Fisicamente

di Roberto Renzetti

IL MIGLIORE DEI NEMICI 

Infatti, vi è abbondanza di prove indiziarie che indicano che bin Laden possa aver avuto qualcosa a che fare con gli attacchi, ma il problema è che ciò implica anche l’amministrazione Bush, la CIA, George Bush senior, il Pakistan, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. La storia ufficiale su bin Laden è quella di un mostruoso terrorista, con un odio fanatico verso gli USA ed i loro alleati, e che si sia allontanato dal resto della sua ricca famiglia saudita, amici degli USA. La definizione di mostro terrorista è in parte corretta, ma il resto non potrebbe essere più lontano dalla verità.E’ ben noto che bin Laden aveva uno stretto rapporto di collaborazione con la CIA durante gli anni ’80. Non viene negato da nessuno. La pretesa è che da allora non vi siano stati altri rapporti, ma questa storia è una menzogna. E’ accertato oltre ogni dubbio che membri importanti dell’amministrazione Bush hanno stretti legami con la famiglia bin Laden. Secondo i media ufficiali su ciò non vi nulla di strano, dal momento che il resto della famiglia ha rinnegato Osama per le sue attività terroristiche ed opinioni anti USA. Anche questa è una menzogna.Ancora una volta, sono stati pubblicati numerosi eccellenti articoli su tale aspetto, e piuttosto che riscrivere ciò ciò che è già stato ampiamente riportato, vi darò i collegamenti a questi articoli. Dapprima riassumerò solamente alcune delle rivelazioni che troverete in questi articoli. 1) Da quando hanno dichiarato bin Laden ricercato per terrorismo, gli USA hanno lasciato perdere l’opportunità di prenderlo due volte.2) Due alleati USA, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, è noto essere complici nell’aver permesso a bin Laden di restare libero.3)  bin Laden ha avuto un incontro con la CIA nel luglio 2001. 4) E’ noto che la rete Al Qaeda di bin Laden ha cooperato, per mezzo dell’Esercito di liberazione del Kossovo (KLA o UCK) con le forze NATO in Jugoslavia.5) Il Pakistan, un altro di nostri alleati nella “guerra al terrorismo” è anch da molto tempo un sostenitore di Al Qaeda.6) L’FBI si è ripetutamente lamentato di essere stato confuso e limitato nei suoi tentativi di investigare materie connesse con bin Laden e Al Qaeda.7) I servizi segreti pakistani, ISI, sono stati il meccanismo col quale la CIA ha indirettamente sostenuto Al Qaeda. 8) Vi è una relazione di rapporto d’affari tra la famiglia Bush e la famiglia bin Laden, attraverso il “gruppo Carlyle”, che ha vasti interessi in società di armamenti. E’ evidente che entrambi i Bush ed i bin Laden stiano guadagnando dalla guerra.

ARTICOLI “Cover-up or complicity of the Bush administration? del Prof. Michel Chossudovsky

“Bin Laden met with CIA in July and walked away” di Michael C.Ruppert 

“Who is Osama Bin Laden?” del Prof. Michel Chossudovsky 

“Family affair:The Bushes and the Bin Ladens” di Clark Kee 

“Which terrorists are worse? Al Quaeda? Or the KLA?” di Jared Israel 

Trascrizione del resoconto della BBC “Has someone been sitting on the FBI?” Commento di Jared Israel. 

“Gaping holes in the ‘CIA vs. Bin laden’ Story” di Jared Israel 

“Bushladen” di Jared Israel 

Aggiornamento all’articolo

“Bin laden in the Balkans” collezione strutturata di articoli della stampa ufficiale di Jared Israel 

“The creation called Osama” di Shamsul Islam 

“Articoli che documentano  come gli USA abbiano creato i talebani e la rete terroristica di bin Laden ” Serie di collegamenti a differenti articoli 

“Osama Bin Laden: Made in USA” di Jared Israel  

Judicial Watch: la Bush/Bin Laden connetction ‘è ora diventata uno scandalo” Dichiarazione di Judicial watch con commenti di Jared Israel 

Alcuni di questi articoli hanno collegamenti ad altri articoli. Aggiungerò qualche mia osservazione. La famiglia Bush ha vasti interessi nell’industria degli armamenti, la famiglia bin Laden nelle costruzioni. Non si può fare a meno di sospettare su una relazione come questa.E’ questo un caso di “Noi costruiamo, voi distruggete, noi ricostruiamo, voi ridistruggete,…”?Due dichiarazioni fortemente incriminanti sugli interessi in affari privati di uomini chiave dell’amministrazione Bush riguardanti il profilo societario del gruppo Carlyle possono essere trovati al sito Hoover investment online.”Carlyle’s directorship reads like George W Bush’s inaugural ball invite list. ” “Can you say military-industrial complex? The Carlyle group can. ” 

Siamo realmente pronti a tollerare una situazione dove la gente in una posizione tale da profittare della guerra sia anche la gente col potere legislativo e/o esecutivo di decidere se la nazione deve fare la guerra? Fatto: I media ufficiali riportano che bin Laden è stato ricoverato in un ospedale di Dubai nel luglio 2001 e gli fu permesso di andarsene e che ciò non ha fatto aprire alcuna inchiesta dall’amministrazione Bush.Fatto: Al Qaeda e la NATO hanno cooperato militarmente nei Balcani. Fatto: I media ufficiali riportano che bin Laden ha ricevuto a Dubai la visita di alleati chiave degli USA e di agenti della CIA, e non è stata tenuta nessuna inchiesta. Fatto: I media ufficiali riportano che bin Laden è stato visitato da membri della sua famiglia, e non è partita nessuna inchiesta. Fatto: La famiglia bin Laden fino all’ottobre 2001 ha investito nelle medesime società di armamenti nelle quali hanno investito il padre del Presidente ed il Segretario di Stato. Domanda: Su quali basi si pretende che bin Laden non abbia più legami con la sua famiglia? Domanda: Su quali basi si pretende che bin Laden non abbia più una buona relazione con la CIA? Domanda: Quali membri dell’amministrazione Bush stanno profittando della guerra e quanto? ATTACCO PREPIANIFICATO? Il caso della complicità USA nell’11 Settembre è già sufficientemente presentato. Ma proprio per tentare di coprire tutti gli aspetti vi è una piccola prova indipendente che l’attacco USA all’Afghanistan è stato preparato prima dell’11/9.Niaz Naik, un ex diplomatico pakistano ha riferito che funzionari superiori americani a metà luglio gli dissero che un attacco all’Afghanistan era pianificato per metà ottobre, al massimo prima delle nevicate invernali (Resoconto della BBC di George Arney del 18/9/2001).

E’ sempre possibile che stesse mentendo, e, in assenza di altre prove, la cosa giusta da fare è ritenere che ci siano il 50% per cento di probabilità che stesse dicendo la verità.Dal momento che non lo sappiamo con certezza, diciamo che ci sono le basi per sollevare significativi sospetti. Vi è inoltre un articolo sulla stampa indiana datato 26 giugno che afferma che gli USA preparano un imminente attacco all’Afghanistan. Se vero, questa sarebbe una robusta prova, ma dovrebbe essere trattata con qualche cautela. E’ contenuto in una pagina web della “rivista affari pubblici”, e sebbene la data sia quella riportata sopra, pare non sia completamente verificato quando e da chi è stato scritto. Dunque è pure possibile presumere che la pagina sia stata messa successivamente all’attacco USA all’Afghanistan, e fatta apparire come scritta prima dell’11/9.Potete vedere la pagina a   

e vi fate la vostra opinione su quanto pensiate sia credibile. Inoltre, le sue previsioni erano non del tutto accurate, quando prevedeva una “limitata azione militare” contro i talebani, e faceva numerosi errori sui paesi con i quali gli USA si sarebbero alleati nella campagna. L’incertezza intorno all’autenticità di questo articolo significa che il suo valore è in qualche modo limitato, ma nondimeno esso contribuisce a creare ulteriori sospetti.Le persone con esperienza militare hanno suggerito che non sarebbe logisticamente possibile organizzare un’operazione militare della vastità di quella lanciata dagli USA contro l’Afghanistan nel giro di 25 giorni, non avendo importanza quanto gli americani potessero essere arrabbiati. Questo punto è stato anche discusso da alcuni con esperienza militare ed ulteriormente dibattuto da coloro che sentono di avere esperienza militare sufficiente per essere in grado di portare un utile contributo.Facendo un confronto, il tempo impiegato dagli USA per essere pronti per l’attacco all’Iraq nel 1991 fu di 4 mesi e mezzo. Vero che l’operazione in Iraq era molto più grossa, ma il terreno dell’Afghanistan è uno dei più complessi al mondo, mentre l’Iraq uno dei più semplici.Ciò solleva la questione: Fino a che punto durante la pianificazione la dimensione dell’operazione diventa un fattore critico? Vi è un tempo minimo impiegato per pianificare una guerra senza considerazione della sua dimensione, e 25 giorni sono ragionevoli come lasso di tempo?Vi sono due aspetti nel preparare una guerra. La pianificazione e la mobilitazione. L’esigenza di una maggiore mobilitazione cambia significativamente il tempo per i primi stadi della pianificazione? 25 giorni sono sufficienti, per quanto accelerata possa essere la tabella di pianificazione di una guerra contro l’Afghanistan, paragonati alla pianificazione di una guerra contro l’Iraq? Non ho alcuna esperienza militare, dunque non sono qualificato per commentare, ma invito al dibattito coloro che lo sono. E se viene suggerito chi le forze USA sono realmente efficienti da essere capaci di organizzare un’operazione come questa in 25 giorni, allora è assolutamente inconsistente l’ipotesi della loro incredibile incompetenza la mattina dell’11/9.Potrebbe essere osservato con qualche ragione che la gestione dell’USAF per la guerra offensiva all’estero sia un argomento separato da quello della difesa interna, e che l’incompetenza sotto un aspetto non sia necessariamente reciprocamente esclusiva della competenza nell’altro. Questo è un punto che vale la pena considerare, ma nondimeno le differenze nei risultati sono talmente enormi che è difficile immaginarlo.Mentre tali discussioni sono interessanti, la più forte prova che presumibilmente gli USA già pensavano ad attaccare l’Afghanistan è stata discussa nella sezione sulla messa in scena contro bin Laden. ALTRE INFORMAZIONI Alcune osservazioni varie ed informazioni. Normalmente, quando un aereo è dirottato o precipita, vi è una vasta copertura dei mezzi d’informazione riguardante il recupero e l’analisi delle scatole nere. Ho seguito questo tema attentamente sui media, e non ricordo di avere mai sentito una parola sui dati delle scatole nere. Ciò è estremamente insolito.Le informazioni sono state censurate? Si è già accennato ad una possibile ragione di questo. Mentre può darsi che il recupero delle scatole nere dai due aerei che colpirono il WTC non sia stato possibile, a causa dell’enorme ammontare di macerie, non vi è scusa per gli altri due aeroplani. E perfino nel caso dei due che hanno colpito il WTC la normale pratica dei media è quella di riportare ampiamente i tentativi con o senza successo per trovare le scatole nere, anche per un aereo caduto nelle profondità marine. Non ho mai sentito una parola su questo, per nessuno degli aerei coinvolti. E’ possibile che semplicemente mi siano sfuggiti i resoconti, ma la mia aneddotica osservazione è che l’argomento delle scatole nere pare sia stato insabbiato. E’ particolarmente sospetto, data l’ampia pubblicità sui media sulle note incriminanti presumibilmente scritte su brogliacci che in qualche modo sopravvissero agli impatti degli aerei, al fuoco ed al crollo degli edifici, che delle normalmente importanti ed indistruttibili scatole nere non si parli.Nelle poche ore immediatamente seguenti agli attacchi vi furono resoconti della CNN su insider trading alla Borsa di New York. Cioè, sembra che qualche grosso investitore avesse saputo in anticipo degli attacchi e venduto prima. Ci sono state sui media speculazioni che i terroristi coinvolti possano aver profittato dalle loro azioni. Per “terroristi”, sostituite “bin Laden”. Entro poche ore, i media erano già in un circolo pleonastico. Chiunque avesse compiuto gli attacchi terroristici aveva fatto l’insider trading. Dal momento che sapevano che bin Laden aveva fatto gli attacchi, ciò provava che egli aveva fatto pure l’insider trading. Dal momento che sapevano che aveva fatto l’insider trading, ciò provava che aveva fatto gli attacchi. Venimmo assicurati che gli investigatori erano già sul sentiero di questa vitale questione. Le cifre alla Borsa di New York sembrano indicare chiaramente che QUALCUNO ha fatto l’insider trading. Ma chi? Per le autorità con pieni poteri investigativi questo dovrebbe essere uno degli aspetti più semplici delle indagini. E se potesse essere scoperto chi ha fatto l’insider trading avremmo una chiara idea su chi sapeva in anticipo degli attacchi, ed avremmo una buona traccia per trovare i colpevoli. L’importanza di tale prova è stata sottolineata nei resoconti della CNN.  E’ allora curioso che tale argomento sia scomparso dai media appena era stato sollevato, e non se ne sentì più parlare, le chiare promesse che gli investigatori ci stavano lavorando, dimenticate appena pronunciate.   Sicuramente, questa sarebbe l’opportunità per provare la colpevolezza di bin Laden. Ed è un’informazione che potrebbe essere rilasciata pubblicamente, poiché non avrebbe implicazioni con motivi di sicurezza. E ancora, questo aspetto delle indagini (se ancora in corso) viene tenuto molto nascosto. La storia venne soppressa velocemente come quella degli spostamenti al Pentagono.Sfortunatamente per l’amministrazione Bush vi era altra gente che non era così contenta di lasciar perdere l’argomento. L’insider trading è stato indagato, e sono tutte brutte notizie per l’amministrazione.Andate al seguente articolo: “Profits of death: Insider trading and 9-11” di Tom Flocco 

Un fatto noto riguardante movimenti finanziari, e riconosciuto dai ufficiali, è che un terrorista pakistano, condannato, in un alta posizione all’ISI pakistano (nostro alleato nella “guerra al terrorismo”) ha fatto un bonifico di 100.000 dollari a Mohammed Atta, indicato come il capo dei dirottatori, poco prima dell’11/9 (ABC Newsradio). Sebbene tale fatto sia conosciuto, pubblicamente disponibile, e non negato da nessuno, la reazione (o la mancanza di reazione ) ad esso è sorprendente.Gli USA sono piuttosto disinteressati nel perseguire questa persona, nonostante lo sproloquio di Bush: “se finanzi un terrorista, sei un terrorista”. Non nel caso dei nostri alleati, pare. Il colpevole venne obbligato a dimettersi una volta divenuto noto il suo coinvolgimento nell’11 Settembre.Obbligato a dimettersi? Senza etichettare il Pakistan uno stato terrorista? Nessun bombardamento di rappresaglia sul Pakistan fino ad ottenerne la consegna? Riflettendoci, è anche curioso notare che agli USA quanto poco danno reale sia stato arrecato agli USA dagli attacchi dell’11/9. Vale la pena considerare cosa sarebbe stato probabilmente ottenuto dai dirottatori se questi avessero avuto in programma di provocare il massimo danno possibile.Mi sembra che il piano di organizzare il dirottamento ad un’ora alla quale avrebbero potuto schiantare un aereo sul Senato o sul Congresso mentre erano in seduta e così spazzando via in un colpo una parte significativa del governo degli Stati Uniti poteva essere realizzato altrettanto facilmente come quello realizzato l’11/9.Oppure schiantare un aeroplano su una centrale atomica, causando un incendio catastrofico ed il rilascio di radiazioni, ed anche un’interruzione della fornitura di energia.Non è credibile affermare che questi piani non vennero eseguiti per timore di strette misure di sicurezza, considerando che furono fiduciosi abbastanza da tentare il Pentagono. Nonostante tutto lo sbalordimento, l’orrore ed il dolore causati dall’11 Settembre, nessun membro dell’amministrazione USA venne ucciso o ferito, neppure un senatore od un membro del Congresso, o un governatore o nessun funzionario locale.Nessun danno fu fatto al potenziale militare, energia, trasporti, comunicazioni o forniture d’acqua.Infatti il danno fu così banale che gli USA poterono (presumibilmente) organizzare una guerra a tempo di record. Mentre la perdita di vite (civili) ed il danno simbolico e psicologico per il pubblico in generale fu enorme, il punto importante è che gli attacchi, mentre fornivano immagini spettacolari e davano agli USA un’enorme arma propagandistica, ebbero un impatto zero sulla capacità USA di continuare nel proprio ruolo di aggressiva superpotenza mondiale. Questo sembrerebbe essere un guadagno straordinariamente misero, considerando la quasi perfetta tecnica dell’operazione, mentre il danno avrebbe potuto essere devastante, semplicemente scegliendo bersagli più sensibili.Fatto: Immediatamente dopo gli attacchi i media riportarono che sarebbero state fatte indagini sull’insider trading alla Borsa, nello sforzo di rintracciare chi c’era dietro gli attacchi terroristici. Fatto: Gli investigatori governativi non lo hanno fatto ed hanno ignorato le scoperte degli investigatori non governativi. Fatto: Il governo USA non mostra interesse nel perseguire un individuo noto per aver finanziato gli attacchi dell’11/9. Il governo USA non mostra interesse nel perseguire il paese che glì dà rifugio. Il governo USA considera tale paese un alleato. Domanda: Perché i veri colpevoli vengono protetti ed allo stesso tempo contro qualcun altro vengono fabbricate false prove? IMPLICAZIONI La guerra nel Sud Asia è più che un semplice incremento d’intensità nelle politiche estere USA che, sono stimate da insoddisfatti ex agenti CIA avere ucciso (dati del 1990) almeno 6 milioni di civili in tutto il mondo in operazioni CIA coperte nei precedenti 30 anni ed avere, allo stesso tempo, sponsorizzato organizzazioni terroriste in circa 50 paesi.(“The Praetorian Guard” di John Stockwell e “The CIA and the Gulf war” un discorso di John Stockwell 

Fino ad ora, gli occidentali sono stati raramente bersagli dei loro governi, Adesso questo è cambiato. Non solo hanno assassinato a caso migliaia dei loro cittadini allo scopo di scatenare nuova tensione nell’ondata di terrore contro povera gente nel Asia del Sud e nel Medio Oriente, ma stanno usando proprio gli stessi assassinii come leva per ridurre i diritti civili e le libertà di parola all’ovest a livelli mai più rivisti dall’epoca fascista.La maggior parte della gente è consapevole dei draconiani attacchi alle libertà civili verificatesi nella maggior parte del mondo occidentale dall’11/9 col pretesto di prevenire il terrorismo.Ciò sarebbe abbastanza pauroso perfino se fosse realmente una reazione esagerata ad un atto di terrorismo straniero. Ma se queste leggi vengono scritte dalle stesse persone che hanno in realtà organizzato l’atto terroristico che le ha scatenate lo scenario fa autenticamente rabbrividire.Al Gore ha vinto le elezioni americane, ma George W. Bush è presidente. Data la prova di ampia, sistematica corruzione e cospirazione ad alti livelli, è discutibile voleva o poteva prevenire gli eventi che da allora sono accaduti. Ma il punto è che gli USA sono una dittatura in tutto eccetto il nome. E’ perciò ragionevole ritenere che questo piano risalga a ben prima del novembre 2000, la data alla quale divenne evidente il rovesciamento della democrazia americana. Non potrei dire se le atrocità dell’11 Settembre erano allora specificamente pianificate, ma penso che l’agenda globale fosse pronta.Credo che le atrocità commesse dall’amministrazione Bush contro il proprio popolo, allo scopo di giustificare le maggiori atrocità inflitte al popolo afghano siano solamente un piccolo assaggio di ciò che accadrà. La prossima sezione prende in esame da vicino ciò che appare essere la vera agenda strategica dietro la falsa “guerra al terrorismo”. PERCHE’?Le motivazioni di profitto per il gruppo Carlyle sono state menzionate. Donald Rumsfeld già dice ai paesi europei che hanno bisogno di incrementare i bilanci della difesa. Posso assumere che il gruppo Carlyle, e perciò la maggior parte dei principali membri dell’amministrazione Bush ritireranno una notevole quota dei profitti.(Incidentalmente, anche il nonno di Bush senior era un commerciante d’armi, e non gli importava di fare affari con i nazisti).

Potrei anche pensare con qualche ragione che che l’enorme società di costruzioni bin Laden sia pronta per prendersi una bella quota delle commesse per la ricostruzione dell’Afghanistan.Un altro significativa motivazione è la ricerca delle enormi inesplorate riserve di gas e petrolio del mar Caspio. Esse sono attualmente possedute dalla Russia e dall’Iran. Anzi, finchè non arriveranno gli USA. Gli USA almeno dal 1996 premono per la costruzione di un oleodotto che porti gas e petrolio fino all’oceano Indiano, per il trasporto verso oriente, e questo dev’essere costruito attraverso l’Afghanistan. Chiunque controlli l’Afghanistan controlla le riserve del Caspio.Questa è la mia interpretazione di vari articoli scritti da Jared Israel sugli interessi strategici USA nell’area. Questi articoli sono tra quelli segnalati in precedenza, e dovreste controllarli direttamente per esaminare le conclusioni di Jared, perché potrebbero differire dalle mie in qualche aspetto.Un articolo rilevante, in precedenza non segnalato è “Why Washington wants Afghanistan.” di Jared Israel,Rick Rozoff & Nico Varkevisser. 

Da anni ormai la politica segreta degli USA è stata quella di sponsorizzare le organizzazioni terroriste nel sud della ex Unione Sovietica, per rosicchiare via le aree del territorio russo che confinano col mar Caspio e l’Afghanistan. Il processo è ora quasi completato con governi secessionisti formatisi con successo in Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghisistan, Georgia e Azerbaijan.Soltanto l’area a nord degli ultimi due necessita ora di essere separata perché la Russia perda i diritti territoriali sul mar Caspio. Concordo, in linea di principio, con l’idea di governi locali regionali formati democraticamente in contrapposizione all’egemonia di grandi potenze come la Russia. La triste realtà è che i locali movimenti secessionisti, che alle origini potevano essere genuini, sono stati trasformati in gruppi terroristici operanti nel proprio interesse da operazioni coperte CIA, ed i nuovi paesi autonomi diventano semplicemente soggetti all’egemonia USA invece che russa. Piuttosto che essere genuine espressioni di cultura locale, identità ed autodeterminazione, diventano domini di tiranni locali e terroristi che trafficano tra loro unicamente allo scopo di far profittare il loro potere.Gli USA sono più che felici di parlare di affari, è proprio per questo che vengono insediati questi tiranni locali. Zbigniew Brzezinski, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Jimmy Carter all’epoca dell’invasione sovietica dell’Afghanistan, descrive fieramente i risultati della propria politica in Afghanistan nei seguenti termini:(mia interpretazione di un’intervista a Brzezinski).Gli USA provocando sollevazioni locali fecero tutto il possibile per punzecchiare i sovietici e dunque fare in modo che invadessero l’Afghanistan, ed una volta ottenuto tale risultato, sostenere l’altra parte (i mujaedin, che poi diventarono i talebani). Ciò aveva un duplice scopo. Sprecava le risorse dei sovietici in una lunga guerra di attrito, che essi non potevano vincere, e destabilizzava una parte del mondo strategicamente importante per gli USA. Alcune citazioni di Brzezinski: “Non abbiamo spinto i russi ad intervenire, ma abbiamo consapevolmente aumentato la probabilità che lo facessero”.“Rimpiangere che? Le operazioni segrete furono un’idea eccellente. Ebbero l’effetto di attirare i russi nella trappola afghana, e voi vorreste che lo rimpianga? Il giorno che i sovietici ufficialmente attraversarono il confine scrissi al Presidente Carter: Abbiamo ora l’opportunità di dare all’URSS la sua guerra del Vietnam”.

Dunque, la ventennale guerra civile che ha devastato l’Afghanistan e causato uno spaventoso numero di morti, povertà e miseria, è stato il risultato di una deliberata politica degli stati Uniti, che sostennero i talebani od i primi gruppi che poi lo diventarono, lungo tutto questo arco di tempo ed ora dando loro la “ricompensa” finale. Inoltre, secondo il mio parere, l’intervista a Brzezinski rappresenta la tacita ammissione che gran parte del violento fondamentalismo ora diventato così comune nel mondo islamico sia stato deliberatamente allevato dagli USA, come parte dei piani di destabilizzazione nel Medio Oriente e nell’Asia meridionale.Tale opinione è basata sugli articoli di Jared Israel sull’argomento, combinati con la lettura delle osservazioni del summenzionato John Stockwell (ex agente CIA).Delle rivelazioni di Stockwell vi è da dire che, come strategia generale, la CIA si impegna nella destabilizzazione in sé, sapendo che un paese impoverito, lacerato dalla guerra, traumatizzato, illetterato e tecnologicamente arretrato è una facile preda. Sono convinto nel concludere che gli USA misero in moto la spaventosa guerra civile in Afghanistan solamente per tale scopo, e che il piano si sta ora avvicinando alla meta finale. E l’Afghanistan è solamente il primo di molti altri in una nuova offensiva in questa parte del mondo.Questo piano USA è a così ampio raggio che potrebbe essere necessario buttare a terra l’intera Asia meridionale per realizzarlo.In un modo o nell’altro, essi devono controllare tutti i paesi succitati, ed anche l’Iran e il Pakistan. Alcuni di essi forse con una combinazione di intimidazione e corruzione, come finora è stato per il Pakistan. Altri devono essere attaccati, in particolare l’Iraq e la Siria.Gli eventi dell’11 Settembre danno agli USA un assegno in bianco per attaccare qualsiasi paese al mondo, semplicemente pronunciando la parola “terrorista”.Gli ultimi tre paesi (mentre scrivo) ad essere nominati come bersagli nella “guerra al terrorismo” sono lo Yemen, la Somalia ed il Sudan, tre paesi di cui abbiamo sentito parlare poco precedentemente in relazione al terrorismo. Ma, sorpresa sorpresa, basta dare uno sguardo alla mappa per capire la loro importanza strategica. La Somalia e lo Yemen si trovano all’entrata, da entrambe le parti, del Golfo di Aden, che è l’entrata per il Mar Rosso ed il Canale di Suez, e perciò la via più breve tra l’Europa e l’Oceano Indicano, dove costeggia l’Asia meridionale.Il controllo di questi paesi da parte degli USA porrebbe inoltre una maggiore pressione sull’Arabia Saudita e l’Egitto per continuare in politiche filoamericane.Il Sudan forma quasi il bordo meridionale del Mar Rosso. Questi tre paesi tra loro formano quasi l’intera linea costiera del Mar Rosso, insieme con l’Arabia Saudita e l’Egitto, già sotto controllo USA. L’Iraq, a parte l’essere un ostacolo politico, ed avere un proprio valore in termini di petrolio, è di importanza strategica poiché ad ovest confina con l’Iran.Gli attacchi dell’11/9 danno agli USA ed ai loro alleati, quli la Gran Bretagna, un assegno in bianco per ridurre le libertà civili al punto che i loro cittadini che dessero un poco di fastidio potrebbero essere messi a tacere semplicemente pronunciando la parola “terrorista”.Viene anche fatta pressione su altri alleati, come l’Australia, perché facciano la stessa cosa. Probabilmente i guerrafondai ricordano l’amara lezione che impararono sulla potenza dell’opposizione interna durante la guerra del Vietnam e sono determinati nel non permettere che si ripeta.Quando il Presidente Bush disse “Siete con noi o contro di noi” voleva dare un sottile velato avvertimento a tutti gli altri paesi che gli USA non ricevessero assoluta e totale obbedienza, tutti possono essere una preda.Senza dubbio tutti i leader mondiali hanno sentito il messaggio forte e chiaro. E’ ovvio che in Australia anche l’ALP l’abbia sentito forte e chiaro. Durante la campagna elettorale Kim Beazley non si stancava di ripetere che un governo dell’ALP avrebbe obbedito totalmente agli USA e senza fare domande. La sua motivazione può essere stata ben più che semplice opportunistico populismo elettorale. Le azioni USA in Afghanistan non sono soltanto direttamente strategiche, danno anche un severo avvertimento a tutti gli altri paesi.Se vi può essere qualche dubbio sulla assoluta spietatezza degli USA nel perseguire i propri obiettivi si dovrebbe riflettere sull’infame osservazione dell’ex Segretario di Stato dell’Amministrazione Clinton, Madeleine Albright.Quando le venne chiesto cosa provasse sul fatto che si stima 500.000 bambini iracheni (la cifra è ora molto più grande) siano morti per effetto delle sanzioni sotto guida USA all’Iraq, lei replicò:“Pensiamo ne sia valsa la pena”.E l’amministrazione Bush è molto peggiore, ed ora la posta in gioco molto più alta! NOTA SULLE FONTI Credo vi sia poco, se non addirittura niente, di importante in questo articolo che non possa essere supportato leggendo gli articoli cui si riferisce. Mi scuso se mi sono lasciato sfuggire qualcosa ma non sono un ricercatore professionista ed ho fatto ogni sforzo possibile per verificare il materiale relativo a riferimenti diretti o indiretti degli articoli segnalati. Questo articolo non ha la pretesa di essere indiscutibile da un punto di vista accademico e tecnico, sebbene sia stato fatto ogni sforzo per farlo nel miglior modo mi fosse possibile. E’ scritto da un cittadino globale interessato con le seguenti intenzioni.Numerosi eccellenti scrittori, con abilità tecniche e di ricerca molto superiori alle mie, hanno collettivamente montato un caso irresistibile su questo tema. Quello di cui sentivo ci fosse urgente bisogno, come un contributo per diffondere queste informazioni tutte insieme, era un singolo articolo che riassumesse il caso, presentato in una forma più popolare, tipo una storia, con collegamenti agli articoli originali. Questo articolo non pretende di essere un documento di ricerca, e non pretende di sostituire gli articoli cui si riferisce. Questo è in effetti un comunicato stampa, la richiesta di urgente consapevolezza ed azione per prevenire, od almeno ridurre, la catastrofe globale che minaccia di travolgerci, Niente può essere fatto se la gente non conosce la completa verità su quel che accadde l’11 settembre.Questo articolo non pretende necessariamente di essere l’assoluta verità. La scoperta della verità è uno sforzo collettivo globale, alla quale spero questo articolo abbia dato un contributo. Se mette il dubbio nella mente della gente sulle storie ufficiali, se incoraggia la gente a pensare con la propria testa, ad essere sospettosa dei media ufficiali, ed a leggere gli articoli cui si riferisce, allora avrà assolto il proprio compito. Sfortunatamente, a qualche cosa non è stato possibile dare riferimenti, o perché ascoltati alla radio o perché articoli letti prima che divenissi consapevole della necessità di scrivere questo. Ciò perché non mi sono formato la mia attuale opinione fino all’ottobre, e solamente a novembre mi sono accorto che vi era la necessità di scrivere qualcosa. Cominciò in modo casuale, scrivendo note su inconsistenze che avevo notato sui media, ma al tempo non avevo la consapevolezza che sul soggetto bisognava svolgere altro lavoro. All’epoca inoltre non sapevo della necessità di tenere precisi riferimenti, e neppure mi rendevo conto della vastità del progetto che stavo iniziando.Come risultato, alcuni dei “ritagli”, come la dichiarazione di Tony Blair, furono annotate prima che mi rendessi conto del bisogno di cominciare a fare precisi riferimenti. Questo articolo evolse dal piccolo sospetto iniziale che qualcosa non quadrava nelle storie ufficiali. Sebbene prendessi con cura nota mentale di ciò che ascoltavo e vedevo sui media, l’opportunità di riferirsi a qualcosa mi sfuggiva nei primi stadi di questo processo. Dove possibile ho scritto specificamente tutte le fonti che potevo ricordare, così che un ostinato ricercatore abbia almeno qualche indizio su dove cominciare a guardare. Non nego la possibilità di piccoli errori di fatto, i citazioni leggermente inesatte per alcune di quelle cose per le quali non si è dato preciso riferimento, ma sono sicuro che non vi sia niente di sufficientemente inesatto da distorcere le loro implicazioni.Non divenni consapevole dell’importanza degli articoli delle fonti finché questo progetto era in pieno svolgimento. Per tale motivo l’articolo da una parte è una specie di fusione tra le mie osservazioni sui resoconti dei media ufficiali che potevo notare non quadravano, e dall’altra parte un sommario di materiale ben più consistente, ricavato in gran parte dagli articoli collegati e da alcune mie ricerche su Internet, compiute verso la fine del progetto.Per coloro cui piace criticare il più piccolo dettaglio incoraggio un intelligente ed informato scetticismo, ma chiedo solamente una cosa. Applicate gli stessi criteri di prova e verifica al caso presentato dall’amministrazione Bush e dai media ufficiali, e chiedetevi quale caso sia stato presentato più onestamente e meticolosamente. ALCUNE COSE DA OSSERVARE L’amministrazione Bush ha lasciato un enorme sentiero di prove sull’11/9. La principale ragione che ciò non sia divenuto ancora ovvio alla maggior parte della gente, a parte l’influenza dei media, è che molta gente deve essere rimasta molto scossa dalla velocità e dalla brutalità degli eventi per pensare freddamente.Da parte mia, mi ci vollero circa 2 settimane perché l’emozione cominciasse a raffreddarsi sufficientemente perchè le cose che allora dovevano essere ovvie lo diventassero.Una volta sfondata la barriera iniziale cominciò a crescere la consapevolezza sulle inconsistenze e le implausibili spiegazioni e da un “gocciolamento” questa divenne un “rigagnolo” e poi un “torrente”.Per esempio, nel sito Ninemsn il 28 novembre (prima che cominciassi a tenere nota di queste cose) venne riportata questa stupidaggine. Un articolo diceva che funzionari americani avevano ricevuto informazioni che bin Laden potrebbe avere in preparazione un importante attentato terroristico contro impianti negli USA, in particolare condotte di petrolio. Comunque, proprio lo stesso articolo riportava che “bin Laden ha il fiato al collo”, al punto da essere stato individuato in una piccola area, in fuga per la vita, costantemente in movimento, nel disperato tentativo di evitare la morte o la cattura. Scusatemi, ma come si fa esattamente a lanciare sofisticate operazioni terroristiche dall’altra parte del mondo in questa situazione? Solamente gente in profondo stato di shock potrebbe non capire che si tratta di una ridicola menzogna.Ed il giorno successivo, nello stesso sito, fu riportato che “potrebbe” avere armi chimiche o nucleari sebbene venga ammesso (naturalmente più avanti nell’articolo) che in realtà non ne avevano nessuna prova. Così questo uomo, presumibilmente in fuga disperata, si porta dietro camion con missili intercontinentali e lanciatori, costantemente da una caverna all’altra? E non vengono notati dai satelliti spia USA, dei quali ci hanno detto che possono individuare la più debole traccia di calore nella caverna dove egli potrebbe nascondersi? O possiede qualche sofisticata rete radio, che manda ai sostenitori istruzioni per lanciare attacchi da luoghi sicuri? Segnali che i suoi sostenitori possano ricevere, da qualche remota località non sotto controllo USA, ma che in qualche modo le forze USA e britanniche che l’hanno circondato e che gli hanno messo “il fiato al collo” non possano intercettare?Una volta che cominciate ad osservare divenite consapevoli che i media ufficiali sono pieni di questo tipo di ridicola, improbabile spazzatura, che viene fatta passare per informazione. Ma la velocità alla quale la gente viene travolta da questo assalto, la potenza della ripetizione, e lo shock della brutalità degli eventi l’hanno trasformata in una vertiginosa corsa su un ottovolante, che si muove sempre ad una velocità tale da non permettere alla gente di pensare criticamente. Questa è una tattica deliberata. Gente con enorme ricchezza, potere e privilegi ha fatto una grande scommessa. Essi hanno commesso tradimento e strage, e lasciato le loro impronte ovunque.La loro principale speranza è che tutto continui a muoversi così rapidamente che la maggioranza della gente non abbia il tempo di notare quel che hanno lasciato intorno. E’ parte vitale della loro strategia tenere tutti in stato di shock permanente, paura, rabbia e confusione.Viene in mente la campagna sull’anthrax. Ed i continui falsi allarmi sui rinnovati attacchi di bin Laden (ricordate il falso allarme del ponte Golden Gate), e voci continue, totalmente prive di sostanza su attacchi nucleari o biologici. Presto ci saranno attacchi ad altri paesi insieme ad un fiume di propaganda sulle minacce terroristiche da qualunque delinquente fabbricato venga identificato come l’ultimo assassino malefico, cui deve essere data la caccia ad ogni costo.Forse bin Laden non è più utile e sarà eliminato, sebbene sia più probabile che scappi convenientemente in un altro paese. E’ una scusa vivente per l’amministrazione Bush per fare la guerra.Tutto ciò si somma alla confusione, la paura, la distrazione. Gli eventi devono essere tenuti in movimento ad un passo frenetico e ad ogni costo. Tutto per creare una situazione nella quale la sia incapace di pensare razionalmente. Se necessario essi possono sempre lanciare più attentati terroristici contro i loro popoli per rinnovare lo shock e la paura. Stanno giocando per la posta più elevata possibile. Non solamente per ciò che hanno da guadagnare, che era la loro motivazione originale, ma ora, dato quello che hanno fatto, Bush senior, Bush junior, Cheney, Rumsfeld, Myers, Powell, la Rice, Fleischer e probabilmente qualche altro, tutti hanno di fronte la possibilità di accuse di tradimento ed omicidio e quasi certamente la condanna a morte. 

stevegreyau@yahoo.co.uk 

Links ad ulteriori informationi e analisi 

http://emperors-clothes.com/

http://www.copvcia.com

http://www.freepressinternational.com

http://baltech.org/lederman

http://www.larouchepub.com

http://www.indymedia.org

http://thedubyareport.com/index.html

http://11september.20m.com

http://www.skolnicksreport.com


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