Fisicamente

di Roberto Renzetti

Bush nella “banda del buco”
La Enron, un anno fa era la  7azienda Usa e aveva un fatturato di 100 miliardi di dollari (tre volte la Fiat).
Due mesi fa è fallita. Molte migliaia di lavoratori hanno già perso il posto di lavoro e 15.000 di loro hanno perso anche la pensione per il fallimento dei fondi privati.
E’ una perdita, per i lavoratori, di circa un miliardo di dollari.
19 alti dirigenti della Enron hanno invece incassato 1,1 miliardi di dollari fra il 1999 e l’agosto del 2001: poco prima di ammettere gigantesche irregolarità di bilancio, avevano venduto in Borsa grossi quantitativi di azioni Enron che detenevano personalmente.
 Il presidente Lay, in tre anni, ha incassato 180 milioni di dollari.
Nello stesso giorno in cui sono stati licenziati 4mila lavoratori, sono stati versati 55 milioni di dollari a 500 dipendenti privilegiati.
“Il tracollo della Enron, con i suoi grandi finanziamenti ai partiti e soprattutto (ma non solo) ai repubblicani ha creato imbarazzo alla Casa Bianca, dove sia il presidente George W. Bush che il vicepresidente Dick Cheney vantano rapporti di lunga data con il presidente Enron Kenneth Lay. 
Bush è stato governatore del Texas (Enron ha la sede a Houston), e ha lavorato ed ha interessi nel settore energetico e quello petrolifero in particolare. E il padre pure.
“Bush nel corso di molteplici campagne politiche avrebbe ricevuto oltre mezzo milione di dollari targati Enron”.
I vertici di Enron hanno contribuito finanziariamente, in modo massiccio, alla campagna elettorale del Presidente George W. Bush, tanto da risultare primi nella classifica delle maggiori donazioni”.
“I rapporti erano tali che, secondo il «Washington Post», il presidente chiamava Lay con una serie di soprannomi, tra cui «Kenny boy»” (IlSole24ore,12-1-02).
Lay è stato uno dei grandi finanziatori delle campagne politiche dell’ex governatore del Texas, senza disdegnare però neppure fondi a candidati democratici: nell’insieme avrebbe donato a politici statunitensi 800mila dollari tra il 1999 e il 2001. 
“Con il presidente Usa si è incontrato la scorsa primavera durante una raccolta fondi per la fondazione della madre Barbara Bush“.
 Bush ha precisato di non aver avuto contatti con la Enron, ma solo «nelle ultime sei settimane». 
Jeffrey Skilling, vice di Lay, nel 1992 fece il presidente del comitato per la rielezione di George Bush padre.
“Molti stretti collaboratori dell’attuale presidente Bush sono stati manager della Enron, o consulenti a libro paga della medesima azienda: 
la lunga lista include il capogabinetto della Casa Bianca il capo dei consiglieri economici
“Quello che è emerso … è il ruolo francamente inquietante che i vertici della Enron hanno avuto nel dettare, dopo l’elezione presidenziale del 2000, la politica energetica degli Stati Uniti”.
“Il vicepresidente Dick Cheney (lui stesso un ex manager dell’industria petrolifera) ha guidato personalmente la definizione del nuovo piano energetico attraverso una serie di riunioni con “esperti”, la cui identità è stata lungo circondata da un alone di mistero. Solo due mesi dopo il crack della Enron, e dopo la recente istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, è venuto fuori con chiarezza che Cheney prendeva le sue decisioni fidandosi quasi esclusivamente dei dirigenti Enron“.
“La Casa Bianca nelle scorse ore ha ammesso che il top management di Enron si è incontrato sei volte con il Vicepresidente Dick Cheney e il suo staff. Durante gli incontri sarebbero state discusse questioni inerenti ai temi del mercato dell’energia. L’ultimo meeting si sarebbe svolto il 10 ottobre 2001, appena sei giorni prima dell’emersione delle crepe nei conti della società”. 
Bush ha nominato come capo dell’authority per l’energia il candidato della Enron.
Il numero uno della Sec (la Consob americana) ha avuto rapporti professionali con Arthur Andersen, la società di revisione che ha approvato i bilanci Enron”.
“La Arthur Andersen … solo nei giorni scorsi ha ammesso di aver dato istruzioni alla squadra dei revisori di distruggere una quantità enorme di documenti contabili“.
Sul crack della Enron ci sono inchieste penali e sono già state istituite 8 commissioni di indagine parlamentari e governative.
“Le commissioni parlamentari cominciano a lavorare anche se molti deputati e senatori hanno dovuto ricusarsi per aver ottenuto fondi … dalla Enron.
 “Il ministro della Giustizia John Ashcroft, che in passato aveva a sua volta ricevuto fondi Enron, non prenderà parte all’inchiesta”.
“250 membri del Congresso, sia democratici sia repubblicani, avrebbero ricevuto ingenti contributi dalla Enron”.
Il senatore democratico Charles Schumer, ad esempio, avrebbe ricevuto dalla Enron contributi elettorali per 23mila dollari .
i due senatori che avrebbero ottenuto le cifre maggiori sono i texani Kay Bailey Hutchison con 99.500 dollari e il senatore Phil Gramm, con 97.350 dollari.
Fra gli azionisti ci sarebbero stati Donald H. Rumsfeld, segretario al PentagonoKarl Rove, il consigliere sull’immagine di BushLinda Fisher sottosegretario all’ambientePeter Fisher, sottosegretario al Tesoroil capo negoziatore commerciale americano, l’ambasciatore Robert Zoellickil capo economista Larry Lindsay e Thomas White, il segretario per l’esercito ex vicepresidente della Enron che aveva titoli per un valore fra i 50 e i 100 milioni di dollari.
“Molti avrebbero venduto sul mercato al momento (giusto !) di assumere il loro incarico per evitare i conflitti di interesse. Incassando molto prima del fallimento”  (IlSole,13-1-02)
“Personaggi autorevoli del partito democratico, come l’ex segretario al Tesoro Bob Rubin … avrebbero chiamato funzionari del dicastero per chiedere di esercitare la loro influenza sulle agenzie per la valutazione del credito”.
Rubin è oggi il numero due del gruppo Citigroup, una delle banche più esposte nei confronti dell’ex colosso energetico”.
Rubin ha tra l’altro uno “stipendio” di 21 miliardi al mese.
“Il presidente dell’azienda, Kenneth Lay, aveva fatto appello anche al governatore della Federal Reserve Alan Greenspan perché aiutasse la società a superare la crisi esplosa davanti ai bilanci truccati”.
Che cos’era davvero la Enron? Un gigante nella produzione e nell’intermediazione dell’energia che ha promosso una deregulation selvaggia grazie alle sue amicizie politiche? Una dot.com della New Economy che ha organizzato su Internet la più grande Borsa virtuale di futures e opzioni? Un gigantesco hedge fund, sul modello del famigerato Ltcm?
O un’associazione a delinquere?”.
 Tutt’e quattro queste risposte contengono una parte di verità. Compresa la quarta”.
(FEDERICO RAMPINI, Affari & Finanza 14-1-02)

Enron, che era stata fondata nel 1995 e che poco prima del dissesto contava 20mila dipendenti, molti dei quali licenziati nelle settimane immediatamente successive, prima del crack era il principale trader mondiale di gas naturale e il primo produttore di energia elettrica degli Stati Uniti.
“Tra le altre commodities scambiate sul sistema online di Enron erano presenti anche carbone, cellulosa, plastica, metalli e banda di trasmissione su fibre ottiche.

“Il 2 dicembre scorso la società di Houston fu costretta ad ammettere il dissesto dei propri conti e a chiedere l’inserimento nell’amministrazione controllata insieme a 19 delle sue controllate, in base al Capitolo 11 della legge fallimentare statunitense. 

Sono stati segnalati debiti non garantiti per 7,36 mld $: più esposte CitibankBank of New York e Chase Manhattan Bank

L’azienda texana nel 2000 era giunta al settimo posto nella classifica Fortune 500 ed era il simbolo della privatizzazione e deregolamentazione nell’energia prima di bruciare quasi 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

cobasalfaromeo,15-1-02

DOPO IL CASO ENRON
15-1-02

“Usa, sotto shock il sistema previdenza”

“Lo scandalo Enron in America rischia di assumere enormi proporzioni” (IlSole24ore,15-1-02).

Il 3 dicembre 2001, un «lunedì nero», “la Enron annunciò dal suo quartier generale di Houston ondate di licenziamenti“.
“Ma la perdita del posto di lavoro non è stato l’unico colpo inferto dall’improvviso tracollo, tra accuse di truffe e irregolarità di bilancio, della settima azienda americana, simbolo della deregolamentazione energetica e dei successi azionari degli anni Novanta”.

“In un batter d’occhio, accanto al salario, sono svaniti anche centinaia di milioni di dollari di risparmi pensionistici aziendali dei dipendenti investiti nei piani 401k :
il precipitare del titolo dai massimi di quasi 90 dollari a pochi centesimi di dollaro ha azzerato questi piani, carichi di titoli Enron…” (IlSole24ore,15-1-02). Da diverse settimane il crack domina le prime pagine dei giornali statunitensi.
E si parla dei drammi personali, come quello di Allan Sommers, che lavorava alla Enron solo da due anni, e che si è trovato non solo disoccupato ma anche senza pensione perchè aveva “trasferito in un 401k targato Enron al 100% anche i risparmi ereditati da precedenti impieghi“. “Le proporzioni della debacle hanno aperto un immediato dibattito sulla riforma del sistema previdenziale, che accanto alla pensione pubblica del “social security” fa sempre più leva su piani di risparmio individuali esposti al mercato”.
401K
Sono fondi pensione individuali.
I soldi sono in mano al padrone.
Teoricamente il lavoratore può dire direttamente al gestore del fondo (finanziarie) quali azioni vendere o comprare, giocandosi così da solo ogni giorno in Borsa la propria vecchiaia.
Nella realtà -come alla Enron- il lavoratore era obbligato a tenersi le azioni del proprio padrone perchè altrimenti questi non avrebbe più versato la sua parte di contributi sul 401k. “In media i lavoratori americani riversano tra il 5 e l’8% del salario in questi piani, con un variabile contributo aziendale”. I 401k hanno compiuto vent’anni nel 2001, e oggi contano su 1.800 miliardi di dollari (4 milioni di miliardi di lire) di attività e 42 milioni di investitori” (IlSole24ore,15-1-02).

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