Fisicamente

di Roberto Renzetti

Questa commedia di Bruno (del 1582) è nota per il suo irridere alle arti magiche ed alla vanità delle superstizioni (atto I, scena XI). Vengono indagate “le ragioni della felicità del sapiente che, oltre alla superficie delle cose che scorrono incessantemente, sa guardare alla sostanza, una, immutabile, eterna … In questa opera, il linguaggio filosofico si affianca  al linguaggio alchemico, a quello pedantesco, a quello dell’amore, … Questi, a loro volta, si intrecciano al linguaggio dei ladri, delle prostitute, dei lenoni, della vita quotidiana in tutte le sue forme, compresa quella del gioco… La realtà del Candelaio è strutturalmente mossa dalla <fortuna traditora>, e da un primato incotrastato del denaro che prescinde da qualsiasi virtù … Ma non c’è alcun rapporto tra virtù e denaro, fra avere e meritare. Al fondo, il mondo della commedia è segnato da una scissione fondamentale tra essere ed apparire, tra possesso e virtù, fra azione e giudizio” (M. Ciliberto).

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