblos (dal greco, letteralmente: “Quattro libri”) è uno dei testi classici dell’astrologia e fu scritto nel 144 d.C. da Claudio Tolomeo, astronomo e scienziato alessandrino autore di varie opere su argomenti ben più importanti, quanto a contenuto, del trattato relativo a questa pseudoscienza. Fra i tanti libri scientifici scritti da Tolomeo basta citare l’Almagesto (corruzione araba di un termine greco che significa “il più grande”) nel quale è descritto il modello meccanico di Universo che immagina i corpi celesti, sistemati su sfere di cristallo, girare intorno alla Terra ferma al centro.

    Nel Tetrabiblos, un libro che solo cento anni fa fu attribuito con certezza all’astronomo egiziano, si parla in modo semplice e chiaro di una disciplina che spesso veniva trattata con linguaggio sibillino e oscuro e quindi era apprezzato soprattutto da coloro che, privi di una adeguata preparazione scientifica, volevano addentrarsi nei meandri delle scienze occulte. Nel suo libro, Tolomeo, tra le altre cose, afferma che i destini collettivi, come ad esempio le grandi catastrofi, hanno sempre un ruolo preponderante sulle sorti dei singoli individui. Con ciò egli dava risposta a coloro che contestavano le capacità predittive degli astrologi i quali non erano in grado di spiegare come mai due persone che subiscono lo stesso destino, per esempio la morte contemporanea nel campo di battaglia, non abbiano lo stesso oroscopo di natività.

    L’astrologia declinò nel 1700 con l’avvento dell’illuminismo, quando il riconosciuto potere della ragione tentò di liberare l’uomo dalla superstizione e dall’irrazionale. Tuttavia anche in questo periodo non mancarono gli assertori della validità dell’astrologia e purtroppo, proprio in questo momento storico, riprese vigore la cosiddetta “astrologia medica”.

5. L’ASTROLOGIA MEDICA

     La medicina astrologica rappresenta forse il campo più pericoloso e dannoso che le molteplici pratiche astrologiche possano esercitare sull’uomo. La logica di base che collega l’astrologia alla medicina è quella riportata negli scritti di Ippocrate, medico greco vissuto nel quinto secolo a.C. e ritenuto il padre della medicina scientifica. In quegli scritti che oltre ad argomenti di carattere medico comprendono anche opere etiche (famoso è il “giuramento di Ippocrate” che ancora oggi rappresenta l’ideale del comportamento professionale, con cui il medico accetta la sacralità del proprio mestiere impegnandosi a rispettare il segreto professionale e a non recare danno al malato) l’uomo viene considerato un piccolo mondo (microcosmo) in cui interagiscono i quattro umori del corpo così come nell’Universo (macrocosmo) reagiscono i quattro elementi materiali (terra, acqua, aria e fuoco) oltre all’etere, la quinta essenza.

    I quattro umori del corpo sono il sangue che proviene dal cuore, la flemma che proviene dal cervello, la bile gialla prodotta dal fegato e la bile nera prodotta dalla milza. Questi quattro umori si trovano mescolati in proporzioni armoniche nello stato di benessere, mentre, quando una parte prevale sulle altre, si generano le malattie. In vecchiaia ad esempio prevale la flemma, il più viscoso e il più lento dei fluidi corporei, quello che ci fa tossire. L’impostazione relativa alle funzioni generali del corpo umano avanzata da Ippocrate verrà ripresa e accostata ai corpi celesti di rilevanza astrologica da un sacerdote babilonese di nome Beroso vissuto intorno al 280 a.C. che può quindi essere considerato il fondatore dell’astromedicina.

    Questo collegamento delle diverse parti del corpo ai segni dello zodiaco e ai pianeti si ritrova espresso in un poema del poeta latino Marco Manilio di età augustea. In esso si può leggere che l’Ariete, il primo segno, come è logico, era posto a dominare il capo, il Toro presiedeva alla bellezza del collo, mentre i Gemelli ovviamente erano collegati alle braccia, e così via per tutti gli altri segni. Quando ad esempio un dato segno era in aspetto negativo con un pianeta, la parte del corpo associata a quel determinato segno poteva ammalarsi. Per guarire la parte malata era allora necessario rafforzarla con l’uso di erbe e farmaci appropriati oppure facendo ricorso ad amuleti fatti della sostanza (metalli o pietre preziose) corrispondente a quel determinato segno.

    Molte malattie si riteneva quindi fossero causate dai pianeti e molti termini, entrati nel linguaggio comune, hanno la loro origine nella astrologia medica. Il termine “influenza” ad esempio, è legato ad un presupposto influsso che discenderebbe dagli astri e “disastro” in greco significa cattiva stella. Anche il dilagare della sifilide (malattia venerea cioè legata a Venere, che si trasmette quindi con l’atto sessuale) in tutta Europa, ad iniziare dal 1484, venne attribuito ad una particolare situazione astrale conseguente alla congiunzione di Saturno con Giove entro la costellazione dello Scorpione che è il segno connesso con l’apparato genitale e riproduttivo, mentre Saturno è un pianeta malefico.

    La Chiesa cattolica, che formalmente aveva sempre avversato l’astrologia, unicamente per fini utilitaristici, si appropriò invece della medicina astrologica ponendo al posto dei segni zodiacali i Santi a proteggere le varie parti del corpo. Per fare passare il mal di denti si doveva pregare S. Apollonio; S. Erasmo era il protettore dell’addome; Santa Lucia della vista, e così via. Alcune malattie presero il nome dei Santi che ne avrebbero dovuto sorvegliare l’evoluzione come ad esempio il “ballo di S. Vito” o il “fuoco di S. Antonio” terminologia popolare delle definizioni scientifiche di “corea” e, rispettivamente, di “erisipela”, che sono termini usati solo dagli addetti ai lavori. Nel Medioevo e per tutto il Rinascimento la medicina rimase collegata indissolubilmente all’astrologia.

    Medico e mago fu il naturalista svizzero Philipp Theofrast von Hohenheim, più noto con lo pseudonimo di Paracelso, vissuto all’inizio del XVI secolo, il quale si faceva chiamare così perché si riteneva migliore di Celso, uno scrittore latino del I secolo d.C., autore di un’opera enciclopedica che trattava vari argomenti fra cui la medicina. Proprio del testo di medicina era uscita in quegli anni un’edizione a stampa, che fu oggetto di una sorta di venerazione collettiva che Paracelso però riteneva ingiustificata.

    Questi, convinto che vi fosse una corrispondenza fra micro e macrocosmo, credeva che le cause delle malattie dell’uomo potessero essere individuate più che da uno studio sul microcosmo del corpo, dall’esame della realtà cosmica celeste e che le forze magiche che reggevano il macrocosmo sarebbero state le più idonee ad agire anche sul microcosmo domandone le infermità. L’originalità del pensiero di Paracelso, più che nell’aspetto fantasioso di una forza astrale, in grado di agire sull’uomo, sta nel superamento della distinzione tradizionale di origine aristotelica fra mondo celeste perfetto e incorruttibile e mondo terrestre imperfetto e corruttibile.

    Idee simili a quelle di Paracelso sono state riprese dall’eccentrico astronomo inglese Fred Hoyle, scomparso di recente (agosto 2001), il quale ipotizzava che i germi di alcune malattie e anche quelli che avrebbero dato origine alla vita stessa, sarebbero arrivati su questa Terra provenendo dagli spazi cosmici, racchiusi entro i nuclei congelati delle comete.

6. LA PREDIZIONE DEL FUTURO DELL’UMANITÀ

     Dopo avere ispezionato tutti i campi sia del mondo fisico sia di quello spirituale del singolo individuo all’astrologo non rimaneva che tentare di predire il futuro anche sulle lunghissime distanze temporali. In fondo l’intera umanità può essere considerata come un individuo singolo che nasce, si sviluppa e muore e pertanto anch’essa può essere sottoposta alla stessa analisi astrologica cui è sottoposta la singola persona al fine di conoscere il suo futuro. Nasce in questo modo il concetto di grande profezia, in genere catastrofica, di cui il rappresentante più noto e più di frequente citato è Nostradamus.

    Michel Nostre-Dame, latinizzato in Nostradamus, medico francese vissuto all’inizio del XVI secolo, dopo alcuni anni di professione e di vita avventurosa abbandonò la medicina, che aveva praticato con impegno e serietà e dalla quale aveva ricevuto anche alcune significative gratificazioni, e si dedicò alle scienze occulte. Nel 1555 pubblicò con il titolo di “Centurie” (parola che significa “centinaia”) una raccolta di profezie che abbracciava un periodo di tempo che partiva da quegli anni e si protraeva fino al 1999 (una data che non sembra scelta a caso: chissà se anch’egli pensava, come ritiene lo scienziato Antonino Zichichi, che con quell’anno si sarebbe concluso il secondo millennio!). Si tratta di un’opera divisa in sette parti, e scritta in quartine, con linguaggio volutamente involuto e oscuro.

    L’opera ebbe subito grande successo anche perché in una quartina che figurava nella seconda edizione del libro si poteva cogliere la profezia della morte di re Enrico II avvenuta nel 1559 in seguito a una ferita riportata durante un torneo. Questa previsione valse a dare ulteriore fama e credito a Nostradamus che, colmato di onori e ricchezze, veniva invitato a corte dai principi di mezza Europa. In verità molte delle sue profezie si rivelarono completamente sbagliate e molti commentatori tentarono di forzare il testo per fare dire al suo autore ciò che essi ritenevano più opportuno. Ad esempio Nostradamus dichiarò, al momento della nascita di Rodolfo II, che l’imperatore avrebbe avuto due mogli e che suo figlio sarebbe salito al trono, ma Rodolfo II non si sposò mai e non ebbe figli. Altre profezie, come quelle riguardanti Napoleone, appaiono invece di una precisione sconcertante. In molti ritengono che, come tutti i pronostici, anche quelli di Nostradamus rientrino negli eventi previsti dalla statistica, amplificati tuttavia dal linguaggio misterioso ed enigmatico proprio di questo autore.

    Si dice che Nostradamus fosse tanto preciso nelle sue predizioni e in grado di proiettarle in tempi tanto lontani perché era a conoscenza della presenza di tre pianeti (Urano, Nettuno e Plutone) che saranno scoperti molti anni più tardi e solo attraverso il telescopio. Quale vantaggio pratico si potesse trarre da una tale conoscenza nessuno lo dice. Morì nel 1576, come egli stesso aveva previsto, dopo molti onori e gloria, ma anche con il disprezzo e l’insulto di alcuni potenti che evidentemente non aveva gratificato con le sue profezie (esattamente come avviene attualmente con i maghi che suggeriscono numeri del lotto che in pochi casi escono, mentre in molti casi non vengono sorteggiati) e si fece seppellire nel muro della chiesa di S. Francesco a Parigi con il corpo in posizione verticale in modo che nessuno potesse porre i piedi sulla sua persona.

    Il libro che gli dette gloria e fama immortale, ma che suscitò anche molte polemiche, fu più volte ristampato e corretto con aggiunte posteriori. Più che un ciarlatano, Nostradamus in realtà fu forse vittima del fanatismo e delle credenze magiche ancora oggi purtroppo molto diffuse.

7. GLI ELEMENTI DELL’OROSCOPO

     Cercheremo ora di vagliare in modo più particolareggiato come operino gli astrologi per ottenere i loro oroscopi. Prima di procedere nell’analisi bisogna però sapere che esistono tre principali modelli astrologici.

    Il primo di tali modelli è detto “sistema delle interrogazioni” ed è quello che cerca di soddisfare le esigenze della vita quotidiana: in pratica è l’oroscopo che compare tutti i giorni su molti quotidiani (nonché settimanali) e perfino alla radio e alla televisione di Stato (quella che dovrebbe informare i cittadini in modo chiaro e onesto!); il secondo è il cosiddetto “sistema delle elezioni”, un oroscopo che avrebbe il compito di determinare il momento più propizio per prendere un’iniziativa; infine vi è il “tema natale” cioè quell’oroscopo che avrebbe la pretesa di conoscere il destino delle singole persone e di evidenziare i tratti della loro personalità osservando la posizione degli astri in cielo al momento della nascita.

    Oroscopo è un termine che deriva dal greco e che significa “osservo l’ora” o anche “guardo ciò che sorge” e non è altro che un diagramma in cui sono registrate le posizioni dei pianeti rispetto ai segni zodiacali e alle cosiddette “case celesti” in un tempo definito e da un punto determinato della superficie terrestre: da questa mappa l’astrologo deduce quello che sarà il carattere e la vita futura di una certa persona. È opportuno chiarire subito che la rappresentazione grafica della disposizione dei pianeti e delle stelle nell’istante in cui è nato un individuo, è un’operazione scientifica; l’interpretazione dello schema per dedurre da esso il destino dell’individuo è invece un’operazione totalmente arbitraria.

    I calcoli necessari per stabilire il percorso dei pianeti fra le stelle e le posizioni che questi assumono rispetto alle costellazioni dello zodiaco sono piuttosto complicati ma oggi vengono facilitati dalla consultazione di tabelle, che si chiamano effemeridi. Si tratta in realtà di tabelle note da molto tempo le quali servirono in passato anche per la navigazione: le adottarono ad esempio Cristoforo Colombo e Vasco de Gama durante i loro viaggi.

    Le effemeridi consentono quindi di sapere con precisione la posizione dei pianeti al momento della nascita di una determinata persona. Visto dalla Terra, il movimento orbitale dei pianeti e dei due astri più luminosi, quelli che in gergo astrologico vengono detti “luminari” (cioè il Sole e la Luna), nel corso dell’anno si snoda lungo le dodici costellazioni che popolano la fascia dello zodiaco.

    Le costellazioni dello zodiaco, come abbiamo detto, in realtà sono tredici e abbracciano aree di cielo di ampiezza diversa. Per comodità di nomenclatura recentemente tutto il cielo e quindi non solo la fascia dello zodiaco, è stato suddiviso in aree limitate da confini rettilinei (che lo fanno rassomigliare alla carta geografica degli Stati Uniti d’America) ciascuna delle quali contiene una costellazione (in tutto se ne contano 88). Tuttavia non è di questi spazi celesti che si occupa l’astrologo (oltretutto, come abbiamo detto, egli non osserva il cielo: non è un astrofilo e tanto meno un astronomo) ma di dodici sezioni celesti tutte uguali fra loro chiamate “segni zodiacali”. Vediamo ora di capire cosa sono i segni zodiacali e come si distinguono dalle costellazioni dello stesso nome.

    Gli antichi, dopo che ebbero individuato un determinato punto del cielo chiamato “punto gamma” o “punto di Ariete” (cosiddetto perché a quel tempo si trovava nella costellazione dell’Ariete) decisero di dividere la fascia dello zodiaco in dodici settori dell’ampiezza di 30° ciascuno, chiamati appunto “segni”. Il punto di Ariete è il punto del cielo in cui appare il Sole nell’istante dell’equinozio di primavera e da quel punto si decise di partire per dividere la fascia zodiacale in settori. Il primo settore corrisponde al segno dell’Ariete ed occupa la sezione che va da 0° a 30°; il secondo settore è occupato dal segno del Toro e si estende da 30° a 60° e così di seguito fino all’ultimo segno, quello dei Pesci, che impegna il settore che va da 330° a 360°. Nell’antichità i segni dello zodiaco grosso modo contenevano effettivamente le costellazioni dello stesso nome, ma oggi, per effetto della precessione degli equinozi, di cui si è detto nella nota posta alla fine del primo capitolo, vi è stato uno slittamento all’indietro di oltre 30° fra i segni zodiacali e le corrispondenti costellazioni.

    La precessione degli equinozi (un fenomeno che venne scoperto circa 2000 anni fa) determina lo spostamento del punto di Ariete, che di anno in anno retrocede leggermente. Il punto di Ariete, come abbiamo detto, ha questo nome proprio perché duemila anni fa si trovava all’inizio della costellazione dell’Ariete, ma oggi, essendo arretrato di 32° si trova nella costellazione dei Pesci. Ora, poiché la serie dei segni ha inizio dal punto di Ariete, con lo spostamento all’indietro di questo punto si sono trovati spostati all’indietro tutti i segni rispetto alle costellazioni, che invece sono rimaste fisse dov’erano e com’erano duemila anni or sono. Oggi infatti il punto e il segno dell’Ariete si trovano nella costellazione dei Pesci e di conseguenza il segno del Toro si trova nella costellazione dell’Ariete e così via, con l’arretramento di uno, per tutti gli altri segni.

    Gli astrologi, è bene ripeterlo, visualizzano l’Universo come se fosse una gigantesca sfera celeste nel cui centro vi è la Terra. Visti da Terra, il Sole, la Luna e i pianeti sembrano girarle intorno con periodo annuale e attraversare le dodici costellazioni astrologicamente significative. Il segno zodiacale di ognuno di noi è determinato dalla costellazione in cui si trova il Sole al momento della nascita. Ogni segno pretende di indicare differenti caratteristiche della personalità: ad esempio il leone è un animale simbolo di forza e di virilità e pertanto un uomo (anche una donna?), nato quando il Sole si trovava proiettato in quel segno, dovrebbe essere forte e virile.

    I segni dello zodiaco possono essere raggruppati in vari modi: essi possono essere ad esempio suddivisi per “polarità” in positivi e negativi, o maschili e femminili. La polarità, procedendo lungo lo zodiaco, si alterna (come il rosso e il nero sulla ruota della roulette) mostrando uno schematismo banale e senza un minimo di logica. Così ad esempio, all’Ariete maschile segue il Toro femminile (!) ed è solo una coincidenza fortuita che al Leone maschile segua la Vergine femminile. In questa classificazione binaria ciascun segno ha la stessa polarità del suo opposto (quello sistemato a 180°): il Leone è quindi maschile come è maschile l’Acquario e la Vergine è femminile come lo sono i Pesci.

    Nella classificazione per “triplicità”, i segni zodiacali vengono suddivisi a tre a tre in cardinali, fissi e mobili. In effetti, collegando fra loro i segni, che si trovano a 90° sulla fascia zodiacale, si ottengono tre quadrati. Queste figure uniscono fra loro, attraverso i lati, i segni fissi (Toro, Leone, Scorpione e Acquario), quelli mobili (Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci) e quelli cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno).

    Infine, nella classificazione per “quadruplicità”, i segni zodiacali vengono associati ai quattro elementi che, secondo Aristotele, costituiscono il mondo sublunare cioè fuoco, aria, terra ed acqua. Sono segni di fuoco l’Ariete, il Leone e il Sagittario; sono segni d’aria l’Acquario, i Gemelli e la Bilancia; sono segni di terra il Capricorno, il Toro e la Vergine; e infine sono segni d’acqua i Pesci, il Cancro e lo Scorpione. Una persona ingenua e poco esperta della disciplina potrebbe chiedersi come mai l’Acquario non stia nei segni d’acqua.

8. LE CASE CELESTI

     Per gli astrologi di professione, oltre ai segni, hanno altrettanta importanza le cosiddette “case celesti”. Vediamo allora di cosa si tratta.

    Osservando il cielo da un determinato punto della superficie terrestre e in un preciso istante si può notare che metà dello zodiaco si trova sopra l’orizzonte e metà sotto: nelle notti invernali si vedono le costellazioni estive (Gemelli, Toro, ecc.), mentre in quelle estive si vedono alte in cielo le costellazioni invernali (Acquario, Capricorno, ecc.). Lentamente, con il passare delle ore notturne, mentre alcune costellazioni tramontano ad ovest altre sorgono ad est ma il passaggio si interrompe quando al mattino il Sole illumina il cielo. Da quel momento le costellazioni non si vedono più ma in realtà alloggiano sulla volta celeste quelle costellazioni che di notte si trovavano sotto l’orizzonte.

    Gli Arabi antichi, esattamente come era stato diviso il cielo in dodici costellazioni, divisero la superficie della Terra in dodici spicchi i quali furono chiamati “case”. Queste, proiettate in cielo, formano dodici settori di 30° ognuno con posizione fissa, detti “case celesti”. A differenza delle costellazioni che lentamente si muovono, metà di queste case appaiono posizionate sempre sopra l’orizzonte e metà sempre sotto e inoltre esse non hanno nome ma vengono indicate da numeri progressivi (da 1 a 12) che si susseguono in senso antiorario. La casa numero uno si trova immediatamente sotto l’orizzonte ad est; ad essa seguono le altre in ordine numerico in modo che la sesta si viene a trovare sotto l’orizzonte ad ovest, mentre la settima, sempre ad ovest, si trova immediatamente sopra l’orizzonte. Dalla settima alla dodicesima casa, a partire da ovest e procedendo verso est, le case si sistemano tutte sopra l’orizzonte.   

    In seguito al moto diurno della volta celeste ogni “casa” viene a contenere porzioni successive dello zodiaco in modo tale che tutti i segni nel corso dell’intera giornata scorrano attraverso le dodici case immobili. I punti di intersezione dei limiti delle case con l’eclittica (cioè con l’orbita percorsa apparentemente dal Sole nel corso di un anno) sono detti “cuspidi”. La cuspide della prima casa corrisponde con l’est dell’orizzonte ed è detta “ascendente” mentre la cuspide opposta, quella che si trova ad ovest, è detta “discendente”. I segni zodiacali attraversati dalle cuspidi al momento della nascita, sono di particolare interesse per l’astrologo.

    L’introduzione delle dodici case ad opera degli Arabi ha complicato notevolmente le cose rispetto allo schema tracciato da Tolomeo nel Tetrabiblos, che era molto più semplice da leggere. Con l’aggiunta operata dagli Arabi, la linea dell’orizzonte determina i punti già ricordati dell’ascendente e del discendente mentre il meridiano celeste individuava i punti detti Medium coeli (“punto medio del cielo” che cade nella costellazione che si trova allo zenit, cioè sopra la nostra testa, al momento della nascita) e Imum coeli (“Fondo del cielo”, un punto che cade nella costellazione che si trova al nadir, cioè nella porzione di cielo opposta a quella dello zenit).

    Una volta individuato l’ascendente, poiché questo coincide con la cuspide della prima casa, è facile poi posizionare tutte le altre nella costruzione dello specifico tema di natività. Astrologicamente parlando, è molto importante il posto occupato dalla prima casa, soprattutto se questa è ricca di pianeti. Le case vengono considerate infatti come una sorta di cammino che l’individuo è destinato a percorrere nella vita e quindi la prima casa indica le direttive principali di questo cammino. Questa prima casa corrisponderebbe pertanto a quello che è il patrimonio genetico di ciascuno di noi, il quale ci renderebbe predisposti a certe malattie che si possono tuttavia evitare o almeno ritardare con l’assunzione di farmaci specifici o con una corretta alimentazione. Gli astrologi sono soliti affermare che “l’astrologia inclina, non costringe: molto dipende dalla nostra volontà”. Forse tutto, ribattono gli scettici.

    Perché l’oroscopo sia completo, l’astrologo deve ancora tener conto della posizione dei pianeti rispetto ai segni e alle case. La posizione dei pianeti sullo sfondo delle stelle influenza determinati settori della vita umana. Ad esempio, i pianeti che al momento della nascita si trovano nella prima casa avranno un influsso particolare sulla persona cui è indirizzato l’oroscopo stesso perché determineranno in modo particolare la sua personalità.

    I pianeti non sono importanti solo per quello che rappresentano in sé, ma anche per i cosiddetti “aspetti”, cioè per le posizioni reciproche che assumono fra di loro e rispetto alle costellazioni e alle case. I Greci, che fra le altre cose furono anche i grandi cultori della geometria, si preoccuparono di dare un valore quantitativo a questi rapporti, cioè di stabilire delle relazioni precise fra le posizioni reciproche dei corpi celesti e gli influssi negativi o positivi che ne potrebbero derivare. Decisero quindi che vi erano alcuni aspetti favorevoli e altri che causavano contrarietà e tensioni. Sarebbero favorevoli i trigoni ossia due pianeti posti a 120° fra di loro e i sestili  ossia pianeti separati da una distanza angolare di 60°; sarebbero invece da considerarsi disarmoniche e quindi malefiche (brutto termine) le relazioni di opposizione e quadratura. Opposizione è quando i pianeti si trovano a 180° uno dall’altro e quadratura quando si trovano a 90° lungo lo zodiaco. Sarebbe invece da considerarsi neutra la congiunzione ossia l’incontro di due pianeti nello stesso segno, a meno che non vi siano altri pianeti in grado di mutare giudizio. Come si vede in questo campo tutto alla fine può essere messo in discussione!

9. I RISCONTRI SCIENTIFICI

     Molte sono le incongruenze scientifiche degli astrologi a cominciare dalla visione geocentrica che essi hanno del Cosmo, ma come vedremo questo non è l’aspetto più grave della loro ignoranza. La visione geocentrica del Cosmo era quella che si immaginava ai tempi in cui le pratiche esoteriche nacquero ma verso la metà del 1500, come tutti sanno, Copernico rivoluzionò il sistema mettendo al centro dell’Universo il Sole e spostando la Terra in posizione periferica.

    Stranamente, questa “rivoluzione delle orbite celesti”, che fu osteggiata un po’ da tutti, a cominciare dalla Chiesa, fu accolta invece con favore dagli astrologi i quali addirittura incoraggiarono la pubblicazione del libro dell’astronomo polacco. Oggi sappiamo che l’Universo ha una struttura ben più complessa di quella immaginata anche fino a pochi anni or sono e che lo stesso sistema solare si è arricchito, in questi ultimi secoli, di nuovi pianeti, di satelliti e di migliaia di pianetini (o asteroidi) distribuiti fra le orbite di Marte e Giove.

    Come abbiamo detto, la rivoluzione copernicana, da un punto di vista fisico, non è così sconvolgente come potrebbe apparire, perché il cambiamento che apportò Copernico fu semplicemente quello di spostare il sistema di riferimento dalla Terra al Sole. Ora bisogna sapere che poiché nell’Universo tutto è in movimento, per poter definire il moto di un oggetto qualsiasi è indispensabile fissare un sistema a cui fare riferimento cioè stabilire rispetto a che cosa questo moto deve essere esaminato.

    A seconda di come si scelga il sistema di riferimento, si ottengono valori diversi degli spostamenti degli oggetti in movimento: quando, ad esempio, prendiamo in esame lo spostamento di un’automobile, consideriamo ferma la Terra, anche se sappiamo che in realtà essa gira su sé stessa e si muove intorno al Sole. Se invece che la Terra, considerassimo fermo il Sole, i movimenti della nostra automobile lungo la strada risulterebbero più complessi, ma non per questo errati. In altri termini, il sistema eliocentrico non deve essere ritenuto più preciso di quello geocentrico, ma solo più comodo; pertanto, il voler ritenere la Terra fissa al centro dell’Universo non è in sé un errore né una scelta che possa portare a risultati inesatti.

     I pianeti, visti dalla Terra, sembrano muoversi seguendo traiettorie contorte mentre in realtà girano intorno al Sole in maniera molto lineare. Ciascuno di questi pianeti segue una propria particolare rotta attraverso le costellazioni dello zodiaco: i Sumeri li vedevano come pecore erranti che si erano allontanate dal gregge. Oltre al moto da ovest ad est, comune a Sole e Luna, ciascun pianeta manifesta anche un moto retrogrado cioè, ad un certo punto del suo cammino, sembra rallentare, fermarsi e tornare indietro, per riprendere, dopo un po’ di tempo, il normale moto verso est.

    Il moto retrogrado è facilmente spiegabile qualora si tenga presente che in realtà tutti i pianeti, compresa la Terra, girano intorno al Sole, però a velocità diversa: più velocemente quelli vicini al Sole, più lentamente quelli lontani. Così, quando ad esempio la Terra sorpassa Marte, che girando su un’orbita più esterna è più lento del nostro pianeta, avviene quello che si nota in autostrada quando l’auto su cui si viaggia sorpassa una che procede a velocità ridotta: quest’ultima sembra andare indietro rispetto allo sfondo più distante del paesaggio. 

     Se quindi il sistema di riferimento non è un problema così determinante come potrebbe sembrare ad un occhio poco esperto, altri sono i motivi di contrasto fra astronomia e astrologia e primi fra tutti il numero, le dimensioni e la posizione delle costellazioni rispetto ai segni zodiacali.

    Abbiamo già accennato al fatto che il numero delle costellazioni presenti sulla fascia dello zodiaco è in realtà di 13 e non di 12. Fra lo Scorpione e il Sagittario, si inserisce infatti la costellazione di Ofiuco (o del Serpentario). Si tratta di una costellazione (fra l’altro molto estesa) che il Sole attraversa nel mese di dicembre e che l’astrologia non prende in considerazione.

    Ad estendere ulteriormente la problematica, intervengono le dimensioni delle costellazioni stesse. Secondo la razionale suddivisione moderna, le costellazioni hanno dimensioni molto diverse e perciò il Sole in alcune di esse resta per un tempo più lungo che in altre, mentre i segni zodiacali hanno tutti la stessa estensione di 30° e pertanto il Sole, in questo caso, impiega tempi pressoché uguali per attraversarli. Si è detto pressoché e non esattamente uguali perché la Terra non percorre un’orbita circolare che la farebbe viaggiare a velocità costante, ma ellittica e quindi gira intorno al Sole a velocità diversa a seconda del punto dell’orbita su cui si trova. Per effetto di questa velocità variabile della Terra, il movimento apparente del Sole lungo l’eclittica avviene anch’esso a velocità variabile.

    Vi è inoltre il problema legato alla precessione degli equinozi che ha avuto come conseguenza lo spostamento dei segni rispetto alle costellazioni. In ogni determinato momento dell’anno, se il cielo non fosse illuminato proprio dalla presenza del Sole, noi vedremmo quest’ultimo proiettato contro una determinata costellazione. Questa costellazione – dicevamo – quando il Sole vi è dentro, non è visibile, ma sei mesi più tardi essa si trova esattamente dalla parte opposta del cielo e quindi la si può osservare di notte. Le costellazioni che appaiono così evidenti nelle notti invernali (ad esempio il Toro con il suo “occhio sanguigno” e le due brillanti stelle dei Gemelli) sono proprio quelle nelle quali il Sole appare proiettarsi in estate.

    Tuttavia l’astrologia non fa riferimento a queste costellazioni reali, ma a quelle, per così dire virtuali, dette segni, tutte quante di uguale ampiezza, che si trovano spostate rispetto a quelle osservabili in cielo a causa della precessione degli equinozi. La cosa interessante è che mentre gli astrologi occidentali per le loro predizioni si appellano ai segni, quelli orientali preferiscono rivolgersi alle costellazioni. Questo vuol dire che alla stessa zona del cielo vengono dati significati diversi e spesso contraddittori dalle due culture. 

    Occorre inoltre osservare che le costellazioni rappresentano gruppi di stelle che sembrano stare vicine le une alle altre solo per un effetto di prospettiva ma che in realtà stanno fra loro a distanze molto diverse, e a volte anche notevoli, tanto da non risentire di alcun richiamo gravitazionale. Esse inoltre hanno nomi di animali e di oggetti che sono frutto esclusivo della fantasia dell’uomo: in cielo non esistono Carri, Tori o Vergini. Inoltre in mitologie diverse dalla nostra, ad esempio in quella cinese o in quella precolombiana, gli stessi raggruppamenti di stelle evocarono alla mente di quelle popolazioni altre associazioni di immagini: cosa che dovrebbe influenzare in modo diverso – rispetto al nostro – l’avvenire di una persona.

    Altro motivo di discordia con le scoperte scientifiche riguarda il numero dei pianeti. L’ astrologia classica non conosceva i pianeti telescopici Urano, Nettuno e Plutone (l’ultimo dei quali fu scoperto solo nel 1930). Per la moderna astrologia nasce così un problema fondamentale: bisogna tener conto dei nuovi pianeti in una ricerca retrospettiva? Ad esempio l’oroscopo di una persona di ottant’anni, nata quindi nel 1924, contiene Plutone o no? Certo è che l’oroscopo che le è stato fatto quando è nata non prevedeva l’influsso di Plutone che tuttavia era in cielo come lo è oggi. La cosa interessante è che molti astrologi orientali non prendono in considerazione l’esistenza dei tre pianeti più esterni al sistema solare nemmeno quando fanno l’oroscopo di un bambino nato ai giorni nostri. Questo significa che se gli astrologi di cultura occidentale hanno ragione nel fornire certe particolari interpretazioni, quelli orientali hanno torto. Entrambi tuttavia dichiarano di avere grande successo.

    Che dire infine delle persone nate a nord del circolo polare artico dove i pianeti per lunghi periodi dell’anno stanno tutti sotto l’orizzonte? Gli abitanti di quelle terre fredde non sarebbero quindi influenzati da questi astri? Se ciò fosse vero una parte, seppur piccola, dell’umanità sarebbe esclusa dalle attitudini particolari dispensate dai pianeti. Marte ad esempio predispone alle abilità sportive, ma se questo pianeta compare in cielo solo raramente come si spiega la presenza in quelle zone di eccellenti sciatori e di sportivi che si distinguono anche in altre discipline? I campioni nascono solo in alcuni periodi dell’anno e non in altri?

10. LE RAGIONI (TUTTE CONTESTABILI) DEGLI ASTROLOGI

     Gli astrologi sostengono che nell’arte (così spesso viene definita la pratica astrologica) da loro esercitata, debbano essere presenti dei valori positivi perché si tratta di un’attività operante fin dall’inizio della civiltà e in ogni luogo della Terra. A ciò i critici ribattono che non è sufficiente che una qualsiasi attività sia conosciuta e messa in atto da tutti i popoli della Terra e in tutte le età perché contenga aspetti positivi: anche la superstizione, la guerra e la schiavitù costituiscono un antico retaggio dell’umanità e tuttavia queste pratiche non hanno in sé nulla di positivo.

    Gli astrologi insistono affermando che, avendo una tradizione tanto lontana nel tempo, l’astrologia debba necessariamente essere portatrice di verità universali. Ma anche le religioni – si fa notare – hanno storie molto antiche e tuttavia ognuna di esse ha proprie verità diverse dalle verità esibite da tutte le altre. Il fatto poi che in tutte le culture si sia praticata l’astrologia non è in sé garanzia di verità. Vi può essere infatti una credenza universale in qualche cosa di falso, come avveniva quando praticamente tutti gli abitanti della Terra credevano che il pianeta su cui poggiavano i piedi fosse piatto e fermo al centro dell’Universo.

    Nemmeno la circostanza che molti scienziati del passato seguissero determinate dottrine e pratiche esoteriche può essere motivo sufficiente per dare una patente di attendibilità a quelle esperienze. Newton era studioso di alchimia, Keplero faceva oroscopi (a pagamento), il naturalista Alfred Russel Wallace, l’ideatore della teoria evoluzionistica assieme a Darwin, credeva nello spiritismo e William Crookes, l’inventore del tubo catodico, era convinto dell’esistenza dei fantasmi. Ma cosa vuol dire? Il fatto che uno scienziato presti fede ad una certa dottrina o religione non significa che quella dottrina o religione debba essere vera. Per ogni eminente scienziato fautore di una certa convinzione se ne può trovare un altro contrario. Antonino Zichichi, ad esempio, fisico famoso in tutto il mondo, ritiene che il secondo millennio si sia concluso alla fine del 1999 (sull’argomento egli ha scritto anche un libro), ma molti altri scienziati (e non solo loro) ritengono che l’affermazione del collega sia falsa.

    Qualcuno di questi singolari personaggi sostiene anche che l’astrologia sia una vera e propria scienza basata su secoli di osservazioni compiute da antichi studiosi. Per analizzare questa affermazione bisognerebbe prima stabilire cosa si intenda per scienza. La definizione di questa attività del pensiero data da un astronomo sarà sicuramente molto diversa da quella fornita da un astrologo. Non basta infatti osservare i fenomeni naturali per fare della buona scienza. Il metodo scientifico moderno procede infatti attraverso una serie di tappe che comprendono la sperimentazione, l’identificazione di leggi naturali, l’organizzazione di queste leggi all’interno di teorie di carattere generale e infine la verifica delle capacità di previsione delle teorie stesse. Di tutto ciò non è traccia nel metodo con cui gli astrologi sviluppano la loro “scienza”.

    Gli astrologi non si danno per vinti e fanno notare che, come il Sole e la Luna esercitano un influsso sul nostro pianeta in modo tanto evidente, altrettanto potrebbero fare sulle vicende umane. Ora è vero che la radiazione solare consente la vita sulla Terra (ma questo non lo dicono solo gli astrologi) e che senza di essa il nostro pianeta sarebbe un corpo morto ed è vero anche che la Luna, con la sua forza gravitazionale, solleva il mare determinando il fenomeno delle maree. Questo tuttavia non significa che Sole e Luna debbano influenzare il carattere e il destino dell’uomo e ancor meno che lo possano fare i pianeti e le stelle.

    La scienza è consapevole che dallo spazio piovono sulla Terra radiazioni di ogni genere, alcune visibili come la luce e altre invisibili come i raggi cosmici, le onde radio e le radiazioni ultraviolette. Tutte queste emissioni di energia influiscono sui corpi materiali a volte producendo conseguenze anche gravi sugli organismi viventi: un eccesso di raggi ultravioletti ad esempio può provocare il cancro. Ma quello che non si capisce è il motivo per il quale queste radiazioni dovrebbero influire sugli affari o sulla vita amorosa di una persona.

    Lo scienziato si rende perfettamente conto di non conoscere tutte le leggi di natura e di non essere in grado di comprendere fino in fondo i segreti che la natura stessa nasconde al suo interno: ciò tuttavia non lo autorizza a sostenere che, poiché la conoscenza del mondo è limitata e incompleta, “tutto può essere” e “qualsiasi cosa può accadere”. Proprio perché siano evitate affermazioni tanto generiche e insensate, la scienza si è posta dei limiti e si è data delle regole. Si è deciso ad esempio che all’interno del metodo scientifico della ricerca abbiano validità solo quelle affermazioni che possono essere controllate e verificate per mezzo di esperimenti i quali devono poter essere condotti da chiunque lo desideri e senza dover fare ricorso ad abilità particolari che solo pochi possiedono.

    La scienza inoltre, a differenza di altre discipline, non ci è stata tramandata bella e pronta così come oggi la conosciamo ma è frutto di studio e di ricerca. Essa si è sviluppata gradualmente e ancora oggi, nonostante gli enormi progressi, è ben lungi dall’essere completa: perfezionamenti, modifiche e aggiunte sono tuttora in corso e molte delle nuove conoscenze, qualora non dovessero superare la prova della verifica sperimentale, saranno scartate.

    Gli astrologi invece accettano ogni cosa acriticamente e piuttosto che rifiutare quelle credenze astrologiche che si rivelano incompatibili con la realtà, le aggiungono alle altre fino a creare una vastissima quantità di regole molto spesso in contraddizione fra loro. Questo atteggiamento fa venire alla mente il travaglio cui fu sottoposto il modello geocentrico di Universo quando, per giustificare alcune nuove osservazioni, si era costretti ad aggiungervi ulteriori circoli e ingranaggi. Il modello divenne talmente complicato e farraginoso da convincere gli astronomi che non poteva essere vero e infatti fu scartato e sostituito con uno molto più semplice e lineare.

    A conferma dell’incoerenza e della superficialità che contraddistingue questi bizzarri personaggi citiamo una vicenda accaduta alcuni anni fa. Ad una decina di astrologi, invitati ad una trasmissione televisiva, fu chiesto di fare una previsione, utilizzando i dati astrologici in loro possesso, sul futuro di un noto presentatore che da poco si era sposato. Tutti questi maghi avevano previsto nel futuro del personaggio televisivo grande successo, la conduzione a breve di un importante programma e altre cose molto generiche, ma alcuni di loro avevano previsto anche la nascita di un figlio entro l’anno o al più tardi entro l’inizio di quello successivo. Ora, indovinare che una persona appena sposata possa avere un figlio entro breve termine è una previsione che non dovrebbe essere molto difficile, né particolarmente impegnativa, ma tre di loro si sono voluti spingere oltre sbilanciandosi sul sesso del bambino e allora in due hanno previsto l’arrivo di un maschietto e il terzo di una femminuccia. Non sappiamo come sia andato a finire il matrimonio del noto presentatore né se abbia effettivamente avuto un figlio ma anche senza aspettare gli eventi fin da subito, si poteva dire che almeno uno degli astrologi si era sbagliato sul sesso del nascituro.

    In modo analogo si comportano chiromanti e veggenti i quali si distinguono dagli astrologi perché anziché riferirsi alla disposizione degli astri in cielo lavorano direttamente sul cliente. Alcune truffe sono state smascherate di recente dalla trasmissione satirica “Striscia la notizia” la quale ha mostrato che questi maghi indovinano solamente quello che la persona interessata dice loro: se una persona li informa che il marito è morto, loro parlano con il morto, se confessano di avere un tumore loro parlano del tumore e così via per tutte le altre informazioni che ricevono dall’interessato, più o meno inconsapevolmente, prima e durante il colloquio.

    Alcuni di questi personaggi sono dei veri e propri ciarlatani che sanno benissimo di mentire, altri forse sono degli illusi che credono davvero di avere dei poteri particolari. In tutti i casi si tratta di individui molto abili nel cogliere le reazioni involontarie del loro cliente, reazioni che si manifestano attraverso espressioni del viso o contrazioni dei muscoli del corpo. È il cliente stesso in altre parole a guidare il veggente il quale ha successo perché è un attento osservatore, un bravo psicologo ed un abile affabulatore.    

11. LE RAGIONI (TUTTE RIGOROSE) DEGLI SCETTICI

    Vediamo ora quali sono le ragioni contrarie alle profezie degli astrologi addotte dagli scettici. Innanzitutto essi osservano che molto spesso sono proprio i fatti che smentiscono le previsioni azzardate da questi personaggi con grande disinvoltura e sicumera. Sarebbe troppo facile e anche inutile fare un elenco degli abbagli che hanno folgorato gli indovini in ogni tempo, così come sarebbe facile fare l’inventario di tutti gli eventi importanti e di interesse mondiale che non sono stati previsti da nessuno di loro. La caduta del muro di Berlino, la morte di lady D, l’abbattimento delle torri gemelle di New York, il crack della Parmalat sono fatti che nessun astrologo aveva previsto. Le migliori previsioni spesso sono state fatte dopo che l’evento era accaduto; d’altra parte anche il fisico danese Niels Bohr (noto per le sue ricerche sulla struttura atomica) diceva che “le previsioni sono molto difficili, specialmente quelle che riguardano il futuro”.

    L’insuccesso delle predizioni è però solo l’aspetto più immediato ed evidente della non scientificità dell’astrologia. In genere accade esattamente l’opposto: le previsioni sono talmente vaghe e imprecise, generiche e ambigue da potersi adattare a qualsiasi evento. Inoltre, essendo spesso contraddittori i pronostici emessi da diversi astrologi sulla base dello stesso oroscopo, è evidente che la probabilità che un certo evento si verifichi non è superiore a quella degli eventi puramente casuali: c’è sempre qualcuno che pronostica il nome della squadra che vincerà il campionato, ma per indovinare il nome del vincitore del torneo di calcio non occorre essere maghi.

    Questi personaggi parlano di influssi astrologici senza chiarire di cosa si tratti. La scienza conosce effettivamente quattro tipi di influssi che si esercitano fra le entità materiali: essa li chiama interazioni (o forze). Due di queste interazioni agiscono all’interno dei nuclei atomici e prendono il nome di interazione nucleare debole e interazione nucleare forte. Le altre due sono la gravitazionale e l’elettromagnetica.

    La forza gravitazionale è quella che attrae i corpi materiali e quindi ad esempio impedisce al sistema solare di disgregarsi, ci tiene incollati al suolo e consente alla Luna di creare le maree. L’effetto di attrazione gravitazionale dei pianeti sulla Terra è invece insignificante a causa della loro massa relativamente piccola e soprattutto dell’enorme distanza a cui si trovano: la forza gravitazionale va infatti diminuendo di intensità con il quadrato della distanza. Ad esempio Saturno, che si trova 20 volte più lontano di Marte, attira a sé gli oggetti che stanno sulla Terra con una forza che è 400 volte minore di quella già debolissima esercitata dal pianeta rosso. Inoltre lo stesso pianeta, ad esempio proprio Marte, può trovarsi dalla stessa parte in cui si trova la Terra rispetto al Sole o dalla parte opposta: in quest’ultimo caso la sua attrazione diminuisce di 25 volte rispetto alla situazione più favorevole, ma per gli astrologi i pianeti agiscono sempre con ugual forza sia che si trovino vicino sia che si trovino lontano dalla Terra.

    Se effettivamente esistesse un qualsiasi effetto dell’attrazione gravitazionale su di un bambino al momento della nascita, i fisici hanno calcolato che quella della levatrice o del medico che gli sta vicino sarebbe sicuramente maggiore rispetto alla forza esercitata da Marte o da qualsiasi altro corpo celeste. Se poi esistesse un influsso di tipo elettromagnetico quello delle lampade accese in sala parto sarebbe ancora una volta di gran lunga maggiore dell’energia prodotta dal Sole e dalle altre stelle.

    Gli astrologi affermano che potrebbero esistere anche altre interazioni che noi non conosciamo. Certamente, le interazioni potrebbero essere cinque, sei, sette o addirittura mille, ma dove sono? Come si può fare per osservarle? Dal punto di vista della scienza (e non solo) se una cosa non può essere osservata e non può in qualche modo mostrare i suoi effetti, non ha senso parlarne. Uno può anche dire che le Dolomiti siano fatte di diamanti, ma che senso ha un’affermazione del genere se tutti vedono che quelle montagne sono fatte di roccia comune? Certo è che se una persona insistesse nel dire che lui vede le Dolomiti tempestate di diamanti non ci sarebbe modo di smentirla, ma che valore può avere una affermazione tanto strampalata?

    Inoltre se l’influsso di tipo astrologico invocato da questi personaggi non fosse di natura fisica, dovrebbe trattarsi di qualche cosa di assai strano che costringerebbe gli scienziati a modificare radicalmente i modelli e le teorie di cui fanno uso per descrivere i fenomeni naturali. Questo ipotetico influsso, evidentemente, non dovrebbe dipendere da alcuna caratteristica nota degli oggetti materiali, ma allora, se così fosse, dove andrebbe a finire la tanto sbandierata “scientificità” dell’astrologia?

    Quando gli astrologi parlano degli influssi che agirebbero sulle persone, non si rendono conto di apparire ridicoli. Per loro le persone “solari” sono quelle che avrebbero i favori del Sole mentre quelle lunatiche sarebbero indotte ad un comportamento volubile dalla presenza della Luna nel loro segno; Marte, come abbiamo detto, predisporrebbe ad attività marziali quindi ad esempio allo sport o alla vita militare, mentre Giove ovviamente comunicherebbe giovialità e quindi favorirebbe una carriera in campo artistico. Appare infine inutile segnalare a quale attività inclinerebbe Venere.

    Una prova inconfutabile contro l’astrologia è offerta dagli oroscopi dei gemelli. I gemelli, come si sa, possono essere monovulari o biovulari: i primi hanno caratteri fisici pressoché identici mentre i secondi possono essere anche molto diversi fra loro ad iniziare dal sesso. Ebbene l’astrologia non è in grado di distinguere, né potrebbe farlo, nella compilazione dell’oroscopo fra i due casi trattandosi di persone nate nello stesso luogo e nello stesso tempo. Essa inoltre non riesce a spiegare come mai i gemelli possano avere a volte destini tanto diversi. È capitato ad esempio che uno dei due sia morto in giovane età a causa di un incidente, per esempio investito da un’auto, mentre l’altro sia giunto ad una serena vecchiaia.

    A lungo si è discusso anche, fra gli addetti ai lavori, se fosse più opportuno riferirsi alla data del concepimento piuttosto che a quella del parto. Alla fine gli astrologi (ma non tutti) hanno convenuto che, per comporre le loro previsioni, debba essere impiegato il momento della nascita e non quello del concepimento in quanto, con la nascita – essi dicono – si avvia la vita autonoma del bambino che in precedenza era strettamente legata all’esistenza della madre: una visione piuttosto elementare di un processo evolutivo che oggi sappiamo iniziare con l’unione dello spermatozoo all’ovulo.

    Quello che convince il grande pubblico è l’analisi retrospettiva degli oroscopi natali: per esempio i nati sotto il segno del Leone si distinguono per un certo senso di superiorità, si sentono invincibili e fieri e cercano spesso di primeggiare. Una lista di nomi famosi, nati sotto questo segno, sarebbe la prova di questa asserzione. Fra i tanti nomi si possono annoverare quelli di Napoleone Buonaparte, Benito Mussolini, Camillo Benso conte di Cavour e Salvatore Quasimodo. Una persona nata sotto questo segno dovrebbe sentirsi lusingata di essere accostata a personaggi tanto importanti e di successo, ma se si riflette sulla fine ingloriosa di taluni, e soprattutto sul fatto che si potrebbe fare una lista altrettanto completa di uomini di successo nati sotto un qualsiasi altro segno, gli entusiasmi iniziali si smorzano.

12. CONCLUSIONI   

    La scienza ha dimostrato, attraverso prove incontrovertibili, che l’astrologia non ha alcun fondamento scientifico: il nostro futuro risiede in noi stessi e non negli astri.

    Ora, se la ricerca fondata su basi scientifiche ha stabilito che il nostro carattere e la nostra personalità sono frutto della mescolanza di fattori ereditari, culturali e sociali, che peso potrebbe avere sulla natura e sul modo di essere di ciascuno di noi un piccolo influsso di tipo astrologico, anche qualora questo labile effetto aggiuntivo realmente ci fosse? Inoltre, se è vero come sembra, che la maggior parte delle persone è convinta che l’astrologia abbia scarsa validità e che le cose dette dagli astrologi siano tutte sciocchezze, come mai questa antica forma di conoscenza priva di riscontri oggettivi ha ancora tanti seguaci anche fra persone intelligenti e dotate di buon senso? Possiamo azzardare una risposta.

    Innanzitutto bisogna osservare che l’astrologia si presenta come una scienza vera e propria e la scienza, nell’immaginario collettivo, è una di quelle attività del pensiero che dà maggiori garanzie di serietà e imparzialità. Essa inoltre usa termini come “trigono” o “Imum coeli” dal suono e dal significato altisonante e un po’ misterioso che potrebbero assomigliare a quelli in uso nel mondo scientifico. Inoltre, per darsi un tono di rigore e precisione, indispensabile in qualsiasi attività di natura scientifica, l’astrologia fa largo uso della matematica ed esige la massima meticolosità e precisione nella presentazione dei dati necessari alla compilazione dell’oroscopo. L’astrologo in genere non si accontenta semplicemente della data e del luogo di nascita del suo cliente, ma pretende un certificato anagrafico (o meglio ancora un estratto dell’atto di nascita) da cui risultino ben chiari l’ora, il giorno, il mese, l’anno e il luogo di nascita, e possibilmente anche il minuto e la via della città. In aggiunta a ciò egli utilizza il computer e tutte le più moderne e sofisticate tecniche di calcolo che applica su dati estratti da tabelle ufficiali fornite da istituti scientifici di ricerca. In realtà, come abbiamo detto, nessuno mette in discussione il valore dei calcoli in questione e la precisione con cui detti calcoli vengono effettuati: ciò che non convince è il commento che accompagna il grafico così ottenuto.

    Gli astrologi si difendono dall’accusa di praticare una pseudoscienza che fornisce interpretazioni del tutto arbitrarie che non possono in alcun modo essere sottoposte a verifica sperimentale sostenendo che, in fondo, l’astrologia non manca di efficacia e che spesso le loro previsioni sono esatte. In realtà l’astrologia non è affidabile e nessuna relazione è stata mai riscontrata tra la posizione degli astri al momento della nascita e le caratteristiche individuali o la tendenza del soggetto a seguire determinate carriere. Al contrario, è stato provato, con accurate analisi statistiche, che le probabilità che un evento previsto astrologicamente si verifichi concretamente non è superiore a quello degli eventi puramente casuali. Eppure gli astrologi sono sempre lì a vantarsi dei loro successi.

    Quasi tutte le sere si affaccia in televisione una maga che passa il tempo a dire sciocchezze e banalità di ogni genere che tendono all’autocompiacimento di sé stessa. Non è fuor di luogo chiedersi quanto spenda questo personaggio per occupare per lunghe ore lo spazio televisivo di una TV privata e quanto guadagni grazie alla pubblicità ottenuta illudendo la povera gente. Quanto paga di tasse?

    Come tutti sanno, qualsiasi cosa si cerchi di indovinare a caso, all’interno di una moltitudine di eventi possibili, esiste sempre una possibilità, per quanto remota, che quella condizione effettivamente si verifichi. È difficile indovinare un terno secco al lotto e tuttavia vi sono persone che vincono i terni e anche il superenalotto. Ma evidentemente la stragrande maggioranza dei giocatori non vince niente come la maggioranza delle previsioni astrologiche sono smentite dai fatti. Tuttavia gli astrologi non parlano mai delle perdite, mostrano sempre e solo la schedina vincente.

    Non possiamo esimerci dal denunciare che una grande fetta di responsabilità sulla diffusione delle pratiche astrologiche è a carico dei mass-media. Gli organi di informazione, in generale, prendono troppo sul serio l’astrologia pubblicando giornalmente l’oroscopo come se si trattasse di una informazione di pubblica utilità. Delle centinaia di testate giornalistiche che ogni giorno si trovano in edicola solo pochissime (e fra queste per fortuna alcune di quelle a maggiore diffusione come ad esempio il “Corriere della sera”) non pubblicano l’oroscopo. È chiaro che molte persone pensano che i mezzi di informazione (compresa TV e radio) non conterrebbero gli oroscopi se in essi non vi fosse un fondo di verità.

    Di recente (7 gennaio 2004) l’UAI (Unione Astrofili Italiani) ha inviato alla stampa una lettera aperta sull’eccessiva diffusione dell’astrologia nei mezzi d’informazione al fine di frenare il dilagare degli oroscopi sui giornali e alla TV. La cosa singolare è che alcuni giornali hanno aderito all’iniziativa pur continuando a pubblicare gli oroscopi esattamente come facevano prima. D’altra parte gli stessi astrologi sono d’accordo nel dire che gli oroscopi che compaiono sulla carta stampata o che vengono letti alla radio e in TV sono falsi. Ma allora ci si chiede: chi li fa questi oroscopi?

    Le televisioni poi concedono largo spazio agli astrologi che pubblicizzano liberamente i loro “prodotti” in evidente violazione delle leggi a tutela dei consumatori. Queste leggi, come è noto, puniscono la pubblicità ingannevole e sleale: perché l’autorità non interviene in questi casi? Alcuni talk-show televisivi hanno spesso tra i loro ospiti gli astrologi, ai quali viene dato credito e dignità anche superiore a quella che viene normalmente riservata agli scienziati, le cui affermazioni vengono spesso accolte dagli interlocutori con meraviglia, incredulità e malcelati sorrisi d’indulgenza, mentre gli astrologi, in genere, sono ascoltati con molta attenzione e serietà, essendo ad essi riservati un gradimento e una fiducia come se stessero rivelando chissà quali verità.

    Il successo dell’astrologia sta nel fatto che le affermazioni degli astrologi in generale sono vaghe e imprecise, generiche e ambigue tanto da potersi adattare a qualsiasi persona e a qualsiasi circostanza. Quante volte si sono lette o sentite fare da questi personaggi affermazioni del tipo: “Siete uno spirito libero e sensibile”; ora, chi di noi non si sente uno spirito libero? Oppure “Chiedete di più a voi stessi” un avvertimento che più che una previsione sembra un consiglio.

    Infine vi è ancora da fare un’ultima riflessione di carattere generale. È sotto gli occhi di tutti che le scoperte scientifiche hanno consentito in questi ultimi tempi di far compiere all’umanità un salto nella qualità della vita come mai si era verificato in passato, tuttavia la scienza non riesce a coprire tutto lo spettro delle esigenze umane. Vi sono aspetti spirituali e problemi umani e familiari che si affacciano quotidianamente sulla scena e che la scienza non è in grado di risolvere. Ebbene, proprio là dove la scienza tace invadono il campo l’astrologia e altre simili credenze. Nel terzo millennio ormai avviato vi è ancora qualcuno che si ostina a leggere gli oroscopi e a lasciarsi suggestionare da essi. Se questo fosse solo un gioco non ci sarebbe niente di male, ma molti pensano che la risposta alle domande su di sé e sul proprio futuro si trovi fra gli astri: è un tipico esempio di imbroglio di sé stessi in perfetta buona fede.

    Guardando quindi l’astrologia anche dalla parte del produttore oltre che da quella del consumatore, si viene a scoprire che si tratta di un mestiere facile da praticare e per il quale non servono titoli accademici né studi troppo impegnativi. All’astrologo è sufficiente un atteggiamento impeccabile e un eloquio disinvolto e veloce attraverso il quale egli possa dare l’impressione al suo cliente di essere sicuro dell’informazione che gli sta fornendo. Egli inoltre espone (ma in realtà tiene nascoste) le sue pratiche divinatorie in una atmosfera adatta a catturare l’attenzione e la fiducia dell’interlocutore.

    Concludiamo con un’amara considerazione. Se non fosse tanto diffuso l’analfabetismo scientifico nessuno si rivolgerebbe alle stelle con l’illusione di ricevere da esse un aiuto per risolvere i propri problemi e gli astrologi non farebbero guadagni enormi. Si mediti sul fatto che mentre gli scienziati non guadagnano un euro in più se aumenta il numero di coloro che “credono” nella fisica, nell’astronomia o in qualsiasi altra disciplina scientifica, gli astrologi, e i maghi in genere, guadagnano cifre proporzionali al numero di coloro che confidano nei loro “straordinari” poteri.

 fine


Ricerca dell’università danese di Aarhus su quindicimila individui


Segni zodiacali e personalità è dimostrato: nessun legame


LUIGI BIGNAMI

(Repubblica 26 aprile 2006)


ROMA — Uno dei più importanti studi mai realizzati sulle possibili relazioni tra la personalità di un individuo e la sua data di nascita ha dimostrato che non vi è alcunché di reale. In altre parole i flussi astrali che influenzerebbero gli uomini alla nascita, come sostiene l’astrologia, non hanno nulla di concreto su cui fare affidamento. Essere dell’Ariete o del Toro o del Capricorno non ha nulla a che vedere con il proprio carattere o le tendenze artistiche o altro ancora. Spiega Peter Hartmann, il ricercatore dell’Università danese Aarhus che ha diretto la ricerca e che pubblicherà i risultati sul prossimo numero di “Personality and Individual Differences”: «Il nostro studio ci permette di affermare che gli oroscopi che leggiamo ogni settimana non hanno alcun riscontro nella realtà e tra un oroscopo e un fumetto c’è più verità nel secondo». Hartmann ha condotto un’analisi statistica approfondita sulle possibili connessioni astrali in oltre 15.000 individui. Le persone sono state scelte facendo ricorso a due fonti diverse. Da un lato sono state prese in esame le informazioni sull’intelligenza e la personalità in rapporto alla data di nascita dei veterani della guerra del Vietnam. In secondo luogo sono state analizzate le stesse caratteristiche dei giovani tra i 15 e i 24 anni che nel 1979 gli Stati Uniti studiarono approfonditamente per conoscere lo stato della propria gioventù.
Il ricercatore ha preso in esame oltre 100 caratteristiche della personalità di ciascun individuo, dalle qualità più comuni come i desideri sociali o la predisposizione per l’arte a quelle più complesse come l’estroversione o lo psicoticismo. La sua premessa era che se avesse riscontrato un’identità di caratteristiche almeno nel 5% degli individui esaminati, questo avrebbe avuto un valore scientifico. Mentre questa identità si è verificata solo nel 2% dei casi. 
Recentemente un altro ricercatore australiano, Geoffrey Dean, aveva condotto una ricerca simile, seguendo tuttavia, un’altra strada. Egli aveva preso in esame la personalità di 2.000 persone nate nell’arco di pochi minuti per verificare se esse assomigliavano almeno a grandi linee una volta adulte.il risultato, pubblicato sul Journal of Consciousness Studies è giunto alla medesima conclusione della ricerca di Hartmann: non c’è alcuna relazione tra segno zodiacale e personalità di un individuo.

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