Fisicamente

di Roberto Renzetti

Traduzione in italiano di Zoe Bless

PRESENTAZIONE

Un interrogatorio del 1938 all’Ambasciatore  Russo a Parigi Christian Georgijewitsch Rakovsky, condotta dall’agente del NKVD Stalinista Gavriil Kus’Min, fu trascritta integralmente ed in seguito, fu trovata sul corpo del Dr J. Landowsky. I contenuti storici riportati in Sinfonia in Rosso sono ancora attuali. Io ho tradotto soltanto la prima bozza in italiano da una versione inglese. L’ho quindi sottoposta a Roberto Renzetti sperando che voglia pubblicarla su fisicamente.net

Zoe Bless, 23 Dicembre 2007

********************


http://de.wikipedia.org/wiki/Christian_Georgijewitsch_Rakowski


Foto di Christian Georgijewitsch Rakovsky


IL COMUNISMO FORMALE DI STALIN (BONAPARTISMO) E IL COMUNISMO REALE DI TROTZKY
 

[Red Synphony, by Dr. J. Landowsky; tradotta da George Knupffer.

Il seguente documento è stato tratto da: http://users.cyberone.com.au/myers/red-symphony.html

Peter Mayer, http://users.cyberone.comau/myers/red-sinphony.html
31 Dicembre 2003, data odierna: 26 Novembre 2006.
I miei commenti fra le citazioni dei testi sono indicati. Scrivetemi al myers@cyberone.com.au
 

Red Symnphony by Dr. J. Landowsky; Christian Book Club of America P.O. Box 900566 Palmdale, CA 93590-0566. Prima edizione 1968. Ristampato nel 2002. Traduttore del testo in edizione russa : George Knupffer]

 

INTRODUZIONE

Il materiale che è stato dato da una traduzione del Cap. XL del libro che apparve a Madrid in Spagnolo come “Sinfonia en Rojo Mayor”, è adesso alla sua undicesima Edizione, prodotta dall’Editoriale E.R.S.A:, sotto il ben conosciuto pubblicista Senor Don Mauricio Carlavilla, che ha avuto molti pezzi accessibili a questa traduzione Inglese e pubblicazione. Seguì in fretta un pieno libro di 800 pagine.
I capitoli che sono riportati divennero d’immensa importanza: questo qui è tradotto da un’edizione Russa come lo stesso da quella Spagnola. Quello che segue è un materiale completo.

Il seguito della traduzione fu il libro “The Struggle for World Power” (La Lotta per il Potere Mondiale), lo stesso tratta interamente il problema di un super potere e totale schiavitù tramite i maestri d’entrambi gli usuranti- Capitalistici e terroristici Comunismi, che erano meccanismi delle stesse forze e servivano uguali propositi. Il libro è stato pubblicato a Madrid in Spagnolo dal Senior Carlavilla come “La Lucha por el Poder Mundial”.

Nel presente lavoro noi vediamo quest’intera storia brillantemente descritta e provata da uno dei maggiori esponenti della sovversiva presa mondiale, Christian G. Rakovsky, uno dei fondatori del Bolscevichismo Sovietico ed anche una vittima di spettacolari processi poco prima della passata guerra sotto Stalin. Questo è un documento d’importanza storica e, quelli che cercano d’essere ben informato non possono evitare di leggerlo, io lo raccomando. Senza conoscere le tesi qui descritte, è possibile non sapere e capire nulla su quanto concerne la somma d’eventi e prospettive del nostro tempo.
Nel libro in Spagnolo il Senior Claravilla spiega l’origine del materiale in questione. Egli dice:

“Questo è il risultato di una rischiosa traduzione” di diverse copie del libro trovate sul corpo di Dr. Landowsky in una baracca sul fronte di Petrogrado (Leningrado) da un volontario Spagnolo.

“Lui lo portò a noi”. Viste le condizioni del manoscritto, il suo restauro fu un lungo e tirato lavoro, ultimato in diversi anni. Per un lungo tempo non fu sicuro se si sarebbe potuto pubblicare. Talmente straordinario ed incredibile era nella sua finale rivelazione che, noi non avremmo mai potuto osare a pubblicare queste memorie se le persone e gli eventi citati non fossero stati in accordo coi fatti.

“Prima di queste reminiscenze portate alle luci del giorno noi ci preparammo per correzioni e polemiche. Noi c’interrogammo a pieno e personalmente sulla veridicità dei fatti basici. Ci farà stabilire se qualcuno sarà abile a smontarli.

Il Dr. Landowsky fu un polo “Russianizzato” e viveva in Russia. Suo fratello, un Colonnello dell’Armata Russa Imperiale, fu colpito dai Bolscevichi durante la rivoluzione del 1917. La storia con la vita del Dr. Landovsky è sorprendente. Egli terminò la laurea in Medicina prima

{p.2} della rivoluzione e dopo studiò due anni alla Sorbona a Parigi, e parlava un fluente Francese. Egli s’interessò agli effetti delle droghe sugli organismi umani e aiutava chirurghi in operazioni. Essendo un dottore di talento egli fu trasportato in questi campi senza ottenere risultati considerevoli.
In ogni caso dopo la rivoluzione, le strade gli si chiusero. Egli viveva con la sua famiglia in gran necessità, subendo una vita soggetta a cambiamenti di lavoro senza essere stato abile nel pubblicare opere di studio a suo stesso nome, lui permise a colleghi più fortunati che pubblicarli a nome loro.

Gli occhi onniveggenti del NKVD (polizia segreta) furono interessati a quei lavori ed esilmente scoprirono il reale autore. La sua specialità era materia molto vulnerabile per loro. Nel 1936 furono bussate le porte dei dottori. Lui fu invitato a seguirli e non ritornò mai più a riabbracciare la sua famiglia. Egli fu piazzato alla costruzione del laboratorio chimico del NKVD vicino a Mosca dove viveva e la fu forzato ad eseguire varietà di lavori giunte a lui dai suoi maestri, fu testimone ad interrogatori, con torture e dei peggiori accadimenti e crimini. Apertamente un prigioniero controllato. Egli lo sapeva e ne soffriva molto, specialmente lui che era un uomo decente e religioso. Ebbe il coraggio di prendere nota di quello che vide e sentì e, portò in ogni caso qualche possibile documento e lettere passate attraverso le sue mani fino alle ginocchia sotto il tavolo di un laboratorio chimico. In quel modo lui visse fino alla Seconda guerra Mondiale. Com’egli arrivò a Petrogrado e come fu ucciso è sconosciuto.
Il documento riproduce attraverso esatte registrazioni riportate le domande rivolte ad un Ambasciatore in Francia in pensione, C.G. Rakovsky durante il periodo dei processi ai Trotzkysty del 1938 in USSR, quando egli fu preso insieme a Bukharin, Rykoff, Yagoda, Karakhan, Dr. Levin ed altri.

Le accuse a Rakovsky, comportavano la cessazione della sua vita, gli si chiarirono in mente quelle che potevano fornire informazioni circa a materie di grandissimo interesse. Stalin ordinò ai suoi agenti degli esteri di tirare fuori le domande.

C’è noto che Rakovsky fu sentenziato per essere ucciso, come gli altri ma a lui fu commutata la pena in 20 anni di prigione.

Molto interessante è la descrizione dei summenzionati agenti. Fra i quali un certo René Duval (anche conosciuto come Gavriil Gavriilovitch Kus’Min), il figlio di un milionario, una bella figura di talento. Egli studiò in Francia. Sua madre vedova lo adorava. Ma il giovane uomo fu assunto lungo la strada dalla propaganda Comunista e finì nelle mani della sua agenzia. Essi gli suggerirono che poteva studiare a Mosca, e lui gradendolo accettò quella proposta. Egli passò attraverso severe scuole del NKVD e diventò un agente all’estero, quando cercò di cambiare la sua mente, per lui fu in ogni caso impossibile. Essi non lasciano le persone fuori della loro stretta. Dal suo esercizio egli ricevette le “altezze del demonio”, come diceva lui, e si rallegrava della piena confidenza che Stalin aveva per lui.

L’interrogatorio fu condotto in Francia da quegli agenti. Il dottore era presente con lo scopo d’introdurre pillole senza avvertimento, nel bicchiere di Rakovsky, per indurgli energia e buon umore. Di là dal muro la conversazione fu registrata su apparecchiature, e i tecnici che operavano non potevano capire il Francese. Dopo il Dr. Landowsky lo tradusse

{p.3} in Russo, in due copie, per Stalin e Gabriel. Osandolo segretamente egli produsse una terza copia, mostrata adesso.



XL – RAGGIO DELLA RIVOLUZIONE

Io ritornai al laboratorio. Insieme al mio sistema nervoso. Mi prescrissi un completo riposo. Andai a letto per l’intero giorno. Qui stetti calmo solo per quattro giorni.

Gabriele mi faceva domande quotidiane. Chiedeva delle mie condizioni. Al mio mero essere che essi potevano rispedire a Lubianka (Moscow HQ della polizia segreta) d’essere presente a nuove scene di terrore. Fui eccitato e tremante. Io mi vergognavo d’appartenere alla razza umana.

Le linee c’erano tutte e fui abile a scriverle nei cinque giorni che seguirono il mio ritorno a Lubianka, quando trassi a descrivere sulla carta l’orrore, dall’interruzione dell’ordine cronologico delle mie note. I non potei scriverlo che dopo diversi mesi, quando arrivò l’estate, io fui abile a calmarmi e a formare semplicemente tutto quello che avevo visto, disgusto, vizio, mostruosità (N.d.T. – Sull’originale: evil).

Durante i mesi trascorsi io mi ponevo migliaia di volte la stessa domanda: “Chi è, una persona anonimamente presente alle torture? Estrassi tutte le mie capacità d’intuizione e deduzione. Chi fu Ezhov. E’ possibile che non ci siano ragioni che egli possa tenere segrete per se stesso. Ufficialmente lui è il responsabile ed è preoccupato di non essere arrivato a nessuna spiegazione. Di più: se io ho una ragione per descrivere me stesso come uno psicologo, in seguito quel fanatico, capo dell’NKVD, per segni d’anormalità, potrebbe essere certo di gradire un’esibizione criminale. Qual cosa come un’espressione d’altezze di fronte a rumorosi nemici, che sono stati convertiti in una rottura psicologica e fisica, potrebbe portargli un indescrivibile piacere. L’ho già analizzato. L’assenza di preparazione preliminare era ovvia; evidentemente le chiamate demoniache sessioni erano state prese urgentemente. Le circostanze che avevo descritto al presente furono il risultato di un imprevisto piacere. Se Ezhov era stato abile nel scegliere il tempo liberamente, poi il termine di prescrizione sarebbe stato ricostruito. E in seguito non potrò essere chiamato: quel generale dell’NKVD che fu ardito e abile ad arrivare in tempo, col proposito d’essere presente alle torture, ma poté far conoscere qualcosa circa questo primo manoscritto. Se questo non fosse deciso da Ezhov, in seguito chi deciderebbe per tempo? Quali altri capi sarebbero stati abili a ricomporlo del tutto? In ogni caso sono povere le mie informazioni circa la gerarchia Sovietica, Ezhov era allineato in affari al NKVD come l’unico uomo di Stalin . Quindi, chi poteva essere lui in realtà? (N.d.T.: vedere: Stalin’s Loyal Executioner: People’s Commissar Nikolai Ezhov, 1895-1940)

M’interrogo con domande, provenienti dalle mie deduzioni, io ricordo già altri fatti che supportano opinioni personali. Mi ricordo che quando guardai dal finestrino di là della piazza poco prima che noi entrassimo nello “spettacolo” io indicando come guidare all’incrocio quattro identiche automobili, tutti noi popolo Sovietico sapevamo che Stalin viaggiava in una carovana d’identiche automobili, così che nessuno potesse sapere in quale egli si trovasse, per rendere difficoltosi eventuali attacchi. Ma lui c’era là?…

Questo era un altro mistero: d’accordo con i dettagli che Gabriele mi diede, gli osservatori all’interno erano appostati

{p. 4} dietro al nostro posto. Ma io potevo soltanto vedere un lungo specchio, attraverso il quale nulla poteva essere intravisto. Era forse trasparente? Io mi sentivo frammentato.

                                                   *******

Sei giorni dopo la mattina in cui Gabriel m’apparve in casa. Lo trovai in una visibile forma d’entusiastica apparenza ed era d’ottimo umore. Già fin dall’inizio qualche lampo di felicità gli illuminava la faccia, cosa che mai più avvenne in seguito. Egli sembrava che inseguisse l’ombra che passava al di sopra della sua faccia, incrementata da intensa attività e dallo sforzo. Dopo una colazione egli mi disse:

“Noi abbiamo un ospite qui.”

“Chi è” domandai.

Rakovsky, l’Ambasciatore estero a Parigi.

“Non lo conosco.”

“Lui è uno dei quali le accennammo l’altra notte; l’ambasciatore estero a Londra e a Parigi … Lo stesso un grande amico del suo conoscente Navachin… Si, quell’uomo è a mia disposizione. Lui è qui con noi; ed è stato ben trattato e altrettanto sorvegliato in seguito. Lei potrà vederlo.”

“Io, perché? Lei sa bene che non m’incuriosiscono materie di questo genere… potrei domandarle di risparmiarmi l’evento; divento agitato, dopo essere stato forzato da lei a vederli. Non posso garantire sul mio sistema nervoso e sul cuore”…
“Oh, non si preoccupi. Noi non faremo uso della forza. Quell’uomo cederà lo stesso. Senza sangue, senza forza. Sarà necessario dargli dosi moderate di droghe.
Adesso le spiego i dettagli: questi provengono da Levin* {nota in fondo pagina} che già ci servì con le sue conoscenze. Apparentemente ci sono certe droghe in qualche posto del laboratorio, con le quali si può lavorare magnificamente.”

“Lei crede a tutto questo?”

“Io l’ho detto in forma simbolica. Rakovsky è incline a confessare ogni cosa lui conosce la materia. Noi lo abbiamo sentito in modo preliminare, e i risultati non sono male.”

“In questo caso che bisogno c’è di droghe miracolose?”

“Lei potrà vederlo dottore, lo vedrà. Questa è solo una piccola sufficiente misura, condotta dalla professionale esperienza di Levin. Lo aiuterà ad interrogare quel nostro uomo facendolo sentire in ottimo stato impedendogli di perdere speranza e destino. Egli potrà osservare un cambiamento per la salvezza alla sua vita con una iniezione. Questo sarà uno dei primi effetti con i quali ci atterremo. Dopodiché saremo sicuri che lui vorrà rimanere tutto il tempo in uno stato di sperimentale felicità in momenti decisivi ma senza perdere le sue mentali capacità, più esattamente, se sarà necessario stimolarlo e inebriarlo. Lo abbiamo indotto in uno stato di speciale e calma percezione. Come può esprimerlo lei? Più esattamente una condizione d’illuminata stimolazione.”

“Qualcosa come l’ipnosi?”

“Si, ma senza dormire.”

“E io dovrei inventare una droga per tutto questo? Penso che lei esagerai i miei scientifici talenti. Io non posso che ammetterlo.”

{Nota a fondo pagina}* Dottore in pensione NKVD, c’era un difensore con Rakovsky al processo. {Nota a fondo pagina}

{p. 5} “Si, ma non è necessario inventare niente dottore. Come Levin asserisce, il problema potrebbe velocemente essere risolto.”

“Lo stesso qualche volta egli mi ha dato l’impressione d’essere un ciarlatano…”

“Probabilmente si, ma io penso che le droghe cui lui ha accennato, semmai non avessero alcun effetto secondo le sue stesse dichiarazioni, lo aiuteremo noi interrogandolo quando sarà necessario; dopotutto noi non ci aspettiamo nulla dai miracoli. L’alcool sarebbe contro i nostri interessi, ci porterebbe a non sensi. Perché non potremmo farlo con un’altra sostanza per incoraggiarlo a dichiarare la verità? A parte questo, Levin mi ha parlato di precedenti casi, ugualmente genuini.

Io principalmente non so nulla di quello che Rakovsky mi dirà. Senza di lui, senza nessuno…

“In ogni modo io… “

“Ehi, questa è un’altra materia dottore. Lei è una persona profondamente decente. Ma io non sono Diogene, per precipitarmi a vederla con un’altra candida distanza al di sopra dell’USSR.”

“Grazie, ma penso che la mia onestà… “

“Sì dottore, sì; lei afferma che noi saremmo avvantaggiati dalla nostra onestà per svariate depravazioni. Si, dottore, è così…; ma è altrettanto così dai suoi assurdi punti di vista. Chi è attratto oggi dalle assurdità? Per esempio l’assurdità della sua onestà? Lei lo stesso ci condurrà alla guida attraverso conversazioni su argomenti attraenti. Ma cosa, di fatto succederà? Lei principalmente dovrà darmi aiuto per correggere le dosi delle droghe di Levin. Potrebbe darsi che il dosaggio debba essere una linea invisibile che divida lo stato di sonno da quello d’attività, una chiara condizione da annebbiamento, fra buon senso e nonsenso…; ci sarà un eccessivo artificiale entusiasmo.

“Se questo è tutto…”

“E’ già qualcosa. Adesso noi potremo parlare seriamente. Studi le istruzioni di Levin, la loro quantità, adattandola ragionevolmente alle condizioni di forza del prigioniero. Ha tempo per studiarla fino a notte piena, lei può esaminare Rakovsky come meglio crede. Questo è tutto per il momento. Non può credere come vorrei terribilmente dormire. Io dormirò per poche ore. Se non accadrà niente di straordinario questa mattina in seguito le darò istruzioni che ho già accennato. Io potrò con avviso farle avere il resto dopo cena, poiché dopo non sarà possibile dormire per lungo tempo.”
Noi entrammo nel vestibolo. Avendo preso da me in fretta l’uscita girando sul piano, ma nel mezzo lui sì fermò.

“Ah dottore, esclamò, ho dimenticato. Molte grazie dal Compagno Ezhov. S’aspetti un regalo, peraltro sempre una decorazione.”

Egli agitò un saluto e rapidamente scomparve sulla soglia di casa.

                                                   *******

Le note di Levin erano corte, ma chiare ed esatte. Io non ebbi difficoltà a procurare la medicina. Era una dose da un milligrammo

{p. 6} di una pastiglia metallizzata. Feci una prova, in accordo con le sue spiegazioni, essa si dissolse molto in fretta nell’acqua e ancor meglio nell’alcool. La formula non era indicata, decisi che l’avrei portata ad analizzare dettagliatamente, appena avessi avuto tempo.

Indubbiamente quella era una sostanza dello specialista Lumenstadt, lo scienziato del quale Levin mi aveva parlato durante il nostro primo incontro. Io non mi aspettavo di poter scoprire qualcosa d’inaspettato o nuovo. Probabilmente qualche base con un considerabile aumento d’oppio piuttosto che una porzione di tisana. Io ero ben a conoscenza dei 19 tipi e qualcosa più ancora. In pratiche condizioni nelle quali i miei esperimenti erano condotti ero soddisfatto delle investigazioni alle quali ero già arrivato.

In ogni modo il mio lavoro prese una differente direzione, io ero un moderato a casa nel regno della sostanza allucinatoria. Io ricordo che Levin mi aveva parlato della distillazione di Marijuana Indiana tipo raro. Ero limitato a distribuire oppio o hashish, in modo di penetrare il segreto di quelle droghe molto lodate. Io ero contento di aver l’opportunità di cominciare una o più nuove basi con le quali avrei portato l’innalzamento delle “sue” qualità. Fui preparato ad assumere una qualche possibilità. Dopo tutto il lavoro d’investigazione in condizioni di tempo illimitato con principi, che non avevano nulla a che fare con limitazioni economiche, possibili in condizioni di NKVD, rimediavano a possibilità scientifiche illimitate. Io mi piazzavo illudendomi d’essere abile a trovare, con il risultato di queste investigazioni, una nuova arma antagonista al dolore.
Io non ho molto tempo per diversioni a qualche piacevole illusione. Ho concentrato il mio essere con lo scopo di pensare in che proporzioni dovrò somministrare a Rakovsky questa droga. In accordo alle istruzioni di Levin, una pillola poteva produrre il risultato desiderato. Ero preoccupato che il paziente avendo qualche attacco di cuore potesse finire dormendo o in completa letargia, con conseguente diminuzione della mente. Mentre avevo questo in testa, prima di tutto esaminai Rakovsky. Io non credevo di trovare le condizioni interne del suo cuore normali. Se non c’era danneggiamento, in seguito per sicurezza volevo sapere se là un abbassamento di tono come risultato d’esperienze nervose, avrebbe potuto far rimanere il suo sistema immutato dopo una lunga e terrificante tortura.
Io sospesi la considerazione a dopo cena. Cercavo di considerare ogni cosa, nel caso Gabriele avesse voluto dare la droga con la conoscenza di Rakovsky, ed anche senza la sua consapevolezza. In entrambi i casi io potevo fare da poliziotto insieme con lui, io dovendo dargli la droga che avevo fatto concretamente. Non c’era bisogno della partecipazione di un infermiere professionale, poiché la droga era somministrata per via orale.
Dopo pranzo io andai a visitare Rakovsky, egli fu portato da un poliziotto in una stanza del gran piano ed era guardato da un uomo, che non spostava gli occhi da lui. Come arredo c’era solo una piccola tavola, uno stretto letto senza testate e un altro piccolo ruvido tavolo. Quando entrai Rakovsky era seduto. Immediatamente lui s’alzò. Mi guardò fissamente ed io lessi dei dubbi sul suo volto, sembrava altrettanto spaventato. Pensai che m’avesse riconosciuto, avendomi visto quando egli sedeva in quella memorabile notte nella sede dei generali.

Ordinai alla guardia d’uscire e gli dissi di portarmi una sedia.

{p. 7} Mi sedetti e chiesi al prigioniero di sedersi. Lui aveva circa cinquant’anni. Era un uomo di peso medio, dalla fronte fiera, con un largo flessuoso naso. In gioventù la sua faccia fu probabilmente piacevole. Il suo profilo facciale non era tipicamente semitico, ma le origini non erano per nulla comprensibili. Qualche tempo prima egli fu probabilmente grasso, ma non adesso, e la sua pelle era sospesa dappertutto, alla faccia e al collo come un pallone sgonfiato, circondato da capelli. L’usuale colazione a Lubianka fu apparentemente tenuta strettamente sotto dieta per il passato Ambasciatore a Parigi. Da quel momento sospesi ulteriori osservazioni.

“Lei fuma?” domandai, aprendo il pacchetto di sigarette, con l’intenzione di stabilire qualche più intima relazione con lui.
“Io ho smesso di fumare per preservare la mia salute” lui replicò con un piacevole tono di voce, “ma la ringrazio; mi sono appena ripreso dalle mie tribolazioni allo stomaco.”

Lui fumò calmamente, con freno e non senza di una certa eleganza.

“Io sono un dottore” m’introdussi.

“Sì lo so questo, io so come lei agisce là ” lui disse con voce tremante.

“Io vengo a domandarle il suo stato di salute. Come sta? Soffre di qualche malattia?”

“No nessuna.”

“E’ sicuro? Come sono le condizioni del suo cuore?”

“Grazie ai risultati di una dieta rinforzata non si vedevano sintomi anormali.”

“Ve ne sono alcuni che non possono essere annunciati dal solo paziente, ma solo da un medico.”

“Io sono un medico”, lui m’interruppe.

“Un medico?” Io replicai sorpreso.

“Non lo sapeva?”

“Nessuno me lo ha detto. Mi congratulo con lei. Io sono molto felice di poter far uso di un collega e, seguace studente. Dove studiò? A Mosca o a Pietrogrado”?

“Oh no! Attualmente non sono un soggetto Russo. Studiai a Nancy e Montpellier: dopo ricevetti il mio dottorato…”

“E’ possibile che abbiamo studiato nello stesso periodo; io feci diversi corsi a Parigi. Lei è Francese?”

“Io intendo diventare Francese. Sono nato in Bulgaria, ma senza il mio permesso sono stato convertito in Rumeno. La mia provincia fu Dobrudga, quando nacqui, e dopo il trattato di pace divenni Rumeno.”

“Mi permetta d’auscultarle il torace”, portando il mio stetoscopio all’orecchio.

Gli dissi di togliersi la giacca e di mostrarmelo. Lo auscultai. L’auscultazione non mostrava nulla d’anormale; come avevo previsto, indebolito, ma senza imperfezioni.
“Io supporrò quello che sarò principalmente la quantità di cibo per il suo cuore.”

“Solo il cuore, compagno?”, lui chiese ironicamente.

{p. 8} “Io la penso così”, ignorando l’ironia, “Penso che la sua dieta sia in ogni caso ristretta.”

“Mi permetta d’auscultarmi.”

“Con piacere” – gli diedi lo stetoscopio.

Lui velocemente s’auscultò.

“Io avevo immaginato che le mie condizioni fossero peggiori. Molte grazie. Posso rimettermi la giacca?”

“Certamente. Se lo gradisce, se dopo fosse necessario potrà prendere qualche goccia di
Digitale, non pensa?”

“Considera questo del tutto essenziale? Io penso che il mio vecchio cuore potrà sopravvivere ai pochi giorni o mesi che mi rimangono per vivere bene.”

“Io penso invece che lei vivrà molto a lungo.”

“Non mi dia speranza collega…, di vivere di più, io ho già vissuto in lungo!… Ci sono principalmente istruzioni circa la mia fine; il giudizio non è molto lontano… E poi tutto il resto.”

Quando lo disse, avendo in mente il resto finale, la sua faccia sembrava avesse un’espressione di una certa felicità. Io rabbrividii. Questo suo augurio di morire, e la stessa morte la lessi nei suoi occhi. Indebolendomi. Gli chiesi di sedersi mosso dalla compassione.

“Non mi ha capito, compagno. Io lo volevo dire nel caso lei decida di continuare a vivere, sarà una vita senza sofferenze.” Il fatto che lei sia stato portato qui significa che non sarà trattato bene adesso?”

“Dopo, si, in ogni caso. Per quanto concerne il resto io ne ho risentito i colpi, ma…”

Io gli diedi un’altra sigaretta e dopo aggiunsi:

“Abbia speranza. Da parte mia io farò eseguire l’estensione delle richieste. Farò qualsiasi cosa che possa dipendere da me, sicuramente non dovrà usare le unghie. Io potrò immediatamente aver fiducia in lei, senza eccessi, preoccupandomi dello stato del suo stomaco. Noi potremo iniziare con una dieta a latte e qualche più sostanziosa aggiunta. Io darò disposizioni in proposito. Lei forse fuma… ne prenda qualcuna.” E gli diedi tutte quelle che rimanevano nel mio pacchetto.

Richiamai la guardia e gli ordinai d’accendere le sigarette al prigioniero nel caso avesse voluto fumare. In seguito avendo avuto un paio d’ore a disposizione, diedi istruzioni che a Rakovsky fosse dato mezzo litro di latte con zucchero.

                                                   *******

Noi ci preparammo per l’incontro con Rakovsky a mezzanotte. Quelle “amichevoli” caratteristiche furono eseguite con fatica in tutti i dettagli. La stanza era ben riscaldata, c’era il fuoco nel camino, luce soffusa, una cena ben scelta dell’ottimo vino; tutto era stato scientificamente improvvisato. “Come per un incontro fra amanti”, osservò Gabriele. Io ero assistente. La mia responsabilità di capo era somministrare la droga in qualche modo senza farmi accorgere. A questo proposito la bevanda era stata posta per mia scelta accanto a me, io potevo mescere il vino. Io avrei potuto osservare quando terminava l’effetto della droga, così che avrei potuto aggiungerne in un dato momento. Questo era il mio più importante compito. Gabriele voleva, se l’esperimento funzionava, portare prontamente al primo reale incontro

{p. 9} dei progressi attraverso l’essenza della materia. Lui sperava un pieno successo. Lui aveva avuto una buona pausa di lavoro ed era in convenienti condizioni. Io ero interessato a sapere come lui avrebbe stretto Rakovsky, che, secondo il mio parere era ugualmente un opponente degno di lui. Tre grandi sedie erano state piazzate prima del camino. Quella vicina alla porta era per me, Rakovsky si sedette in mezzo, la terza era per Gabriele, che indossava una bianca logorata camicia Russa.

Era appena scoccata la mezzanotte quando lo portarono. Rakovsky indossava abiti decenti ed era ben rasato. Lo guardai professionalmente trovandolo in stato disteso.


Lui si scusò di non essere abile a bere più di un bicchiere accennando alle condizioni del suo stomaco, io non misi la droga in quel bicchiere e mi ritrassi.

La conversazione iniziò con banalità… Gabriele sapeva che Rakovsky conosceva meglio il Francese del Russo ed iniziò in quel linguaggio. Vi furono accenni circa il passato. Era chiaro che Rakovsky fosse un esperto conversatore. La sua parlata era esatta, elegante ed anche ricercata. Lui dimostrava con facilità ed accuratezza d’essere molto erudito. Qualche volta accennò alle sue molte fughe, in esilio, riguardanti Lenin, Plekhanov, Lussemburgo, lui assicurò che quando era un ragazzo aveva stretto mani a vecchi Angeli.

Noi bevendo whisky. Gabriele in seguito gli diede l’opportunità di parlare circa mezz’ora, io gli chiesi se a sua scelta io “avrei potuto aggiungere acqua e soda, “sì, n’aggiunga” lui replicò consentendomelo.

Io manipolai la bevanda e vi sciolsi la pillola, che era stata fabbricata dall’inizio. Diedi dapprima del whisky a Gabriele, facendogli intendere che avevo fatto il lavoro. Portai il bicchiere a Rakovsky e dopo presi il mio. Lui lo assaporò con molto piacere. “Io ho un piccolo privilegio” dissi a me stesso. Ma questo fu un passaggio che si dissolse nel piacevole fuoco del camino.

Da principio Gabriele andò al tema principale, la conversazione era stata lunga ed interessante.

Io ero stato fortunato nell’ottenere un documento col quale riproducevo al meglio una nota di prima mano fra tutte quelle che erano state discusse fra Gabriele e Rakovsky. Eccole.

INFORMAZIONE

L’INTERROGATORIO DELL’ACCUSATO CHRISTIAN GEORGIEVITCH RAKOVSKY DA GAVRIILOVITCH KUS’MIN IL 26 GENNAIO 1938.

Gavriil G. Kus’Min. D’accordo con la nostra scelta a Lubianka, io mi sono appellato per un’altra possibilità nei suoi riguardi; la sua presenza in questa casa dimostra che ho avuto successo in questo. Mi porti a vedere che non ci deluderà Christian G. Rakovsky. Io mi auguro di poterlo fare.

Gavriil – Ma prima di tutto: come buon inizio alla domanda. ci terremo noi adesso inerenti alla reale verità. Senza “ufficiali” verità, le quali figureranno al processo alla luce delle confessioni dell’accusato…. Questo è qualcosa del quale, come lei sa è pienamente soggetta a pratiche considerazioni o “considerazioni dello Stato” come si direbbe all’Ovest. Le

{p. 10} domande di politica internazionale ci forzeranno ad usare reali domande, e “reali verità” … In ogni caso sia il corso del processo, a governativi e popolo sarà sempre detto tutto quello che possono sapere.

Di tutti quelli che vogliono sapere ogni cosa, è Stalin il primo che lo vuole. Per cui, in ogni caso è forse dalle sue parole qui che essi potrebbero girare la posizione. Lei sa che essi non potranno aggirare il suo crimine ma, al contrario, essi però potranno dare risultati desiderabili in suo favore. Sarà lei abile a salvare la sua vita, che al momento è stata fulmineamente persa. Così adesso gliene ho parlato e lei lo mostri: lei ammetterà d’essere una delle spie di Hitler che riceve salario da Gestapo e OKW (2) {Nota in fondo al testo}.

E’ così?

Rakovsky – Sì.

G. – Lei è una spia di Hitler?

R.- Sì.

G.- No Rakovsky, no. Affermi la reale verità, ma senza accorciare i precedenti.

R.- Noi non siamo spie di Hitler, noi cacciamo Hitler come lo cacciate voi. Come Stalin lo caccia, peraltro sempre di più, ma questa è una ragione veramente complessa.

G.- Io potrei aiutarla… Per scelta io conosco anche una o due cose. Lei, i Trotzkisti, essi hanno avuto contatti con il sostegno della Germania. E’ così?

R.- Sì.

G.- In quale periodo?

R.- Non conosco la data esatta, ma lo stesso dopo il fallimento di Trotzky. In ogni caso prima che Hitler raggiungesse il potere.

G.- In seguito si potrà sapere la data più esattamente: lei non fu mai una spia personale di Hitler, o del suo regime?

R.- Esattamente. Noi ci preparammo presto.

G.- E per quali propositi? Con l’aspirazione di far diventare la Germania vincente su qualche territorio Russo?

R.- No, non per quelle ragioni.

G.- Eravate spie ordinarie per soldi?

R.- Per soldi? Nessuno mai ricevette un singolo Marco dalla Germania. Hitler non diede nessun denaro per comprarci, per esempio, il Commissario degli Esteri dell’USSR, che ha a sua disposizione libera una somma che è più grande del totale delle ricchezze di Morgan e Vanderbilt, e di quelli che non devono giustificarne l’uso.

G.- Bene, allora per quale ragione?

R.- Non lo poteva Stalin con le sue alte aspirazioni quando ricevette aiuti dalla Germania il modo d’entrare in Russia? Ed è necessario accettare come vere alcune false invenzioni che erano circolate per accusarlo? Lui non era anche chiamato una spia del Kaiser? Le sue relazioni con L’imperatore e l’intervento della Germania negli affari per spedire in Russia i distruttori del Bolscevichismo erano ovviamente chiare.

{Nota in fondo al testo} (2) OKW – Oberkommando der Wehrmacht, Supremo Commando dell’Armata Tedesca- Traduzione. {Fine della nota del testo}

{p. 11} G.- Vero o no, non ha nessun rapporto con questa domanda.

R.- No, mi permetta di finire. Non è un fatto che l’attività di Lenin fu all’inizio vantaggioso per le truppe Tedesche? Mi permetta… Ci fu la separata pace di Brest-Litovsk, alla quale gli alti territori della Russia furono ceduti alla Germania. Chi aveva dichiarato la sconfitta come un’arma dei Bolscevichi di Lenin nel 1913? Io conosco il cuore delle parole dalle sue lettere a Gorky: ” La guerra fra Austria e Russia potrebbe essere maggiormente usata per la rivoluzione, ma ciò potrebbe essere ardua per Francis-Joseph e Nicholas per il momento quest’opportunità”. Come vede, noi, i così chiamati Trotziski, gli inventori della sconfitta nel 1905, continuiamo sull’attuale scena la stessa linea, la linea di Lenin. .

G.- Con una piccola differenza, Rakovsky: al momento c’è il Socialismo in USSR, non lo Zar.

R.- Lei crede?

G.- Cosa?

R.- Nell’esistenza del Socialismo in USSR?

G.- Nell’Unione Sovietica non c’è il Socialismo?

R.- Io lo dico a mio nome. E’ proprio qui che noi troviamo la vera ragione dell’opposizione. Conviene con me, e dalla deduzione logica in questo ne converrà primariamente, teoricamente, razionalmente, noi abbiamo lo stesso modo di dire – no, come Stalin può dire sì. E se il trionfo della sconfitta del Comunismo può essere giustificato, quando egli considera quel Comunismo che è stato distrutto dal bonapartismo di Stalin quello che lo ha tradito, come per Lenin che può diventare allo stesso modo uno sconfitto.

G.- Io penso, Rakovsky, che lei teorizzi grazie al suo modo di far largo uso di dialettica. E’ chiaro dalle molte persone alle quali sarà presentata relazione, io dovendola prontamente provare, accettando i suoi argomenti come gli unici possibili dalla sua posizione, ma nemmeno io penso che potrei non provarla nient’altro che con un sofismo. Ci riporti dopo a questa per un’altra occasione; fra qualche giorno questo avverrà. Io spero che lei potrà darmi la scelta di replicare. Ma attualmente io posso dirle questo: se la sua sconfitta e se la sconfitta della USSR ha avuto come suoi obiettivi la restaurazione del Socialismo nell’USSR, Socialismo reale secondo lei, – Trotzkismo, in seguito, alla lunga noi distruggendone i loro capi e seggi, sconfitti e sconfitta dell’USSR non avrebbero obiettivo né un senso. Come risultato della sconfitta adesso noi andremo all’incoronazione di qualche Führer o Zar fascista. Non è così?

R.- Questo è vero. Senza lusinghe da parte mia – la sua deduzione è splendida.

G.- Bene, se, come io dico, lei asserisce questo sinceramente, più avanti noi raggiungeremo un grande accordo: io sono uno Stalinista e lei è un Trotzkista; noi abbiamo compiuto l’impossibile. Noi abbiamo steso il punto per il quale le nostre vedute coincidono. Le bugie coincidono in questo e al momento presente l’USSR non sarà principalmente distrutta.

R. – Io confesso che non mi sarei aspettato di trovarmi di fronte a qualche persona intelligente. Infatti, nella presente scena e per qualche anno noi non possiamo pensare alla sconfitta dell’USSR e di provocarla, come risaputo noi siamo al momento nella posizione di non poterci piazzare al potere. Noi, i Comunisti, potremmo non trarne profitto da questo. Questo è esatto e coincide

{p. 12} col suo punto di vista. Noi non siamo interessati adesso al collasso dello Stato di Stalin; io lo dico e allo stesso modo asserisco che questo Stato, nonostante tutto quello che è stato detto, è anti-Comunistico. Lei vede che io sono sincero.

G. – Lo vedo. Questo è l’unico modo col quale noi possiamo terminare. Io potrei domandarle, prima che continui, a spiegarmi quello che mi sembra una contraddizione: se lo Stato Sovietico è anti-Comunistico per lei, in seguito perché non dovrebbe augurarsi la sua distruzione in un dato momento? Qualcuno di loro potrebbe essere poco anti-Comunistico e dopo potrebbero esserci alcuni ostacoli alla restaurazione del suo puro Comunismo.

R. – No, no, questa deduzione è ugualmente semplice. Nonostante il bonapartismo Stalinista in ogni caso s’opponga al Comunismo come il napoleonico unico è opposto alla rivoluzione, in queste circostanze è chiaro, nondimeno, l’USSR continua a preservare le sue Comunistiche forma e dogma; questo è il formale non il reale Comunismo. E questo, come per la sparizione di Trotzky che diede automaticamente a Stalin la possibilità di trasformare il Comunismo reale in uno formale, così anche la scomparsa di Stalin ci farà seguire la trasformazione del suo formale Comunismo entro l’unico reale. Un’ora sarà sufficiente per noi. Mi ha capito?

G. – Sì, lo stesso lei ci ha dichiarato la classica verità che nessuno distrugge quello che produce. Bene, dunque; tutto questo è abilità artefatta. Lei realmente l’asserisce poi debolmente lo disapprova come: quell’affermazione sull’anti-Comunismo di Stalin. C’è la proprietà privata in USSR? C’è profitto personale? Classi? Io non potrò continuare a basarmi su fatti- per cosa?

R. – Io sono pronto ad essere d’accordo che esista il Comunismo formale. Di tutto quello che lei ha elencato sono mere forme.

G. – Sì? A quale proposito? Per mera ostinazione?

R. – In ogni modo no. Questa è una necessità. E’ impossibile eliminare l’evoluzione materialistica della storia. Il meglio che si possa dare è stato elaborato. E a quale prezzo? Al costo delle sue teoriche accettazioni, in modo di distruggerle in pratica. La forza che dirige l’umanità attraverso il Comunismo è così inconquistabile come la stessa forza. Ma distorta, opposta a se stessa può sempre raggiungere sotto sviluppi; più precisamente- sotto rallentare il progresso della permanente rivoluzione.

G. – Un esempio?

R. – Il più ovvio – con Hitler. Lui si procurava del Socialismo per la vittoria sul Socialismo: questo è il suo vero anti-socialismo il qual è Nazional-Socialismo. Stalin necessitava del Comunismo per sconfiggere il Comunismo. Il parallelo è ovvio. Ma senza dichiarare l’anti-Socialismo e l’anti-Comunismo di Stalin, entrambi al loro regredire e in antitesi, trascenderanno i creati Socialismo e Comunismo…; essi e molti altri. Lo stesso essi lo vogliano o no, in ogni caso essi lo sappiano o no, essi creano il formale Socialismo e Comunismo, col quale noi, Comunisti Marxisti, inevitabilmente dobbiamo attenerci.

G. – Inerente, Chi è inerente? Il Trotzkismo è completamente liquidato.

R. – In ogni caso lei dica così, lei non ci crede. Dappertutto nonostante le ampie liquidazioni, noi Comunisti gli sopravviveremo. Le grandi unghie di

{p. 13} Stalin e la sua polizia non potranno raggiungere tutti i Comunisti.

G. – Rakovsky, io le domando, e se necessario esigo, di frenare i suoi tiri offensivi. Non prendiamo troppo le distanze col vantaggio della sua “immunità diplomatica”.

R. – Io ho le credenziali? Che ambasciatore sono io?

G. – Precisamente di quest’irraggiungibile Trotzkismo, se gradisce chiamarlo così.

R. – Io posso essere un diplomatico del Trotzkismo, che lei persegue, non sono stato assegnato a rappresentare quel diritto, e non ho indossato quel ruolo per quanto mi riguarda. Lei mi ha condotto a questo.

G. – Io all’inizio mi sono fidato di lei. Ho preso nota in suo favore piuttosto che tirare a questo Trotzkismo e lei non può negarlo. Questo è sicuramente un buon inizio.

R. – Ma come posso io negarlo? Dopo tutto, anch’io l’affermo.

G. – Nondimeno come noi abbiamo ricondotto l’esistenza di questo speciale Trotzchismo dal nostro mutuo arrangiamento, io voglio da lei fatti definitivi, i quali sono necessari per l’investigazione di coincidenze riportate.

R. – Sì, io sarò abile a menzionare quello che lei considera necessario da conoscere e potrò farlo per mia stessa iniziativa, ma potrei non essere abile nell’asserire che questo è in ogni modo la stessa cosa che “Loro” pensano.

G. – Sì, costaterò.

R. – Noi siamo concordi che al presente momento l’opposizione non può essere interessata alla sconfitta e al fallimento di Stalin, così come non abbiamo la possibilità fisica d’occupare il suo posto. Questo è quello sul quale siamo d’accordo. Al momento è un fatto incontrovertibile. C’è in esistenza un possibile aggressore. Il gran nichilista Hitler, che è munito di terribili armi del suo Wehrmacht all’intero orizzonte. In ogni caso si voglia o no, ma egli l’userà contro l’USSR? Siamo d’accordo che per noi questo è il decisivo sconosciuto fatto o, considera che il problema sia stato correttamente esposto?

G. – Questo è stato posto bene. Ma io posso dichiararle che non è l’unico fattore. Io considero l’attacco di Hitler sull’USSR inevitabile.

R. – Perché?

G. – Molto semplice; perché chi lo controlla è incline agli attacchi. Hitler è sempre il condottiero del Capitalismo internazionale.

R. – Io sono d’accordo che c’è un pericolo, ma da quello che si costata su questo suolo cioè dell’inevitabilità di un suo attacco all’USSR, c’è un intero abisso.

G. – L’attacco sull’USSR è determinato dalla vera essenza del Fascismo. Inoltre lui s’impone attraverso questo da tutti gli Stati Capitalistici che lo seguono a riarmare e a portare tutte le necessarie strategiche basi economiche. Questo è ovvio.

R. – Lei dimentica qualcosa di molto importante. Il riarmamento di Hitler e l’assistenza che attualmente riceve dalle nazioni di Versailles. (Prendi una buona nota di questo) furono ricevute da lui durante un periodo speciale, quando noi già saremmo potuti diventare quelli di Stalin in caso di una sua sconfitta. Quando l’opposizione già sarebbe esistita… Considera questo fatto come una materia di cambiamento o solo una coincidenza nel tempo?

{p. 14} G. – Io non vedo nessuna connessione fra il permesso di riarmo dal Potere Tedesco di Versailles e l’esistenza dell’opposizione… La traiettoria dell’Hitlerismo è di per sé chiara e logica. L’attacco sull’USSR era parte dei suoi programmi già pronti molto tempo fa. La distruzione del Comunismo e l’espansione nell’Est- è dogma del libro “Mein Kampf”, il Talmud delle Nazioni Nazional-Socialiste… ma queste sue ricercate sconfitte porteranno vantaggi all’USSR se così, in ogni modo, in accordo col suo coinvolgimento.

R. – Sì, al primo sguardo questo appare essere naturale e logico, ugualmente in verità.

G. – Prevenire questo evento, così che Hitler non attacchi, affidandoci ad un’alleanza con la Francia, potrebbe essere un’ingenuità credere che il Capitalismo faccia compiere sacrifici con l’intento di salvare il Comunismo.

R. – Se noi potremo continuare la discussione sempre su quella fondazione concettuale e le sue applicazioni usate durante gl’incontri di massa. In seguito lei sarà sicuramente d’accordo. Ma se sarà sincero nell’affermare questo in seguito, non si dimentichi, di deludermi; pensandolo con le politiche della famosa polizia Stalinista mostrate ad alti livelli.

G. – L’attacco Hitleriano sull’USSR è, inoltre, una necessità dialettica ed è allo stesso tempo l’inevitabile distruzione delle classi nel piano internazionale. Dalla parte di Hitler, inevitabilmente là si mostrerà l’intero Capitalismo.

R. – E così, mi creda, alla luce delle sue scolastiche dialettiche, io mi sono formato una negativa opinione circa la politica culturale Stalinista. Io sento le sue parole com’Einstein può sentire un ragazzo di scuola parlare riguardo alla fisica della quarta dimensione. Io vedo che lei è soltanto informato d’elementare Marxismo, e con la demagogia, unicamente popolare.

G. – Se poi le sue spiegazioni saranno ugualmente abbondanti e coinvolgenti, io potrei esserle grato per qualche delucidazione su questa “relatività” o “quantum” del Marxismo.

R. – Qui, senza ironia; parlandole con le migliori intenzioni… Di questo stesso elementare Marxismo e, ugualmente nelle vostre Università Staliniste, lei potrà trovare la dichiarazione con la quale si contraddicono interamente le sue tesi circa l’inevitabilità dell’attacco Hitleriano sull’USSR. Lei anche penserà che la prospettiva (3) del Marxismo è la supposta asserzione che, le contraddizioni sono incurabili e fatali malattie del Capitalismo … Non è così?

G. – Si, comunque.

R. – Ma se le cose sono, infatti, quelle con le quali noi accusiamo il Capitalismo d’essere imbottito di continue contraddizioni nella sfera economica che si ripercuotono anche politicamente? La politica e l’economia non sono importanti in se ma sono una condizione o misurazione dell’essenza sociale, contraddizioni innalzate nella sfera sociale, sono riflessi simultanei soltanto in economie o politiche, o in entrambe allo stesso tempo. Potrebbe esservi un presunto fallimento delle economie ma simultaneamente infallibilità nelle politiche – con le quali è essenziale disporre che un attacco sull’USSR potrà diventare inevitabile – in accordo ai suoi postulati – assolutamente essenziale.

G. – Questo significa che principalmente lei ha fiducia in ogni cosa che riguarda contraddizioni, fatalità ed inevitabilità degli errori che sono stati fin dagli inizi commissionati dalle borghesie le stesse che faranno seguire l’attacco di Hitler all’USSR. Io sono un Marxista, Rakovsky, ma qui, fra noi, in modo di non fornire il pretesto per far arrabbiare un singolo attivista, le assicuro che con tutta la mia fede in Marx, io non posso credere che in USSR esistano favoreggiamenti a menzogne dei suoi nemici… E io penso che Stalin condivida la mia stessa visione.

R. – Ma io la penso così… Non mi guardi al quel modo, io non sono un pazzo burlone.

G. – Lei mi permetta di sollevare dei dubbi, finché lei non avrà provato le sue asserzioni.

R. – Non vede adesso che io ho avuto ragioni nel qualificare la sua cultura Marxista come pienamente dubbia? I suoi argomenti e reazioni sono gli stessi come in ogni ordine e linea attivistica.

G. – A torto?

R. – Si, sono corretti per una piccola amministrazione, per un burocrate e per le masse. Questi richiedono una media di combattenti… che credano principalmente in questo e ripetano ogni cosa così com’è stata scritta. Mi ascolti in via del tutto confidenziale. Con il Marxismo lei otterrà gli stessi risultati delle antiche religioni esoteriche. I loro aderenti, hanno sempre conosciuto soltanto l’aspetto più elementare e crudo, alla lunga da quell’unico ne fanno derivare il loro destino, quello che è essenziale, per entrambe la religione e il lavoro della rivoluzione.

G. – Non vorrà adesso introdurmi ad un Marxismo mistico, come qualcosa di simile alla frammassoneria?

R. – No, non esoterico. Al contrario, io lo posso spiegare con la massima chiarezza. Il Marxismo prima d’essere un sistema filosofico, economico e politico, è una cospirazione per la rivoluzione. Così per noi la rivoluzione è l’unica assoluta realtà, essa segue questa filosofia, le economie e le politiche sono vere sempre e alla lunga esse conducono alla rivoluzione. La fondamentale verità (Chiamiamola soggettivamente) non esiste nelle economie, politiche o morali simili: alla luce delle scientifiche astrazioni questo è allo stesso tempo verità o errore, ma per noi, soggetti alla dialettica rivoluzionaria, ciò è sempre vero, questa è l’unica verità, in seguito questo lo sarà principalmente per tutti quelli che sono rivoluzionari, e qualcuno di quelli fu Marx. D’accordo con questo noi agiamo principalmente. Ricorda la frase di Lenin, in replica a qualcuno dei dimostranti che asserivano sulla linea di queste argomentazioni, come le sue intenzioni contraddicessero presumibilmente la realtà: “Io sento questo realmente” fu la sua risposta. Non pensa che Lenin esprimesse nonsensi? No, per lui ogni realtà; ogni verità è relativa alla faccia della sola ed unica assoluta: rivoluzione. Marx era un genio: se il suo lavoro avesse aumentato l’unica profonda critica al Capitalismo, ugualmente seguito a quello che avrebbe potuto essere un insuperabile lavoro scientifico, ma nel caso in cui i suoi scritti richiedevano livelli di maestranze, si produsse l’effetto di un apparente ironico lavoro. Il “Comunismo” lui disse “principalmente accade perché è il Capitale che lo porterà alla tenace vittoria su quel nemico.” Questa è la magistrale tesi di Marx…

{p. 16} Può esservi qui una grande ironia? E in seguito, in modo che possa essere creduta, facendone una spersonalizzazione del Capitalismo e del Comunismo, per trasformare l’individuo capace di un cosciente pensiero individuale umano, in uno straordinario impostore di talento. Quello fu il suo scaltro metodo, per dimostrare ai Capitalisti che essi sono una realtà del Capitalismo e che il Comunismo può trionfare come il risultato dell’innata idiozia; senza la presenza dell’immortale stoltezza dell’homo economico quella non gli si rivelerebbe tramite le continue contraddizioni proclamate da Marx. L’abilità di terminare la trasformazione dell’homo sapiens in homo stultum significa possedere magiche forze, capaci di portare l’uomo sotto al primo stadio della scala zoologica, a livello d’animale. Se c’è un homo stultum nell’epoca dell’apogeo del Capitalismo, Marx potrà formulare le sue assiomatiche proposizioni: contraddizioni aggiunte nel tempo uguale a Comunismo. Mi creda, noi che siamo stati iniziati a questo, nel contemplare la rappresentazione di Marx, come all’unico che era stato piazzato alla principale entrata di Lubianka, noi non potemmo prevenire l’infezione di un’interna esplosione di risate nel vedere che egli rideva prendendo per la barba tutta l’umanità.

G. – E lei è già capace di ridersela dei più riveriti scienziati dell’epoca?

R. – Ridicolizzarli? … Questa è alta ammirazione! Il modo in cui Marx potrebbe essere abile a sconfiggere così molte persone di scienza, è stato essenziale per lui che ha potuto dominare su tutti loro. Bene: in modo di poter giudicare Marx in tutte le sue grandezze, noi iniziamo a considerare il reale Marx, Marx il rivoluzionario, giudicandolo dal suo manifesto. Questo inizia con Marx il cospiratore, e di come durante la sua vita e la rivoluzione fossero in una condizione di cospirazione. Non è per nulla un caso se la rivoluzione è indebitata per i suoi sviluppi e le sue recenti vittorie su quei cospiratori.

G. – Ad ogni modo lei nega l’esistenza di un dialettico processo di contraddizioni del Capitalismo, col quale si giunge al finale trionfo del Comunismo?

R. – Lei può essere sicuro che se Marx credendo che il Comunismo compirà la vittoria sempre grazie alle contraddizioni del Capitalismo, quando noi non ne potremo avere un altro, mai, menzionandone le contraddizioni sulle migliaia di pagine del suo scientifico rivoluzionario lavoro. Quello fu il categorico imperativo della realistica natura di Marx: non scientifica, ma unicamente rivoluzionario. Il rivoluzionario e i cospiratori non si apriranno mai al suo opposto è il segreto del suo trionfo fu che lui non poteva mai dare l’informazione; forniva loro disinformazione usata come contro-cospirazione. Non è così?

G. – Lo stesso alla fine noi abbiamo raggiunto la conclusione (d’accordo con lei) che non ci sono contraddizioni nel Capitalismo, se Marx ne parla sempre come un metodo rivoluzionario-strategico. E’ così o no? Ma le colossali e al disopra cresciute contraddizioni del Capitalismo sono là da vedere. E così noi concluderemo che Marx, avendo mentito, dice la verità.

R. – Lei è pericoloso in veste di dialettico, quando lei distrugge le branche del dogmatismo scolastico e porta alla libertà il regno delle sue stesse invenzioni. E’ così che Marx afferma la verità quando mente. Lui mente quando porta in errore, avendo definito le contraddizioni come un “continuum” nella storia delle economie del capitale chiamandole “naturali ed

{p. 17} inevitabili,” ma allo stesso tempo lui dichiara la verità perché conosce che le contraddizioni possono essere create e potranno crescere con incrementata progressione fino al raggiungimento del suo apogeo.

G. – Questo significa che in lei c’è antitesi?

R. – Non ci sono antitesi qui. Marx inganna per tattiche ragioni circa le origini delle contraddizioni del Capitalismo, ma non circa alle sue ovvie realtà. Marx conosce come loro sono state create, come esse s’acuiscono in certe cose passate attraverso l’anarchia generale delle produzioni Capitalistiche, le quali andranno dapprima al trionfo della rivoluzione Comunista… Lui lo sa che potrebbe accadere perché conosce ciò che crea le contraddizioni.

G. – Questa è una rivelazione assai strana e un pezzo di novità, questa asserzione e l’esposizione delle circostanze con le quali si portò il Capitalismo al suo “suicidio,” da una ben scelta espressione del borghese economista Schmalenbach, al supporto di Marx, non è essenziale ed innata la legge del Capitalismo. Ma io sono interessato a sapere se noi richiederemo il personale per questi patti?

R. – Non l’ha capito intuitivamente? Non ha saputo come le parole di Marx siano in contraddizione ai documenti? Lui dichiara la necessità e l’inevitabilità di contraddizioni nel Capitalismo, provando l’esistenza di un eccesso di valuta ed accumulazione, il che prova che questa realtà esiste. Lui agilmente inventando la proposizione che una gran concentrazione di principi di produzione corrisponde ad una gran massa di proletariato, una gran forza per la costruzione del Comunismo, non è così? Adesso andiamo: allo stesso tempo come con quest’asserzione lui fonda l’Internazionale. Già l’Internazionale è, nel lavoro del giornaliero lottatore delle classi, un “riformista,” per esempio un’organizzazione il cui proposito è la limitazione dell’eccesso di valuta e dov’è possibile la sua eliminazione. Per queste ragioni, obbiettivamente l’Internazionale è un’organizzazione ed una contro-rivoluzione anti-Comunista, in accordo con la teoria di Marx.

G. – Adesso noi costatiamo che Marx è un contro-rivoluzionario e anti-Comunista.

R. – Bene, adesso noi vediamo come possiamo fare uso dell’originale cultura Marxista. E lo stesso possibile descrivere l’Internazionale come contro-rivoluzionaria ed anti-Comunista, con logica e scientifica esattezza, se uno non vede nei fatti niente di più che un diretto visibile risultato e nei testi unicamente le lettere. Uno arriva a certe assurde conclusioni, che sono ugualmente ovvie, quasi ci si dimentica che parole e fatti nel Marxismo sono soggetti a stretti ruoli d’alta scienza: i ruoli della cospirazione e rivoluzione.

G. – Non potremmo mai noi richiederne la conclusione finale?

R. – Fra un attimo. Se la classe lotta, nella sfera economica, diventa riformista alla luce dei suoi primi risultati, e per quella ragione contraddice le teoretiche presupposizioni, con le quali determina la stabilizzazione del Comunismo, questo è, nei suoi veri principi reali, puramente rivoluzionari. Ma lo ripeto: questo è soggetto ai ruoli della cospirazione, che servono principalmente per mascherarsi ed innalzarsi al di sopra dei suoi veri scopi… La limitazione dell’eccesso di valuta ed in tale modo anche l’accumulazione come conseguenza della lotta di classe – che è sempre materiale d’apparenza, un’illusione, è un modo per stimolare basici movimenti di massa rivoluzionari. Uno sciopero è un immediato attentato alla mobilitazione

{p. 18} rivoluzionaria. Indipendentemente da come questa sia conquistata o no, i suoi effetti economici sono anarchici
. Come risultato di questo metodo vi è l’impoverimento della posizione economica di una classe che conduce verso l’impoverimento dell’economia in generale; in ogni caso vi saranno la misura ed i risultati dello sciopero, e questo lo stesso porteranno alla riduzione della produzione. Il risultato generale: più povertà, dalla quale le classi lavoratrici non possono staccarsi. Questo è solo qualcosa: ma non è l’unico risultato e non è il più importante. Come noi sappiamo, l’unico scopo di una lotta nelle sfere economiche è guadagnare di più e lavorare poco. Una qualche assurdità economica, ma in accordo con la nostra terminologia, è una tale contraddizione, che non è stata annunciata alle masse, le quali sono sempre bloccate dall’adeguamento dei salari, in ogni modo annullati dall’innalzamento dei prezzi. E se i prezzi sono limitati da azioni governative, quando stesse cose accadono, come ad esempio la contraddizione tra l’augurarsi di spendere di più, producendo poco, è qui qualificata dall’inflazione monetaria. Così si è portati ad un circolo improduttivo: uno sciopero, paura, inflazione, paura.

G. – Con l’eccezione quando lo sciopero è piazzato a costi all’eccesso di valuta nel Capitalismo.

R. – Teoria, pura teoria. Parlandoci fra noi, prendendo ogni annuale manuale riguardante l’economia d’ogni paese e gli affitti divisi e le totali tasse da tutti quelli che ricevono stipendi o salari, e si vedrà che un risultato straordinario emergerà. Il risultato è il più contro-rivoluzionario fatto, e noi lo teniamo in un completo segreto. Questo perché se lei lo deduce dalla teorica divisione dei salari e i costi dei direttori, che potrebbero patirne le conseguenze con l’abolizione dell’imprenditoria, in ogni caso lo stesso la vi rimane un dividendo che è un debito per il proletariato. In realtà in ogni modo un debito, se noi consideriamo la riduzione nel volume e qualità della produzione. Come lei adesso vedrà, chiamare lo sciopero, il principio per compiere un rapido impoverimento di benessere del proletariato è sempre una scusa; una scusa avanzata in modo di forzare a commettere un sabotaggio a Capitalistiche produzioni. In tale modo la contraddizione dei sistemi borghesi aggiungono contraddizioni fra il proletariato; queste sono dubbie armi della rivoluzione, e questo – che è ovvio – non s’evidenzia da solo: esistono un’organizzazione, capi, discipline, ed insieme con quelli l’esistente stupidità. Lei non sospetta che le molte citate contraddizioni del Capitalismo, ed in particolare quella finanziaria, siano in ogni caso organizzate da qualcuno? … Sulle basi di queste deduzioni io potrò ricordarle che le sue economiche lotte dell’Internazionale proletaria coincidono con l’Internazionale finanziaria, entrambe producono inflazione, qualcuno potrebbe asserire che è una coincidenza, qualcun altro presumerlo, è lo stesso un accordo. Queste sono le sue stesse parole.

G. – Io ho adesso il sospetto su qualche assurdità, che ha l’intento di far girare un nuovo paradosso, ciò che io non posso immaginare. Questo dimostra come lei voglia alludere all’esistenza di un Capitalismo seguito all’Internazionale Comunista, come qualcosa di un unico nemico comunque.

R. – Esattamente così. Quando io parlo d’Internazionale finanziaria, io la penso come un Comintern (N.d.T. – “Comunione interna”), ma ammettendo l’esistenza di un “Comintern”, io non voglio assicurare che essi siano in antitesi.

G. – Non ci faccia perdere tempo con invenzioni e fantasie, io le assicuro che lei ha scelto il momento sbagliato.

R. – Ma in ogni modo lei asserisce che io sono un cortigiano di

{p. 19} “Notti Arabe”, che usa la sua immaginazione notturna per salvare la propria vita… No, se lei pensa che io sia uscito dal tema, lei è in torto. In modo d’appellarci richiedendo quello per il quale noi ci siamo accordati nel nostro intento, se vero, prima d’illuminarla su tutte le più importanti materie, che l’hanno condotta alle sue generali mancanze d’attribuzione a quello che io voglio chiamare “l’Alto Marxismo.” Io non oso evadere queste spiegazioni che conosco bene come a qualche mancanza di conoscenza esistente nel Cremlino … Mi permetta di continuare.

G. – Lei continui. Ma è vero che se tutto questo sarà visto unicamente come una perdita di tempo per eccitare l’immaginazione, in seguito questo passatempo potrebbe avere un triste epilogo. Io glielo chiedo esplicitamente.

R. – Io continuo come se non avessi sentito nulla. Pertanto siccome lei è uno scolaro in relazione al Capitale, e io voglio far riferimento ai suoi talenti induttivi, io potrò rimandarla a qualcosa di veramente curioso. Annunciandole con cosa la penetrazione di Marx andò alle conclusioni portando in seguito in esistenza l’industria Britannica, con concernenti sue conseguenze, per esempio la contemporanea industria colossale; con la sua analisi e le critiche: qualcosa come un’immagine antipatica portata dai suoi fabbricanti. Nella sua immaginazione e in quella delle masse si potrà innalzare la terribile immagine del Capitalismo nelle sue più umane materializzazioni: un grasso-panciuto fabbricante con un sigaro in bocca, così com’è stato descritto da Marx, che con auto soddisfazione trascina moglie e figli al lavoro sulle strade. Non è così? Allo stesso modo ricordi la moderazione di Marx e la sua borghese ortodossia quando si studia la questione dei soldi. Nel problema dei soldi non facendola apparire insieme alle sue famose contraddizioni. Le finanze non esisterebbero per lui come qualcosa d’importanza finalizzata a se stessa; il traffico e la circolazione dei soldi sono i risultati d’abominevoli sistemi di produzioni Capitalistiche, alle quale s’assoggettano loro stesse e dalle quali sono pienamente determinate. Nella questione dei soldi Marx è reazionario delle uniche immense sorprese lui fu una speculare mentale “stella a cinque punte” unicamente Sovietica, con la qual imbrillantinare l’Europa dappertutto, la stella composta dai cinque fratelli Rothschild con le loro banche, che possiedono colossali accumuli di ricchezze, i grandi sempre conosciuti … Così questo fatto, è così colossale come questa mal condotta immaginazione del popolo di quest’epoca, passata innominata da Marx. Questo è qualcosa di molto strano … Non è così? Ed è possibile che questo strano impedimento di Marx s’innalzi a fenomeno che è comune ad ogni futura rivoluzione sociale. Ed è questo: noi possiamo tutti confermare che quando le masse prendono possesso di una città o di un paese, dopo sembra siano ugualmente colpite da una sorta di superstiziosa paura nei confronti delle banche e dei banchieri. Chi ha ucciso Re, generali, vescovi, poliziotti e preti ed altri rappresentanti delle odiate classi privilegiate; un palazzo derubato e bruciato, chiese e in uguale modo centri scientifici, ma dov’è resistente alle rivoluzioni economiche-sociali, le vite dei banchieri sono rispettate, e come risultato magnifiche costruzioni delle banche rimangono intaccate… Secondo con le mie informazioni, prima che io fossi arrestato, questo continuerà ad esistere ugualmente adesso…

G. – Dove?

R. – In Spagna… Lei non lo sa? Da come me lo domanda, me lo dice da se stesso: non trova tutto questo molto strano? Pensi, la polizia… Io non so, se ha prestato attenzione alla strana somiglianza che esiste fra l’Internazionale finanziaria ed il proletariato Internazionale? Io potrei assicurare che una è l’altra sede dell’altra, ed il ritorno della sede è l’unico proletariato più moderno del finanziario.

{p. 20} G. – Dove vede lei somiglianza in cose così opposte?

R. – Obiettivamente quelle sono identiche. Come ho provato, il Comintern, parallelamente duplicato dal movimento riformista e dall’intero sindacalismo, chiama all’anarchia della produzione, inflazione, povertà attese nelle masse. Finanze, a capo dell’internazionale finanziaria, doppiata, coscientemente od inconsciamente da finanze private, che creano le stesse contraddizioni, già in gran numero… Noi possiamo prontamente costatare la ragione per la quale Marx nascondeva contraddizioni finanziarie, le quali potevano non rimanere al di dentro dei suoi penetranti intenti, se le finanze non hanno avuto un alleato, l’influenza del quale – obbiettivamente rivoluzionaria – sarebbe immediatamente dopo straordinariamente importante.

G. – Un’inconscia coincidenza, ma non un’alleanza che presuppone intelligenza, conformità.

R. – Ci porta a considerare questo punto di vista se lo gradisce. Adesso noi andremo meglio sopra ad analisi soggettive delle finanze e ancora di più: ci porterà a vedere come una sorta di popolo personale è al lavoro in questi frangenti. L’internazionale essenza di soldi è ben conosciuta. Da questi fatti emerge un’organizzazione che la segue e l’accumula in una società cosmopolitica. Finanze al loro apogeo, con stesso scopo, l’internazionale finanziaria – nega e non riconosce qualsiasi cosa nazionale. Esse non riconoscono lo Stato, perciò lo stesso anarchico e potrebbe essere assolutamente anarchico se – la negazione d’ogni stato nazionale, dove non solo, dalle necessità, è uno Stato nelle sue basiche essenze. Lo stato come lo è ogni potere. E i soldi sono un potere esclusivo.

Il superstato comunista, che noi abbiamo creato prontamente durante l’intero secolo, e lo schema dell’internazionale di Marx. Lo analizzi e lei ne vedrà le sue essenze. Lo schema dell’Internazionale ed i suoi prototipi dell’USSR – che sono puro potere. La basica somiglianza fra le due creazioni è assoluta. È qualcosa di fatalistico, inevitabile, le personalità e gli autori d’entrambe sono identici. I finanzieri sono un internazionale come lo sono i Comunisti. Entrambi, con l’aiuto di svariati pretesti e principi diversi, in lotta con i nazionali borghesi dello Stato e lo negano. Il Marxismo in questo modo si converte in uno Stato Comunista., da ciò deriva che il Marxismo è principalmente un internazionalismo: i finanziatori negano lo stato borghese nazionale e la negazione dello stesso, infatti, non facendolo manifestare come un internazionalismo, ma come un cosmopolitismo anarchico… Questo è in apparenza al portato stadio, ma ci porta a vedere cosa realmente è e cosa vuole essere. Come lei vede, nel rifiuto c’è una chiara somiglianza individuale fra gli Internazionalistici-Comunistici e i finanzieri-cosmopoliti; come naturale stato c’è la stessa somiglianza fra l’Internazionale Comunista e l’Internazionale finanziaria…

G. – Questa è un’occasione similare soggettivamente ed obbiettivamente in contraddizione, ma con un’esile erosione ed avendo un qualche piccolo significato il più radicale che esista in realtà

R. – Mi segua senza replicare come adesso, così non interromperà la logica sequenza… Io lo stesso intendo decifrare l’assioma di base: i soldi sono potere. I soldi sono oggi il centro di gravità totale. Io spero che lei concordi con me?

G. – Continui, Rakovsky, l’imploro.

R. – La comprensione di come l’Internazionale finanziaria che ha raggiunto gradualmenteleggi al di sopra della nostra epoca, sia diventata maestra dei soldi, quel

{p. 21} magico talismano, che è diventato per il popolo quello per il quale Dio e la nazione è stabilita, è qualcosa che eccede in scientifici interessi uguale all’arte di una strategia rivoluzionaria. Io glielo posso spiegare. Gli storici e le masse, impediti dai tiri delle pompe rivoluzionarie Francesi, persone intossicate dal fatto che questo abbia posto al potere Re e classi privilegiate, non può spiegare come un piccolo gruppo di misteriose, accurate ed insignificanti persone abbiano preso possesso dell’effettivo potere Reale, quel magico potere, quasi divino, ottenuto quasi senza conoscerlo. Le masse non conoscono che il potere è stato piazzato da altri ai quali essi ugualmente si sono assoggettati alla schiavitù più crudele di quella del Re, che poi, in vista dei suoi religiosi e morali pregiudizi, fu incapace di portare vantaggio di qualche potere. Così quello che avvenne all’incirca al supremo Regale potere fu condotto da persone, le cui morali, intellettuali e cosmopolite qualità non poterono usarlo in seguito. E’ chiaro, che questo avvenga dove i popoli non sono mai stati Cristiani, ma cosmopoliti.

G. – Che cos’è questo mitico potere che essi hanno ottenuto?

R. – Essi hanno acquisito da loro stessi il reale privilegio di coniare denaro … Non rida, ad ogni modo io non posso credere che lei ignori che cosa sono i soldi… io le chiedo di mettersi nella mia posizione. La mia posizione in relazione a lei e come quella dell’assistente di un dottore, che potrebbe aver spiegazioni batteriologiche alla resurrezione medica di un uomo dell’epoca precedente a Pasteur. Ma io posso spiegare la sua mancanza di conoscenza nei miei confronti e posso dimenticarla. Il nostro linguaggio ci conduce all’uso di parole che portano a pensieri scorretti circa a cose ed azioni, grazie al potere d’inerzia dei pensieri, i quali non corrispondono ad esatte realtà. Io dico: denaro. E’ chiaro che nella sua immaginazione immediatamente appaiano immagini di reali soldi metallici e della carta monetizzata. Ma questo non è così. I soldi non sono quella reale circolazione di coniato che è un vero anacronismo. Ammesso che esista e circoli, questo è grazie all’atavismo, sempre perché è conveniente mantenere l’illusione, una pura immaginaria finzione per i presenti giorni.

G. – Questo è un brillante paradosso, arrischiato ed allo stesso tempo poetico.

R. – Come sa questo è in ogni modo brillante, ma non è un paradosso. Io lo so – ed è questo il motivo del suo sorriso – quegli Stati stanno coniando soldi su pezzi di metallo o carta con busti Reali o creste nazionali; bene, così cosa? Una gran parte dei soldi circolanti per vasti affari, come rappresentanti tutte le nazionali ricchezze, soldi, sì, – questo è stato provveduto da quelle poche persone delle quali io accennavo.. Titoli, figure, valuta, promettenti note, sanzioni, ribassi, quotazioni, sembianze senza fine che inondano Stati come a cascate. Che cosa si sono comparati con quei soldi metallici o di carta? … Qualcosa priva d’influenza, qualcosa al minimo della cresciuta inondazione di tutte le piene di denaro finanziario. Essi, sono i più sottili psicologi, che sono abili di guadagnare di più ugualmente senza tribolazioni, grazie alla mancanza di comprensione. In aggiunta all’immensa varietà di differenti forme di finanziamenti monetari, essi creando la carta di credito avendo in vista di prodursi volume chiuso all’infinito. E dandogli rapidamente un suono… questa è un’astrazione, un essere pensante, una figura, un numero, credito, destino … Lo capisce con immediatezza? … Frode: denaro falso, conduce ad un arresto reale …, usando altra terminologia, così che lei possa capirmi.

{p. 22} Le banche, il rifornimento dei cambi e l’intero ordine finanziario mondiale – è una gigantesca macchina che ha il proposito di portare all’incirca innaturale scandalo, in accordo con l’espressione d’Aristotele; forzare i soldi produce soldi, se questo è qualcosa visto come un crimine in economia, poi in relazione alle finanze lo stesso è un crimine contro un codice criminale, fra questi vi è l’usura. Io non so con quale argomento tutto questo sia giustificato: dalla proposizione che essi ricevono interessi legali … Ugualmente accettando quello, ed ugualmente quell’ammissione è più di quel che è necessario, noi vediamo che l’usura esiste già ugualmente fra gli interessi se il ricevuto lucro è legale, dopo s’inventa e si falsifica la non esistenza del capitale. Le banche hanno in ogni modo tramite le vie dei depositi o di soldi in movimenti produttivi una certa quantità di denaro del quale il quinto è per l’appunto uguale a centinaia di volte più grande di quello che è stato fisicamente coniato in moneta metallica o di carta. Io non saprei dire nulla di quei casi in cui le carte discredito, per esempi false, unicamente fabbricate, siano più grandi della quantità di soldi pagati come Capitale. Tenga a mente che il legittimo interesse non è fissato sul capitale reale ma su un non-esistente patrimonio, l’interesse è illegale così spesso com’è il finto capitale che è più grande dell’unico reale.
Tenga presente che questo sistema, che io ho descritto in dettagli, è uno fra i più innocenti tra quelli usati per la fabbricazione di soldi falsi. Lo immagini da lei, se lei può, un piccolo numero di persone, che hanno un illimitato potere attraverso il possedimento di ricchezza reale, e lei potrà vedere che essi sono degli assoluti dittatori ai depositi del cambio; e come il solo risultato di questo sia produzione di dittatori alla distribuzione ed anche di lavoro e consumi. Se lei ha ogni immaginazione moltiplichi, per il complessivo fattore e lei vedrà le sue anarchiche, morali e sociali influenze, come un esempio unicamente rivoluzionario… Lo capisce?

G. – No, non ancora.

R. – Ovviamente è molto difficile credere ai miracoli.

G. – Miracoli?

R. – Si, miracolo. Non è un miracolo che una capanna di legno sia stata trasformata in un tempio? E già qualche miracolo è stato visto dal popolo migliaia di volte, ed essi non possono bastonare occhieggiando, durante un intero secolo. Fra loro vi è uno straordinario miracolo di cui i membri anziani parlano quei grassi usurai che commerciano con le loro monete, le stesse sono adesso convertite in templi, esposti magnificamente ad ogni angolo delle contemporanee grandi città con i loro colonnati pagani, e credenti che accorrono là con un destino che essi sono pronti a adottare da dei celesti, portando assiduamente il loro deposito di tutti i possedimenti al dio del denaro, che, essi immaginano, viva nelle casseforti d’acciaio dei banchieri, e da chi è predestinato, grazie alla sua divina missione ad incrementare ricchezza ad un metafisico infinito.

G. – Questa è la nuova religione della decaduta borghesia?

R. – Religione, già, la religione del potere.

G. – Lei sembra essere un poeta dell’economia.

R. – Se lo gradisce, in modo di dare un’immagine alle finanze, come di un lavoro artistico del quale ovviamente è più un lavoro di genio ed il più rivoluzionario di tutti i tempi, la poesia è richiesta.

G. – Questa è un’opinione fallimentare. Le finanze, come definite da Marx, ed in speciale modo da Engels, sono determinate dal sistema della produzione Capitalistica.

{p. 23} R. – Esattamente, ma al contrario: il sistema Capitalistico di produzione è determinato dalla finanza. Il fatto che Engels dichiari l’opposto ed uguale tenda (tries) a provarlo, il più ovvio profitto finanzia i ruoli delle produzioni borghesi. Così questo fu uguale prima di Marx ed Engels, le finanze sono state il maggiore completo potere strumentale della Rivoluzione e il Comintern non fu che un giocattolo nelle loro mani. Ma mai Marx né Engels potrà svelare o spiegarlo. Al contrario, facendo uso del loro talento come scienziati, avendo camuffato la verità per una seconda volta negli interessi della rivoluzione. Entrambi essi poterono questo.

G. – Questa storia non è nuova. Questo qualcosa mi rimanda a quello che Trotzky scrisse dieci anni fa.

R. – Mi dica …

G. – Quando lui assicurò che il Comintern è un’organizzazione conservatrice comparsa insieme al deposito dei cambi a New York; lui si riferisce ai grandi banchieri come agli inventori della rivoluzione.

R. – Sì, lui disse questo in un piccolo libro nel quale lui per descrivere il fallimento dell’Inghilterra … sì lui disse questo ed aggiunse: “Chi schiaccia l’Inghilterra lungo i patti della rivoluzione?” … e rispose: “Non Mosca, ma New York.”

G. – Ma ricordi che le sue asserzioni sui finanzieri di New York che forgiarono la rivoluzione, furono fatte inconsciamente.

R. – La spiegazione che io prontamente fornisco in modo di poterla aiutare a comprendere perché Engels e Marx camuffarono la verità, è allo stesso modo applicabile a Trotzky.

G. – Io valuto in Trotzky che vi è sempre una sorta di letteraria forma interpretativa, un’opinione di un fatto che qualcuno ugualmente ben conosce, il qual è già stato prontamente calcolato da egli in precedenza. Trotzky dichiara con correttezza che questi banchieri “conducono in atto irresistibilmente ed inconsciamente la loro rivoluzionaria missione.”

R. – Veda come loro conducono la loro missione a dispetto del fatto che Trotzky lo abbia dichiarato? Cosa assai strana! Perché essi non valorizzano le loro azioni?

G. – I finanzieri sono rivoluzionari inconsci fra loro c’è qualcosa obiettivamente, che è come il risultato della loro incapacità di vedere le conseguenze finali.

R. – Lei crede a questo sinceramente? Lei pensa che fra questi reali geni ci sia qualcuno che è inconscio? Lei considera degli idioti le persone le quali oggigiorno nel mondo sono assoggettate alla lotta?

G. – Che cosa pretende?

R. – Semplicemente asserire che essi sono obbiettivamente, soggettivamente e chiaramente consci rivoluzionari.

G. – I banchieri! Lei pensa siano principalmente i malvagi?

R. Io, no … Ma lei? Pensi un poco. Quelle persone sono giusto come me e lei.
Le circostanze nelle quali essi controllano denaro in aumenti illimitati, in quel modo nel quale essi lo creano essi stessi. Non ci dà l’opportunità di determinare i limiti delle loro ambizioni… se queste forniscono ad un uomo piena soddisfazione quando è la soddisfazione la sua ambizione. E di tutto la sua soddisfazione in questo

{p. 24} lo potenzierà. Perché non possono queste persone, i banchieri, avere impulsi attraverso il potere, attraverso il pieno potere? Proprio come accade a me e a lei.

G. – Ma se, d’accordo con lei – ed io lo sono allo stesso modo – essi hanno approntato un potere complessivo politico, quale altre facoltà essi vorrebbero possedere?

R. – Io glielo dico rapidamente: piena autorità. Quanto il potere che Stalin ha in USSR, ma sull’intero mondo.

G. – Qualche potere com’è quello di Stalin, ma con opposte aspirazioni.

R. – Il potere se è reale, è assoluto ed è sempre unico. L’idea dell’assoluto esclude le molteplicità. Per questa ragione il potere è soggetto alla ricerca di potere del Comunismo e del “Comintern”. Che sono cose dello stesso ordine, sono assolute, ma anche in politica sono uniche ed identiche: esclusivo potere che ha da se stesso un proposito, in ogni modo non assoluto. Fino ai presenti giorni non fu mai stata inventata un’altra macchina di potere totale ad eccezione dello Stato Comunista. Capitalistici poteri delle borghesie in uguale modo sui suoi alti gradini della scala, il potere di Cesare, e fra questi un limitato potere, se in teoria, questa è stata la personificazione deificata dei Faraoni e dei Cesari dei tempi antichi, dopo mai poco, grazie al carattere economico della vita in quei primitivi stati ed in seguito alle tecniche sotto sviluppate dell’apparato Statale, vi furono lungo il percorso stanze per individuali libertà. Capisce che ciò che avviene parzialmente, velocemente sulle nazioni e ai governi mondiali pretende assoluta dominazione? Capisce che questa è l’unica cosa che essi non hanno ancora raggiunto?

G. – Questo è interessante: come minimo un esempio di follia.

R. – Certamente, follia in un minimo grado come nel caso di Lenin, che sognante di potere alla lotta sull’intero mondo dal suo attico in Svizzera o la pazzia di Stalin che sognava le stesse cose durante il suo esilio in una capanna Siberiana. Io penso che i sogni di qualche ambizioso sono molto più naturali per i popoli monetizzati, abitanti in grattacieli di New York.

G. – Ci porti ad una conclusione: chi sono loro?

R. – Lei è così ingenuo nel pensare che se io conoscessi chi sono “Loro”, potrei essere un prigioniero qui?

G. – Perché?

R. – Per una ragione molto semplice, fra quelli che sono messi a conoscenza della loro esistenza non potrebbero trovarsi in una posizione nella quale sarebbero costretti a fare rapporti su di loro … Questo è un ruolo fondamentale d’ogni intelligente cospirazione, che lei capisce molto bene.

G. – Ma lei non affermò che loro sono i banchieri?

R. – Io no, ricordi se lo stesso ho parlato della finanziaria è per accennare a delle persone come “Loro” ma niente di più. Se lei vuole che io la informi apertamente, le riporterò dopo dei fatti, ma senza dei nomi, perché io non li conosco. Penso di non sbagliarmi se le affermo che non uno di “Essi” è una persona che occupa una posizione politica o una postazione nella Banca Mondiale. Come ho capito dopo la morte di Rathenau a Rapallo, essi concedono posizioni politiche o finanziarie solo con intermediazioni. Ovviamente con persone che sono fedeli e leali, le quali sono garantite in migliaia di modi: una delle quali asserisce che i banchieri e i politici – sono solo uomini di strascico … solo se essi

{p. 25} occupano posti molto in alto essi sono fatti apparire come gli autori dei piani in conduzione.

G. – Tutto questo può essere compreso ed è anche logico, ma la sua dichiarazione di non conoscerli è forse un’evasione? Ed ugualmente per me, in accordo alle informazioni che impiego, lei occupa un posto sufficientemente alto in questa cospirazione avendo conosciuto molto di più. Lei non ne conosce personalmente nemmeno uno di loro?

R. – Si, ma lo stesso lei non mi crederebbe. Io sono arrivato fino a questo momento dove ho spiegato quando parlavo circa di una persona o individui con una personalità… come si potrebbe dire? … un unico mistico, come Gandhi o qualcuno di simile, ma senza una dimostrazione esterna. Mistici di puro potere, che sono diventati liberi da tutte le volgari trafile. Io non so se lei mi capisce? Bene. Quanto ai loro posti di residenza e nomi, io non li conosco … Immagini Stalin com’è adesso, in realtà mentre conduce l’USSR, ma non circondato da muri di pietra, senza nessuna personalità che lo circonda, ed avendo le stesse garanzie per la sua vita come ogni cittadino. Dal quale egli principalmente dovrà essere protetto contro attentati alla sua vita? Lui è il primo di tutti i cospiratori, qualunque sia grande il suo potere, egli rimarrà anonimo.

G. – Quello che lei dice è logico ma non la credo.

R. – Ma lei già mi crede; io non so nulla, se lo sapessi ne sarei felice! Non sarei qui a difendere la mia vita: io ben comprendo i suoi dubbi e che, in vista dell’educazione politica, lei voglia qualche conoscenza circa le persone. Per onorarla ed anche perché questo è essenziale per lo scopo che ci fa sedere qui entrambi. Io le dirò tutto in modo d’informarla. Lei sa che in accordo alla storia non scritta e celata, Il fondatore della Prima Internazionale Comunista è indicato, lo stesso segretamente come essere Weishaupt. Lei ricorda quel nome? Lui fu alla testa dei massoni che sono conosciuti come Illuminati? Questo nome è stato adottato dalla seconda cospirazione anti-Cristiana di quest’era – gnostica. Questi importanti rivoluzionari, Semiti e Gesuiti in pensione, guardanti al trionfo della Rivoluzione Francese decisa, e per l’appunto lui l’aveva ordinata (con qualche riferimento al suo capo l’importante filosofo Mendelssohn) la fondazione di una segreta organizzazione che finì col provocare ed attivare la rivoluzione Francese e a provvedere poi i suoi obiettivi politici, con il sostegno di trasformarla in una rivoluzione sociale per la stabilizzazione del Comunismo. In questi tempi eroici è stato colossalmente pericoloso alludere al Comunismo come ad un’aspirazione, da ciò derivano le varie precauzioni e segreti, che hanno circondato gli Illuminati. Più che un centinaio d’anni corse prima che un uomo potesse confessare d’essere un Comunista senza paura d’essere imprigionato e condannato. Questo è in parte riconoscibile. Quello che non è conosciuto sono le relazioni fra Wheishapt e i suoi seguaci come il primo dei Rothshilds. Il segreto dell’acquisizione della ricchezza per un banchiere noto può essere spiegato dal fatto che essi furono tesorieri di questo primo Comintern. C’è un’evidenza che quando i cinque fratelli tirarono fuori le cinque provincie dell’impero finanziario in Europa, essi ebbero qualche aiuto segreto per l’accumulazione di queste enormi somme; essendo quei primi Comunisti fra le catacombe Bavaresi diffusesi velocemente dappertutto in Europa. Ma altri dicono, ed io penso a miglior ragione, che i Rothschilds non sono i tesorieri ma i

{p. 26} capi di quel primo segreto Comunismo
. Quest’opinione è basata su quel fatto ben conosciuto che Marx e gli alti capi della Prima Internazionale – l’unica aperta prontamente – fra loro Herzen ed Heine, sono controllati dal Barone Lionel Rothshild, il cui ritratto rivoluzionario fu dato da Disraeli (in Coningsby – Traduzione) il Premier Inglese, che fu la sua creatura, ed è stato portato fino a noi. Egli lo descrive in caratteri di Sidonia, un uomo, che, in accordo alla storia, fu un multimilionario, che conosce e controlla spie, carbonari, frammassoni, Giudaici segreti, zingari, rivoluzionari, eccetera, eccetera. Tutti questi in uguale modo fantastici. Ma è stato provato che Sidonia è un idealizzato ritratto del figlio di Nathan Rotschild, il quale può essere solo dedotto dalla campagna innalzata contro lo Zar Nicholas per favorire Herzen. Lui conduceva quella campagna.

Se tutto quello che noi abbiamo accolto alla luce di questi fatti sono veri, in seguito, io penso, noi possiamo ugualmente determinare chi inventò questa terribile macchina d’accumulazione ed anarchia, quale sono l’Internazionale finanziaria. Allo stesso tempo, io penso, lui potrebbe essere la stessa persona che creò anche l’Internazionale rivoluzionaria. Questo è un atto di genio: creare con l’aiuto del Capitalismo accumulazione d’alti gradi, che schiacci il proletariato attraverso scioperi, spargere speranze, ed allo stesso tempo creare un’organizzazione che unisce principalmente il proletariato con il proposito di guidarli nella rivoluzione. Questo è scrivere il capitolo più magnifico della storia. Di più: ricordi la frase della madre dei cinque fratelli Rotschilde: “Se i miei figli vogliono questo, dopo là non vi saranno più guerre.” Questo significa che essi sono gli arbitri, i maestri della pace e della guerra, ma senza imperatori. E’ lei capace di visualizzare un fatto di qualche cosmica importanza? Non è forse guerra una funzione rivoluzionaria? Guerra – il Comune. Fino ad ora ogni guerra fu un gigantesco gradino attraverso il Comunismo. Come se qualche misteriosa forza soddisfacesse l’appassionato augurio di Lenin, che è stato espresso a Gorky. Ricorda: 1905-1914. Ammetta al momento che due delle tre leve di potere con le quali si condusse al Comunismo non sono controllate e, non possono essere controllate dal proletariato.

Le guerre sono controllate e portate nient’altro che dalla Terza Internazionale dell’USSR, la quale potrebbe già non esistere più al momento. In uguale modo non possono essere provocate e già poco controllate da quel piccolo gruppo di Bolscevichi che s’affatica attraverso l’immigrazione, in ogni modo essi vogliono guerra. Questo è chiaramente ovvio, L’Internazionale e l’USSR ha sempre qualche possibilità per qualche immense accumulazioni di capitale e la creazione di una nazionale ed internazionale anarchia in produzioni capitalistiche. Come l’anarchia sia capace di forzare le persone con grandi quantità di riserve di cibo, a portare piuttosto il popolo in miseria, ed è capace con quello che Rathenau descrisse in una delle sue frasi, ad esempio, “Portare quella mezza parte del mondo a fabbricare letame, e l’altra metà lo userà.” E dopo di tutto, può il proletariato credere che questa sia la causa della sua inflazione, crescendo in geometrica progressione, questa svalutazione, la costante acquisizione d’eccessi di valuta e l’accumulazione di capitale finanziario, ma senza capitale d’usura, e quello come risultato del fatto che non può prevenire il costante abbassamento dei suoi poteri d’acquisto, là si farà posto alla proletarizzazione delle classi medie, che sono le vere oppositrici della rivoluzione. Il proletariato non può controllare le leve delle economie o la leva della guerra. Ma è solo la terza leva, l’unica visibile e dimostrabile leva, che può condurre il soffio finale al potere dello Stato Capitalistico e portarsi al disopra. Già, essi lo piazzeranno, se “Loro” lo vorranno compiere…

{p. 27} G. – Io le ripeto ancora che di tutto questo, che lei ha messo giù in qualche forma letterale, vi sia un nome che noi potessimo ripetere con prontezza per eccedere al termine di questa conversazione: la naturale contraddizione del Capitalismo e se, come lei dichiara, c’è già qualcuno di loro a parte gli attivisti del proletariato, io voglio che lei me lo indichi concretamente come un caso personale.

R. – Ne richiede ancora uno? Bene, allora senta una piccola storia: “Loro, isolando lo Zar diplomaticamente per la Guerra Russo-Giapponese, gli Stati Uniti finanziarono il Giappone; parlando precisamente, questo fu dato da Jacob Shiff, la testa della banca di Kuhn, Loeb & Co., che è il successore della casa dei Rotshild, dove Shiff s’originò. Avendo avuto qualche potere raggiunto negli Stati detentori di colossali possedimenti in Asia per supportare la creazione dell’Impero Giapponese che era uno stato incline alla xenofobia: e in Europa prontamente risentì gli effetti di quella xenofobia. Dei prigionieri dei campi di guerra che andarono a Petrogrado come i migliori combattenti, addestrati come agenti rivoluzionari; essi furono spediti là dall’America col permesso del Giappone, ottenuto attraverso le persone che lo avevano finanziato. La Guerra Russo-Giapponese, grazie all’organizzata sconfitta dell’armata dello Zar, chiamò in avanti la rivoluzione del 1905, la quale fu prematura, ma fu molto vicina al pieno successo; uguale se non potendo guadagnare, potette già creare le condizioni politiche richieste per la vittoria del 1917. Io potrei dirle ugualmente di più. Ha letto lei la biografia di Trotzky? Si richiama al suo primo periodo rivoluzionario. Lui era ancora un uomo giovane: dopo il suo volo per la Siberia lui visse qualche tempo fra gli emigranti a Londra, Parigi, Svizzera; Lenin, Plekhanov, Martov e gli altri capi videro lui unicamente come una nuova promessa venuta. Ma egli velocemente osò durante la prima spaccatura diventare indipendente, ottenne di diventare l’arbitro della riunione. Nel 1905 lui aveva 25 anni e ritornò in Russia da solo, senza una festa e senza la sua stessa organizzazione. Legga le relazioni della rivoluzione del 1905 quelle che non sono state “tolte di mezzo” da Stalin, per esempio quello di Lunatcharsky, che non era un Trotziska. Trotzky è la figura capo durante la rivoluzione in Petrogrado. Questo è come realmente andò. Sempre egli emerse in quello con incremento di popolarità ed influenza. Non Lenin o Martov, non Plekhanov acquisirono popolarità. L’unico che la portò e non ne perse mai un poco. Perché e come s’innalzò lo sconosciuto Trotzky, guadagnando potere da una mossa più grande di quella che la vecchia e più influente classe rivoluzionaria aveva avuto? Molto semplice: il suo matrimonio. Insieme con lui c’era al suo arrivo in Russia sua moglie – Sedowa. Non sa chi è lei? Lei è associata con Zhivotovsky, allineato con i banchieri Warburg, colleghi e relativi di Jacob Schiff, ad esempio di quel gruppo finanziario, del quale io le dissi, lo stesso che finanziò la rivoluzione del 1905. Questa è la ragione per la quale Trotzky, in una mossa, mosse alla cima della lista dei rivoluzionari. E qui, ugualmente, lei ha le chiavi della sua reale personalità. Ci porta a saltare al 1914. Al posto della persona che fece l’attentato all’Arciduca si posizionò Trotzky, e quell’attentato provocò la Guerra in Europa. Lei crede che la morte e la guerra – siano semplici coincidenze? …, come’è stato detto ad uno dei congressi Sionisti da Lord Melchett. Analizzare alla luce della “non-coincidenza” gli sviluppi delle azioni militari in Russia. “Sconfitta” è una parola esemplare. L’aiuto degli alleati per lo Zar fu regolato e controllato con qualche abilità che portò gli ambasciatori Alleati a fabbricare un argomento che portò lo Zar Nicholas, grazie alla

{p. 28} sua stupidità, in avanzamenti suicidi, uno dopo l’altro. La massa dei Russi non può essere foraggiata, fu immensa, ma non inesauribile. Una serie di sconfitte portò alla rivoluzione. Quando, il trattato finì in tutte le sedi, allora in seguito una cura fu trovata nella forma di stabilire una repubblica democratica – “un’ambasciata repubblicana” come Lenin la chiamava principalmente e questa prevedeva l’eliminazione d’ogni trattato ai rivoluzionari. Ma questo non è tutto. Kerensky fu il provocatore del futuro vantaggio al costo di una gran quantità di sangue. Lui la comprese così che la rivoluzione democratica potesse spargersi di là dai suoi confini Ed ancor di più: fu Kerensky a consegnare completamente lo Stato al Comunismo, lo compì lui. Trotzky aveva avuto la scelta in un “celato modo” occupando interamente l’apparato di Stato. Quelli furono strani impedimenti! Bene, questa è la realtà della più lodata rivoluzione d’Ottobre. I Bolscevichi parlarono di quello che “Loro” comunicarono.

G. – Lei osa affermare che Kerensky era un collaboratore di Lenin?

R. – Di Lenin – no. Di Trotzky – sì; e dicendolo in modo ancor più corretto – un collaboratore di “Loro”.

G. – Un assurdità.

R. – Non può capirlo … lei precisamente? Questo mi sorprende. Se lei vuole diventare una spia, che si trova al di sotto della sua entità, lei deve attenersi alla posizione di comando alle fortezze del nemico, non volendo aprire poi i ponti alle forze attaccanti nelle quali lei presta servizio attualmente? Non volendo lei diventare un prigioniero che sperimenta la sconfitta? Non volendo lei essere in pericolo di morte durante l’attacco sulle fortezze se uno degli attaccanti, non conoscendo che la sua uniforme è solo una mascheratura, potendo essere preso come un nemico? Mi creda: offenda le statue ed i mausolei – il Comunismo è molto più indebitato a Kerensky che a Lenin.

G. – Lei vuole assicurare che Kerensky era volontariamente un conscio sconfitto?

R. – Si, questo mi è sicuramente chiaro. Capisce che io personalmente ho preso parte in tutto questo. Io potrei dirle ancora di più: non vuole sapere chi finanziò la rivoluzione d’Ottobre? “Loro” la finanziarono, in modo particolare attraverso gli stessi banchieri che avevano finanziato il Giappone nel 1905, ad esempio Jacob Schiff, ed i fratelli Warburg; quelli che principalmente attraverso la gran costellazione dei banchieri, attraverso una delle cinque banche che sono parte della Federal Reserve, attraverso la banca di Kuhn, Loeb & C., presero parte lo stesso anche altri banchieri americani ed Europei, come Guggenheim, Hanauer, Breitung, Ashberg, il “Nya Banken” di Stoccolma. Io ero là “per scelta”, là a Stoccolma, e partecipai alla trasmissione dei fondi. Finché Trotzky arrivò io ero l’unica persona ad essere intermediaria dalla sede rivoluzionaria. Ma quando Trotzky arrivò, io principalmente rilevavo che gli Alleati lo avevano espulso dalla Francia per essere uno sconfitto. E gli stessi Alleati gli fecero relazioni così che potesse essere uno sconfitto nell’alleata Russia … “Un’altra possibilità.” Chi lo arrangiò? Le stesse persone che avevano fatto in modo che Lenin passasse attraverso la Germania. Si, “Loro” furono abili a portare lo sconfitto Trotzky fuori dei campi Canadesi all’Inghilterra e a spedirlo in Russia, dandogli l’occasione di passare libero attraverso tutto il controllo degli Alleati; alcuni di “Loro” – un certo Rathenau – accompagnò l’escursione di Lenin attraverso la Germania nemica. Se lei potesse rilevare lo studio della storia della rivoluzione e della guerra civile senza pregiudizi e userà tutte le sue

{p. 29} capacità d’indagare, come lei le applica con conoscenza per cose meno importanti e meno ovvie, quando dopo il suo studio d’informazioni nella loro totalità, ed anche dallo studio dei dettagli separati approntato su aneddotici avvenimenti lei s’incontrerà con una serie di “stupefacenti opportunità.”

G. – Prontamente, ci porta ad accettare l’ipotesi che non ogni cosa era stata un evento fortunato. Quali deduzioni lei compie per rendere risultati pratici?

R. – Mi faccia finire questa piccola storia, e poi noi potremo arrivare alla conclusione. Dal tempo del suo arrivo in Petrogrado Trotzky fu apertamente ricevuto da Lenin. Come lei sa sufficientemente bene, durante l’intervallo delle due rivoluzioni c’erano state profonde differenze fra loro. Tutto dimenticato e Trotzky emerse come il maestro del suo traffico in materia di trionfo della Rivoluzione, che Stalin lo volesse o no. Perché? Quel segreto è conosciuto dalla moglie di Lenin – – Krupskaya, lei conosce Trotzky: fu lei che lo persuase a ricevere Trotzky. Se lui non lo ricevette, fu perché Lenin poteva essere rimasto bloccato in Svizzera; questa fu per lui una ragione seria, e per giunta egli sapeva che Trotzky provvedeva soldi ed aiutava a portare una colossale assistenza internazionale, una prova fu la destinazione del treno. Ancor di più quello fu il risultato del lavoro di Trotzky, e non della determinazione di ferro di Lenin che fu l’unificazione intorno all’insignificante festa dei Bolscevichi dell’intera ala-Sinistra del campo rivoluzionario, le rivoluzioni sociali ed anarchiche. Non fu per niente che la festa reale della “non-festa” di Trotzky fosse l’antico “Debito” del proletariato Giudaico, dal quale emergevano tutte le rivoluzionarie branche di Mosca, e dalle quali esso portò il 90% dei suoi capi; non l’ufficiale e ben conosciuto Debito, ma il segreto Debito che era stato infiltrato in tutte le parti Socialiste, i capi delle quali erano almeno tutti sotto il suo controllo.

G. – E Kerensky ugualmente?

R. – Kerensky allo stesso modo …, ad anche altri capi che non erano Socialisti, i capi delle politiche fratture borghesi.

G. – Come?

R. – Lei si ricorda circa del ruolo della frammassoneria nella prima fase della democratica rivoluzione borghese?

G. – Sono essi altrettanto controllati dal Debito?

R. – Naturalmente, come la vicina immersione (steep), ma di fatto soggetta a “Loro.”

G. – A dispetto dell’innalzante onda del Marxismo che tratteneva solo le loro vite e privilegi?

R. – A dispetto di tutto questo, ovviamente essi non poterono intravedere quel pericolo. Tenga in mente che ogni massone dice e spera di vedere con la sua immaginazione più di quello che c’è in realtà, siccome egli immaginava quello che era più vantaggioso per lui. Come un profitto del potere politico delle sue associazioni essi assicurano che i massoni che sono al governo e ai pinnacoli degli Stati delle nazioni borghesi, dei quali i numeri crebbero in tutti i tempi. Tenga a mente che attualmente i ruoli di tutte le nazioni Alleate sono dei frammassoni, con molte poche eccezioni. Questo fu per loro un argomento di gran forza. Essi credettero pienamente che la rivoluzione si sarebbe fermata alla borghese repubblica di tipo Francese.

G. – D’accordo con l’immagine che è stata data della Russia del 1917 uno dovrebbe essere una persona molto ingenua nel credere a tutto questo…

{p. 30} R. – Essi furono ed essi lo sono in qualche modo. I Massoni non hanno studiato nulla dalla prima lezione la quale per loro, è stata la Gran rivoluzione, nella quale essi pianeggiarono un colossale ruolo rivoluzionario; questo ha consumato la maggior parte dei massoni, agli inizi con il Gran maestro dell’Orleans Lodge, più correttamente il frammassone Luigi VI, in modo di continuare dopo la distruzione dei Girondisti, Hebertisti, Giacobini, eccetera … e se qualcuno sopravvisse quello lo fu per bocca di Brumaire.

G. – Lei vorrebbe affermare che i frammassoni sono morti nelle mani della rivoluzione che era stata ottenuta con la loro cooperazione?

R. – Esattamente così. Lei ha formulato una verità che è velata da un gran segreto. Io sono un massone, lei chiaramente sa qualcosa circa a questo. Non è così? Bene, io potrò confidarle questo gran segreto, che essi promisero di svelare ad un massone ad uno degli alti gradi, ma al quale non gli era stato svelato più in là del 25 grado, non il 33 grado, non il 93 grado, non ogni altro alto livello rituale. E’ chiaro che io so di questo senza essere un frammassone, ma come uno che appartiene a “Loro” …

G. – E che cosa significa questo?

R. – Ogni organizzazione massonica si presta ad ottenere e creare tutti i pre-requisiti richiesti per il trionfo della Rivoluzione Comunista, questo è l’ovvio scopo della frammassoneria è chiaro che tutto questo è dato sotto vari pretesti ma essi in ogni modo celarono loro stessi di là del loro ben conosciuto triplice motto. (Libertà, Eguaglianza, Fraternità – Traduzione) Lo capisce? Ma la rivoluzione Comunista avendo in mente la liquidazione, come classe, interamente borghese, della fisica distruzione di tutti i ruoli politici borghesi, ne segue che il reale segreto della massoneria è il suicidio della frammassoneria come organizzazione, ed il fisico suicidio d’ogni più importante massone. Lei può, lo stesso, capire qualcosa di questo alla fine, che è stata preparata per ogni massone, meritevole dei pieni segreti, decorazioni ed ulteriori richieste di serie di segreti inclusi, in vista dell’unico reale. Se un giorno lei sarà presente a qualche futura rivoluzione non si faccia mancare l’opportunità d’osservare i gesti di sorpresa e l’espressione di stupidità sulla faccia di qualche frammassone del momento quando capirà che la maggior parte di loro muore nelle mani dei rivoluzionari. Come urlando essi esigano quell’unico che può valutare i loro servizi alla rivoluzione! Questo è un segno col quale uno può morire … ma di risate.

G. – Ma lei rifiuta ancora l’innata stupidità delle borghesie?

R. – Io la rifiuto nella borghesia come una classe, ma non in certi settori. L’esistenza di cliniche per pazzi non prova una pazzia universale. I massoni sono anche una casa di pazzi, ma in libertà. Ma continuando in aggiunta: la rivoluzione ha avuto vittorie, i pezzi del potere sono stati raggiunti. Là sorge il primo problema, pace, e con quello la prima differenza fra la festa, nella quale là partecipano le forze della coalizione, quelle che assunsero vantaggio sul potere. Io non le spiegherò quello che è già ben conosciuto circa il combattimento che si sviluppò a Mosca fra gli aderenti e gli opponenti della pace di Brest-Litovsk. Io potrò sempre tirarlo fuori ciò che rapidamente diventerà evidente in seguito, quella che fu chiamata opposizione Trotzkysta, ad esempio queste sono persone, una parte delle quali è prontamente liquidata ed altre lo saranno: essi sono stati tutti quelli che erano contrari al trattato di pace. Quella pace fu un inganno ed un inconsapevole tradimento di Lenin alla

{p. 31} Rivoluzione Internazionale. S’immagini i Bolscevichi a Versailles durante la Conferenza di Pace, e in seguito nella lega delle nazioni, trovandosi in Germania con l’Armata Rossa, la qual è stata armata ed incrementata da tutti gli Alleati. Lo Stato Sovietico ha potuto partecipare con le armi nella rivoluzione in Germania … Sicuramente un’altra mappa dell’Europa in seguito emergerà. Ma Lenin, intossicato dal potere, con l’aiuto di Stalin, che ha gustato allo stesso modo i frutti del potere assunto dall’ala nazionale Russa della festa, avendo a loro disposizione le risorse materiali, si rinforzarono. In seguito nacque il “Socialismo in ogni paese“, come ad esempio il Nazionalcomunismo, il quale ha raggiunto il suo apogeo sotto Stalin. E’ ovvio che anche in quel caso vi fu un combattimento, ma sempre in qualche forma ed estensione tale che lo stato Comunista non possa essere distrutto; queste condizioni sono state legate all’opposizione durante l’intero tempo delle aggiunte lotte condotte ai nostri giorni. Questa fu la ragione del nostro primo fallimento e di tutti quelli che seguirono, Ma il tiro fu severo, crudele, oltretutto nascosto in modo di non compromettere la nostra partecipazione al potere. Trotzky l’organizzò, con l’aiuto dei suoi amici, l’attentato di Kaplan alla vita di Lenin. Sui suoi ordini Blumkin uccise l’Ambasciatore Mirbach. Il colpo di stato che fu preparato da Spiridonova con le loro rivoluzioni sociali era stato coordinato con Trotzky. Il suo uomo per tutti questi affari, che erano immuni da ogni sospetto, furono Rosenblum, un Giudaico Lituano, che aveva usato il nome d’O’Reilly, e fu conosciuto come la migliore spia dell’Intelligence Britannica. Infatti, lui era un uomo di “Loro”. La ragione per la quale questo famoso Rosemblum fu scelto, era perché fosse sempre conosciuto come una spia Britannica, in caso di fallimento la responsabilità d’assassinii e cospirazioni non sarebbe ricaduta su Trotzky, non su noi, ma sull’Inghilterra. Questo è ciò che accadde. Grazie alla Guerra Civile noi rifiutando metodi cospiratori e terroristici come noi gli demmo l’occasione d’avere nelle mani le reali forze dello Stato, in tale modo appena Trotzky divenne l’organizzatore ed il capo dell’Armata Rossa; prima che l’armata fosse stata continuamente ritrattata dai bianchi e i territori dell’USSR fossero ridotti ad un pezzo dell’antico Principato di Mosca. Ma, qui, come per magia, iniziò la conquista. Quale pensa che sia la ragione? Il risultato di una magia o di una scelta? Io le posso dire: quando Trotzky arrivò al comando dell’Armata Rossa e dopo che ebbe nelle sue mani le forze necessarie per stabilire il potere. Una serie di vittorie incrementò il suo prestigio e forze: fu allora possibile velocemente sconfiggere i Bianchi. Lei pensa che la storia ufficiale fosse vera quando attribuisce ad una disarmata ed indisciplinata Armata Rossa il fatto che col suo aiuto fosse stata raggiunta una serie di vittorie?

G. – Ma per chi?

R. – Al 90% essi erano indebitati con “Loro.” Non ricorda quello che per i Bianchi era, a loro modo, democratico. I Menscevichi erano con loro ed i rimanenti di tutte le parti Liberali. Dentro a quelle forze “Loro” in ogni caso ebbero al loro servizio molte persone, consapevoli od inconsapevoli. Quando Trotzky all’inizio del comando su quelle persone fu ordinato di tradire sistematicamente i Bianchi ed allo stesso tempo essi promisero partecipazione, circa in un breve tempo, al Governo Sovietico. Maisky fu una di queste persone, uno dei pochi nel caso in cui quella promessa fosse condotta, ma fu abile a raggiungerla sempre dopo che Stalin fu convinto della sua fedeltà. Questo sabotaggio, collegato con una progressiva diminuzione d’aiuto degli Alleati ai Bianchi in generale che a parte tutto questo

{p. 32} furono degli idioti fortunati, forzati a sperimentare sconfitta dopo sconfitta. Finalmente Wilson introdusse il Punto 6 nei suoi famosi 14 Punti (4) (vedere nota in fondo alla pagina) la cui esistenza fu ogni volta fatta in modo di concludere una volta per sempre gli attentati dei Bianchi che combattevano contro l’USSR. La guerra civile aveva rafforzato la posizione di Trotzky come un erede di Lenin. Fu così senza ogni dubbio. Il vecchio rivoluzionario poteva adesso morire, avendo acquisito fama. Se fosse rimasto vivo dopo la pallottola di Kaplan, lui non sarebbe potuto rimanere vivo dopo il processo segreto alla forzata fine della sua vita, alla quale fu assoggettato.

G. – Trotzky accorciò la sua vita? Questo sarà un punto favorevole per il nostro processo! Non fu Levin il medico di Lenin?

R. – Trotzky? … E’ probabile che abbia partecipato, ma è certo che ne fosse a conoscenza. Ma alla lunga come la tecnica realizzazione fosse eseguita …, non è importante; chi lo avrebbe saputo? “Essi” avevano un sufficiente numero di canali in modo di poter penetrare dove essi volessero.

G. – Ad ogni modo la morte di Lenin è una materia di grandissima importanza e potrebbe essere degna d’essere trasferita all’esame nel prossimo processo … Che cosa ne pensa Rakovsky, sta a lei la scelta d’essere l’autore di questo affare? E’ chiaro che se lei fallisce il successo in questa conversazione … L’esecuzione tecnica la conosce bene come dottore…

R. – Io non gliela raccomando. Lasci questa materia sola, e già sufficientemente pericolosa per Stalin. Lei sarà abile di diffondere la sua propaganda come s’augura: ma “Essi” hanno la propaganda più potente e la domanda come a qui podest– chi guadagna, ci forzerà a vedere in Stalin l’uccisione di Lenin, e quest’argomento sarà più forte d’ogni confessione estratta da Levin, da me o da ogni altro.

G. – Che cosa vorrebbe dire con questo?

R. – Questo è un classico ed infallibile metodo per determinare chi è l’uccisore e per fermare chi ci guadagna…, e alla lunga come l’assassinio di Lenin sia concernente, in quel caso il beneficiario fu il suo capo – Stalin. Grazie a questo ed io le domando di non fare commenti, che mi possano distrarre e m’impediscono di terminare.

G. – Molto bene, continui, ma lei sa lo stesso che …

R. – E’ che Trotzky non l’ereditò da Lenin, non per un calcolo umano ma perché fu perso qualcosa nel piano. Durante la malattia di Lenin Trotzky teneva nelle sue mani i fili del potere, il che era più che sufficiente ad abilitarlo come successore di Lenin. E misure erano state prese dichiarando una sentenza di (*5) (Nota in fondo alla pagina) Wilson nel Punto 6: “L’evacuazione di tutto il territorio Russo, e una qualche sistemazione di tutte le questioni che affliggevano la Russia assicuravano al meglio le cooperazioni libertarie delle altre nazioni del mondo nell’ottenere per lui dell’impareggiabile ed imbarazzante opportunità per l’indipendente determinazione dei suoi stessi sviluppi politici e nazionali assicurazioni, ed assicurandogli un sincero benvenuto nella società delle libere nazioni in istituzioni di sua stessa scelta, e più che un benvenuto, assistenza d’ogni cosa egli necessitasse e per suo stesso desiderio. Il trattamento accordato alla Russia dalle sue nazioni sorelle nella bocca di quello che divenne un’acida prova per il proprio benessere, della sua comprensione della sua necessità come distinzione dei loro stessi interessi, e della loro intelligente disinteressata risposta – Traduzione (Nota alla fine)

{p. 33} sulla morte di Stalin. Per Trotzky il dittatore era ognuno di quelli che avevano nelle loro mani le lettere di Lenin contro il suo altro capo – Stalin, un altro che era stato aggirato dal marito di Krupskaya, per liquidare Stalin (6). Ma una stupida messa in scena, come lei sa, rovinò tutte le loro occasioni. Trotzky diventò insospettabile e nel decisivo momento, quando Lenin morì, lui divenne incapace d’ogni azione durante un periodo di diversi mesi. A dispetto del suo possesso d’enormi vantaggi, gli ostacoli furono la nostra organizzazione d’affari, ad esempio la sua centralizzazione personale. E’ ovvio che una certa persona come Trotzky, preparata in anticipo per la sua missione, che egli voleva realizzare, non poteva essere creata in anticipo ma per improvvisazione. Non uno di noi, ed allo stesso modo neanche Zinoviev, aveva avuto i requisiti, addestramenti e qualità di quella portata: sull’altro capo Trotzky, avendo paura d’essere spiazzato, non voleva aiutare nessuno da solo. Perciò, dopo la morte di Lenin, quando egli fu a faccia a faccia con Stalin, che cominciava ad avere attività febbrile, per dichiarare poi prontamente la nostra sconfitta alla Commissione Centrale. Noi improvvisammo una decisione: e questa fu allearci noi stessi con Stalin, per diventare Stalinisti più che lui stesso, esagerando in ogni cosa e, lo stesso, sabotando. Il resto lo conosce: quella fu la nostra ininterrotta sotterranea lotta ed il continuo fallimento al vantaggio di Stalin, che disponeva di talenti di genio nella polizia, non avendo avuto nessun eguale nel passato. Ed ancora di più: Stalin, in possesso d’atavismo nazionale, mai rimasto indifeso col suo recente Marxismo, per quella ragione rilevando apparentemente il suo Pan-Russianismo, ed in quella connessione resuscitando una classe che noi stavamo distruggendo, che è la classe dei Nazional-Comunisti, come opposta all’Internazionale Comunista, che è noi. Lui piazzando l’Internazionale al servizio dell’USSR che accettò prontamente la sua maestria. Se noi vogliamo trovare un parallelo storico, puntando sul bonapartismo, e se noi volessimo trovare una persona del tipo di Stalin, e non trovandola potendo combinare due persone: Fouche e Napoleone. Deponendone l’ultima sua seconda metà, i suoi accessori, uniformi, ordini militari, corone e qualcosa di simile, che, ugualmente, non possano distrarre Stalin, e in seguito mettendole insieme ci porteranno rispetto al più importante tipo identico a Stalin: lui è l’uccisore della rivoluzione, non si serve di questa, ma fa uso dei suoi servizi; lui rappresenta il più antico Imperialismo Russo, come Napoleone che identificando se stesso come un Gaelico, egli creò un’aristocrazia uguale a quell’unica militare, fra quelle che non vinsero, dopo un’unica burocratizzazione-poliziesca.

G. – In ogni caso, Rakosky, lei non è qui per fare propaganda Trotziska. Potrebbe dunque farci arrivare a qualcosa di più concreto?

R.- E’ chiaro che si può, ma non prima che abbia raggiunto il punto al quale lei avendolo formulato da se stesso la momentanea superficialità nel considerare “Loro” senza di cui lei non potrebbe stimare una pratica e concreta attualità. Senza uguali. Questo è per me molto più importante che per lei fallire, questo è dal primo momento, naturalmente, comprensibile.

G. – Bene, provi ad accorciare la storia il più possibile.

R. – Il nostro fallimento, che peggiorava ogni anno, prevenendo l’immediato tracciamento di quello che “Loro” avevano preparato nel periodo dopo la guerra in aggiunta al balzo attraverso la rivoluzione. Il Trattato di Versailles,
(Nota alla fine) S’osserverà che la duplice dichiarazione di Rakovsky asserisce che Stalin è stato il capo di Lenin; questo potrebbe essere un’incomprensione – Traduzione.
(Nota finale)

{p. 34} chiaramente incomprensibile per i politici e gli economisti di tutte le nazioni, ad ogni modo nessuno avrebbe potuto comprendere le loro proiezioni, era la più decisiva condizione per la rivoluzione.

G. – Questa è davvero una curiosa teoria, come può spiegarmela?

R. – Le ripartizioni di Versailles ed economiche limitazioni non furono determinate dal vantaggio di nazioni individuali. L’aritmetica assurdità era così ovvia che lo stesso la maggior parte dei prominenti economisti dei paesi vittoriosi lo dimostrò ugualmente. Solo la Francia domandando come ripartizione una quantità più grande del costo di tutti i suoi possedimenti nazionali, più di quello che uno avrebbe potuto pagare se quello dell’intera Francia fosse stato convertito in un Sahara; ugualmente peggiore fu la decisione d’imporre sulla Germania obbligazioni molte volte più grandi di quelle che avrebbe potuto pagare, anche se questo fosse stato saldato interamente da sé e portato interamente al di sopra delle sue produzioni nazionali. Alla fine i veri risultati furono che la Germania in pratica fu forzata ad assumere un salto fantastico così che potesse pagare qualcosa sul conto delle ripartizioni. Ed in che cosa consisteva il salto? Un’insufficienza di buoni consumatori, affamati in Germania e a misure corrispondenti a disoccupazione nei paesi d’importazione. E fra quelli che non potevano importare vi furono anche disoccupati in Germania. Affamati e disoccupati su entrambe le sedi; questi furono tutti i risultati di Versailles

Lo stesso trattato fu rivoluzionario o no? Fu ottenuto ancor di più: un intrapreso ed uguale controllo del piano internazionale. Non sa che quest’intraprendenza rappresenta nel piano internazionale? Principalmente imporre assurdità anarchiche per forzare ogni nazionale economia a produrre in sufficiente volume tutto quello che è necessario, il che dimostra che attenersi a quell’unico (trattato) non ha portato relazioni di clima, ricchezze naturali ed anche educazione tecnica di direzioni e lavoratori. Il principio per la compensazione d’innate ineguaglianze del suolo, clima disponibilità di minerali, petrolio, eccetera. Nelle varie economie nazionali s’erano create lo stesso le circostanze che i paesi poveri dovessero lavorare ancora di più. Principalmente quello che essi avevano utilizzato più profondamente erano le capacità del lavoro forzato in modo d’abbassare la differenza insorta con l’impoverimento del suolo; e a questo si aggiunga un numero d’altre ineguaglianze che erano state compensate da simili misure, prendendo l’esempio dell’equipaggiamento industriale. Io non potrò estendere il problema in aggiunta, ma il controllo del giorno di lavoro diffuso attraverso la Lega delle Nazioni sulle basi di un astratto principio d’uguaglianza dei giorni di lavoro, era una realtà nell’ambiente di un immutabile sistema Capitalistico Internazionale di produzione e cambio ed ineguaglianze economiche stabilite, fra queste noi abbiamo avuto in quantità un’indifferenza verso lo scopo del lavoro, che è una sufficiente produzione. L’immediato risultato di questo fu un’insufficienza di produzione, compensata dalle importazioni da paesi con una sufficiente economia naturale ed un’autosufficienza industriale. In questo modo l’Europa avendo oro, le importazioni furono pagate con oro. Poi avvenne l’apparente avanzamento in America il quale scambiava le sue immense produzioni per oro o certificati in oro, che aveva in abbondanza. Sul modello d’ogni anarchia in produzione là, apparentemente in quel periodo d’inascoltata anarchia finanziaria. “Loro” presero vantaggio di questo col pretesto d’aiutarsi con l’aiuto di un’altra già gran anarchia: l’inflazione della moneta ufficiale (cash.) E migliaia di volte grande quanto l’inflazione della loro stessa moneta, assegni o ad esempio i soldi falsi. Ricorda come sistematicamente avvenne la svalutazione in molti paesi; la distruzione della valutazione in moneta in Germania, la crisi americana e le sue fenomenali

{p. 35} conseguenze…, un aumento di disoccupati; più di un terzo dei milioni di disoccupati soltanto in Europa ed in Usa. Bene non poté il Trattato di Pace di Versailles e la sua Lega delle Nazioni servire come condizione alla rivoluzione?

G. – Questo potrebbe essere accadere ugualmente senza intento. Può non provarmi perché la rivoluzione ed il Comunismo ritrattarono prima delle logiche deduzioni: e più che quello, essi opposero il fascismo col quale avevano conquistato la Spagna e la Germania … Che cosa mi dice?

R. – Io posso assicurarle che nel caso di un non riconoscimento di “Loro” e dei loro intenti lei potrebbe essere pronto …, ma principalmente non si dimentichi della loro esistenza ed intenti, ed anche il fatto che il potere dell’USSR è nelle mani di Stalin.

G. – Io non vedo qui la connessione …

R. – Perché lei non vuole: lei ha più che sufficienti deduttivi talenti e capacità di ragionare. Lo ripeto ancora: per noi Stalin non è un Comunista, ma un bonapartista.

G. – Come, cosa?

R. – Noi auspichiamo le grandi condizioni programmate create da noi a Versailles per il trionfo della rivoluzione Comunista nel mondo, la quale, come vede, è diventata una gigantesca realtà, potrebbe servire al proposito di portare vittoria al bonapartismo di Stalin … E’ sufficientemente chiaro per lei questo? Ogni cosa potrebbe essere stata differente nel caso in cui Trotzky fosse stato il dittatore della Russia: significa principalmente che “Loro” sarebbero potuto essere stati i capi del Comunismo Internazionale.

G. – Ma sicuramente il fascismo è anti-Comunismo, come la relazione fra Trotzkismoe lo Stalinismo Comunista … e se il potere che lei attribuisce a “Loro” è così grande, com’è che essi furono incapaci d’evitarlo?

R. – Fu precisamente perché “Loro” volevano dare a Hitler la possibilità di trionfare.

G. – Lei eccede sconfinando in tutte le assurdità.

R. – L’assurdo ed il miracoloso si mescola come il risultato di una mancanza di cultura. M’ascolti. Io ho prontamente ammesso la sconfitta dell’opposizione, “Loro” dicono insomma che Stalin non poteva essere trascinato per mezzo di un colpo di stato e la loro esperienza storica suggeriva di decidere una ripresa (repris) di Stalin con quello che era stato assegnata allo Zar. Vi fu qui una difficoltà, che sembrava a noi insuperabile, nell’intera Europa non c’era un singolo stato aggressore, non uno fra quelli era ben piazzato geograficamente ed aveva un’armata sufficiente per un attacco sulla Russia. Se non ci fosse stato qualche paese, “Loro” lo creavano. Solo la Germania aveva la corrispondente popolazione ed una posizione favorevole per un attacco sull’USSR, e questa era stata capace di sconfiggere Stalin; lei può capire che la repubblica di Weimar non era stata inventata come un’aggressione politica ed economica ; al contrario, quella fu favorevole ad un’invasione. Sull’orizzonte di un’affamata Germania là brillavano le meteore di Hitler. Un paio di penetranti occhi fissavano la loro attenzione su questo. Il mondo fu il testimone del suo luminoso innalzamento. Io non potrei dire tutto quello di ciò che fu il lavoro delle nostre mani, no. Il suo innalzamento, incrementato ininterrottamente in estensione, prese il posto come il risultato dell’economia Rivoluzionaria-Comunista di Versailles. Versailles non aveva in mente la creazione di precedenti (precondtion) per il trionfo

{p. 36} di Hitler, ma per
 la proletarizzazione della Germania, con disoccupati ed affamati, il risultato era che là avrebbero potuto trionfare in rivoluzione Comunista. Ma in ogni modo, grazie all’esistenza di Stalin alla testa dell’USSR e dell’Internazionale, alla fine non accadde, e come il risultato di una cattiva volontà a portare la Germania al bonapartismo, quelle precedenti condizioni erano state qualcosa non dibattuta al Davis ed allo Youngs Plans, nell’attesa di quella principale all’opposizione che poteva andare al potere in Russia … ma questo, ugualmente, non accadde; ma l’esistenza di precedenti (preconditions) rivoluzioni aveva prodotto risultati. La predeterminazione economica della Germania avrebbe potuto forzare il proletariato ad azioni rivoluzionarie. Attraverso il difetto della rivoluzione Internazionale Socialista che era stato sostenuto ed il proletariato Tedesco fu soggetto all’inclusione nella rivoluzione Nazional Socialista. Quella fu dialettica, ma diede tutte le precedenze ed accordi al comune senso del Nazional-Socialismo che non avrebbe mai potuto trionfare là. Quello non fu tutto. Fu necessario che i Trotzisky ed i Socialisti potessero dividere le masse con un veloce ritorno ad un’intera classe cosciente – in accordo con le istruzioni. Con questi traffici noi riguardammo noi stessi. Ma più ancora fu una necessità: nel 1929, quando la Festa Nazional-Socialista iniziò a sperimentare una crisi di crescita che aveva prodotto insufficienti risorse finanziarie, “Essi” spedirono i loro ambasciatori là. Io conosco solo un nome: era quello di un Warburgs. In dirette negoziazioni con Hitler essi accordarono il finanziamento della Festa Nazional-Socialista, ed in seguito l’ottenne in un paio d’anni milioni di Dollari, speditigli da Wall Sreet, e trilioni di Marchi dai finanzieri Tedeschi tramite Schacht; il supporto delle S.A. e S.S. ed anche il finanziamento delle elezioni, che avvenne, portando Hitler al potere, era ricavato dai dollari e marchi spediti da “Loro”.

G. – D’accordo con lei quelli che vollero raggiungere pienamente il Comunismo, armando Hitler, chi giurando che lui avrebbe sradicando la prima nazione Comunista. Questo, se uno può crederlo, è qualcosa di molto logico per i finanzieri.

R. – Lei ancora si dimentica del bonapartismo Stalinista. Ricordi quelli contro Napoleone, i combattenti della rivoluzione Francese, chi si sottrasse a quei soffocamenti (Srenght), là si sopportarono rivoluzionario obiettivo – Luigi VIII, Wellington Metternich era solo al di sopra dell’autocratico Zar … Questo era di 22 carati, d’accordo con la stretta dottrina Stalinista. Lei principalmente conosce dal di dentro le sue tesi riguardanti, le colonie dei paesi imperialistici. Si, d’accordo con lui i re dell’Afganistan e dell’Egitto sono obiettivamente comunisti seguendo i loro sforzi contro la Sua Maestà Britannica; perché Hitler non poteva essere obiettivamente Comunista fra i suoi combattimenti contro l’autocratico “Zar Koba I”? (Primariamente Stalin – Traduzione) Dopo di tutto là è Hitler con il suo accresciuto potere militare, pronto ad estendere i confini del Terzo Reich, e nel futuro facendolo ancora di più … come accresciuta sufficiente forza e possibilità d’attaccare e distruggere completamente Stalin … Non osserva la generale simpatia dei lupi di Versailles, che limitavano a loro stessi la sola crescita settimanale? E’ già questa un’ulteriore occasione, incidentale? Hitler invaderà l’USSR e come nel 1917, quando la sconfitta subita dello Zar ci portò poi l’opportunità di sconvolgerlo, così che la sconfitta di Stalin ci aiutò a rimuoverlo … Ancora l’ora della rivoluzione colpirà nel mondo. Fra gli stati democratici, al momento messi a dormire, lo aiuteranno a portare avanti il generale cambiamento ad un determinato momento, come Trotzky, come durante la Guerra Civile. Hitler attaccherà dall’Ovest, i suoi generali si solleveranno

{p. 37} e lo liquideranno … Adesso lei lo dica, non fu obiettivamente Hitler un Comunista? Sì o no?

G. – Io non credo ai racconti di fate o in miracoli …

R. – Ebbene, se le non vuole credere che “Loro” sono abili a condurre quello che essi dirigono prontamente, per poi prepararsi ad osservare un’invasione dell’USSR e la liquidazione di Stalin fra un anno. Lei pensa che questo sia un miracolo o un incidente? Ebbene si prepari poi a vederlo e a sperimentarlo … Ma lei è capace realmente a rifiutarsi di credere a quello che ho esposto, come se fosse un’ipotesi? Lei inizierà ad agire in questa direzione solo nel momento quando inizierà a vedere i profitti alla luce delle mie parole.

G. – Tutti pronti, portati a parlare in forma di supposizione. Che cosa dirà?

R. – Lei da se stesso avendo prestato attenzione a coincidenze d’opinione, che sostano fra noi. Noi non siamo momentaneamente interessati ad un attacco sull’USSR, fra il fallimento di Stalin che potrebbe presupporre la distruzione del Comunismo, l’esistenza del quale c’interessa a dispetto delle circostanze che sono formali, come quelle prese da noi che accertano che potremo succedere parlandone e poi convertendole in reale Comunismo. Io penso d’averne dato la posizione in un momento più che accurato.

G. – Splendido, la soluzione …

R. – Prima di tutto noi principalmente saremo sicuri che là non vi potranno essere potenziali possibilità di un attacco da Hitler.

G. – Se, come lei conferma, sono stati “Loro” che lo hanno fatto Führer, quando essi ebbero potere su di lui e lui gli obbedì.

R. – Considerando che io sono stato frettoloso e non posso esprimermi correttamente e lei non mi capisce bene. Se è vero che essi finanziarono Hitler, questo non si fece da principio svelandogli la propria esistenza ed intenti. L’ambasciatore Warburg presentò se stesso sotto falso nome, Hitler non poteva semplicemente stabilire la sua stirpe, lui stesso mentì per quanto riguarda chi aveva rappresentato. Egli gli assicurò che era stato spedito dai circoli finanziari di Wall Street che erano interessati a finanziare il movimento Nazional-Socialista con l’intento di creare un trattato in Francia, fra coloro che nel governo perseguivano una politica per provocare una crisi in USA.

G. – Ed Hitler credeva in loro?

R. – Io non lo so. Questo non è importante, di là del fatto che lei creda o non creda alle spiegazioni: i nostri intenti fecero provocare una guerra …, ed Hitler era la guerra. Lei lo capisce adesso?

G. – Io capisco. Di conseguenza io non vedo un altro modo di fermarlo se non con la creazione di una coalizione dell’USSR con le nazioni democratiche, che potrebbero essere capaci di spaventare Hitler. Io penso che lui non sarà capace d’attaccare simultaneamente tutti i paesi del mondo. La maggior parte d’ognuno potendolo fare a turno.

R. – Non è una semplice soluzione quella che ha in mente … Io la potrei definire – un’unica contro-Rivoluzione?

G. – Accogliendo una guerra contro l’USSR?

{p. 38} R. – Accorciando la frase a metà … ripeta con me “evitando la guerra” … non è forse una cosa assolutamente contro-Rivoluzionaria? Ogni sincero Comunista imitando il proprio capo Lenin ed i grandi strateghi rivoluzionari si augurano principalmente una guerra. Niente è così efficace come portare vicino alla vittoria della rivoluzione la guerra. Questo è un dogma Marxista-Leninista, che lei apprezza. Adesso in ogni caso: il Nazional-Comunismo di Stalin, quel tipo di bonapartismo, è capace d’impedire all’intelletto del più puro sangue Comunista, pronto al punto in cui sarà preclusa alla loro vista quella trasformazione che Stalin aveva fallito, ad esempio, quella che ha assoggettato la rivoluzione allo Stato, e non lo Stato alla rivoluzione, potendo essere più corretti …

G. – Il suo odio per Stalin le impedisce di contraddirsi. Noi non siamo forse d’accordo che un attacco sull’USSR non poteva essere benvenuto?

R. – Ma perché la guerra potrebbe essere necessariamente contro l’Unione Sovietica.

G. – Ma a quali altri paesi Hitler potrebbe fare guerra? E’ sufficientemente chiaro che lui avrebbe potuto dirigere i suoi attacchi sull’USSR, dei quali egli accennò nei suoi discorsi. Inoltre cosa prova farlo necessariamente?

R. – Se lei, una persona del Cremlino, lo considera definitivo e inopinabile, perché poi non potrebbe provocare una Guerra Civile in Spagna. Non m’assicura che questo è stato fatto per ragioni puramente rivoluzionarie. Stalin è incapace d’ottenere in pratica una sola teoria Marxista. Se qui vi sono state considerazioni rivoluzionarie, perché poi non potrebbero condurci al sacrificio in Spagna così per le tante eccellenti forze rivoluzionarie internazionali. Quella è un paese aggiunto all’USSR, e la più elementare strategica educazione potrebbe non far seguire la perdita di quelle forze … Come potrebbe essere abile Stalin in caso di conflitto fornire e rendere aiuti militari ad una repubblica Sovietica in Spagna? Ma questo fu corretto. Noi là abbiamo un importante punto strategico, un incrocio d’influenze contrastanti degli Stati Capitalistici …, ed è stato possibile provocare una guerra fra loro. Io ammetto che in teoria questo potrebbe essere stato un bene, ma in pratica – non lo fu. E’ pronto a vedere come la guerra fra gli Stati democratici Capitalistici e fascisti non possono iniziare. E adesso io potrò dirle: se Stalin essendo stato lui capace da solo di creare una scusa sufficiente in modo tale di provocare una guerra, nella quale gli Stati Capitalistici sarebbero potuti entrare in conflitto fra loro, lui dopo che cosa fece senza ammetterlo, se sempre teoreticamente, quegli altri ugualmente possono ottenere la stessa cosa perché non potrebbe essere possibile per lui? …

G. – Se è accettabile la sua dichiarazione come potrebbe poi qualcuno dimostrare quelle ipotesi?

R. – Io esprimo la mia opinione. Io non ho il potere di mettersi in contatto con “Loro”, ma posso confermarle che due punti di tutto questo sono contemplati al Cremlino.

G. – Questa è la cosa più importante e per questa ragione è importante stabilirlo prima. Ma nel frattempo, io posso anche chiederle di sapere su cosa si basano le sue stesse confidenze riguardo al fatto che “Loro” approvino tutto questo.

{p. 39} R. – Se io avessi il tempo di spiegarle il loro schema completo, quando lei sarà pronto a conoscere all’incirca la ragione del loro consenso. Al momento io posso condensarlo a tre elementi.

G. – Quali?

R. – Uno è quello che dissi. Hitler, quell’ineducato ed elementare uomo, ha rifornimenti grazie alla sua naturale intuizione e ugualmente contro l’opinione di Schacht, un sistema economico di un calibro veramente pericoloso. Essere illetterato in tutte le teorie economiche ed essere unicamente guidato soltanto dalle necessità che lui riteneva presa di distanze, da ciò che noi gli avevamo procurato in USSR, il capitale privato ed internazionale. Questo principalmente significa che portò a se stesso il privilegio di fabbricare denaro, non soltanto moneta fisica, ma anche finanziandosi.; lui andò al di sopra di un’intoccabile macchinazione di falsificazioni mettendosi al lavoro per il beneficio dello Stato. Lui ci sorpassò, siccome noi lo avevamo abolito in Russia, rimpiazzandolo meramente da quel crudo apparato chiamato Stato Capitalistico. Quello fu un vero costoso trionfo in vista delle necessità di una demagogia pre-rivoluzionaria … Io porto qui due fatti reali da comparare. Io posso soltanto assicurare che Hitler è stato fortunato, non avendo lui abbastanza oro e per quella ragione non fu tentato di creare una riserva d’oro. In ogni modo siccome lui possedeva soltanto una moneta piena garantita da equipaggiamenti tecnici e colossali capacità lavorative dei Tedeschi, la sua “riserva d’oro” fu una capacità tecnica e lavoro …, qualcosa così completamente controrivoluzionaria quella, come lei può ben vedere, lui conosceva i principi della magia, come lo fu, l’eliminazione della disoccupazione fra più di sette milioni di tecnici e lavoratori.

G. – Grazie ad un incrementato riarmamento.

R. – Che cosa porta il riarmamento? Se Hitler lo richiedeva a dispetto di tutti gli economisti borghesi che lo circondavano, quando lui era chiaramente capace, in assenza del pericolo della guerra, d’applicare i suoi sistemi unicamente per produzioni pacifiche … E lei è capace d’immaginare cosa potrebbe portandole alla creazione di un periodo d’autarchia … Per esempio il Commonwealth. Se lei può, immagini dopo le sue funzioni controrivoluzionarie … pericolose non già inevitabile, noi avevamo avuto fortuna con quell’Hitler che riforniva i suoi sistemi senza accordarsi a qualche preventiva teoria, ma empiricamente, senza aver fatto alcuna formulazione di qualche genere. (7*) (Nota a fondo pagina) Questo significa che in ogni caso lui non poteva pensare alla luce di un deduttivo processo basato su servizi segreti, lui non aveva termini o formulazioni di dottrine; c’era già un pericolo interno che in ogni momento poteva apparire come conseguenza di deduzioni, una formula. Questa è molto seria. Più ancora di tutti quei fattori esterni al Nazional-Socialismo. Noi non lo attaccammo nella nostra propaganda poiché questa sarebbe accaduta attraverso polemiche teoriche noi volemmo provocare da noi stessi una formulazione ed una sistemazione di una così decisiva dottrina. (8*)(Nota finale) C’era soltanto un’unica soluzione – guerra.

(Nota finale)(**) Rakovsky è in errore, quando nomina il “Mein Kampf” Hitler aveva letto il lavori di Gottfried Feder – Traduzione)

** Il problema di una formulazione scientifica di questa domanda e la propensione di un corrispondente programma avendo ingaggiato l’attiva esaltazione nei pubblicatori di quel libro ed i suoi associati per qualche anno. Le sue conclusioni sono state pubblicate. Nella traduzione del libro “The Struggle for World Power” (La lotta al potere mondiale), seconda edizione 1963, p. 79 una piena soluzione dei problemi monetari è esposta, e alla pagina 237 si trova un completo programma economico, politico e sociale. Queste conclusioni possono essere ottenute su applicazione.

G. – La somma di quello che lei ha esternato, Rakosky, è la somma di una ragione politica ed economica. Qual è la terza?

R. – Questa è facile da dimostrare. Noi n’abbiamo già un’unica religione. Il Comunismo non può essere vittorioso se prima non è stata soppressa la già vivente Cristianità. La storia parla molto chiaramente a proposito di questo: la permanente rivoluzione di diciassette secoli fece in modo d’ottenere la sua prima parziale vittoria – coi principi della creazione della prima breccia nella Cristianità. In realtà la Cristianità è il nostro unico nemico, fra tutti i fenomeni politici ed economici degli Stati borghesi che ne conseguono sempre. La Cristianità controllando gli individui è capace d’annullare la proiezione di un neutrale ateistico Stato Sovietico soffocandolo e, come noi vediamo in Russia sono state chieste cose che hanno richiesto il punto della creazione di quello spirituale nichilismo che è dominante nelle masse dominate, le quali avendone, non di meno, rimangono Cristiane: quest’ostacolo non è stato ancora rimosso durante i vent’anni di Marxismo. Ci porta ad ammettere in relazione a Stalin quella docile religione che lui non conduceva bonapartisticamente. Noi non avendo potuto assegnarli più di quello che avrebbe voluto attuare allo stesso modo. E se Stalin avesse osato, come Napoleone, attraversare il Rubicone della Cristianità, poi il suo nazionalistico e contro-rivoluzionario potere sarebbe stato incrementato un migliaio di volte. In aggiunta, se questo fosse diventato così radicato una differenza avrebbe fatto diventare chiaramente impossibile ogni collaborazione su ogni cosa fra noi e lui. In uguale modo se quello fosse stato solo temporaneo obiettivo … come l’unico che poteva mostrarsi a noi.

G. – E così io personalmente considero che lei abbia portato una definizione di tre punti fondamentali, sulle basi dei quali un piano può essere realizzato. Questo è perché io sono in accordo con lei per il presente. Ma io le confermo le mie mentali riserve, ad esempio sospetti in relazione a tutto quello al quale lei si riferiva per le persone, organizzazione, fatti. Adesso continui a seguire le linee generali del suo piano.

R. – Si, questo momento è arrivato. Ma solo una preliminare qualificazione: io parlerò per mia stessa responsabilità. Io sono responsabile dell’interpretazione di qualche punto precedente nel senso del quale “Essi” lo capiscono, ma ammetto che “Essi” forse considerano un altro piano più efficace per attenersi ai tre scopi, ed uno chiaramente l’unico del quale io potrei esporre adesso. Lo tenga bene in mente.

G. – Molto bene, io lo terrò bene a mente. Per favore parli.

{p. 41} R. – Noi potremo semplificarlo. Per di più, siccome l’obiettivo per il quale la potenza militare Tedesca era stata creata è stato perso – darci potere in USSR – lo scopo adesso è effettuare un avanzamento sui fronti e dirigere gli Hitleristi in vantaggio senza attraversare l’Est, ma l’Ovest.

(Perché questi cambiamenti in porta? Perché abbandonare il rifornimento a Trotzky?)

G. – Esatto. Lei ha pensato un piano pratico per la sua realizzazione?

R. – Io l’ho fatto più che in ogni altro momento per quello di Lubianka. Ho considerato. Così guardi: se vi fossero state delle avversità nel trovare mutuali punti di condivisione fra noi e tutti quelli che prendono il loro normale corso dopo i problemi che sembravano stabilire attrazione in ciò che è similare fra Hitler e Stalin.

G. – Si, ma ammetta che tutto questo è problematico.

R. – Ma non insolubile, come lei pensa. In realtà i problemi sono insolubili ogni volta quando essi includono soggettive contraddizioni dialettiche; ed ugualmente per noi nel caso durante il loro corso si consideri possibile ed essenziale una sintesi, sopraffacendo la “impossibile moralità” dei metafisici Cristiani.

G. – Ancora lei inizia a teorizzare.

R. – Come risultato della mia disciplina intellettuale – questo è essenziale per me. Persone di gran cultura preferiscono avere approcci nel concreto attraverso una generalizzazione, e non girano intorno ad altre vie. Con Hitler e con Stalin uno può trovare un piano comune, come, potrebbe essere per le molte svariate persone, che hanno la stessa rotta; se Hitler è un sentimentale ad un grado patologico, ma Stalin è normale, essendo già loro degli egoisti: nessuno di loro è un idealista, e per tale ragione entrambi loro sono dei bonapartisti, un esempio, gli Imperialisti classici. E se in quella posizione, poi non sarà difficoltoso trovare prontamente un piano comune fra loro. Perché no, se è provato che è possibile fra una Zarina ed un Re Prussiano …

G. – Rakovsky lei è incorreggibile …

R. – Non è d’accordo anche lei? La Polonia fu il punto d’unione fra Caterina e Frederick – la Zarina della Russia ed il re della Germania allo stesso tempo, poi perché la Polonia non servì come una ragione per trovare un suolo comune fra Hitler e Stalin? In Polonia le persone di Hitler e di Stalin possono coincidere, ed anche gli storici zaristi Bolscevichi e le linee Naziste. La nostra linea, è quella “Loro” linea – soltanto, la Polonia è soltanto uno Stato Cristiano e, trasforma la materia unicamente Cattolica in modo più complesso.

G. – E che cosa può seguire un fatto di una qualche tripla coincidenza?

R. – Se c’è un suolo comune poi vi sarà una possibilità d’accordo.

G. – Fra Hitler e Stalin? … Assurdo! Impossibile.

R. – In politica non c’è niente d’assurdo ed impossibile.

G. – Traiamo ad immaginare per un’ipotesi: un avanzamento in Polonia di Hitler e Stalin.

R. – Mi permetta d’interromperla, un attacco può essere richiesto sempre in seguito ad una possibilità, guerra o pace. Lei lo ammetta questo.

G. – Bene, come?

R. – Lei consideri che l’Inghilterra e la Francia, con le loro

{p. 42} armi ed aviazioni in confronto a Hitler, potrebbero attaccare Hitler e Stalin uniti?

G. – Si, mi sembra che sia difficile per me… L’America soltanto …

R. – Ci portiamo adesso nella sede degli Stati Uniti. Potrà convenire con me che il risultato di un attacco di Hitler e di Stalin sulla Polonia potrebbe non significare una guerra in Europa?

G. – Lei lo arguisce logicamente; ma potrebbe essere impossibile.

R.- In quel caso un attacco o una guerra sarebbero poco usate. Non potendolo provocare in seguito alla mutata distruzione degli Stati borghesi: gli Hitleristici trattati alla Russia potevano continuare dopo la divisione della Polonia teoreticamente fra la Germania e l’USSR che potevano combattere sullo stesso confine. In pratica Hitler con un gran confine fra l’USSR non aveva più bisogno di terra e materiali grezzi per i suoi combattimenti, Hitler non aveva bisogno di questo.

G. – Questa è una visione corretta …, ma io non posso vedere altre soluzioni.

R. – No, là c’è una soluzione.

G. – Quale?

R. – Quella per la quale le democrazie possano o non possano attaccare l’aggressore.

G. – Quello che dice, sembra un’allucinazione! Simultaneamente attaccare e non attaccare … questo è qualcosa di assolutamente impossibile.

R. – Lei lo pensa? Adesso calma … Non vi sono là due aggressori? E’ d’accordo che non vi saranno avanzamenti proprio perché ve ne sono due? Bene … Cos’è che previene un attacco su uno di loro?

G. – Che cosa vuole dire con questo?

R. – Semplicemente che le democrazie dichiareranno guerra solo su un aggressore, e quello sarà Hitler.

G. – Si, ma questa è un’ipotesi infondata.

R. – Un’ipotesi, ma che ha un fondamento. Consideri: ogni Stato che schiererà con una coalizione di Stati nemici avendo nei suoi principali obiettivi strategici distruggerli separatamente uno dopo l’altro. Questo ruolo è così ben conosciuto che i commenti sono superflui. Così, d’accordo con me che là non v’erano ostacoli per la creazione di qualche condizione. Io penso che Stalin non lo considererebbe un fatto grave nel caso vi fosse prontamente piazzato un attacco su Hitler. Non è così? Inoltre geograficamente s’imposero quelle considerazioni, ed anche per quella ragione Strategica. In ogni caso stupidamente la Francia e l’Inghilterra forse in preparazione dei tiri simultanei contro due paesi, uno dei quali voleva conservare la sua neutralità, come per gli altri essendo ugualmente solo, rappresentava per loro un serio opponente, da quale sede essi condurrebbero un attacco sull’USSR? Essi non avevano un confine comune; poco di meno loro erano avanzati sopra l’Himalaya … Si, la rimaneva il fronte aereo, ma con quali forze e da dove essi potevano invadere la Russia? Comparati a Hitler essi erano deboli in aria. Tutti gli argomenti che ho citato non hanno segreti e sono ben conosciuti. Come lei vede, tutto è semplificato ad un considerevole grado.

G. – Si, i suoi argomenti sembrano essere logici se in caso di conflitto esso sarà limitato a quattro paesi; ma non ce ne sono quattro, ma di più, e la neutralità non è una semplice materia in una guerra di una certa portata.

{p. 43} R. – Indubbiamente, ma la possibile partecipazione di molti paesi non fa cambiare il potere delle relazioni. Tenga questo bene in mente e vedrà come il bilanciamento continuerà, anche se gli altri o addirittura gli Stati Europei arrivassero. In aggiunta, e questo è molto importante, non uno di quegli Stati, che entrerebbero in guerra dalla sede dell’Inghilterra e Francia sarebbe abile di privarli dei condottieri; come risultato delle ragioni che prevarrebbero i loro attacchi sulla Russia manterrebbero il proprio significato.

G. – Lei dimentica gli Stati Uniti.

R. – In un attimo lei costaterà che non l’ho dimenticato. Io posso limitarmi all’investigazione delle loro funzioni nei programmi preliminari, quali quelli di cui ci occupiamo adesso, ed io potrei affermarle che l’America non sarà abile a forzare Francia ed Inghilterra ad attaccare Hitler e Stalin simultaneamente. Attenendosi al fatto che gli Stati Uniti sarebbero potuti entrare in guerra dal primo giorno. Ma ciò è impossibile. Per prima cosa perché L’America non può entrare formalmente in una guerra e mai sarà così se non saranno attaccati. I loro ruoli potranno arrangiarsi se saranno attaccati, se a loro converranno. Di questo glielo posso assicurare. In casi come quelli quando la provocazione non ha avuto pieno successo e il nemico non può reagirvi, l’aggressione fu allora inventata. Nella loro prima guerra internazionale, il conflitto con la Spagna, della cui sconfitta essi furono sicuri, essi inventarono un’aggressione, o, più correttamente “Loro” la inventarono. Nel 1941 la provocazione ebbe pieno successo. Veramente, qualcuno può tecnicamente disputarlo se ve ne fosse almeno uno ma il ruolo senza eccezioni è quello che chi costruì un attacco imprevisto senza ammonimento, lo fece aiutandosi con una provocazione. Adesso questo significa che: quella splendida tecnica Americana alla quale io concedo il benvenuto in ogni momento si è assoggettata ad una condizione; quell’aggressione può verificarsi in un momento favorevole, per esempio, nell’istante richiesto dagli Stati Uniti che sono stati attaccati, questo significa, appena essi si saranno armati. Sono queste le condizioni esistenti ora? E’ ovvio che non lo sono. In America ci sono attualmente poco o più che centinaia di migliaia d’uomini sotto le armi ed una mediocre aviazione: questa ha avuto sempre una flotta imponente. Ma lei può capire che, avendola, ciò non può convincere i suoi alleati a decidersi su un attacco all’USSR, da quando l’Inghilterra e la Francia hanno avuto dominazioni su tutti i mari. Io ho anche provato che, da quella sede non vi potrà essere un cambiamento nelle resistenze relative alle forze.

G. – Convenendo con questo, io domando ancora di spiegarmi di più le realizzazioni tecniche.

R. – Come lei ha visto, considerando la coincidenza d’interessi di Stalin e Hitler nei riguardi di un attacco alla Polonia, tutti i conti alla rovescia alla formalizzazione di questa completa somiglianza d’intenti e alla costruzione di un patto inerente ad un doppio attacco.

Q. – Lei pensa che questo sia facile?

R. – Francamente, no. Noi adesso avremmo bisogno di una diplomazia che è pratica quanto quella di Stalin. Qualunque cosa sarebbe stata disponibile là come l’unica per far decollare Stalin, l’unica con la quale adesso decadrà a Lubianka. In passato Litvinov avrebbe potuto essere capace, con qualche difficoltà, benché la sua corsa avrebbe potuto essere un grande ostacolo per le negoziazioni con Hitler ma adesso egli è un uomo finito ed è distrutto da un terribile panico; lui ha sperimentato una paura animale nei confronti di Molotov, ancor più che di Stalin. I suoi interi talenti sono diretti per assicurare che essi potrebbero non pensare che egli sia un Trotzkista. Se lui acconsentisse d’arrangiare chiuse relazioni con Hitler, in seguito quello

{p. 44} sarebbe sufficiente per lui per manifatturare la prova del suo Trotzkismo. Io non posso immaginare un uomo che sia capace di elaborarlo, in ogni caso lui avrebbe potuto essere un puro sangue Russo. Io posso offrigli il mio servizio per guidarlo. In questo momento preciso io potrei suggerire a colui che per primo inizierà a negoziare, in seguito potrebbe diventare strettamente confidenziale, con grande e piena sincerità. Nonostante gli abbiano fornito una muraglia di pregiudizi ed ammettendolo in piena sincerità, egli può sconfiggere Hitler.

G. – Io ancora non capisco le sue paradossali spiegazioni.

R. – Mi perdoni, ma questo sembra sia sempre lo stesso sistema, ed io sono qui costretto a farne la sintesi. Io cerco d’affermare che con Hitler l’unica cosa da fare è interpretare un gioco pulito circa le concrete e più immediate richieste. È necessario mostrargli che il gioco non è predisposto in modo di provocargli l’entrata in guerra su due fronti. Per esempio. Questo è possibile provarglielo e provare al momento più adatto della nostra mobilitazione che sarà limitata da un piccolo numero di forze, richieste per l’invasione della Polonia, e che quelle forze non saranno ingenti. In accordo al nostro reale piano noi potremmo aver piazzato le forze principali per incontrare il possibile attacco Anglo – Francese. Stalin potrebbe essere generoso con i rifornimenti preliminari dei quali Hitler richiederebbe, principalmente petrolio. Questo è ciò che mi viene in mente in questo momento. Migliaia di domande favorevoli si leveranno, di carattere simile, che egli avrebbe potuto risolvere così che Hitler, vedendo in pratica che noi soltanto avremmo occupato una parte della Polonia, volendo esserne certi di questo. E così facendolo in pratica potrebbe verificarsi che, lui sia sconfitto dalla verità. {“Coinvolgerlo in una guerra sui due fronti”, ad esempio il fallimento di Hitler è adesso più importante della caduta di Stalin o della restaurazione di Trotzky.

G. – Ma in cosa, in questo caso, vi è là una sconfitta?

R. – Io potrò dirglielo fra pochi minuti così che lei stessa potrà scoprire in che cosa consiste la sconfitta di Hitler. Ma dall’inizio lo voglio enfatizzare, e lei potrà prendere nota, che il piano del quale io ho indicato qui, è logico e normale ed io penso che sia l’unico che possa essere conseguito quello col quale gli Stati Capitalistici si distruggeranno gli uni con gli altri, se l’unica portata è un conflitto delle loro due ali: il fascismo e le borghesie. Io ripeto che il piano è logico e normale. Come lei è stato prontamente abile di vedere, non vi sono qui interventi di misteriosi od insoliti fattori. In poche parole in modo che si possa essere abile di realizzare un piano, il “Loro” non è richiesto. Adesso io sarò felice d’accogliere la sua visione: non sta forse lei pensando che io sia così stupido di perdere tempo nel provarle l’improbabile esistenza ed il potere tenuto da “Loro”. Non è così?

G. – Lei ha ragione.

R. – Sia franco con me. Lei non ha realmente osservato il loro intervento? Io l’informo, volendo aiutarla, che il loro intervento esiste ed è decisivo, e per quella ragione la logica naturale, del piano è sempre apparente … Davvero lei non ha intravisto “Loro”.

G. – Sinceramente parlando, no.

R. – La naturale logica del mio piano è sempre un’apparenza. Potrebbe essere naturalmente logico che Hitler e Stalin s’infligga sconfitte l’uno con l’altro. Per le democrazie che vogliono essere una cosa semplice e facile, se essi avessero voluto mettere agevolazioni come per intento, per ognuno di loro potrebbe esserlo quello che Hitler può permettersi, prenda nota “permettersi” d’attaccare Stalin. Non m’affermi che la Germania potrebbe essere sconfitta se le distanze in Russia e la paura terribile di Stalin e dei suoi seguaci dell’asse Hitleriano e la rivincita delle loro vittime non fossero abbastanza

{p. 45} per attenersi all’esaurimento militare della Germania, poi non vi saranno più ostacoli alle democrazie, vedendo che Stalin perde resistenza, iniziando ad aiutarlo saggiamente e continuando metodicamente a dargli l’aiuto fino al completo esaurimento d’entrambe le armate. In realtà quello potrebbe essere facile, naturalmente logico, se quei motivi e scopi che sono posti avanti dalle democrazie e con la maggior parte del credo dei loro seguaci come l’unico vero, e non per ciò che essi sono in realtà – pretesti. C’è solo un unico scopo e intento: il trionfo del Comunismo; non è Mosca quella che lo imporrà sulle democrazie, ma New York, non il “Comintern”, ma il “Capintern” di Wall Sreet. Chi altro avrebbe potuto essere abile d’imporlo sull’Europa come un’ovvia ed assoluta contraddizione? Quali forze possono portarla attraverso il suo suicidio? Soltanto l’unica forza che è in grado di farlo: soldi. I soldi sono il potere ed il solo.

G. – Io posso essere franco con lei, Rakovsky, io ammiro in lei un eccezionale dono di talenti. Lei possiede brillante dialettica, persuasione e sottigliezza: e se questo non è sufficiente per lei, che la sua immaginazione ha avuto il comando dei mezzi in modo d’estendere i suoi canovacci multicolori, coi quali lei inventa chiare prospettive; ma tutto questo, di là del fatto che possano provocare il mio entusiasmo, non saranno abbastanza per me. Io potrò andarvi sopra ponendole domande, accettando che io creda a tutto quello che lei ha detto.

R. – Ed io potrò dar loro repliche, ma con un’unica singola condizione, che lei non aggiunga nulla a quello che potrò non dire, nessuna deduzione.

G. – Glielo prometto. Lei asserisce che “Loro” siano dietro o saranno dietro ad una guerra Tedesco-Sovietica, la qual è logica dal punto di vista del Capitalismo. L’ho esposto correttamente?

R. – Si, precisamente così.

G. – Ma alla realtà del presente momento come dal fatto che alla Germania sia stato permesso il riarmo e l’espansione. Questo è un fatto. Io certamente lo so, in accordo con le sue spiegazioni questo fu richiesto in seguito al piano Trotzkysta, dal quale si sentiva consumato grazie alla “ripulitura” ora effettuata pertanto lo scopo è stato perso. In vista della nuova situazione, fra Hitler e Stalin si potrà un patto e dividersi la Polonia. Io le domando: come potrebbe ottenere una garanzia che, avendo il patto, o non avendolo, ottenendolo o non ottenendolo fuori delle spartizioni, Hitler non attaccherebbe l’USSR?

R. – Questo non posso garantirglielo.

G. – In seguito perché parlarne?

R. – Non s’affretti. La magnifica minaccia all’USSR esiste ed è reale. Questa non è un’ipotesi o una minaccia verbalizzata. E’ un fatto costrittivo. “Loro” velocemente hanno avuto superiorità al di sopra di Stalin, una supremazia che non può essere negata. A Stalin è offerta una sola opportunità, correggere la scelta, ma senza piena libertà. L’attacco a Hitler avverrà nonostante gli stessi accordi; “Loro” non hanno bisogno di nulla per farlo accadere ma solo concedergli la scelta d’agire. Questa è la basica e importante realtà, che è stata dimenticata dal suo eccessivo seguito come il Cremlino abitualmente pensa … Egocentrismo, Signore, egocentrismo.

G. – Scegliere a destra?

R. – Io posso determinarlo esattamente ancor di più, ma in sintesi; ci saranno entrambi un attacco su Stalin, o avverrà la realizzazione del piano che io le ho indicate, lo stesso d’accordo con il Capitalismo Europeo.

{p. 46} Gli Stati si distruggeranno gli uni con gli altri. Io ho prestato attenzione a questa possibilità, ma come lei vede io sono sempre stato l’unico teorico. Se, Stalin cerca di sopravvivere in seguito lui sarà forzato a realizzare il piano che è stato proposto da me e da “Loro.”

G. – Ma se lui si rifiutasse?

R. – Sarà impossibile per lui. L’espansione ed il riarmamento della Germania continueranno. Quando Stalin sarà a faccia a faccia con quel gigantesco pericolo …, che cosa potrebbe lui fare? Questo potrebbe essergli imposto dal suo stesso istinto d’auto preservazione.

G. – Quegli eventi si sono ugualmente e maggiormente sviluppati in accordo agli ordini indicati da “Loro”.

R. – E’ così. Lo stesso, nell’USSR oggigiorno si sono già mostrate situazioni come queste, alla fine questo accadrà a quello stesso modo. Non è difficile ammetterlo e suggerirlo per svolgere qualcosa là fuori, se questo è vantaggioso per le persone che devono realizzare il modo, nel portare il caso di Stalin, arduo è pensare ad un suicidio. E ancora più difficile ottenere una prognosi e forzarlo ad agire come ha bisogno colui per il quale non sia redditizio, ma chi principalmente agisce lo stesso in questo caso sono le democrazie. Che hanno assunto la spiegazione per questo momento dato da un concreto disegno della vera posizione. Rifiutando la colpevolezza che lei sarebbe l’arbitro ad una portata situazione, da quando “Loro” sono gli arbitri.

G. – “Loro” entrambi nel primo e nel secondo caso … Pertanto noi dobbiamo fare affari in ombra?

R. – Ma le ombre sono tangibili? La situazione internazionale sarà straordinaria, ma senza ombra; è reale e molto reale. Questo non è un miracolo: qui è determinata la futura politica … Lei pensa questo sia il lavoro dell’ombra?

G. – Ma ci porta a vederlo; potendo noi presumere che il suo piano sia accettabile … Ma noi principalmente avremo qualcosa di tangibile, personale, in modo d’essere abilitate ad accettare negoziati.

R. – Per esempio?

G. – Qualche persona coi poteri di legalità e rappresentatività.

R. – Ma per cosa? Giusto per il piacere di farsi conoscere da lui? Per il piacere di parlargli? Tenga ben in mente che una supposta persona, in caso di una sua comparsa non si presenteranno con le credenziali con garanzie e titoli e potrebbe non indossare un’uniforme diplomatica, insomma un uomo di “Loro”; se lui avendo detto qualcosa o promesso, quello che non avrà forza Giuridica o di principi come un patto … Capisce che “Loro” non sono uno Stato, “Loro” sono quello che l’Internazionale fu prima del 1917. Che questo non sia niente ed allo stesso tempo ogni cosa. Immagini lei stesso se sia possibile che l’USSR possa avere negoziazioni con la frammassoneria, con un’organizzazione spionistica, con il Macedonian Komitadgi o gli Ustashi Croati. Potendolo senza che qualche accordo sia scritto? … Qualche patto come il patto di Lenin con l’appoggio del Generale Tedesco come il patto di Trotzky con “Loro” – è realizzato senza documentazioni scritte e senza firme. L’unica garanzia della loro esecuzione è sulle circostanze del loro fuori svolgimento e che quello che è stato accordato sia vantaggioso per le parti del patto, questa garanzia è la sola in realtà nel patto, lo stesso avrà la sua importanza.

{p. 47} G. – Da cosa potrebbe esserlo per lei in questo caso?

R. – Semplice; io posso iniziare prontamente a dirle da domani cosa si suona fuori Berlino …

G. – In modo d’acconsentire ad un attacco circa la Polonia?

R. – Io posso non iniziare con quello … Io posso dimostrare la mia buona volontà nel concederlo e volendo accennare a certe delusioni fra le democrazie, io volendo pedalare sofficemente in Spagna … Questo volendo essere un atto d’incoraggiamento, volendo poi io aggregarmi al tiro circa la Polonia. Come lei non vede – niente compromessi, ma per ognuno così che una parte dell’OKW (Alto Commando Germanico), i Bismarchiani, com’essi sono chiamati, potrebbero avere qualche argomento da mettere di fronte a Hitler.

G. – E niente di più?

R. – Niente di più, è un’immediata grande impresa diplomatica.

G. – Parlandole francamente, avendo in mente gli scopi che sono stati dominanti al Cremlino fino ad ora, io non posso pensare che qualcuno voglia in questo momento osare raccomandare un cambiamento radicale nella politica internazionale. Io lo propongo a lei, Rakovsky, in immaginazione di trasformarsi in quella persona al Cremlino con la quale si prenderebbe la decisione … Solo sulle basi delle sue aperture, argomentazioni, sue ipotesi oltre a persuasione, da come me la vedo, questo potrebbe essere impossibile per convincere chiunque. Io personalmente dopo averla sentita ed allo stesso tempo, non potendolo negare, avendo subito una grande influenza dalle sue spiegazioni, dalla sua personalità, non ho neanche per un singolo momento sperimentato la tentazione di considerare il patto Germanico-Sovietico qualcosa di realizzabile.

R. – Eventi internazionali lo forzeranno con attrazione irresistibile …

G. – Ma in quello vi potrebbe essere un danno nella valutazione del tempo. Considerando qualcosa di concreto, qualcosa che io possa mettere a disposizione come prova della sua veridicità e affidabilità … Nel caso contrario non potremmo osare trasmettere le sue informazioni circa la nostra conversazione: io potrei pubblicarla accuratamente completa, ma io potrei richiedere al Cremlino d’archiviarla e farla rimanere qui.

R. – Non volendo noi riportare quanto è stato posto in considerazione a qualcuno, addirittura volendolo in un modo più ufficiale, dandone parola a qualche persona molto importante?

G. – Che voglia esserlo per qualcosa di reale.

R. – Ma con chi?

G. – Questa è sempre una mia personale opinione, Rakovsky. Lei aveva citato persone concrete, grandi finanziatori; se io ricordo correttamente, lei aveva parlato di un certo Schiff, per esempio, quando lei citò, un altro che era stato il mediatore con Hitler per il proposito di finanziarlo. Ci sono anche politici o persone di gran posizione, che hanno legami a “Loro”, o se lo vuole, servono “Loro”. Qualcosa che può esserci utile in modo di far partire qualcosa di pratico … Ne conosce qualcuno?

R. – Non penso che questo sia necessario … Pensi: circa a cosa potrebbero essere le negoziazioni? Il piano che io espongo, non è lo stesso abbastanza grave? E per questa ragione lei non potendo essere capace d’ogni esatta azione lo potrebbe senza domandarlo … Ricordi, lo consideri bene.

{p. 48} G. – Sempre che questo sia così, già visto della nostra personale opinione là innanzi tutto ci sarà una realtà, anche se inservibile …, un uomo, una personalità alla quale voler confermare l’attendibilità del potere, che lei attribuisce a “Loro”.

R. – Io posso soddisfarla, di là del fatto che io sia sicuro dell’unicità di questo. Io ho prontamente assicurato che non conosco chi fa parte di “Loro,” ma ho avuto assicurazioni da una persona che era mossa dal dovere verso “Loro”.

G. – Da quale?

R. – Da Trotzky. Da Trotzky ho sempre saputo che uno di “Loro” era Walter Rathenau, lo stesso è stato ben conosciuto a Rapallo. Lei veda l’ultimo di “Loro” che occupava una posizione politica e sociale, fu lui quello che ruppe l’ostruzione economica dell’USSR. A dispetto del fatto che fu lui uno dei più grandi milionari; in ogni caso, un altro era Lionel Rothschild. Io in confidenza le citerò sempre questi nomi. Naturalmente io posso già nominare più persone, il lavoro di quelle personalità è pieno di “Loro”, ma non posso confermare chi queste persone comandino o a quali di loro obbediscono.

G. – Citi qualcuno di loro.

R. – Come un’istituzione – la Banca di Kuhn, Loeb & C., di Wall Sreet; a questa banca appartiene la famiglia di Shiff, Warburg, Loeb e Kuhn; io dico famiglie in modo di tirare fuori diversi nomi, fra loro tutti connessi da matrimoni; dopo Baruch Frankfurter, Altschul, Cohen, Benjamin Strauss, Steinhardt, Blom, Rosenman, Lippman, Lehman, Dreifus, Lamont, Rothshild, Lord, Mandel Morgrnthau, Ezekiel, Lasky. io penso che potrò nominare ognuno di questi nomi; se la mia memoria non sarà affaticata, dopo, peraltro io potrò ricordarne qualcuno di più ma ripeto che, io non posso sapere chi fra loro sia uno di “Loro”, uno non può aspettarsi una replica diretta. La domanda sarà portata dai fatti. Questa è l’insostituibile tattica che essi preferiscono e con la quale essi forzano ognuno a considerarla. Per esempio se lei volesse rischiare principi di diplomatiche iniziative, in seguito lei non avrebbe bisogno d’usare il metodo di un personale approccio a “Essi”, ognuno può limitarsi ad esprimere il pensiero, l’esposizione di qualche razionale ipotesi, che dipende da uno sconosciuto fattore, lo stesso quella rimarrà sempre soltanto una domanda.

G. – Lei comprende che io non ho un libretto degli indici a mia disposizione attualmente, in modo di poter stabilire tutti gli uomini che lei ha citato: io ritengo che essi siano probabilmente alcuni di quelli più distanti, dove?

R. – La maggior parte di loro negli Stati Uniti.

G. – Per favore capisca che anche se decideremo d’agire, in seguito volendo destinare molto tempo per questo. In ogni caso la materia è urgente non per noi, ma per lei Rakovsky.

R. – Per me?

G. – Sì, per lei. Ricordi che il suo processo avverrà molto presto. Io non so, ma penso non vi saranno rischi nell’affermare che se tutto quello che è stato discusso qui andrà ad interessare il Cremlino, in seguito


{p. 49} sarà per loro di maggiore interesse ancor prima che lei appaia in tribunale: ciò potrebbe essere per lei una materia decisiva. Io penso, che sia nei suoi personali interessi proporci qualcosa velocemente. La più importante cosa è trarre profitti con quello che lei afferma in verità, e facendolo non durante un periodo di diverse settimane, ma mesi. Io penso che se vi sarà successo in questo, poi io potrò da vicino portarle sufficienti solide assicurazioni concernenti la possibilità di salvarsi la vita … In caso contrario io non risponderò di nulla.

R. – Alla fine io potrò accettarne il rischio. Lei sa se Davis è al momento presente a Mosca? Sì l’ambasciatore degli Stati Uniti.

G. – Io penso che egli potrebbe essere ritornato.

R. – Sempre un’eccezionale situazione antagonistica al ruolo, me ne dia il modo, secondo il mio punto di vista, facendo uso di un intermediario.

G. – Lo stesso noi pensiamo che il Governo americano sia di là di tutto questo …

R. – Al di là, non sottoposto a questo. …

G. – Roosevelt?

Che cosa so? Io posso trarre conclusioni. Lei è tutto il tempo ossessionato con la mania dello spionaggio politico. Io posso manifatturare, in modo di piacerle, un’intera storia; io ho più che sufficiente immaginazione, dati e fatti veri, in modo di portare la veridicità in apparenza, la quale vorrebbe essere vicina a considerazioni ovvie. Ma i fatti generalmente non sono conosciuti come ovvietà? E lei potrebbe aggiornarli con la sua stessa immaginazione, se lo augura. Osservi da solo. Ricorda la mattina del 24 Ottobre 1929. Verrà il tempo in cui questo giorno sarà per la storia della rivoluzione più importante di quello in Ottobre 1917. Nel giorno del 24 Ottobre vi fu la caduta del Deposito del Cambio a New York, l’inizio della così chiamata “depressione”, una reale rivoluzione. I quattro anni del governo di Hoover – furono quelli del progresso rivoluzionario: da 12 a 15 milioni di scioperi. In Febbraio, 1933 vi furono altri scioperi e la crisi con la chiusura delle banche. Questo è più difficoltoso da realizzare più del capitale facendolo in modo di rompere il “classico Americano”, che è già nelle sue basi industriali rispetto all’economia schiavizzato da Wall Street. E’ ben risaputo che ogni impoverimento dell’economia è in relazione a società ed animali, portano una fuoriuscita di parassitismo ed il capitale è un gran parassita. Ma questa rivoluzione Americana non sempre insegue l’unico aumento di crescita del potere dei soldi per chi ha il vantaggio d’usarlo, che pretende d’averne di più ancora. In ogni modo il potere finanziario è potere politico, ma potendolo sempre usare indirettamente, adesso il potere dei soldi è stato trasformato in potere diretto. L’uomo attraverso il quale essi facevano uso di qualche potere era Franklin Roosvelt. Lei ha compreso? Prenda nota del seguente: nell’anno 1929, il primo della rivoluzione Americana, in Febbraio Trotzky uscì dalla Russia; il colpo avvenne in Ottobre … Il finanziamento di Hitler fu accordato in Luglio del 1920ò. Io penso che di tutto questo vi fosse un’opportunità? I quattro anni del ruolo di Hoover furono usati per la preparazione della lottizzazione del potere negli Stati Uniti e in Russia; là dai principi di una rivoluzione finanziaria, e qui con l’aiuto della guerra e della sconfitta che seguì. Potrebbe qualche buona storia con grande immaginazione essere più ovvia ? Lei capisce che l’esecuzione del

{p. 50} piano in qualche scala richiede un uomo speciale, che può dirigere il potere esecutivo negli Stati Uniti, lo stesso predeterminato ad essere, l’organizzata e decisiva forza. Quell’uomo fu Franklin ed Eleanor Roosevelt. Mi permetta d’assicurare che questi esseri a doppia sessualità non è semplice ironia. Lui ha in tale modo evitato ogni possibile Dalila.

G. – E’ Roosevelt uno di “Loro”?

R. – Io non so se sia uno di “Loro”, o se sia assoggettato a “Loro”. Cos’altro vuole ancora? Io penso che egli fosse cosciente della propria missione, ma io non posso assicurare se lui obbedisse sotto coercizione o il ricatto tramite lettere (blackmail) o se fosse uno scelto per quel ruolo: è vero che lui portò alla luce la sua missione, realizzando tutte le azioni che gli erano state assegnate accuratamente. Non mi ascolti di più, io non so nient’altro.

G. – In ogni caso potrebbe essere deciso un approccio a Davis, in quale forma vorrebbe farlo lei?

R. – Prima di tutto lei potrebbe principalmente selezionare una persona di qualche tipo
come “il barone”; lui potrebbe essere utile … Lui è ancora vivo?

G. – Io non lo so.

R. – Lo stesso, la scelta delle persone spetta a lei. Il suo delegato dovrà presentare se stesso come confidente senza modestia, ma meglio di tutto come un oppositore segreto. La conversazione potrebbe essere astutamente condotta riguardo a posizioni contraddittorie entro il quale l’USSR era stata posta dalle così chiamate democrazie Europee, per loro unione contro il Nazional-Socialismo. Questa è la conclusione di un’alleanza con l’imperialismo Inglese e Francese, il contemporaneo reale Imperialismo, per la distruzione dell’Imperialismo potenziale. L’aiuto di verbali espressioni, potrà collegare false posizioni Sovietiche con una uguale, falsata unica democrazia Americana … Solamente procurando la propria stessa forza per supportare l’Imperialismo Coloniale a difesa della democrazia fra l’Inghilterra e la Francia. Come lei vede, la questione potrà essere posta sopra una forte fondatezza. Dopo di ché sarà veramente facile formulare ipotesi circa le azioni. Per prima cosa: che nemmeno l’USSR, né gli Stati Uniti siano interessati all’Imperialismo Europeo e conseguentemente la disputa che causi la questione di una personale egemonia; quell’ideologica ed economica vale ad assicurare che Russia ed America vogliano la distruzione dell’Imperialismo Coloniale, che sia diretta od obliqua (trasversale). Gli Stati Uniti vogliono sempre di più questo. Se l’Europa perderà tutti i poteri in una nuova guerra, con seguita l’Inghilterra, non avranno le sue stesse forze, con la sparizione dell’Europa come facoltà, come potere, voluto e dal primo giorno appoggiato, con tutto questo peso e con tutto il suo Impero, parlante in lingua Inglese, gli Stati Uniti, che lo sarebbero inevitabilmente in entrambi i sensi economici e politici … Analizzi che cosa ha sentito alla luce della Sinistra cospirazione, come uno potrebbe affermare, senza sbalordire nessun Americano borioso. Portati a quel punto, con un intervallo d’alcuni giorni. Dopo, avendo notato la reazione, si sarà necessariamente mossi all’imbarazzo. Adesso tirerò fuori l’argomento Hitler. Qui a questo punto ci s’indirizzerà all’aggressione: egli è pienamente un aggressore ed è per questo che là non vi saranno dubbi. E poi l’unico che andrà a porsi la domanda: che cosa delle azioni comuni potrà essere compresa dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica in vista della guerra voluta fra Imperialisti? La risposta è qui – neutralità. Una delle maggiori argomentazioni: si, neutralità, ma senza dipendere da una sede favorevole, ma anche da quella dell’aggressore. Vi sarà una garanzia di neutralità sempre quando l’aggressore non attaccherà o lo

{p. 51} farà senza mostrarlo. Per questi propositi l’infallibile risposta è l’attacco dell’aggressore o un altro Stato Imperialista. Col quale sia molto facile andare al di sopra dell’espressione necessità e moralità, con in vista una difesa garantita, per provocare un conflitto fra Imperialisti, se questo non succedesse tramite i loro stessi accordi. E se non fossero accettati in teoria, saranno ammessi dopo che si sarà regolata la domanda d’azione nella pratica, che potrà essere solo questione di tecnica. Qui c’è uno schema: (1) Un patto con Hitler per la nostra divisione fra la Cecoslovacchia e la Polonia (meglio la seconda). (2) L’accettazione di Hitler. Se sarà capace di sopportare un fallimento per la conquista, per esempio la lottizzazione di qualcosa per l’alleanza con l’USSR, in seguito per lui ci sarà piena garanzia che le democrazie cederanno. Lui sarà incapace di credere ai loro trattati verbali conosciuti come intimidatori concordati di guerra sono agli stessi modi partigiani disarmati e il loro disarmo è reale. (3) Le democrazie attaccheranno Hitler e non Stalin; essi diranno al popolo che nonostante essi siano colpevoli entrambi d’aggressione e pareggiamento, strategie, logiche ragioni forzano a sconfiggersi da se stessi: prima Hitler e poi Stalin.

G. – Ma essi non si sconfiggerebbero con la verità?

R. – Ma quale? Non è Stalin disposto alla libertà d’azione in modo di poter aiutare Hitler sufficientemente? Non mettiamo noi nelle sue mani la possibilità di continuare la guerra fra Capitalisti fino all’ultimo uomo e colpo? Con cosa essi potrebbero attaccarlo? Gli esauriti Stati dell’Ovest saranno pronti ad avere ognuno sulle loro mani l’interna rivoluzione Comunista, con la quale in ogni caso trionferanno.

G. – Ma se Hitler ottiene una rapida vittoria e se lui, come Napoleone, mobilitasse tutta l’Europa contro l’USSR?

R. – Questo è assai improbabile! Lei si dimentica dell’esistenza degli Stati Uniti. Lei rifiuta il potente fattore, il più grande. Non è naturale che l’America, imitando Stalin, potrebbe dalla sua propria parte aiutare gli Stati democratici? Se uno sarà coordinato “contro il fato” l’aiuto d’entrambi i gruppi di tiratori, sarà automaticamente assicurata senza fallimento una permanente estensione della guerra.

G. – E il Giappone?

R. – La Cina non è fra loro? Potrà Stalin garantire il suo non-intervento. I Giapponesi sono molto portati al suicidio, ma dopo tutto senza qualche estensione sarebbero capaci d’attaccare la Cina e la Russia simultaneamente. Qualche altra obiezione?

G. – No, se dipendesse da me, poi volendo giudicare … Ma lei crede che il delegato …?

R. – Sì, ci credo. Io non ho avuto modo di parlargli, ma noto un dettaglio: l’appuntamento di Davis sarà saputo nel Novembre del 1936; noi dovremo accettare quel che Roosvelt pensa di spedirgli molto tempo in anticipo e con quello in mente come preliminare graduale inizio, noi tutti capiremmo in considerazione della materia e delle spiegazioni ufficiali per una carica portata avanti da più di due mesi. Apparentemente la sua carica fu accordata in Agosto… E che cosa accadde in Agosto? In Agosto Zinoviev e Kamenev furono uccisi. Io sono disposto ad affermare che la sua carica è stata fatta per il proposito di un nuovo coinvolgimento di “Essi” nella politica di Stalin. Si, sicuramente la penso così. Con un eccitamento interiore che ho provato, vedendo come uno dopo l’altro

{p. 52} là fallirono i capi delle opposizioni nelle “purgature” che seguirono una dopo l’altra. Lei non sa se era presente al processo di Radeck?

G. – Sì.

R. – Lei lo ha visto? Ha parlato con lui. Io ho aspettato per farlo diversi mesi.

G. – Questa notte noi dobbiamo terminare; ma prima che lei riparta io voglio sapere qualcosa di più. Ci porti ad acquisire tutto questo come vero e sarà tirato fuori con successo. “Essi” metteranno avanti condizioni definite. Lo calcolano forse loro?

R. – Questo non è difficile da sostenere. La prima condizione sarà la fine dell’esecuzione del Comunismo, quello è il principio del Trotzkysmo, come lei lo chiama. In seguito, lo stesso, essi richiederanno la stabilizzazione di diverse zone d’influenza, come già io le dissi. I confini con i quali avranno diviso il Comunismo formale dall’unico reale. Quella è la più importante condizione. Là vi saranno concessioni di mutuo aiuto per un tempo, il cui piano finale, sarà dimostrato. Lei vedrà ad esempio il paradossale fenomeno di un completo assembramento di persone, nemiche di Stalin, che l’aiuterà, non saranno necessariamente dei proletari, non saranno spie professionali, là appariranno persone influenti di tutti i livelli sociali, ad ogni modo quelli più alti, che aiuteranno il formale Comunismo Stalinista quando questo diventerà reale, in seguito com’obiettivo Comunismo. Mi ha capito?

G. – Un poco; lei s’aggrappa a qualcosa con qualche impenetrabile sofismo.

R. – Se questo è necessario per finire, poi io posso sempre esprimermi in questo modo. Portandoglielo a vedere se potrò non essere già abile d’aiutarla a capire. E’ risaputo che il Marxismo è stato chiamato Hegeliano. In tale modo quella richiesta è stata volgarizzata . L’idealismo Hegeliano è un diffuso aggiustamento per un’informale comprensione nell’Ovest del naturale misticismo di Baruch Spinoza. “Loro,” sono Spinosisti. Peraltro a proposito salta fuori, per esempio che lo Spinosismo sia il “Loro”, poiché è sempre una versione adeguata all’epoca del “Loro” filosofeggiare, che è l’unica che più s’avvicina, stando su ad alti livelli. Dopo di tutto, un Hegeliano e per le stesse ragioni i seguaci di Spinoza, furono devoti alla sua fede, ma sempre temporaneamente e tatticamente. La materia non è posta com’è dichiarata nel Marxismo, che è stato dall’eliminazione di contraddizioni che essi estraggono come sintesi. Questo è come il risultato dell’opposta mutua fusione della tesi e dell’antitesi che essi elevano come una sintesi, realmente, vera, in un finale armonioso fra il soggettivo e l’obiettivo. Lei non lo ha individuato velocemente? A Mosca c’è il Comunismo: a New York il Capitalismo. E questo significa una tesi ed una antitesi. Le analizzi entrambe. A Mosca c’è il Comunismo: a New York c’è il Capitalismo. Questo è lo stesso che la sintesi ed antitesi. Le analizzi entrambe. Mosca è soggetto Comunismo ma è obiettivo Capitalismo. Stato Capitalistico. New York è: soggetto Capitalismo, ma Comunismo obiettivo. Una vera personale sintesi: l’Internazionale finanziaria, l’unico Capitalistico-Comunismo. “Loro”.

Nota alla fine del testo

{p. 40} Se il terminatore trionferà nella rivoluzione Sovietica la che accadrà come risultato dell’esistenza di un antico nazionalismo Russo. Senza qualche nazionalistico bonapartismo che sarebbe stato impossibile. E se qualcosa di quello accadde in Russia, fu in embrione nella persona dello Zar, poi quali ostacoli incontreranno principalmente il Marxismo in pieno sviluppo del nazionalismo in Europa dell’Ovest? Marx era in fallo rispetto ai vantaggi succeduti alla rivoluzione. Il Marxismo non abitava nei più industrializzati paesi, ma in Russia, dove il proletariato era scarso. A parte le altre ragioni della nostra vittoria qui sono spiegate dal fatto che in Russia non v’era un reale nazionalismo, ed in altri paesi quello era invece al pieno apogeo. S’osserva come rinacque sotto di quello straordinario potere del fascismo, e come contagioso esso fu. Lei può capire che a parte quello di cui può beneficiare Stalin, la necessità per la distruzione del nazionalismo significa soltanto fermentare una guerra in Europa.

                                                      **********


L’incontro ebbe la durata di circa sei ore. Io diedi ancora dell’altra droga a Rakovsky. La droga, ovviamente, lavorava bene, in ogni modo io fui abile nell’osservarlo tramite certi sintomi d’animazione. Ma io penso che Rakosky avrebbe potuto parlare allo stesso modo in normali condizioni. Indubbiamente il tema della conversazione riguardava la sua specializzazione e lui fu appassionato nell’esporla, per quanto riguarda quello che spifferò. Giacché, se tutto quello era vero in seguito un energico attentato sarebbe stato commesso

{p. 53} per rinforzare il trionfo del suo piano ideale. Se fosse stato falso, egli avrebbe dovuto essere uno straordinario fantasista e quella sarebbe stata una splendida manovra per salvarsi la vita che sarebbe stata persa.

La mia opinione su tutto quello che è stato sentito non potrà essere d’alcuna importanza. Io non possedevo una sufficiente erudizione in modo di capire i suoi orizzonti universali. Quando Rakosky toccò il suo più importante Tema, io ebbi la stessa sensazione in quel momento interrogandomi per la prima volta come se fossi sottoposto ad uno schermo a raggi X. I miei occhi sorpresi mi dicevano qualcosa di diffusamente oscuro, ma reale. Qualcosa come lo è un’apparizione: io ho dovuto coordinare la sua figura e movimenti, correlazioni ed azioni ad un grado nel quale fosse possibile calcolarlo secondo l’aiuto della logica intuizione.

Io rilessi la conversazione molte volte, e a momenti, sentendola come rodere in me, e facendomi sentire la mia incompetenza in proposito. Quello del quale in seguito mi sembrò interamente fosse in vero l’ovvia realtà. Come un blocco di granito, stava l’ordine sociale posto come una roccia, inamovibile e permanente, s’era trasformato, in una fitta nebbia. Mi appariva colossale, incommensurabile, una forza invisibile con un imperativo categorico, disobbediente, astuto e titanico allo stesso tempo, qualcosa come il magnetismo e l’elettricità o la forza d’attrazione terrestre. Alla presenza di quell’apertura fenomenale. Mi sono sentito come un uomo dell’età della pietra con il capo pieno di primitive superstizioni nei riguardi dei fenomeni naturali, e che era stato trasportato improvvisamente una notte alla Parigi dei nostri tempi. Io ero esterrefatto più di quanto mai fossi potuto esserlo stato.

Molto dopo gradualmente. Mi convinsi che ogni cosa che Rakovsky aveva detto fosse il prodotto della sua straordinaria immaginazione e anzi inizialmente mi convinsi d’essere un giocattolo nelle mani dei migliori scrittori di romanzi. Ho cercato invano di trovare abbastanza forza, delle logiche ragioni ed anzi persone con una sufficiente personalità, che avrebbero potuto essere abili nel spiegarmi questo gigantesco progresso della rivoluzione.

Devo confessare che se ognuna di quelle forze che qui partecipavano, lo stesso gli scopi e ugualmente il popolo, che si menziona nella storia scritta, dichiaravano che la rivoluzione era un miracolo per la nostra epoca. No, quando io stetti all’ascolto di Rakosky, non avrei potuto credere che un piccolo gruppo di Giudaici, provenienti da Londra, avesse realizzato quell’apparizione della rivoluzione” tirata fuori di Marx nelle prime linee del Manifesto, diventata oggi una gigantesca realtà ed un universale tradimento.

Se quello che Rakosky disse era vero o no, sul segreto e la reale carica energetica del Comunismo cioè il Capitale Internazionale, era veramente ovvio per me che Marx, Lenin, Trotzky e Stalin fossero un’insufficiente spiegazione per quello che accadde.

{p. 54} Se quelle persone furono reali o fantasie, chiamate “Loro” da Rakosky con un certo religioso timore nella voce, è la domanda. Ma se “Loro” non esistessero poi potendo quello che Volteire disse di Dio: “Egli potrebbe essere inventato”, considerando che in questo caso noi potremmo spiegarne l’esistenza, termini e forze con quest’estesa rivoluzione mondiale.

Dopo di tutto, non posso sperare di vederla. La mia posizione non segue le visioni con grande ottimismo sulla possibilità che potranno sopravvivere fino al prossimo futuro. Ma questo suicidio della borghesia degli Stati Europei (N.d.T: imprenditoria), della quale Rakosky parlò e della quale provò l’inevitabilità, potrebbe essere per me che sono stato iniziato ai segreti, il magistrale e definitivo grado.


                                                   **********


Quando Rakovsky fu portato fuori del suo palazzo di prigionia Gabriele rimase per qualche tempo immerso in se stesso.

Io lo guardavo, senza farmi vedere da lui e, infatti, le mie stesse idee e concezioni erano state perse sotto il piano delle loro basi e fummo per qualche motivo sospesi.

“Lei come vede tutto questo” domandai a Gabriel.

“Io non lo so, non lo so” lui replicò, ed io affermo la verità; ma aggiungo “penso che quello sia un uomo meraviglioso e anche se ci fossimo incontrati con un falsificatore, lo stesso egli è talmente straordinario; in ogni caso è un pezzo di genio.”
“Come risultato, se potremo averne tempo, noi dovremmo avere un cambiamento di vedute. Io sono lo stesso interessato alla sua opinione di profano, un dottore. Ma adesso noi dobbiamo accordarci secondo i nostri programmi io non glielo chiedo come un professionista, ma come un modesto uomo. Quello che lei ha sentito come risultato della sua peculiare funzione, che può essere caricata e nebbiosa come la vela trascinata dal vento, ma questo può già essere qualcosa, l’importanza della quale non può essere esagerata da nessuno di loro. Qui una terminologia è inadeguata. Mi dia quest’ultima possibilità, un forte sentimento di forze precauzionali mi limitava al numero di persone che conoscono circa questo l’unico che le conosce è lei. L’uomo che manipolava il registratore non conosce il Francese. Il motivo per il quale noi parlammo in Francese non fu stato un mio capriccio In poche parole io potrei esserle grata se lei sarà il traduttore. Dorma per qualche ora, io potrò adesso portarle le necessarie istruzioni così che il tecnico potrà accordarne il tempo con lei, e il prima possibile lei tradurrà e scriverà la conversazione, quella che è stata riprodotta per fargliela sentire. Sarà un lavoro duro; lei non potrà usare carta copiativa e la stessa registrazione sarà rimossa in fretta. Quando lei avrà terminato la trascrizione in versione Francese io potrò leggerla. Alcuni commenti e citazioni saranno necessari, e io potrò aggiungerne. Lei può usare una macchina per scrivere?

“Molto intensamente, molto piano, solo in due copie.

Gabriel mi aveva domandato due copie della traduzione. Io né feci tre, in modo di celare la terza per me stesso. Sentii il rischio quando egli ritornò a Mosca. Non mi sarei dispiaciuto per aver avuto il coraggio di fare ciò che ho fatto.


EPILOGO

Com’è ben risaputo,
 Stalin seguì gli avvertimenti di Rakosky. Vi fu un patto con Hitler. Lo stesso la Seconda Guerra Mondiale servì soltanto gli interessi della rivoluzione.

Il segreto di quei cambiamenti politici poté essere capito da un’incoraggiante conversazione fra Gabriel e il Dottor Landowsky, che è riportato in un altro capitolo di “La Sinfonia in Rosso”. Qui c’è qualche estratto.

GABRIEL – Si ricorda della conversazione di Rakovsky … Lo sa che non fu condannato a morte? Conoscendo già bene tutto questo lei non si sorprenderà che Stalin Camerata abbia pensato bene che fosse saggio giudicarlo un apparente incredibile piano … Qui nulla è rischiato e, al contrario, uno potrà guadagnare un grande accordo … Se lei affaticherà la memoria sarà abile di capire diverse cose.

DOTTORE – Io ricordo ogni cosa piuttosto bene. Non dimentico quello che ho sentito nella conversazione due volte, entrambe sono state trascritte, in aggiunta l’ho tradotta … Forse io posso apprendere se lei conosce le persone che Rakovsky chiama “Loro”?

G. – In modo di mostrarle la mia confidenza le dirò – no! Noi non lo sappiamo di sicuro chi sono “Loro”, ma all’ultimo momento c’è stato confermato un grande accordo come quello che Rakovsky aveva detto; per esempio è vero che Hitler fu finanziato dai banchieri di Wall Street. Molte di quelle cose sono vere. In tutti questi mesi durante i quali io non l’ho vista, ho destinato un’investigazione, connessa alle informazioni di Rakovsky. Io non sono stato capace di capire quali persone siano rimarchevoli personaggi, ma è un fatto, c’è un pezzo di cerchia che consiste di finanziatori, politici, scienziati e addirittura ecclesiali persone d’alto rango, abbondanza e potere, che occupa elevati piazzamenti; se uno giudicasse la loro posizione (generalmente come intermediario) dai risultati, in seguito sembrerebbe strano ed inesplicabile, alla luce delle ordinarie comprensioni … considerando che essi hanno una gran somiglianza con le idee del Comunismo, in ogni modo con molte speciali Comunistiche idee. Ma lasciando stare tutte questioni che riguardano aspetti a parte, linee e profili; obbiettivamente, come Rakovsky avrebbe detto, imitando Stalin ciecamente in azioni ed errori, è costruito il Comunismo. Essi seguirono gli avvertimenti di Rakovsky pressoché alla lettera. Non vi fu nulla di concreto, ma non vi furono rifiuti e lacerazioni di mantelli. Al contrario, essi dimostrarono grand’attenzione ad ogni cosa. L’Ambasciatore Davis attentamente citato in processi precedenti finì così remotamente accennato che molti avrebbero potuto guadagnare pubbliche opinioni in America, in caso di un’amnistia per Rakovsky nelle vicinanze. Egli è stato molto vegliato durante il processo in Marzo, era naturale. Lui fu sempre presente a tutti, noi non potemmo seguire alcuna tecnica per non far prevenire ogni “telegramma” all’accusato. Lui non era un professionista

{p. 56} diplomato e non conosceva le specifiche tecniche, lui fu obbligato a guardarle, traendo molto con i suoi occhi, io riflettendoci; io penso che egli abbia invece elevato gli spiriti di Rosenholf e di Rakovsky.

L’altra conferma è l’interesse che gli fu concesso da Davis durante i processi io confesso che egli gli fece un segno massonico di saluto.

C’è già un’altra strana materia, che non può essere falsificata. Il 2 Marzo internamente fu ricevuto un messaggio radio da qualche stazione molto potente: l’amnistia al pericolo dei Nazisti aumenterà” … i telegrammi furono decifrati con le cifre della nostra stessa ambasciata a Londra. Lei può capire che quello fu qualcosa di molto importante!

Dr. – Ma il tradimento non era reale?

G. – Non fu evidente? Il 12 Marzo si conclusero là i dibattiti del Supremo Tribunale e alle 9,00 della sera il tribunale iniziò le sue considerazioni. Nello stesso giorno del 12 Marzo alle 5,30 del mattino Hitler ordinò alle sue divisioni armate d’entrare in Austria. In ogni modo questo fu una passeggiata! Vi furono sufficienti ragioni per pensarci su! O noi siamo stati così stupidi nel considerare i saluti di Davis, i suoi telegrammi, le cifre, le coincidenze dell’invasione con il verdetto ed anche il silenzio dell’Europa non sarebbe stato un cambiamento accidentale? No, noi non vedemmo “Loro” infatti, ma sentimmo le loro voci ne capimmo i linguaggi.


                                                   *****


Nota del traduttore George Knuffer: potrebbe essere qui assolutamente superfluo scrivere un lungo commento su quest’eccezionale materiale. E’ già sufficiente espresso l’ovvio – questo è il più importante documento politico del secolo.

Molti fra noi hanno conosciuto i fatti fin qui esposti da decenni, ma per la prima volta riportati in una forma brillante, dettagliata dichiarazione da un adepto. Ovviamente Rakovsky era uno di “Loro.”

Entrambe le interne evidenze di questo documento, come anche le circostanze di tutti i susseguenti eventi furono esattamente accordati con le formule indicate, probanti la verità della storia.

Questa lettura del libro è essenziale per tutti quelli che s’augurano di conoscere che cosa è accaduto e perché, attraverso il mondo, ed anche soltanto quello che può essere fatto per fermare le conseguenze della rivoluzione: il potere delle emissioni monetarie deve essere restituito agli Stati ovunque. Se ciò non sarà fatto in tempo, il Comunismo vincerà.

George Knupffer

______________________

Note:


1) Red Symphony (2) Hitler manipolato dai banchieri la cui agenda egli non comprendeva – Henry Makow (3) Isaac Deutscher sulla possibilità che la guerra di Hitler potesse far ritornare alla guida Trotzky (4) David North sulla conseguenza della sconfitta di Trotzky (5) Evidenze di Rakovsky sui Processi di Mosca (6) Sulla seconda moglie di Trotzky, Natalya Sedova (7) Affidabilità di Rakovsky sui Processi di Mosca (8) Illuminati e Illuminoidi – “Rowan Berkeley su Red Simphony (9) Trotzky in Norvegia, accusato di cooperare con la Gestapo (10) Trotzky chiama Stalin Bonapartista (11) Una Datazione Anomala.


© 2005 – 2007 Grafica e layout sono d’esclusiva proprietà di cieliparalleli.com  www.cieliparalleli.com






 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: