Fisicamente

di Roberto Renzetti

https://www.fanpage.it/roma/perche-le-giustificazioni-di-virginia-raggi-che-non-si-vaccina-fanno-acqua-da-tutte-le-parti/

Virginia Raggi, ospite di “In Onda”, dichiara che i politici non devono fare appelli a vaccinarsi (è una “questione medica”), sul Green Pass spiega di “non essere né favorevole né contraria” e che lo ius soli “non è una priorità”. Su tutti i temi caldi del dibattito politico la sindaca di Roma sembra parlare come i leader della destra italiana.

A cura di Valerio Renzi

Ospite alla trasmissione di La7 “In Onda”, ieri sera la sindaca di Roma Virginia Raggi è sembrata determinata a non esporsi su nessuno dei temi caldi del momento ma, evitando di prendere posizioni

chiare, è sembrata strizzare più volte l’occhio all’elettorato di Matteo Salvini e Giorgia Meloni su questioni come le vaccinazioni, il Green Pass e lo ius soli. Come è noto la sindaca non è ancora vaccinata, e ieri è tornata a spiegare il perché: “Non sono una no-vax, non sono vaccinata perché ho ancora gli anticorpi e il medico mi ha suggerito di non farlo”, ha ribadito. Ma i problemi arrivano quando la sindaca sceglie di non impegnarsi sul fronte della campagna vaccinale, riducendo la questione a un “tema medico” di cui la politica non dovrebbe essere impegnata. E non a caso dalla prima cittadina della capitale, non è arrivato nessun appello a vaccinarsi. “Ognuno deve sentire il proprio medico e fare quello che gli consiglia. Il tema della vaccinazione deve essere un tema medico, i politici non devono mettersi a fare battaglie di principio e farlo diventare un tema elettorale. Se diventa un tema elettorale vuol dire che non ci sono altri temi di cui parlare“. E di quali altri temi bisognerebbe parlare nel bel mezzo di una pandemia, con la paura di una nuova ondata e lo sforzo che impegna da mesi le istituzioni sanitarie e non solo per raggiungere quanti più cittadini possibile, convincendo scettici e indecisi? Parole che non passano inosservate e quasi subito arriva l’attacco del governatore Nicola Zingaretti: “Fino a oggi conoscevamo i No Vax. La Sindaca, ancora per un mese, della nostra amata capitale ha inaugurato la figura dei ‘Ni Vax’. Tradotto: non decido su niente come faccio da 5 anni. E i romani pagano“. Ma la campagna vaccinale non è l’unico tema su cui Virginia Raggi sembra non volere esporsi in modo univoco. Sul Green Pass, materia al centro del dibattito politico e provvedimento approvato da un governo sostenuto fino a prova contraria anche dal Movimento 5 Stelle, dichiara candidamente di non avere un’opinione. “Se sono favorevole o contraria al Green pass? Non mi sento di dire se sono favorevole o contraria, credo siano questioni che devono decidere i medici”: incredibile, mentre la politica è chiamata a scelte che coinvolgono la vita dell’intero corpo sociale, la sindaca di Roma non ha un’opinione su un tema così delicato e passa la parola agli esperti. E non avere un’opinione in questo caso sembra tanto simile a non voler irritare l’elettorato del M5S scettico nei confronti di vaccini e Green Pass, ma soprattutto a voler pescare tra i voti della destra di Lega e Fratelli d’Italia.

Un sospetto che diventa certezza quando si parla di ius soli, che per Virginia Raggi non solo non è una priorità, ma addirittura sarebbe materia di cui si dovrebbe occupare la Comunità Europea come di tutti i

temi afferenti l’immigrazione, anche se come possa l’Europa decidere sui meccanismi di acquisizione della cittadinanza di un paese membro rimane un mistero. “Lo Ius Soli ritorna quasi sempre, ‘riciccia come si direbbe a Roma, in prossimità delle elezioni, non è priorità perché la priorità è il lavoro. Lo ius soli, mi permetta di allargare poco poco il discorso al tema dell’accoglienza e dell’integrazione, abbiamo capito che sono temi da trattare a livello comunitario, altrimenti non se ne esce…“. Invitiamo Virginia Raggi di parlarne con i tanti  giovani e giovanissimi cittadini della sua città che cosa ne pensano, se lo ius soli è più o meno una priorità, o almeno dirgli se è favorevole o contraria.

Tutto quello che non torna nelle parole di Virginia Raggi che non si vaccina

La sindaca di Roma, Virignia Raggi, ha dichiarato di non aver ricevuto la dose di vaccino prevista per chi è guarito dal Covid. I problemi per la prima cittadina sono due: il primo riguarda il fatto che per ottenere il Green Pass è costretta a fare tamponi praticamente tutti i giorni. Il

secondo sta nei tempi di vaccinazione: stando alle raccomandazioni dell’Aifa, i guariti dovrebbero ricevere la dose entro sei mesi dalla guarigione.

A cura di Enrico Tata

Virginia Raggi non si è vaccinata contro il Covid. Il suo medico di famiglia le ha detto che i suoi anticorpi sono ancora a un livello alto e quindi per il momento non c’è necessità di ricevere la dose unica prevista per chi ha già contratto l’infezione da Sars-Cov-2. La sindaca di Roma ha annunciato di essere risultata positiva a Covid-19 il 4 novembre 2020 e ha dichiarato di essere guarita il 15 novembre. In pratica il suo tampone è risultato negativo nove mesi fa esatti. Questo significa che la prima cittadina non può scaricare il Green Pass né come cittadina che ha completato il ciclo vaccinale, né come cittadina guarita dal Covid. Questo perché, si legge sul sito del governo su come ottenere la Certificazione Verde, per ricevere il Green Pass i cittadini devono essere guariti da non più di sei mesi. In questo caso “il Ministero della Salute potrà generare in automatico la tua Certificazione verde Covid-19 che avrà una validità di 180 giorni (6 mesi) dal primo tampone molecolare positivo. Se invece hai fatto la vaccinazione, dopo la guarigione riceverai in automatico una Certificazione per completamento del ciclo vaccinale”.

In teoria, quindi, l’unico modo in cui Virginia Raggi può ottenere il Green Pass è effettuare un tampone molecolare o rapido (con risultato negativo) nelle 48 ore precedenti alla data di utilizzo del certificato. Si chiede Filippo Sensi, deputato del Partito democratico: “Scusate una domanda: ma quelli – tipo la peggiore sindaca della storia di Roma – che non si sono vaccinati perché immunizzati dall’aver contratto il virus non hanno il Green Pass? Mi chiedo: come fa la peggiore sindaca della storia ecc – a entrare in un bar o museo?”. La domanda è lecita: come fa la sindaca a partecipare a una cena elettorale al chiuso? Come fa a inaugurare un museo o un monumento della Capitale? Presenta ogni volta il risultato di un tampone rapido e ogni volta scarica una nuova Certificazione Verde?

Ieri la sindaca ha spiegato la sua condizione in merito al vaccino anti Covid nel corso di un’intervista rilasciata a Concita De Gregorio e David

Parenzo nel corso del programma In Onda su La 7. “Non sono no vax, ho ancora anticorpi molto alti, il mio medico mi dice che al momento non è da fare”, ha dichiarato Raggi durante la trasmissione. A domanda diretta di Concita De Gregorio sul Green Pass per accedere agli studi de La 7, Raggi ha risposto: “Per entrare qui l’ho fatto, mi faccio tamponi di continuo”.

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SE INCONTRO UNO CHE VOTA PER LA RAGGI LO SFIDO A DUELLO

RR

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