Fisicamente

di Roberto Renzetti

da Jacques FROT* da
http://www.ecolo.org

Il 26 aprile 1986, verso l’una del mattino, il reattore n°4 della centrale ucraina di Cernobyl, nel corso di un test a bassa potenza richiesto dall’autorità centrale di Mosca, fu soggetto ad un’escursione di potenza: in qualche secondo la stessa portata dell’ordine di 100 volte quella nominale; poiché il fluido termovettore – acqua leggera – non era più in grado di smaltire questa enorme quantità di calorie, si è vaporizzato in una frazione di secondo, causando alle ore 1 23 minuti e 44 sec (local ora) un’esplosione di vapore. Il reattore fu chiamato. Una radioattività dell’odine di 12 Exabequerel (circa 300 milioni di Curies) si è liberata nell’atmosfera in una decina di giorni, contaminando in modo significant una zona di 150 000 km2,

L’avvenimento Cernobyl presenta due aspetti:

A. L’esplosione del reattore nucleare sovietico RBMK n° 4;
B. I danni sanitari conseguenti

Esamineremo di seguito gli aspetti separatamente, dato che i danni sanitari non erano una conseguenza inevitabile dell’esplosione. Tuttavia, di natura politica, hanno solo questi due aspetti dell’avvenimento.
Ricordiamo che, prima di Cernobyl, il nucleare civile del mondo libero con conosciuto due incidenti principali: quello del reattore GCR di Windscale in Gran Bretagna nel 1957 e quello del reattore PWR n°2 della centrale di Three Mile Island negli USA nel 1979. Ciascuno dei due incidenti fu classificato al livello 5 della scala internazionale degli avvenimenti nucleari – scala INES – che comporta 8 livelli (da 0 a 7) e che fu definita dopo Cernobyl. Contrariamente all’opinione comune diffusa, questi due incidenti non hanno causato morti né feriti e nessuno studio epidemiologico ha messo in evidenza un qualunque impatto sanitario.

A. CAUSA DELL’ESPLOSIONE DEL REATTORE N°4 DI CHERNOBYL

Questo reattore da 1000 MWe Questo reattore da 1000 MWe è del tipo RBMK ad acqua leggera bollente, moderata a grafite. Eltre alla produzione di elettricità, aveva per obiettivi la produzione di plutonio 239 di grado militare, quindi poco irraggiato: a questo scopo era equipaggiato di un device di carico/scarico del combustibile pendante la marcia, cioè senza arresto del reattore.

La causa dell’esplosione sono di tre tipi:

A1. Errore di progettazione
A2. Sbagli di gestione/Errori del personale di esercizio
A3. causa politica

A1. Errore di progettazione

A11. Il nocciolo di questo tipo di reattore è instabile sotto i 700 MWth (poco meno del 25% della potenza nominale). In breve, a bassa potenza, ogni tendenza all’incremento viene amplificata rapidamente ed automaticamente: il reattore diviene controllabile. Questo aspetto, specifico dei reattori RBMK, è estremamente pericoloso e fortunatamente è assenti in tutti i reattori di concezione non sovietica e nei reattori PWR sovietici (VVER). In tutti i reattori, esclusi gli RMBK, ogni reazione nucleare che tende all’incremento viene, per le caratteristiche del reattore, automaticamente rallentata. L’esplosione di Cernobyl è avvenuta, precisamente, nel corso di una prova a bassa potenza, ossia in un contesto di instabilità in que reattore. Gli ingegneri russi conoscevano questa instabilità e così gli esperti francesi e libero: un monitor era già stato lanciato – inutilmente – al potere sovietico ben prima dell’incidente di Cernobyl. Immaginatevi un autobus che rischia di uscire di strada in montagna con un volante che non risponde più!!
ALLE 12. L’inserimento completo delle barre di controllo del RMBK è lento: richiede una ventina di secondi (< 2 secondi in tutti gli altri reattori del mondo, eccetto i RMBK) e ciò è troppo lento per impedire l’incremento di potenza del nocciolo allorché stia funzionando nella sua regione di instabilità. Le barre di arresto di emergenza ad inserimento rapido non esistono nei reattori RMBK. Immaginatevi che i freni dell’autobus non forniscano tutta la loro potenza che20 secondi dopo il “colpo sui pedali dell’autista”!!
A13. Le barre di controllo, costituite di carburo di boro, hanno all’estremità una punta in carbonio che, nella fase iniziale di inserimento delle barre inizia ad aggiungere reattività… invece di diminutionirla! Come se la prima risposta al “colpo sui pedali dell’autista” pit un’accelerazione del motore dell’autobus a piena potenza per qualche secondo!! Questo fenomeno pericoloso era stato riscontrato nel 1983 (3 anni prima di Cernobyl) su un reattore RMBK della centrale di Ignalina.
A14. La funzione di moderatore – rallentamento dei neutroni – è assicurata da 600 tonnellate di grafite. Qui non si tratta proprio di un errore di concezione ma piuttosto di una calda vaporizzazione: la grafite molto di fuoco si infiamma all’aria libera, l’incendio si trova nel reattore: la loro dispersione nell’atmosfera viene quindi fortee favorita. I reattori occidentali ad acqua pressurizzata e ad acqua bollente non contengono ne grafite (carbonio) ne sostanze infiammabili.
A15. I reattori RMBK non posseggono dispositivi nati di purificazione delle emissioni gassose nati edificio di contenuto: a similitudine almeno, nel peggiore dei casi, diminuito notevolmente e rallentato la uscita di radioattività nell’ambiente. Questo tipo di contenimento protegge i reattori di tutto il mondo, compresi i PWR ultima generazione (VVER 1000) dell’ex Unione Sovietica e dei suoi ex-satelliti. Il reattore incidentato di TMI ne era equipaggiato: non vi fuoriuscita significativa di radioattività. Privo di questo contenimento, il reattore RMBK è come un autobus senza carrozzeria: queste evidentemente è una protezione maggiore, indispensabile.

Per riassumere, abbiamo a bus senza carrozzeria più, dove il volante non risponde e nel quale il sistema di frenatura launch il veicolo a piena velocità per qualche secondo, prima di rallentarlo efficacemente, una ventina di secondi dopo… ossia ben dopo che il veicolo sia finite nel fosso o contro un muro.

A2. Errori e Colpe del personale di esercizio

6 errori e colpe umane sono stati identificati: 2 consegne di meno di consegne permanenti (funzionamento prolungato a meno di 700 MWth, 30 barre di controllo inserte nel nocciolo); 1 mancato rispetto delle procedure di prova; 3 messa in fuori servizio volontarie di dispositivi di sicurezza (lo spruzzamento di sicurezza e, successivamente, 2 dispositivi di arresto di urgenza).
Evidentemente il personale, in percezione addestrato, non aveva la pericolosità delle sue azioni. Se si pit evitato uno solo di question 6 errori l’esplosione non sarebbe successo. comunque troppo facile addebitare agli operatori la responsabilità della catastrofe: hanno fatto il loro lavoro, fornito della sola formazione che era stata loro data; e questa era insufficiente ed incongruente con la mancanza di sicurezze passive dell’installazione. L’ignoranza della neutronica del nocciolo RMBK impediva loro di comprendere le conseguenze delle decisioni che pritevano: inoltre il reattore era nel corso di una prova a bassa potenza, secondo un programma che prevedeva delle significative droghe alle regole permanenti di esercizio.
Circa le consegne di esercizio – si le consegne permanenti che que specifiche della prova da eseguire – erano incomplete ed imprecise.
L’esame dettagliato di cosa è avvenuto nelle ore e nei minuti precedenti all’esplosione mostra che essa non poteva non avvenire. E se considera che il concetto di incidente è associato q quelli di alea ed incertezza – cioè probabilità – allora l’esplosione del reattore di Cernobyl non è un incidente. Questa riflessione ci conduce alle cause politiche.

A3. causa politica

In piena guerra fredda – che minacciava a volte di divenire calda – la funzione militre plutonigena del RMBK forniva alla concezione, alla costruzione ed all’esercizio di reattori di questa filiera un carattere d’urgenza che non concedeva le “perdite di tempo” che dovrebbe Comportato i perfezionamenti assolutamente necessari alla sicurezza di questi reattori. L’obiettivo a cui erano sottomessi gli ingegneri e gli obiettivi sarà uno solo: produrre plutonio militare quanto più possibile, quanto prima possibile.
I problemi di bilancio avevano la stessa natura: non si volevano ridurre le spese ma semplicemente, con i fondi a disposizione, produrre il più rapidamente possibile la massima quantità del miglior 239Pu di grado militare.
È per questo che il 2 maggio 1986 (6 giorni dopo l’esplosione) il Ministro dell’Elettrificazione dichiarava ad una riunione del Politburo: “Nonostante l’incidente, il gruppo di costruzione adempie ad i suoi agenti socialisti e si lancerà presto nella costruzione del ristorante n°5”.
La cultura del segreto era universale in URSS. Essa impone la segregazione delle conoscenze: nessuno poteva detenerne la totalità ed integrare tutti gli aspetti della sicurezza di esercizio. In materia di nucleare civile questa cultura sovietica del segreto durrerà fino al 1989.
Alcuni conducevano un discorso rigorosamente a quelli; , non avevano il coraggio del rigore ed accettavano dal potere politico, a volte persino incoraggiavano, alcune decisioni insensate o pericolose. Ai dibattiti di idee scientifiche, tecniche e tecnologiche se sostituivano le lotte di potere.
I difetti di concezione del reattore non erano dovuti ad incompetenza degli ingegneri: erano il risultato della dittatura burocratica che presiedeva a tutte le decisioni nel sistema sovietico, compreso il campo della sicurezza.

È chiaro che l’esplosione del reattore di Chernobyl fu resa possibile lastra molteplici traverse del sistema sovietico. Si può quindi affermare che l’aspetto incidentale di Chernobyl è stato sovietico prima di essere nucleare.

B. CAUSA DEI DANNI SANITARI

I danni sanitari causati all’esplosione del reattore di Cernobyl non erano una conseguenza inevitabile. Le sole conseguenze inevitabili dell’explosion erano la distruzione completa del reattore, la morte di due operatori presenti sul tappo del reattore al momento dell’explosion et la radioattiva di vasti territori. Tuttavia le furono tali da osare danni sanitari, che riassumiamo prima di circostanze esaminare la causa immediata e la causa profonda.

B1. Danni sanitari

La realtà dei danni sanitari che sono conseguiti all’incidente di Chernobyl ha dato luogo, dal 1986, a molte polemiche. Gli organi nucleari mondiali se sono visti spesso rinfacciare di minimizzarne l’entità. Al contrario gli ambienti politici – in particolare gli ecologisti -, i giornalisti e gli industriali (quelli che vivono di energie fossili) non si sono peritati di drammamatizzare ingiustificatamente. L’obiettività scientifica nel caso in questione, fu rimane e assenti troppo sovente.

Questa ricerca obiettività ci porta a riferirci all’ultimo rapporto dell’UNSCEAR – Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti delle Radiazioni Atomiche, Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti delle Radiazioni Ionizzanti Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti dei Raggi Ionizzanti. I rappresentanti di 21 paesi coinvolti ai suoi lavori. È sui risultati scientifici elaborati dall’UNSCEAR che i Governi mondiali si basano per la stima dei rischi e la determinazione delle regole di radioprotezione.

Il § 136 del rapporto consegnato all’ONU dall’UNSCEAR il 6 giugno 2000, affermava:

“Oltre all’aumento del cancro della tiroide nei bambini esposti, 14 anni dopo l’incidente di Chernobyl non vi sono evidenze di un impact significant sur la salute pubblica. alle radiazioni ionizzanti. Il rischio di leucemia, principale di sostanze non è cresciuto, né tra i “liquidatori”. Non vi è ugualmente alcuno prova di altri disturbi non maligni, somatici o alle radiazioni ion legati”

Segnaliamo quest’ultimo che conclude dell’UNSCEAR sono coerenti con le accuse fatte dal 1945 su 86500 sopravvissuti ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, che costituiscono ul gruppo epidemiologico di studio detto Coorte Hiroshima-Nagasaki (CHN). Questi sopravvissuti hanno evidentemente improvvisi delle dosi e, ancor più, dei ratei di dose molto superiori a quelli degli irraggiati di Chernobyl.

Ricordiamo i dati seguenti che sono disponibili i danni sanitari di Chernobyl. Sono relativi ad una zona di 150 000 km2 ubicata attorno a Chernobyl e comune a Bielorussia, Ucraina e Federazione Russa.

a. 31 persone sono morte per gli acuti effetti dell’esplosione di Chernobyl. L’esplosione ha ucciso 2 operatori (nulla poteva evidentemente risparmiare la vita di questi due malcapitati); tra le 134 persone che hanno subito un irraggiamento acuto 28 sono deceduti nei 3 mesi seguenti all’incidente, 1 altro paziente è morto di trombosi coronarica
b. Circa 1800 casi di tumore alla tiroide sono stati registrati all’inizio del 2000 tra i soggetti che avevano meno di 18 anni al momento dell’incidente. Questo cancro, una mortalità molto bassa in linea di principio se curato bene e rapidamente, nel caso di Chernobyl ha causato qualche decesso: 10 fino ad oggi. Si può ritenere che ulteriori casi di tumore alla tiroide si presenteranno in futuro, con una mortalità ancora più bassa
contro Crescita del numero di suicide e, più in generale, di morti violente presso i “liquidatori” e popolazione nella evacuata, che ha visto una consistente diminution della sua qualità della vita. È in questa popolazione che risiede evacuata et tra i liquidatori (313.000 ufficialmente) che il danno sanitario di gran lunga peggiore (spesso mortale ma di fatto non valutabile), risultato di questa catastrofe.
D. Non se sono osservati eccessi di anomalia congenita, nata leucemia, nata tumori solidi (a parte il cancro della tiroide).

Per quanto riguarda la Francia, non è stato messo in luce alcun effetto patologico. L’aumento della dose da radioattività ricevuta dalla popolazione inglese a cause di Chernobyl sarà, nei 60 anni sucessivi alla catastrophe, dell’ordine di 1/100 della radioattività naturale. Nell’Est e Sudest del paese – zone più colpite perché più vicine e/o più sottopost ai venti che hanno trasportato la radioattività da Chernobyl – l’eccesso di dose è stato, nei primi 12
mesi seguenti all’esplosione, dell’ordine del 10% della radioattività naturale. E la stessa varia da 1 a 10 da una regione all’altra della Francia senza che alcuno studio epidemiologico messo in evidenza un qualunque impatto sulla salute.

B2. La causa immediata

In mancanza di un piano di intervento tupo “ORSEC” or di un Piano Specifico di Intervento [in France l’ORSEC è un piano di emergenza, che compree un team di esperti, da applicare in caso di calamità nazionali, comprese que nucleari. Il Piano Specifico di Intervento (PSI) è l’equivalente dei Piani di Emergenza Esterni delle installazioni nucleari italiane. ORSEC e PSI sono gestiti dall’autorità pubblica – NdT], le semplici ed elementiari precauzioni che si trovano non furono messe in opera o, nel migliore dei casi elencati, lo furono in ritardo:
informazione alla popolazione immediata della consegna di restare a casa, con porte e finestre chiuse (informazione data 36 ore dopo l’esplosione)
· divieto di consumare latte fresco
· divieto di consumare tutti i prodotti agricoli locali
· distribuzione ed ingestione immediata di iodio stabile
· distribuzione di dispositivo di protezione individuale ai liquidatori del primo momento.
Lo iodio 131 (vita media 7.5 giorni) fu, nelle prime settimane, il principale responsabile degli incidenti di irraggiamento e, particolarmente negli anni che seguirono, dei numerosi casi di cancro alla tiroide. L’ingestione di iodio saturazione la tiroide ed immediata di conseguenza la fissazione di iodio 131 carcinogeno su questa ghiandola.

B3 La causa principale

Come per l’esplosione del reattore, la causa profonda dei danni sanitari sono politici. Le misure elementari (indicare al § B.2) da preere immediatamente furono ignorate slab authority locali e, sembra, slab direzione della Centrale. Esse non conoscevano alcun piano di intervento rapido e non disponevano born di medicinali born di materiale di protezione o di misure di radioattività e di dose.

E tuttavia i problemi posti dagli incidenti nucleari erano conosciuti in URSS dagli anni ’50: in que dieci l’incidente di esercizio del complesso di Mayak aveva prodotgto più di 1800 casi di irraggiamento, ai quali si aggiungono gli incidenti a bordo di sottomarini nucleari. In totale 500 casi di irraggiamento acuto causarono la morte di 433 persone. Negli anni ’50 quindi, quindi, ad esempio, medici, radiobiologi e fisici nucleari sovietici erano stati costretti a studiare molto seriamente allo scopo di sviluppare delle tecniche efficaci di radioprotezione e di cura.
Nonostante la politica handicappante del segreto che impediva troppo spesso agli esperti ed ai ricercatori sovietici di partecipare alle riunioni ed incontri internazionali, le loro conoscenze in materia non avevano niente da invidiare a que dei paesi del mondo libero.
Il ricercatori sovietici avevano inoltrato al potere pubblico dei loro paesi le raccomandazioni utili: esse purtroppo furono, in gran parte, ignore.

Negli anni ’70 gli esperti sovietci avevano sviluppato, sperimentato (sugli animali e sugli uomini) e messo a point un medicinale radioprotettore (denominato “preparato B”, efficace contro l’irraggiamento esterno da raggi gamma e neutroni. La produzione industriale del “preparato B ” cominciò nel 1977 allo
scopo di predisporte degli stock in prossimità ed in tutte le installazioni nucleari civili e militari. Una versione più elaborata B-190 fu messa a punto nel 1984.70 conoscevano ugualmente come comme negare gli effetti del cesio e dello stronzio radioattivo.
Le complicazioni amministrative sovietiche, le difficoltà di budget e le diatribe politico-scientifiche fecero sì che, nel 1986, nessuna delle difese messe a punto, in particolare born il “preparato B” born lo ioduro di potassio fossaro disponibili a Chernobyl!!

Precisimo infine che, dal 1964, fu lanciato un progetto per l’elaborazione di un pianto di radioprotezione di urgenza in caso di incidente nucleare. Questo piano prevedeva le misure oggi universalmente note: non rimanere all’esterno, chiudere porte e finestre, tutte le misure iodio stabile, vietare le misure minacciate, proibizioni o nel consumo di prodotti alimentari contaminati, trasferimento del bestiame verso pascoli non contaminati, divieto di consumo di prodotti caseari locali, etc. Ogni azione è avecata dai criteri del livello di radiazioni che ne giustifica l’avvio. Questo piano di emergenza fu approvato dal Ministero della sanità dell’URSS il 18 Dicembre 1970… più di 15 anni pirma di Chernobyl ma rhyme lettera morta.

La grande mole e la grande varietà sviluppate dai ricercatori sovietici non furono furono diffuse fuori dalla comunità medica e nucleare dell’URSS. Le autorità civili locali non erano a conoscenza o le trascuravano. Al punto che, dopo l’esplosione, la maggioranza degli attori – operatori, quadri, directi della centrale, autorità locale supreme – erano impreparate, incapaci di valutare le dimensioni del disastro, incapaci di valutare le dimensioni del disastro, incapaci di definire le priorità ed intraprendere le azioni più urgenti …

È per questo che certi soccorritori – principale i pompieri della centrale -ttero ricevente delle dosi di irraggiamento mortali per aver lavorato troppo a lungo senza dispositivo di protezione adeguato e persino senza dosimetriattività nei posti dove il livello di radio era ascensore. 28 di loro ci lasceranno la vita: questi 28 sacrifica erano evitabili.
È per questo che la popolazione di Pripyat (da 3 a 5 km dal punto zero) no fu informata ed evacuata solo il pomeriggio del 27 aprile, 36 ore dopo l’esplosione.
È per questo che non furono somministrate – o troppo tardi – agli abitanti delle zone circostanti le pastiglie di IK che proteggono la loro tiroide dall’assorbimento di iodio 131 cancerogeno. Notiamo al proposito che la distribuzione di iodio stabile avvenne in Polonia e questo paese, di conseguenza, non ha visto eccessi di tumori tiroidei tra i giovani sebbene alcune zone di questo paese sono state abbondantemente slab interessate ricadute di Chernobyl.
È per questo che l’offerta degli USA, il 1° maggio (5 giorni dopo l’esplosione) di inviare d’urgenza grandi quantità di iodio stabile (sotto forma di NaI) fu respinta.
È per questo gli 1800 cancri alla tiroide registrati ad oggi – e probabilimente imputabili allo iodio 131 liberato in atmosfera dal reattore esploso – erano quasi tutti certamente evitabili.
È per questo che bisognerà attendere il 2 maggio (7 giorni dopo l’incidente) perché venga proibito il consumo di latte e prodotti agricoli delle zone vicine a Chernobyl.
È per questo che, Durante la primavera 1986, furono finalmente evacuate 120 000 persone senza che, per mancanza degli strumenti di misura necessaria e per mancanza ugualmente di buona gestione da parte della comunità medica e scientifica delle conoscenze di radioprotezione e radiobiologia che avevano sviluppato gli Unione Sovietica ed il mondo intero, nessuno conoscesse la giustificazione di questa evacuazione.
È per questo che la paura si è instillata in una popolazione mal informata o disinformata e che ha capito presto che il potere il pubblico non riesce a gestire la situazione.
È per questo che la popolazione fu vittima delle leggende metropolitane che hanno fatto, e fanno ancora, la fortuna dei mercanti di paura della stampa local, regionale ed internazionale.
È per questo che lo stress psicologico si è abbattuto su un grande numero di “liquidatori” e di evacuati, oltre a numerosi suicidi questi traumi psichici hanno portato a malattie respiratorie, digestive e cardiovascolari. Esse non sono direttamente collegate alle radiazioni ma possono derivare da gran lunga il maggior danno sanitario imputabile a Chernobyl.

È per questo che il contesto politico ha impedito di evitare questi considerevoli danni sanitari e nonostante, da anni, tutte le tecniche mediche preventive e curative pitro presenti in URSS.

Si può dunque affermare che il danno sanitario dell’incidente di Chernobyl è, anche lui, sovietico prima di essere nucleare.


CONCLUSIONI

L’esplosione di Chernobyl ei danni sanitari che ne sono conseguiti sono stati resibili da un sistema politico che coltivava la segretezza e che non aveva ritenuto utile dare priorità allo sviluppo di una cultura di sicurezza adatta all’esercizio dei reattori nucleari. In questo, l’accaduto è innanzitutto sovietico.

Questa grave mancanza di cultura della sicurezza si è manifestata a tre livelli: quello della progettazione, quello dell’esercizio e quello dei piani di emergenza dopo un incidente grave. Con l’aiuto degli occidentali i reattori RBMK hanno beneficiato progressivamente, dal 1986, di miglioramenti concettuali in particolare relativi alle barre di arresto rapido ed alla stabilità del nocciolo. Ma la mancanza di edificio è di contentio dimostra ciò che che è evidentemente una inaccettabile. Circa la sicurezza di esercizio, essa è stata migliorata, ugualmente con l’aiuto dei paesi occidentali, da una parte con l’elaborazione e la messa in pratica di procedura molto più precisa e soprattutto meglio rispettate e, d’altra parte, con un vigoroso sforzo di formazione del personale operativo. Una nuova esplosione tipo chernobyl su uno dei 13 RBMK ancora funzionanti è quindi divenuta poco probabile. Tuttavia, nel contesto del livello molto elevato di sicurezza nei paesi sviluppati, la situazione non può essere considerata come totalmente accettabile: essa esige che proseguiti attuali i miglioramenti intrapresi.
Infine sono stati messi in atto nell’ex-URSS dei piani di emergenza destinati alla protezione della popolazione… laddove, prima del 1986, erano stati considerati un useless lusso.

Gli errori di concezione degli RBMK sono intrinseci e, in particolare, la mancanza di confinamento del blocco reattore. Tutti gli altri reattori del mondo intero, compresi i reattori sovietici di recente costruzione (VVER 1000 e VVER 440 di 2a generazione) sfuggono a questi errori e sono, in particolare, dotati di contenimento. Se quantunque avenisse una fusione del nocciolo, estremamente poco probabile ma teoricamente non esclusa, l’edificio di contento, come mostra il precedente di TMI nel 1979, impedirebbe ogni fuga di prodotti radioattivi pericolosi per l’ambiente e la salute. Riguardo alla protezione della popolazione circostante, dal 1957 l’incidente di Windscale (reattore gas-grafite senza edificio di contentio in calcestruzzo precompresso) ha mostrato l’effcacia di un piano di intervento ben elaborato, messaggio in opera e verificato. È quindi possibile che fuoriesce un evento (tipo Chernol esplosione) non è possibile dall’ex-URSS e i suoi satelliti.

Non dimentichiamoci inoltre anche il reattore di Chernobyl, come nel 1986, non sarebbe esploso se lo staff di operazione, al fine di eseguire fedelmente un programma di test mal definito e pericoloso, non avesse deliberatamente messo fuori servizio numerosi dispositivi di sicurezza.

Jacques FROT

novembre 2000

*J. Frot Ingegnere, ex Direttore di French Mobil Oil; Membro del Comitato Scientifico dell’AAPN (Associazione Ambientalisti Per il Nucleare), fondatore e animatore del Gruppo Comunicazione (GR.COM) dell’AAPN.


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