Fisicamente

di Roberto Renzetti

FERNANDO LIGGIO

Nel Vecchio Testamento (V.T.) l’originaria concezione del termine ebraico “mashiah” (“unto”) è contenuta nell’espressione, tradotta in italiano, «… il sacerdote che ha ricevuto l’“unzione” [= la “consacrazione”]…» (Levitico IV, 3). Nel V.T. l’“unzione consacrante [con olio] concessa da “Adonaj” (dal “Padrone”), come era comunemente chiamata, per rispetto, la suprema divinità “Yhaweh” (“Colui che 蔓divio” (“in luce” [per “in cielo”]). In tutto il V.T. si riscontra che la sacra denominazione ebraica “Mashiah” (“Unto”) è conferita a tutta una serie di personaggi investiti da compiti eccezionali come i profeti, i regnanti, ecc. Ad esempio, si riporta il seguente passo del V.T, tradotto in italiano, «…Egli concede una grande vittoria e grazia al suo “unto” Davide ed alla sua discendenza per sempre…» (II Samuele XXII, 51). Sempre nel V.T. il profeta Isaia (Isaia XLV,1) presenta il re persiano Ciro come un “Mashiah” (“Unto”)! Inoltre, poiché alcuni profeti avevano predetto l’avvento di un “Mashiah” (“Unto”) che avrebbe posto termine alle sofferenze umane ed allo stato di schiavitù e di oppressione, instaurando un’epoca di pace e di felicità, si è inevitabilmente finito per indurre l’attesa dell’avvento di un “Mashiah” (“Unto”) del tutto particolare e, conseguentemente, di un’“Era Messianica” (“Era Untiana”). Ciò è stato ben puntualizzato per la prima volta da Mosheh Ben Maimon (1135-1204), più noto come Mosè Maimonide (1) dopo la più vasta diffusione dell’equivalente termine greco Cristov” (“Unto”) della relativa traduzione dei “Settanta” del V.T. (2), ripreso e diffuso oltre due secoli dopo dai redattori degli scritti del N.T. Tuttavia, come ha magistralmente evidenziato lo storico ebreo Klausner (1935) (3) tra i termini “Mashiah” (“Unto”) e Cristov” (“Unto”) vi è una differenza sostanziale: il termine ebraico si fonda sulla speranza profetica dell’“Unto” che farà sì come fra il popolo di Israele e l’umanità intera potrà regnare la libertà politica, la giustizia ed il benessere generale, mentre il corrispettivo termine greco si fonda sulla speranza profetica dell’“Unto” che con il suo sacrificio riscatterà l’umanità dai “peccati” salvandola dalla punizione eterna. Quest’ultimo “Unto”, con la sua “resurrezione” dall’atroce morte sacrificale, prelude alla futura “resurrezione” finale della totalità dei morti, a seguito della quale “giusti” vivranno eternamente nella “luce celeste” e gli “empi” vivranno eternamente nella “tenebra infernale”! Nella concezione ebraica del V.T. i profeti nelle loro profezie si mantengono fedeli alla “legge della casualità sul piano morale” in base alla quale le “cattive azioni, i peccati e l’ingiustizia” comportano fatalmente una punizione,  senza possibilità di riscatto né di accettazione del pentimento. L’“Unto” nel V.T. non è visto come un particolare “salvatore” che libera l’individuo dai “peccati” commessi, ma come l’“Adonaj” (il “Padrone”) che opera con giustizia nei riguardi dei suoi sottomessi. In particolare nel V.T. sono individuati due “Unti”: l’“Unto Sacerdotale pacificatore” e l’“Unto regale guerriero” (4) «… che assistono il dominatore di tutta la terra…» (Zaccaria IV, 14). Negli scritti formanti il N.T., compilati non prima dell’anno 70 d.C., le cui copie pervenute risultano redatte in greco oltre il III sec., i due predetti “Unti” risultano unificati nell’auspicato atteso “Unto”, peraltro mai giunto, ma storicizzato e personificato col nome di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) dai notabili del movimento settario “Untiano”. Infatti, persino tutti gli alti prelati della conseguente gerarchia ecclesiastica sono stati sempre a conoscenza dell’utilitaristica creazione politica della “favola di Gesù il Cristo [l’Unto] tanto che persino il pontefice Leone X (1513-1521) «…In una lettera indirizzata al cardinale Bembo […] aveva rivelato con chiarezza il pensiero più intimo della Chiesa Cattolica quando scrisse “Si sa da tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di Gesù [il] Cristo”…» (5). Fin qui gli “Unti” auspicati e mai esistiti, al pari dell’ultimo menzionato! Tuttavia, in Israele, tra il I ed il II sec. d.C. sono realmente comparsi non pochi sedicenti “Unti” (6), tra veri e propri “esaltati mentali” (affetti da“Sindrome disideativa illusoria coordinata con convinzioni illusorie mistico-religiose-teomegalomaniche-riformatrici”) ed “entusiasti carismatici” (7). Ma, dal III sec. in poi per incentivarne la diffusione della credenza l’“Unto” storicizzato e personificato col nome di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) è stato sempre più osannato dal crescente numero di credenti ed, in particolare, per l’incessante opera di abili artisti, ispirati dai fantastici racconti del N.T., i quali hanno diffuso la conoscenza dell’affascinane “personaggio da imitare”, inducendo la comparsa di un’infinità di esaltati (8) sedicenti “Unti”!


NOTE

(1) Cfr. Maimonide M. (1135-1204): «La guida dei perplessi», a cura di Zante M., UTET, Torino, 2005.

(2) La traduzione greca dall’aramaico del V.T. detta dei “Settanta” è stata effettuata per ordine di Tolomeo Filadelfo (Re d’ Egitto dal 284 al 246 a.C.) da ebrei ellenisti (greci) residenti in Egitto. Tale traduzione si presume che sia stata iniziata nel 265 a. C. e che sia stata terminata entro il 115 a.C. Ma, la sua più antica redazione pervenuta è costituita dal “Codice B” del IV sec. d.C. (custodito nella Biblioteca Vaticana). In essa i nomi ebraici “Yehoschuah”“Yoschuah” e “Yeschuah” risultano tutti tradotti col nome greco IhsouÖ” (“Gesù”).

(3) Cfr. Klausner. J.: «The Messianic Idea in Israel», New York, 1935.

(4) I due “Unti” risultano essere Giosuè, consacrato per il potere spirituale (o sacerdotale), e Zorobabele consacrato per il potere temporale (o regale). Il primo ha ricevuto l’“Unzione sacerdotale” (Levitico IV, 3) ed il secondo l’“Unzione regale” che, come profetizzato (Geremia XXXIII, 14-18), saranno unificate.

(5) Cfr. Rodríguez P.: «Mentiras fundamentales de la Iglesia católica», Barcellona, 1997.

(6) Fra questi sedicenti “Unti” si ricordano i seguenti: Yeschuah Bar-Hanania (Gesù Figlio di Anania) (62 d. C.), Hanina Bar-Dossa (Anina Figlio di Dossa) (I sec. d. C.) (famoso per le sue guarigioni miracolose), Dosthaï (Dostai) (I sec. d. C.), Schimeön (Simeone) (I sec. d. C.) (detto “il Mago”)[il quale si spacciava come figlio del “Temuto (Elohên), Onnipotente (Sahddaj) Padrone-nostro (Adon-aj) IL QUALE È (YHAWEH) in cielo (djvô = qeoV” = deus = dio)” inviato per redimere l’umanità], Teuda (Teuda) (I sec. d.C.) (“Unto guerriero”), Menachem Bar-Yehouda (Menachem Figlio di Giuda) (I sec d.C.) (“Unto guerriero”), Elkasaï (Elcasai) (I-II sec. d. C.) [proclamatosi vero “Unto Redentore”], Scimeön Bar-Kosiba (Simeone Figlio di Cosiba) (II sec. d. C.) [“Unto guerriero”, detto anche Bar-Kokba (“Figlio della Stella”)], ecc.

(7) Fra i cosiddetti “entusiasti carismatici” si annoverano, non solo gli ostinati riformatori politico-religiosi, ma anche gli indefessi promotori dell’etica altruistica, gli utopisti propagatori della pacifica convivenza umana, ecc. Infatti, la relativa manifestazione era denotativamente indicata dagli antichi greci con i termini “ejnqousiasmov”” (“entusiasmo”) ed “ejnqousivasi”” (“entusiasmia”) derivati dal verbo “ejnqousiavzw” (composto da “ejn” = “dentro” + “qeouv”” = “Dio” + “ija” = “voce” + “zw” = “essere animato”“essere vivificato”, ecc. ed usato per dire “essere invasato ed ispirato dagli dèi”).

(8) Fra questi numerosi “Unti” si ricordano i più noti come segue: Moschè (Mosè) (V sec d. C.) (“Unto guerriero”, sobillatore dell’isola di Creta che nel 470 d. C.circa convinse i propri seguaci a disfarsi di tutti i beni, a seguirlo ed a precipitarsi in mare ad un suo comando, per cui molti, i bambini in specie, morirono annegati), Abu Isa al-Isafahani (Abu Isa al-Isafani) (VII-VIII sec. d. C.) (“Unto guerriero” convinto di avere ricevuto dal “Temuto (Elohên), Onnipotente (Sahddaj) Padrone-nostro (Adon-aj) IL QUALE È (YHAWEH) in cielo (djvô = qeoV” = deus = dio)” il compito di liberare Israele dai popoli infedeli), Serenus (Sereno) (VIII sec. d. C.) (proclamatosi “Unto” tentò di abolire alcune norme talmudiche e finì punito con la flagellazione); seguono ― tra i più noti ― i sedicenti “Unti” Salomon Ha-Cohen (Salomone À-Coen) (XII sec.), David Altroy (Davide Altroi) (XII sec.), Abraham Aboulafia (Abramo Abulafia) (1249-1291), Jacob (Giacobbe) detto “Il Maestro di Hongrie” (XIII sec.), Mosè Botarel (Mosè Botarel) (XV sec.), Asher Lämmlein (Aser Lamlein) (XV-XVI sec.), Thomas Münzer (Tommaso Munzer) (1489-1525), David Rubeni (Davide Rubeni) (XV-XVI sec.), Joh Bockleson (Giovanni Bocleson) (1510-1536), David Jorisz (Davide Gioriszo) († 1556), Jacob Boehm (Giacobbe Boem) (1576-1624), William Hracket (Guglielmo Archet) († 1591), Simon Morin (Simone Morin) († 1663), Jean Desmarets de Sain-Sorlin (Giovanni Desmare di San-Sorlino) (1595-1676), Sabbatai Zevi (Sabatai Zevi) (1626-1675), Quirinus Kuhlmann (Quirino Culman) (1651-1689), Jacob Zevi (Giacobbe Zevi) (1650-1695), Jonatan Eybescütz (Gionata Eibescut) (1690-1764) Emmanuel Swedberg (Emanuele Svedberg) (1668-1772), Neemia Chija Chajun (Nemia Chigia Cagiun) (1650-1733), Mosè Chajim Luzzatto (Mosè Cagim Luzzatto) (1707-1747), Yankiew Leibowitz (Ianchiev Leibovit) (1712-1791), François Bonjour (Francesco Bongiorno) (XVIII sec.), Jacob Frank (Giacobbe Franco) (1727-1791), Nachman di Brazlav (Nacman di Braslavia) (1772-1810), Joseph Smith (1805-1844), Alì Mohammed (Alì Moamed) (1821-1850), Jean Baptiste Digonnet (Giovanni Battista Digonnet) (XIX sec.), Oreste De Amicis (detto “l’ Unto degli Abruzzi”) (1824-1889), Davide Lazzaretti (detto “l’Unto dell’Amiata”) (1834-1878), Luis Riel (Luigi Riel) († 1885), Guillaume Mond (Guglielmo Mond) (1800-1896), Simon Kinbangu (Simone Chimangu) († 1950), James Waren Jones (Giacomo Waren Jones) (1931-1978), Menachen Mendel Scheerson (Menache Mendel Scheerson) († 1994) (detto “l’Unto di Brooklin”), ecc., senza citare tutti quelli accolti nelle Istituzioni Psichiatriche e che continueranno ad esservi accolti!.

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